VATICANIT: il canale youtube del Vaticano (6,5) **

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Questo canale offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre Benedetto XVI e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.
E aggiornato quotidianamente.
Le immagini sono prodotte dal Centro Televisivo Vaticano (CTV), i testi sono redatti dalla Radio Vaticana (RV) e dal CTV.
Le videonews offrono una presentazione delle posizioni più autorevoli della Chiesa cattolica sulle principali questioni del mondo doggi.
I link permettono laccesso ai testi completi ed ufficiali dei documenti citati.
Paese: Santa Sede (Città del Vaticano)
VATICANIT: il canale youtube del Vaticano (6,5) **ultima modifica: 2009-05-05T16:13:00+02:00da borgosotto
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1.086 pensieri su “VATICANIT: il canale youtube del Vaticano (6,5) **

  1. sono uno scrittore. ho inviato a vaticanit diversi lunghi commenti, dove, in copertina, sotto san pietro, è scritto. commenti. ho fatto di tutto, con la massima educazione possibile, a porre dei problemi anche ardui, perchè no! sempre, però con correttezza. so che i preti sono molto sensibili alla buone maniere.Tutti i miei sforzi teologici gettati alle ortiche! Lì, nessuno risponde, quel sito ingoia tutto, perfino Lutero redivivo! Semplicemente, non arrivano le risposte. Il presunto dialogo è monodirezionale? ovvero una cassetta delle elemosine teologiche dei laici che ingoia tutto? Io pensavo a un dialogo convenzionale. Se la chiesa ama dialogare con se stessa , fra le Gerarchie, son caduto proprio male! Ditemi una volta per tutte di che si tratta. Contributo a perdere o dialogo. grazie. Ancora una cosa: quel che io ho scritto, lo avete almeno conservato in una memoria? Bene. Io sono cattolico. il mio maestro è stato giovanni maria vannucci osm, morto da diversi anni, autore di numerosi libri di meditazione molto raffinate, da meditare con coraggio. Perchè coraggioso era lui stesso. Uno strano monaco che un giorno mi disse: vedi, amico, i monaci vanno a pregare nella loro celletta, lasciando fuori il portafoglio, che riprendono dopo la preghiera. non tutti! e lui, dopo un po. non tutti. A me ha segnato la vita: lo sapete perchè? beh, velo dico.un giorno, sotto il ciliegio grande all isola delle stinche (piccolo luogo di preghiera, vicino a firenze), io gli domandai: che debbo fare, padre, ed egli, senza battere ciglio: insegna ai preti, ad esserlo veramente. Io laico, conoscendo la supposta arroganza della chiesa, – è praticamente impossibile – risposi. lui, con un sorriso perso dietro a una delle sue colombe che si alzava in volo: TU, FALLO. Ho tentato mille volte, pregando insieme a loro, avanzando, con garbo, ipotesi teologiche, un pochino dure a digerire; in senso paolino, che tutto ciò che facciamo di bene è dono del Signore e, altrettanto,colpa nostra quel che di male facciamo, senza di Lui amatissimo… e tante altre, anche più estenuanti riflessioni sul Suo Santo Nome.Macchè, niente! Solo un giovane prete peruviano mi ascoltava con interesse, replicava con dolcezza, siccome fossimo due amici: accettò perfino il fatto che il Signore Gesù Cristo, quando comandò di non fornicare, in primis, intendeva la fornicazione con gli idoli:potere, denaro, gloria, – lievi doveva considerare, gli eccessi dell erotismo….(da un opera di padre giovanni maria vannucci osm) insomma, Gesù sa, che mi davo daffare..eccome.. con la certezza che mi fosse sempre vicino… Il comportamento paternalista e altezzoso e pregiudizievole di questa vostra iniziativa: vaticanit..ahimè.. mi suscita sentimenti che non avevo provato prima, disprezzo , disgusto, amarezza, per voi che non rispondete, se non a quei laici, la cui voce risuona ognidì sulle gazzette. non è così, cari fratelli? Sono sicuro che Padre Vannucci non cosiderava l apostolato unico appannaggio di una solida teologia, ma l immersione in quel Grande Mare, dove il PARACLITO è l unico vero SIGNORE. Senza speranza di una risposta, vi saluto .Ho settantadue anni, ho moglie e un figlio, ho scritto una Saga in quattro parti, di cui due pubblicate.

  2. sono uno scrittore. ho inviato a vaticanit diversi lunghi commenti, dove, in copertina, sotto san pietro, è scritto. commenti. ho fatto di tutto, con la massima educazione possibile, a porre dei problemi anche ardui, perchè no! sempre, però con correttezza. so che i preti sono molto sensibili alla buone maniere.Tutti i miei sforzi teologici gettati alle ortiche! Lì, nessuno risponde, quel sito ingoia tutto, perfino Lutero redivivo! Semplicemente, non arrivano le risposte. Il presunto dialogo è monodirezionale? ovvero una cassetta delle elemosine teologiche dei laici che ingoia tutto? Io pensavo a un dialogo convenzionale. Se la chiesa ama dialogare con se stessa , fra le Gerarchie, son caduto proprio male! Ditemi una volta per tutte di che si tratta. Contributo a perdere o dialogo. grazie. Ancora una cosa: quel che io ho scritto, lo avete almeno conservato in una memoria? Bene. Io sono cattolico. il mio maestro è stato giovanni maria vannucci osm, morto da diversi anni, autore di numerosi libri di meditazione molto raffinate, da meditare con coraggio. Perchè coraggioso era lui stesso. Uno strano monaco che un giorno mi disse: vedi, amico, i monaci vanno a pregare nella loro celletta, lasciando fuori il portafoglio, che riprendono dopo la preghiera. non tutti! e lui, dopo un po. non tutti. A me ha segnato la vita: lo sapete perchè? beh, velo dico.un giorno, sotto il ciliegio grande all isola delle stinche (piccolo luogo di preghiera, vicino a firenze), io gli domandai: che debbo fare, padre, ed egli, senza battere ciglio: insegna ai preti, ad esserlo veramente. Io laico, conoscendo la supposta arroganza della chiesa, – è praticamente impossibile – risposi. lui, con un sorriso perso dietro a una delle sue colombe che si alzava in volo: TU, FALLO. Ho tentato mille volte, pregando insieme a loro, avanzando, con garbo, ipotesi teologiche, un pochino dure a digerire; in senso paolino, che tutto ciò che facciamo di bene è dono del Signore e, altrettanto,colpa nostra quel che di male facciamo, senza di Lui amatissimo… e tante altre, anche più estenuanti riflessioni sul Suo Santo Nome.Macchè, niente! Solo un giovane prete peruviano mi ascoltava con interesse, replicava con dolcezza, siccome fossimo due amici: accettò perfino il fatto che il Signore Gesù Cristo, quando comandò di non fornicare, in primis, intendeva la fornicazione con gli idoli:potere, denaro, gloria, – lievi doveva considerare, gli eccessi dell erotismo….(da un opera di padre giovanni maria vannucci osm) insomma, Gesù sa, che mi davo daffare..eccome.. con la certezza che mi fosse sempre vicino… Il comportamento paternalista e altezzoso e pregiudizievole di questa vostra iniziativa: vaticanit..ahimè.. mi suscita sentimenti che non avevo provato prima, disprezzo , disgusto, amarezza, per voi che non rispondete, se non a quei laici, la cui voce risuona ognidì sulle gazzette. non è così, cari fratelli? Sono sicuro che Padre Vannucci non cosiderava l apostolato unico appannaggio di una solida teologia, ma l immersione in quel Grande Mare, dove il PARACLITO è l unico vero SIGNORE. Senza speranza di una risposta, vi saluto .Ho settantadue anni, ho moglie e un figlio, ho scritto una Saga in quattro parti, di cui due pubblicate.

  3. ..non mi sorprende affatto; avete cambiato grafica! perbacco, che progressi fa la redazione! seguendo il miglior metodo manageriale! io avrei avuto più piacere vi foste dati alla preghiera esicasta. Il Santissimo Nome di Gesù, ripetuto continuamente, risponde alla domanda che l officiante fa per la consacrazione di un vescovo: CURABISNE IMBECILLITATEM HOMINUM al che il neo consacrato risponde CURABO. E una pratica della Chiesa Ortodossa che non farebbe male eseguire, coraggio, vescovi di questa povera CEI fuori controllo, fatelo! Forse smettereste di essere interlucutori priviligiati del governo della repubblica (card. Bagnasco) con quei suoi morali: dovete, dovete, dovete; mai una volta dicesse: che lo Spirito Santo ci illumini, affinchè vi sia rispetto per la vita, cari fratelli, poichè senza il Suo Aiuto nessuno può – ut homo – fare un bel nulla! San Paolo, il santo che io venero di più – lettera ai Romani. : non io ma Cristo in me possiamo rispettare una vita sin dal suo germogliare. Se non fosse così – il sacrificio di Cristo sarebbe inutile. Dovete – dovete – dovete è l odioso invito al paziente depresso, di rivolgere altrove il proprio pensiero: se fosse così facile, mio povero medico, non sarei qui da lei. Per contare in questo mondo come un potente, molti Prelati CEI, usano la stessa cantilena dei politici consumati e furbi, pensando di essere ascoltati, in quanto unti dal Signore e pastori di un gregge. Ma le pecore sentono che la cantilena non BRUCIA DELLO SPIRITO SANTO. e, ahimè, tutto rimane come prima. Allora che fare? pregare intensamente il Consolatore – che è Dio – e non parlare prima di essere consumati dal SUO FUOCO. Tacere dentro la preghiera è molto meglio. Lei, cardinale, imita un politico onesto e capace (Pier Ferdinando Casini), nella cadenza e nella sostanza, riducendo il tutto, lei che ha la porpora, in un triste rigurgito di moralismo per nulla convincente, lontano com è dalla Pietas. Ovvero, senza la veste talare, potrebbe essere un presidente del consiglio dei ministri, onorato da “quasi tutti”. La morale recitata agli altri ha un solo veicolo per essere udita dagli altri, la Voce del Pastore che le pecore riconoscono – AMORE – di Colui che ha detto : se io non vado, non posso mandarvi lo Spirito di Verità. Parlare fuori da questo registro, significa occupare un posto che non appartiene più. Molti altri prelati (Tettamanzi, ad esempio) non trovano di meglio che irritare i fedeli oltre misura, giaculando inviti all accoglienza, secondo un stile rancoroso e giacobino, che ricorda di più la dea ragione, che il commosso appello che lo Spirito divino ci rivolge con tatto e dolcezza verso i nostri fratelli immigrati. In loro (così, anche Crociata) sento un livore incontenibile, siccome dicessero: queste cose si capiscono e si fanno anche senza intermediazione di NESSUNO. E naturale capire! Questo il tono. Ma la Cei, a mio parere, navicella fuori controllo, trova nel Santo Padre un adeguato contrappeso spirituale. Ogni Suo gesto è inverato di commosso amore verso le creature – vero Vicario – al di fuori e al di sopra di ogni dosaggio politi e di ogni convenienza. Ma perchè tace, Egli sa e tace, ricordo la parabola della zizzania e sorrido. Io credo nella Santa Chiesa Cattolica nei giorni del pontificato di Papa Benedetto. Che il Paraclito non l abbandoni neppure per un attimo, Il Papa che sorride per un epochè inconoscibile, soffre tanto! di questo ne sono certo. Ho 72 anni, sono stanco, la Vergine in questi tempi si rivolge a noi dicendo: pregate la Santissima Trinità, dite il Gloria. Ciao cari fratelli.

  4. …sei una persona arrogante, senza un briciolo di umiltà, perchè mettere al centro di una diputa una persona e non semmai il suo supposto errore? Ma tu sai almeno chi è il Card. Tettamanzi? Egli è persona intelligente e mite, uno studioso come nemmeno te lo immagini! fedele membro della Chiesa, non uno sbruffone come te. (sei della lega?) Se è così, allora, abbiamo capito tutto. Il Card. Dionigi ha la fiducia del Papa, egli è un buon pastore. Cancella quegli obbrobri e confessati. Firmato: Fiorena Pivi. DUNQUE, PROVIAMO A IMMAGINARE CHE IO RICEVA QUESTA RISPOSTA AI DUE COMMENTI. NESSUNO RISPONDE E ALLORA NON MI RESTA CHE LA SIMULAZIONE. Ahimè, mi sento morire di vergogna, che diritto avevo e per quale verso ho lasciato intendere che Sua Eminenza non è assistito dallo Spirito Santo. Sono come pietrificato, io un giudice? Pietrificato dal dolore, non so dove volgere lo sguardo. Non mi resta da pregare. Chiedo a Gesù di perdonarmi, Sento una dolcezza dentro che stempera il dolore, vado prendo il Vangelo, leggo: Giovanni, 10, 3, 5 …Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua VOCE: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perchè non conoscono la VOCE degli estranei.

  5. .. eppure vi è chi usa il Vangelo in maniera subdola contro la Via, la Verità, la VIta. Faccio un esempio, carissimi uomini di chiesa: se io sento che uno di voi mi ha escluso dalla Mensa, per via di un vostro giudizio, ad esempio, sull accoglienza di tanti fratelli immigrati, perchè avete preso a sè stante la parabola dell accoglienza: sono malato e voi… e unificandovi al coro di coloro che non amano coloro che migrano anche pieni di speranza, ma ne fanno fonte di un indiscusso utile particulare avvenire, semplicemente blandendoli; voi, con tutta la vostra autorità ecclesiale, mi odiate! eccome! facendomi sentire estraneo alla volontà del Signore Gesù – Gesù immigrato – Gesù da me respinto – non avete usato il Suo Amore nella VOCE, ma soprattutto vi siete dimenticati quel che dice il Sinore, ora ve lo cito, state allegri, ve lo cito, ma prima vi faccio sapere, perchè lo fate. Per avere i numeri onde essere apprezzati da questo mondo, per colloquiare con gli uomini potenti di questo mondo, per sentirsi tuttuno con la potente voce della laicità, che non ha nessun interesse di una visione complessiva, quanto di una verità brandita contro il “resto”, simile a una clava, caro Dionigi! ecco le parole che dice il Signore o almeno il senso: voi caricate sulle spalle dei …(di coloro che tentate di amministrare, di salvare dall errore, non ricordo…chiedo scusa) ponendo loro sulle spalle pesi che voi non vi sognate di spostare neppure con un dito. Anche se ho in mente di non aver citato con esattezza le parole di Gesù. Di una cosa sono certo: si tratta dei Farisei, l ala più intransigente del giudaismo di allora; subito dopo Gesù aggiunge: voi fate lo stesso quel che vi ordinano. Con questo voglio dimostrare che non è sufficente l intelligenza delle Scritture, l erudizione, se non siamo costantemente assistiti dal Paraclito, che è Amore, e non suscita in larga parte dei fedeli il rigetto della Parola.

  6. ..non ho riferito nella lettera le parole del Signore, me ne dolgo e provvedo immediatamente. Matteo 23, 1, 5 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perchè essi dicono e non fanno.Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: … ho forse travisato le parole del Signore Gesù? eppure carissimi fratelli voi mi percuotete il volto con un silenzio di cui non conosco il significato. Gloria alla Santissima Trinità Un Solo Dio. buona notte, fratelli tutti. sono così stanco…..

  7. ..non ho riferito nella lettera le parole del Signore, me ne dolgo e provvedo immediatamente. Matteo 23, 1, 5 Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perchè essi dicono e non fanno.Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: … ho forse travisato le parole del Signore Gesù? eppure carissimi fratelli voi mi percuotete il volto con un silenzio di cui non conosco il significato. Gloria alla Santissima Trinità Un Solo Dio. buona notte, fratelli tutti. sono così stanco…..

  8. ..chiedo scusa, è scomparsa la mia lettera con un fiaba che avrei voluto che Sua Eminenza Rev.ma Mons. Dionigi Tettamanzi leggesse.Da questo – non so come si chiama – è scomparsa -vorreste dirmi per cortesia dove la mia inettitudine informatica, l ha scaraventata? Grazie, reverendissimi redattori. E così che vi chiamate? non avendo una stampante, non ne ho fatto copia, ho scritto quel che ho scritto con gioia, senza pensare ad altro. restituitemi quel mio giocattolo, vi prego – sempre se lo avete voi, si capisce – in fondo sono “anche” uno scrittore! Se avete simpatia per il Card. – scrittore Biffi – un birichino pure lui – perchè avete trattenuto il mio giocattolo?

  9. …già, perche? E se io provassi a capire quanto anche voi siete birichini – in Toscana si dice così, affettuosamente dei bambini un po rumorosi – vi andrebbe? Bene. Vediamo, dunque. Una ragione semplice: osa parlare con un tono del tutto irrispettoso – sembra essere un amico di lunga data del Cardinale – e questo non va. Una ragione che tanto semplice non mi appare: quello mette in ballo un monaco di Santa Romana Chiesa, attribuendogli concetti e comportamenti che la prudenza c insegna a verificare. Potrebbe essere un millantatore, abile e spregiudicato. E questo non va. l autore della lettera a Sua Eminenza Reverendissima Card. Dionigi Tettamanzi è o comunque potrebbe essere un povero psicopatico con manie di grandezza; io desumo che voglia presentarsi a noi chierici – ha mal digerito San Paolo – non già come Apostolo delle genti, ma addirittura come Apostolo del Clero. Se avessimo pubblicato quella lettera anche noi ci saremmo esposti al ridicolo. E ancora: Il signore delle mosche ha una capacità incredibile di simulare la Parola Evangelica, a volte ci tenta con un linguaggio similvangelico. Non dobbiamo essere proprio noi il suo trampolino di lancio! Preghiamo dunque per quel poveretto che ha scritto quella stramba lettera-fiaba, sedotto da Lucifero. Che il Signore aiuti Piviero Fani a rientrare in se stesso. Non riesco a immaginare altre ragioni che giustifichino la censura. a meno che non si sia trattato della eccessiva lunghezza della lettera…. ora vi spiego quel che ho fatto col mio computer: finita la lettera sono andato su: iscriviti a questo modulo, poi su invia. E apparsa una pagina nera come la notte dove in principio è scritto”pregasi convalidare il commento”. Bene. A questo punto ho vista in quella pagina un codice buffissimo che io ho digitato sotto, con ogni cura. Una, due tre volte…niente, dava ripetutamente, gracchiando: il codice è errato, il codice è errato, e via di seguito. Alloraio son tornato qui, nell arancione e non ho trovato più la mia lettera-fiaba.Ah, dimenticavo, una ragione per nulla disprezzabile: questo pivier vuol farsi conoscere come scrittore a spese nostre, ma figuriamoci! Meglio per lui rintuzzare la sua vanità. Io ho finito, cari reverendi amici a più tardi.

  10. …a volte addirittura gongola che noi pensiamo che sia un piccolo, incipiente anticristo? Lo Scemo, chiamamolo così per comodità, non sa che l Anticristo si presenterà come in CCC,75. Però, preso così, in ridere, potrebbe anche essere divertente… ma che dice, Ultimo dei Redattori, questa è una pagina che accoglie commenti religiosi, non certe amabilità – nella migliore delle ipotesi!

  11. …verrà un tempo in cui vi parlerò della Chiesa, del Concilio Vaticano Secondo, di Giovanni 23, le sue paure, Giovanni Paolo Primo – ispiratore del mio linguaggio – . Per adesso vi dico solo il titolo della mia meditazione – prego con tutto il cuore, assistita dallo Spirito Santo, che mi ha insegnato a non avere paura -. IL CONCILIO VATICANO SECONDO NECESSARIA SCIAGURA e GRANDIOSA OPPORTUNITA PER LA CHIESA. Dio abbia in gloria Giovanni, Paolo, Giovanni Paolo e ancora Giovanni Paolo. Requiem aeternam dona eis domine, lux perpetua luceat eis. Pregate un pochino per la mia salute. Vorrei assistere a uno Spettacolo Grandioso che la Santissima Trinità sta per offrire a noi figli.

  12. …carissimi preti, siete fantastici! semmai uno di voi che crede come io credo che l approccio al vaticanno secondo sia diverso per martini e per il Papa, mica siete scemi – mi censurate ancora, uno di voi che come me pensa sia diverso – mi censura – forum viva il concilio, siete come dei bimbi che richiedono sempre novità! io ve le do e voi trak, mi censurate! Gesù vi ama, ve lo dico io che che Lo conosce – eccome! simpatici anche quando volete essere antipatici! anche quando siete beoni! anche quando siete simoniaci, anche quando siete pedofili, e lo sapete perchè? avete mandato a farsi fottere le regole dei comuni cittadini, per alcuni il passo è stato più lungo della gaba, specie i pedofili e i simoniaci, sono i prescelti del Suo Amore, perchè i sani non hanno bisogno del medico. Anch io – vi ho pure criticato, eccome! ma vi amo, ho simpatia per voi, che pure qualche volta vorreste una fettina di questamondo, e tutti vi sono addosso! ma Gesù vi ama, sa che qualche volte – birichini – dovete ricorrere a uno strappo, qualche volta unirvi malinconicamente al coro, ma Gesù questo lo sa! avete buttata la vita del mondo di cui satan a è il signore dietro le spalle, avete osato, qualcuno cerca di riprendersela – una fettina – ebbè Gesù sa che non è merito o demerito vostro se qualcuno di voi transige, ma del fatto che si è dimenticato del suo Gesù, ma Egli non si è affatto dimenticato di voi! Vi amo, cari preti , chè state sul letto di locuste, tirati ora da una parte ora dall altra: Anche questo, Gesù lo sa, preti “peccatori” non vi lasciate deprimere dalle critiche del vostro Vescovo, ascoltatelo ma subito dopo pensate a GGesù, anche se non avete più lacrime per via delle umiliazioni ricevute…Gesù comprende anche la vostra disperazione per essere stati condannati per un reato abietto… ma Lui in uno slanci di amore vi ha già perdonato…tu es sardos in aeternum…

  13. … accidenti! ho fatto un mare di errori di battitura, ho scritto di getto. Ho sentito il Suo amore alitarmi sul collo e io..via a scrivere di getto… bello: tu es sacerdos in aeternum… è la Sua promessa! buonanotte, carissimi. Ed anche Tu, Vicario, amali questi preti, a maggior ragione, quando si allontanano dal Tuo Soglio, come il Gatto con gli stivali, tieni loro la testa fra le tue mani. …

  14. … Benedetto ha parlato di quei che dalle vicende del mondo, tra gli uomini di chiesa, sono sensibili alle lusinghe di satana; ovvero, la carriera che rimeriti se stesso, i privilegi. Una nostalgia del potere che male si addice al loro ruolo. Bene ha fatto. Ma io mi auguro, per la salute dell Assemblea, che il caro Joseph, non demorda. Credo giusto anche vedere da dove si attinge il male. Chi opera nel mondo vedendo principale etica e politica, tende a schierarsi, per aver visto un deficit – ad esempio – di giustizia, con coloro che ne soffrono; sovente prendendo in odio quelli che ritengono responsabili, e finiscono così per omologarsi “inevitabilmente” col radicalismo ateo che non fa mistero di concepire strategicamente odio e avversione. Altro è vedere principale il Cristo e per Lui amare i poveri e i perseguitati a causa della giustizia, essi non incorrono nell odio e nell avversione. Piuttosto facile, qui in Italia, vedere i cattolici impegnati nell agone politico, trovarsi a odiare, a fianco dei laici radicali e degli atei. Ma di costoro non voglio parlare oltre. Ebbene, odiare a causa di un deficit politico, l avversario, conduce a pretendere riconoscenza, un potere alternativo e oltre. Questo, secondo me è male, insidiosamente male, subdolo e discreto che s infiltra fra gli uomini di chiesa, dai parroci fino ai vescovi. E anche questo conduce inesorabilmente a professare un Cristo depauperato della Pietas, orientato orizzontalmente, che inizia, ahinoi, a rendere plausibile quanto contenuto in Catechismo della Chiesa Cattolica, al punto 75.

  15. …il quotidiano della CEI accarezza spesso la prima tendenza, forse ritenendola, tutto sommato, nobile, lo fa con un certo garbo, forse in buona fede o comunque mascherando egregiamente ogni avversione. Altra cosa è Famiglia Cristiana – ho scritto di questo periodico nel suo sito – che si autoreferenzia coraggioso, solidale con chi soffre, mai schierato. Io ritengo non sia così. Avevo promesso di non parlare dei problemi che attengono al mondo laico. Altri lo fanno molto meglio di me. Mi duole di non avere mantenuto la promessa.

  16. …e nella furia e la gioia di scrivervi, cari preti ho stranamente inserito qualcosa che esulava dal contesto : le locuste, au lieu de Procuste o Damaste, uno che pretendeva che altri avessero un medesimo modo d essere, di pensare, di agire. Tormentandoli per questo.Di getto, però, i miei automatismi mentali, chissà perchè, hanno espresso: locuste. Esodo,10,4,5 – Ottava piaga – il faraone si ostinava a non lasciare gli israeliti uscire d Egitto. ….

  17. —oggi ho ricevuto una sorpresa: nella mia “insipienza” pensavo di essere uno dei pochi che pensano la cei essere una navicella fuori rotta, fuori controllo. parte della cei. in altra parte, i nomi di coloro che esercitano una guida, se dico nefasta, voi mi censurate e allora, dirò eterodossa.. Oggi, ore18, ho ricevuto la
    Benedizione della Casa. Il sacerdote o il diacono che l ha impartita era d accordo con me totalmente e anche oltre. Entrambi ci siamo detti fedeli alla Chiesa, nella persona di BENEDETTO, Ci siamo detti dello scivolone che la cei sta sciaguratamente facendo dal CRISTOCENTRISMO all antropocentrismo, causa di odio e rabbia di tante pecorelle. Abbiamo poi, meditato San Paolo, La Lettera ai Romani. Ci siamo lasciati nel nome di Cristo e di Benedetto, Suo amatissimo Vicario.

  18. la Rinuncia e il Distacco (épochè: Husserl). . . . . . . . . . . . . parva cogitatio coram vobis fratribus. . . . . . . . . . . ..io non credo (penso) che la rinuncia conduca “necessariamente” al distacco. Quanto piuttosto ad una aggressività ideologica dovuta alla frustrazione. Mi viene continuamente di ricordare …misericordia, io voglio, non sacrificio… forse a sproposito, cito l evangelo? A me non sembra. Ho rinunciato a questo e a quello, dunque, sono meritevole. L orgoglio che scaturisce dalla rinuncia “può” condurre alla ridicola esigenza di volersi vedere remunerato un titolo dinanzi a Cristo Signore. Per me la rinuncia è pratica “religiosa” piena angoscianti incognite. Una (la rinuncia), è pratica di umana volontà, assistita quanto volete dallo Spirito, ma, a mio dire, ha qualcosa di sacrilego, – in quanto vorrei, ma mi astengo dal consumarne l oggetto – rispondendo “positivamente” all enunciato, …concupiscentia est desiderium rerum absentium … ma come? estirpando il desiderio? no, perchè insito nella umana natura, per via della colpa originaria (ragione discriminante, dono di Lucifero, madre di tutte le umane scienze), a mio dire azione titanica e anche se ASSISTITA, dovrà ripetersi più di una volta, perchè inestinguibile in quanto corredo dell uomo il triste desiderare. Altresì è il Distacco” (épochè) esso è prodotto dalla preghiera insistente e felice verso il Cristo che non mi fa mancare di nulla, prende origine, non dal titanismo della ragione, ma dall amore per il Cristo, che fa impallidire al Suo cospetto, ogni oggetto di desiderio. Lo brucia in un Amore donato all orante, di per sè non meritevole, da Cristo stesso, affinchè cessi ogni doloroso dualismo. Si può recedere dall epochè? Si può recedere. Quando ci affanniamo a estinguere il desiderio con il suo oggetto, ci troviamo – non dico: abbandoniamo – da un altra parte – ahimè, non più il Cristo in sè – senza che Lui si sia mosso; ora è Satana a tentarci – non più Lucifero – abbiamo saputo distinguere fra il dono di satana e quello di Cristo Gesù, da noi amatissimo, Desiderio e allo stesso tempo, Oggetto di tanto? evidentemente no. Siamo atterrati su di “pianeta malinconico e rissoso” da cui Lui e solo Lui, restituendoci il dono della preghiera, “gratuitamente”, può riunirci al Suo Sacro Cuore. Per me, cari fratelli, si attaglia il costume della preghiera, di questo ne sono certo.

  19. …ancora censura, ma avete veramente tanta paura di Mons. CEI? O tanto rispetto, se volete. Vi sembra impossibile che l autore della precedente meditazione, da voi acquisita, per cui vi ho ringraziato, sia sceso in un così miserabile “dasein” (Heidegger), da sciupare tutta l armonia che aveva istruito, in un attimo. E^ di rigore, in quasi tutti i santi, una inc…….a! Figurarsi in figuri come me! Ma, per farvela breve, uno strano uccellino mi è venuto in aiuto: mi ha fatto vedere come si fa a copiare un commento – sapendomi estraneo ai divertenti giochi informatici. Grazie, uccellino, gli ho detto, ora c è di che divertirsi.

  20. …bene, così va meglio: quanto vorrei che ci fosse ad ascoltarmi, San Bernardo da Chiaravalle – le matte risate che si farebbe! – Lui sa quali siano i miei intenti – quanto io ami la Chiesa nel Suo Vicario Benedetto – però, voglio a voi apparirvi un pochino spregevole. Lo sapete, perchè? io sono di “quelli che avendo poco fondamento (3, 4,cm. di terriccio) in sè, quando vie seminata la Parola, l accolgono con grande (straordinario) entusiasmo, ma la terra, pur essendo buon a ha un miserrimo “spessore” e la piantina muore.” Ma pensate che Gesù ed io non ritentiamo? Ma è un continuo! Piccosi entrambi come siamo, ci lasciamo e torniamo di nuovo sorridenti , l UNO dinanzi all altro. NON HO ALCUN DUBBIO CHE LUI, SOLO LUI, MI SALVERA, io che volete, sono in balìa degli umani giudici (voi censori)e dei giudizzi, ad esempio, di cui gratifico il Principe della CEI.

  21. …dài…state riflettendo se pubblicarlo o no questo piccolo commento! siete lì a dirvi: questo ci ripropone il pamphlet a tema Card. Bagnasco, ne ha una copia e la vuole stampare qui da noi, gli ripugna un po, darla ai laici, l avrà anche corretta, resa ancor più micidiale, ma vivaddio sentiamo anche tutto il suo calore per la Chiesa! che diamine!

  22. … siete lenti, e a mio parere incorreggibili! Sapete dove porta l eccessiva prudenza?! non era blasfemo il mio commento, via! Dinanzi a quel che ho detto e ancora penso di Mons. BagnascoCei, ho chiesto, mica retoricamente, cari fratelli, nientemeno che il giudizio di un Santo che amo tanto: San Bernardo da Chiaravalle. Qui non si scherza: o son demente, o sono felice, quindi ispirato.Una delle due. La categoria demenza, accoglie, più o meno tutte “le qualifiche” di cui dovrei essere oggetto.

  23. … neppure la pagina nera come la notte – le parole fossero tante stelle d argento? Ma, così, di brutto, senza neanche un cenno del vostro rifiuto? Avete spinto il pulsante automatico ed è sparito un amico di Gesù, così, nel “nulla”.Essere in una geometria abbandonata da vaticanit – commenti recenti. zitto e mosca!

  24. … non siete cattivi, solo volete proteggere una Persona a voi cara, che vi sembra stolto e ingiusto il mio commento. non è vero? Ma credete che a me, Angelo, non mi sia caro? SE conoscesse tutte le PRECEDENZE EVANGELICHE e tentasse almeno di essere più umile – nelle intenzioni di papa Benedetto agli uomini di chiesa – vi ricordate? Non vi mettete troppo in luce – a volte una “visita apostolica” può divenire, una vetrina di vanità. Anche dall estetica; quanto è vero Soeren Kierkegard, dice “l estetica è propeduetica all etica”.

  25. .. ora prendete atto della mia vanità! a qual punto mi pro voca dolore! In uno dei precedenti commenti ho scritto “giudizi” con due zeta. Quando ho riletto, mi è venuto un sudore freddo per tutto il corpo: all improvviso mi è sembrato più importante quell errore di ortografia, che non i contenuti del commento. La fisiologica reazione (sudore) sta a dirvi quanto mi prema il giudizio di voi tutti, dotti e meno dotti; così tanto la vanità mi possiede, che lipperlì, avrei voluto scomparire dal sito con tutti i commenti. Quand anche voi, cari amici, aveste giustificato l odiosa offesa alla grammatica, come un innocente errore di battitura. Accogliete questa mia confessione con benevolenza.

  26. …ma perchè, Schettino, Crociata, Tettamanzi, con le omelie de migrantibus, in specie de islamicis, irritano a tal punto i milanesi – gente semplice – da esserne “addirittura odiati”? Io dico loro. usana la “DIDATTICA” EVANGELICA in maniera esemplare, ignorano cosa vi sia dentro una simile didattica. Causa il loro viscerale antropocentrismo finiscono, amando, per amare gli uni e condannare gli altri. Dividono l UNICO GREGGE, come Cristo non vorrebbe. senza invalidare la Legge, senza invalidare l Amore. Io sento dappertutto parole di odio nei confronti di questi Prelati -non solo dalle gazzette della Lega, ma, come ho detto, da in mezzo alla gente semplice. Che li dovrebbe ascoltare per la Parte della Dottrina Evangelica – chè dicono il giusto! – ma rigettarne il carattere rissoso e abilmente provocatorio, come se a parlare (di accoglienza) FOSSERO LORO, e non il Signore Gesù Cristo. Nella migliore delle ipotesi, tanti cittadini milanesi, ritengono il Card. Tettamanzi, loro Presule dimidiato. A mio parere, visti i resultati, sempre più drammatici, (oggi, l ennesima conferma) mi vien da dire, che Loro Presuli, fanno un mero esercizio di potere in distonia con quanto raccomanda il Santo Padre. Egli sa coniugare Dottrina e Amore anche nella critica. Suvvia, cari amici, non mi censurate!

  27. …sono sempre più convinto di riversare in questo sito, ciò che ho scritto di Mons. Bagnasco; smascherando, insieme al Suo errore, una meschina volontà di autoreferenziarmi Autore, fingendomi povero, senza aiuti, inedito, con odio bieco e rancoroso per “chi” non mi ha “riconosciuto”, reso estremo, dal gran digiuno di ogni umana “doxa”. (qui, intesa come lauto e laido compenso, che avrei voluto ricevere) per i miei scritti, ancora ardentemente inediti. Questo, io confesso a voi, cari fratelli, affinchè non mi crediate molto diverso da coloro che mi permetto di giudicare.

  28. …ancora dionigi tettamanzi – via padova, scontri fra “migranti”.Ho letto l intero “intervento” del presule. Ecco, mi domando, ricorda più lo scritto di un Enciclopedista – tutto è Stato etico, o un quello di uomo ispirato dal Signore? Anche Don Milani, come lui: prima dobbiamo insegnare Socrate, poi pregare Gesù Cristo. L ho conosciuto, io Don Milani! La Sinistra di allora lo amava, e lo sapete perchè? in Lettere a un professoressa, egli metteva Pierino – il figlio del dottore – sul mirino del fucile – la sua facondia, mutuata già da una Chiesa rancorosa e “ancora nascosta”, ma che avrebbe condotto a quel che accade oggi, giorno dopo giorno. Niente altro che odio di classe che si doveva introiettare dalle sue “velenose” analisi. Allora, adottato in un filone marginale della prassi marxista – da quella astuta – si fa per dire – nomenclatura comunista.

  29. … il suo commento – torniamo al card. tettamanzi – è ineccepibile per una Miilano-teorema – ipotizzata, appunto da un Voltaire, che invecchiando si è fatto furbo – tutto dipende dai rapporti che gli uomini tessono fra di loro, e i guai cominciano quando questi (i rapporti) si avvelenano. Quante volte il presule ha chiamato in causa “certi politici”, che la “chiesa milanese” ritiene responsabili di avere avvelenato il clima fra i nativi e i migranti. Intendeva – dionigi – la Lega? Sembrerebbe che questi signori desiderino ricavare da una politica dissennata, dei vantaggi elettorali. Prima di una analisi -anche se frettolosa – intorno al commento del cardinale Vediamo l operato della Lega. A mio parere, gli uomini di questa organizzazione politica, hanno da sempre cercato di disinnescare i germi di ogni conflitto, fra residenti e migranti e interetnico, tout court. Come? con la tendenza di “vedere” principale il dolore dei residenti a contatto dei migranti (poveri residenti!, poveri migranti!), tentando di mitigare la furia dei primi, nei confronti dei secondi. Immigrazione “senza regole”, con ragioni poco nobili, (servono “fraternamente” alla nostra economia) fu stimolata dal governo Prodi (e sinistra estrema, tanto da far dire a un suo mistro. io sono più ministro dei clan destini…) La Lega si è trovata di fronte a un problema enorme, che nè il governo di Roma nè l unione europea si sono degnati di spostare neppure con un dito. Ha ben agito questo organismo (la Lega)? pur non avendo il carisma di un cardinale tanto virtuoso, “umanamente”, si.

  30. ….dice tettamanzi – e questo è il clou del suo messaggio – hanno i politici, lasciato che alcuni quartieri degradassero … …hanno permesso che le condizioni del vivere reciprocamente in pace, divenissero, di per sè, invivibili… hanno dato per “integrazione”, una spiegazione (come dire, integralista?) e cioè – essendo ospiti in un paese che non era il loro – avrebbero dovuto abbandonare le usanze e tutto il corredo antropologico di provenienza… non dico altro del messaggio, per non appesantire troppo quel che io andrò dicendo. In tettamanzi, come in certi prelati, il Sacro Nome di Gesù e dello Spirito Santo è – sono pronunciato- i con “estrema parsimonia”, semmai, nella liturgia col PAPA e gli altri vescovi. In Chiesa, vorrei dire, astrattamente, senza attirarLi-o nella “mischia”. Mai una volta a Barbiana, mai una volta a Milano, ho udito un uomo di chiesa, chiedere umilmente allo Spirito Santo – AMORE – in una preghiera tutta votata alla Sua Parusia, in mezzo a noi tutti, che recitasse, veridicamente, una follia invincibile, semmai reiterata una dieci cento volte, con Sempre crescente Intensità fino a bruciare come falena, nella luce di una candela. Con fede. A tutti: cristiani, islamici, atei, coloro che vivono nell immonizia, che spacciano, che sono dottori milanesi, come il babbo di pierino, senza un distinguo. Cesserebbe – se lo lo Spirito di Amore la ascoltasse, caro dionigi, il rancore sordo dei milanesi e il furbo ammiccamento degli islamici e altri migranti, verso di lei, prelato, che con le sue “analisi perfette”, crede di aver fatto il possibile, “anche socialmente”, per “zittire le tante contraddizioni”. L errore, lo dico in senso assai semplicistico, sta in quel “anche socialmente”, che a lei sta tanto a cuore. Provi, se non sente disagio, di parlare alla sua città, con un tono di preghiera verso il Consolatore.

  31. … ma perchè qualcuno di voi non fa leggere al cardinale, queste mie righe frettolose – m importa nulla se non mi citate, dite che un sedicente innamorato di Cristo e la Sua Chiesa (il PAPA), la prega di leggere – anche se strampalate. queste “mie” esortazioni. … state certi che porterò in questo sito le parole di Benedetto a proposito dei Suoi appelli amorosissimi al Clero, ormai pressocchè assente, obnubilato com è dalla dea ragione…(criminale e spagiristica divinità luciferica)

  32. …volevo connettermi con suor antonietta potente, per esprimerle tutto il mio dissenso, non son riuscito a farlo, per gli innumerevoli, assurdi filtri, difficili da interpretare per un vecchio di 72 anni, messi dalla sorella, onde intercettare il messaggio e poterlo comodamente censurare, proprio come si usa fare nella “sua” Assisi. Chi vuol comunicare, deve avere idee, non diplomi di informatica – per me assolutamente indigesta.

  33. … non son riuscito a riversare qui, come avevo promesso, quanto io ho scritto del Card Bagnasco, degli “ultimi”, dei carrugi e della Sua Visibilità, avendo, egli, visitato i trans di Genova. Ma gli ultimi ultimi, sono per me i cari preti pedofili, umiliati derisi, affranti dalla loro colpa, che non hanno una spalla su cui piangere. Don Cantini, ad esempio, mio ex parroco, che tanto bene – irruento com era – nella condotta, perchè no, originale, della parrocchia, ha fatto. QUESTO IO DEVO RICORDARE, NON LA SUA COLPA, egli è nelle mani di Gesù misericordioso. Ma questa non era per Sue Eminenza una platea molto lusinghiera.

  34. …ancora una volta: e che viva Papa Benedetto! uno dei pochi e ultimi apostoli del Signore Gesù Cristo. Avete ascoltato signori cardinali e vescovi quel che ha detto il Vicario? Il Vicario in una chiesa Luterana di Roma? Cattolici ed Evangelici hanno grandi colpe per la loro divisione (lo sentite lo spirito di Paolo nelle parole del Papa? la letttera ai Romani? eh, che ne dite?) e aggiunge subito dopo (ancora aleggia Paolo nelle sue parole): SOLO DIO può ricomporre la divisione e lo scisma. Non spetta alla umana dialettica porsi orgogliosamente attiva nel ricucire la ferita. (ndr) Solo Dio Padre Dio Figlio Dio Spirito Santo ha questo potere; all uomo spetta solamente, unicamente la preghiera affinchè ciò si compia. L uomo artefice di preghiera, affinche si compia la Vera Pace, La Sua Pace. Non quella che alcune gerarchie ritengono organica alla loro luciferica presunzione di partecipare alla vicenda umana. Solo Dio, intenerito da Sua Madre, Maria Santissima e dal gradito profumo delle preghiere, innalzate a Lui dagli uomini, può ridestare la Pietà del Signore Gesù Cristo, fino a palesare a noi, la VERA PACE. Cancellate pure il mio nome, non me ne frega niente di ciò che sarebbe a carico della mia anima; ma fatelo leggere a Benedetto, affinhè senta tutto il mio frateno calore.

  35. …confermo con tutto il mio cuore, con tutta mia anima quel che ho detto… sento che nella chiesa, vi è verso l austero Papa, ostilità che Lo fanno soffrire, tantissimo – non vi è più nulla di umano che riesca a lenire il Suo profondo dolore, diteglielo, vi prego: io accolgo con gratitudine e amore il Suo Magistero e vorrei strappargli anche un piccolo sorriso. Che il Paraclito vegli su di Te e non ti abbandoni, così sia.

  36. …alcune gerarchie parlano non secondo il tutto – cattolicamente – ma difendono una parte CONTRO l altra, che presumono colpevole. Il linguaggio astutamente “umanista” mi rivela – sono scrittore, non lo dimenticate – un sottile gelido, sibilante odio, verso coloro, che, secondo Queste gerarchie, sono colpevoli e degni di esecrazione. Ad es: cittadini e migranti. Altro ancora: nelle loro omelie prevalgono le opere dell uomo, che esercitando il ruolo non didicevole della ragione, superano di gran lunga le “ipotetiche opere di Dio. Chiamato, quando se lo ricordano, a ratificare quel che è stato deciso. Ma anche le analisi che sottendono il loro sempre meno mascherato antropocentrismo – credono di avere ormai vinto – sono astiose, quasi come quelle della politica, incarnano più il ruolo del vendicatore della parte lesa, che non quella del pastore di anime. Attraverso la griglia del linguaggio, di cui conosco anche le “inclinazioni perverse”, sento un odio che, ahimè, non avendo sufficientemente sviluppato gli strumenti della Grazia, a volte accendono odio, che non riesco a destrutturare, se non con la preghiera del nome di Gesù. Questo fanno i presunti pastori, lo tengano bene in mente! Oppure io, a priori, incarno quell odio, di cui ritengo loro responsabili? IMPOSSIBILE! Quando ascolto il messaggio del caro BENEDETTO, che pure non si astiene dal ricercare la Verità, costi quel che costi, – addirittura sui medesimi temi che agitano le gerarchie – mi si compone una pace interiore e la gioia di avere udito finalmente la Parola. Ancora: che lo Spirito Santo infonda in Te, un Amore sempre più grande: un Incendio che bruci tutti i residui secchi della scellerata ” umana certezza d essere nel giusto”, “titanicamente” cercando d impedire – di fatto – al Signore Gesù Cristo, a Lui la Gloria, di GIUDICARE.

  37. …dopo la Giusta condanna del peccato di pedofilia, ovunque si sia commesso, da chiunque lo abbia- lo ha- lo avrà commesso – a maggior ragione i presbiteri – ci si attenga con rigore a quel che ha detto il caro Joseph, soprattuto, senza incrudelire; o altrersì tentare un sorpasso “morale”, egocentrico, quanto meschino, delle parole del Papa. Intendo dire: basta con le condanne – basta, vi prego. Cominciamo a non lasciare soli quei sacerdoti che hanno peccato! I Prelati non si sentano in corsa, con gli acidi e inadeguati commenti di certi laici. Nel Condannare – s intende. Pensiamo a coloro che si tengono in vita solo nella speranza che la Vergine Maria – non in corsa con Nessuna Gerarchia Celeste – implori per loro il perdono a Suo Figlio. che è buono e generoso con chi ha peccato e in cuor suo si pente. Per non fare precipitare questi nostri fratelli preti, nella disperazione cieca, che conduce, sì, alla morte dell anima. Che sia loro consigliato con amore la preghiera, se possibile, non in solitudine, la contemplazione, a lungo, del Santissimo esposto; se lo vorranno, anche il digiuno. MA SENZA IL COMPELLE INTRARE.” Secondo me, il mistero” del vero significato del compelle intrare, non è stato mai del tutto chiarito dalla Chiesa. Io dico a questi nostri cari fratelli, quel che mi consigliò , il mio direttore spirituale, Padre Giovanni Maria Vannucci, ovvero la preghiera esicasta, usata dagli amici Ortodossi, per tenere la mente ferma sul Santissimo nome di Gesù. Ad esmpio: Gesù abbi pietà di me, ripetuto fin quando sia loro possibile. E lo voglio ripetere: in contemplazione del Santissimo, come ordinato dal Papa. Io prego per loro e per quei piccoli – state tranquilli, non li ho affatto dimenticati, essi sono il soggetto primario di tutta la vicenda – affinchè Maria li rintracci uno per uno e spieghi loro il perchè e il come tornare a rendere gloria al Signore, gioiosamente. GUAI SE LA CHIESA DIMENTICASSE I PECCATORI, io dico che alcuni potrebbero farlo per emulare chi nel mondo non sa che condannare… condannare . e soprattutto odiare.

  38. … la democrazia americana, la sua intelligenthia, il “pacifismo”, trovano le proprie origini origini, sempre e oggidì, in particolare, in una sorta di consolidato consenso etico a tutte le religioni che concorrono a semplificare i processi politici e produttivi in corso, solo in virtù della loro attenzione ai problemi che attraversano questo mondo, orizzontalmente. Senza rilievi trascentali. Ovvero: che essi siano così spettacolari, da non essere assolutamente credibili. Colorite e gaie le molte religioni, nel pantheon democratico, antiche (assurdamente riattate, ma comunque divertenti e assolutamente non vincolanti; se lo sono, vedi le sette, rappresentano il bengodi di quasi tutti i cineasti americani coi loro piucchesimpatici teoremi ed effeti speciali). E a fianco di queste “religioni” i borborigmi new age più moderni, che ibridano un po tutte le religioni. Abbiamo, quindi un New Age “coerentemente democratico” uno, politico , uno giornalistico, uno, che sta per diventare istituzionale. Da questo, noi cattolici abbiamo, si fa per dire, più da temere, che non gli altri. Il N.Y. Times, attacca puerilmente la Chiesa Cattolica sui preti pedofili. Mi direte: ai fini di una moralizzazione al suo interno. Neanche per sogno! Il democratico N.Y.T. vuole destituire la Chiesa, di quella sua imbarazzante quanto obsoleta verticalità, che è il Cristo-pietra d inciampo. Certo, non del tutto cosciente , da far gridare al complotto i cattolici americani, ma dà, “nel suo piccolo”, una mano. Semplicemente, la politica americana ha bisogno del distendersi ” in una pace” che favorisca lo SVILUPPO. Per questo sputtana la Chiesa per via dei preti pedofili, onde progressivamente ridurla, ad un impacciato silenzio. O comunque, in difesa. Un serpeggiante, quanto astuto, e ovviamente mascherato socialismo, evoca una riforma sanitaria (summa della più alta socialità)…

  39. …e fate attenzione, nè in Italia nè altrove ci si domanda co sa propongono i repubblicani. Ci dicono solamente che strepitano, ma le loro ragioni di profondo dissenso non emergono, nè dai Governi, nè dai media. D altronde, il plauso di Obama va a tutte le religioni, ché, comunque, facciano di tutto per non essere religioni, ma semplicemente “suggeritori” etici. Quant è vero che religio significa concreto connubio fra la terra e il Cielo. Quindi, sostengo, che è un vero complotto dei media democratici americani N.Y.Times,e altri europei che ne riprendono le “ragioni”. Hanno finalmente capito che è il Papa, solo il Papa, il pericolo vero che impedisce loro di approcciare tutte le religioni “che ci stanno!” col metro di relativizzarne le opere, ritenendo, ognuna, degna di essere considerata utile, al Governo del Mondo. Ma Benedetto, la “Sua Chiesa”, non ci sta. Molti Prelati, qui da noi, vogliono insinuare che il Signore sta un po dappertutto e che dovunque lo si preghi, la preghiera a lui rivolta è gradita. Secondo me, questi signori pensano che dio sia un astratta verità metafisica, che nulla ha a che vedere coi nostri giudizi di appartenenza. Forse, conoscendo l Italia, Come una Galilea dalle fedi ibridate, i democratici americani “N.Y.T”, tendono a ricevere più consensi possibili, per la soluzione finale di tutte le religioni, ovvero la riduzione a stimoli soggettivi e coerentemente etici per la conduzione del Mondo. E basta. Un cristo etico ed organico allo sviluppo del capitalismo mondiale. Altro che Pietra Angolare. Su cui tutti gli uomini, finalmente, si possono trovare d accordo. Cari amici dell Osservatore Romano, voi parlate del capovolgimento della verità, nelle accuse al caro nostro Papa Benedetto, ma se non vi ponete il “cui prodest”, a quale “politica” giovano quegli attacchi infami, non “scriteriati”, coglierete la “strategia” del contingente, e non vedrete allungarsi l ombra sacrilega del famigerato cristo, ipotizzato nell ermeneutica ecclesiale dell Apocalisse. CCC75: gesù evirato della sua qualità soteriologica. Quindi niente stupore, per quei Prelati che ancora si stringono intorno al Papa: questo, del New York Times è solo un assaggio. Da ora in poi, se ancora non ve ne siete accorti, vi saranno attacchi ancor più pesanti, se possibile, per scuotere le fede dei più incerti; e in politica, sempre più imminente, l abbandono di Israele, da parte del Governo americano. Sempre percorrendo l ombra di una religione nuova, oscura, foriera d infamie di volta in volta, più intollerabili.

  40. … mi direte: non precorrere i tempi…Se l uso dell infame menzogna per aggredire il Papa, è menzogna ed è infame, allora perchè non dedurre che una sinistra globale, che va da casa nostra fin negli USA, vuol screditare il Papa e QUEL CHE RESTA INTORNO A LUI DELLA CHIESA CATTOLICA, per un secondo fine? E quale? Forse quello di destituire nella persona del Papa, la presenza stessa, SALVIFICA e originale del Cristo? Originale in quanto, le altre religioni- sette, che si riconoscono, ad es. nel colorito New Age americano, ad eccezione di quella islamica ed ebraica, che pur essendone fuori, propendono esclusivamente per la salvezza legata alla LEGGE, non riconoscono nel CRISTO DIO INCARNATO, COLUI CHE SALVANDO SALVA GRATIS. Certo che è Gesù Cristo che attaccano, Egli ha liberato l uomo dall obbedienza cieca a qualsiasi legge la umana società lo voglia assoggettare. La Sua Parola è Legge per quaggiù come per Lassu. Il cristiano cattolico giudicherà – ha giudicato- giudica tutte le leggi sulla PAROLA, Cui è tenuto a testimoniare. Vi è qualcosa, nella politica di Obama, di strisciante relativismo, che riconduce ad una visione apparentemente empirica di ciò che dovrebbero incarnare le leggi. Ma siamo solo agli inizi: è bene dire che Obama non è il N.Y.T, ma che il N.Y.T è un giornale per lo più, di area democratica, che il Presidente è un democratico. Anche se per ora l assioma non è maturato. Altro ha da esserci.

  41. … il card. martini è molto intelligente. E uomo colto. sa benissimo, senza bisogno che poletto glielo ricordi, che la pedofilia non ha niente a che vedere col celibato dei sacerdoti. Vi è tutta una letteratura psicoanalitica che dà ragione a Poletto. Tantissimi sono afflitti da questa “devianza”:- gli adulti in famiglia, i preti, in pecentuale minima negli oratori – come abbiamo visto – medici, avvocati, anche giudici. Conosco, il” mondo interiore” di questa “pulsione”, ma in questa sede è perfettamente inutile che ne parli. Anche perchè è assai “conosciuta” dagli studiosi. A me interessa altro. Ad es. perchè, allora, card. martini agita il problema? ben sapendo che avrebbe ricevuto una risposta che già conosceva? L Arcivescovo di Vienna, ugualmente, o con sottili differenze? Perchè, parte delle Gerarchie e del Clero, si pone lo stesso problema? Pur sapendo, che altre chiese cristiane, hanno in sè uguale “devianza”? Perchè, allora? Come abbiamo detto, è vietato severamente considerare “ii qui ignorant veritatem rei, due “cardinali della Chiesa”. Perchè questo soft approccio ad un problema che ha già trovato soluzione? Provo a immaginare i fatti che hanno determinato tanto dolore al Santo Padre (preti pedofili), ma in ragione della quantità (dei”fatti”) – vedo che sono ben pochi (sempre: i fatti), ma l accesso mediatico è stato tale, da far apparire rilevante l intero “affaire”. COSI LO SI E PERCEPITO; DUNQUE, I FATTI, SONO “sotto gli occhi di tutti”. E UN PROBLEMA, così “dilatato” che non si può tornare indietro. Che la stampa di tutto il mondo ampliando a dismisura i F A T T I M E D I A T I C I, s ingegna a trovare il capro espiatorio, ovvero il Vaticano, ovvero il Papa. Vedi “i due strani Tribunali” americani. Si pensa, da parte del card. Martini ad un Sinodo straordinario, ove affondare ancor più la lama nella ferita – con l appoggio di gran parte delle Gerarchie? certe Gerarchie sono molto abili , nel far cadere nell oblio, i motivi d ingresso a tale e eventuale Sinodo (le scemenze psicoanalitiche sulla pedofilia) e tentare il tutto per tutto, allorchè il tratto mediatico sarà al suo acme, (ben pilotato), da investire la Chiesa e il Papa, non da parte (badate bene, del Card. Martini e delle Gerarchie a lui fedeli) di responsabilità dirette ( del Papa) , ma recepite in giro da fedeli e meno fedeli, da Nord A Sud, da Est a Ovest – gerarchie civili e poilitiche – tanto (essi sperano) che il caro Benedetto, sapendolo di animo nobilissimo, rompendo ogni indugio, dica al mondo: io me ne vado perchè sia attirata su di me tutta l indignazione, che altrimenti colpirebbe la Chiesa. A questo punto il Card. martini, e il seguito delle Gerarchie, Gli direbbe, “non dimetterti, Pietro” astieniti dal farlo! Non sia mai!
    Ben sapendo che il Papa avrà già deciso. Avrebbe così inizio, la triste epoca “dell uomo cui accudire, siccome fosse il Dio medesimo”. L iniqua certezza, che l uomo sappia da sè, quel che di giusto e appropriato sia al suo trascorrere sulla terra. Ma il Signore, caro Benedetto, ha già risposto alle tue incessanti preghiere e puoi essere certo che Ti ama – Suo Pietro.

  42. … 48 ore fa non me la sono sentita di dirTi, Benedetto, questa enormità. tanto ho pregato, pensando quale via dovresti percorrere, per liberarTi da codesto covo di vipere; sono ricorso ad uno “strattagemma” che mi aveva insegnato Mons. Bartoletti, che sicuramente avrai conosciuto – essendo allora, segretario della CEI – e cioè:- apri una pagina della Bibbia, dopo aver pregato e chiedi al Signore quel che desideri. Per Te il Signore Gesù Cristo, ha detto di leggere ATTI DEGLI APOSTOLI, 1,6,11

  43. … ultimo il tuo gatto, Ti ha visto allontanarsi, per non tornare mai più alle “consolazioni” che fino allora, avevano su questa terra, addolcito la Tua pena. Esempio “minimo” di come si deve amare, senza esigere di essere riamati. Tu hai sperato fino in fondo, non lesinando mai la Tua amicizia, che a Te fosse rivolta sincerità evangelica, attraverso la quale C H I è in grave errore si pente e lo dice con chiarezza amorevole allo Spirito Santo. Non un frettoloso annuncio di solidarietà che suona come un futuro epitaffio. Lucifero, vedi Santo Padre, agisce precipuamente sulla ragione, la insidia e la volge verso la bassezza: – il Potere, la Gloria, che sono di questo mondo di cui è signore. Poi, satana farà il resto, presentando i giocattolini, che ognuno di noi conosce, affinchè la mente si senta “adeguatamente rimeritata” e il cuore ne sia “sazio”. Ma chi avrebbe mai detto, caro Joseph, che “colui che divide”, il diavolo, avrebbe saputo fregare anche il più dotto dei gesuiti? e con quale eleganza! la meschina frettolosità del messaggio la dice lunga, circa la sua “sincerità”. Vabbè, Vabbè, sei soggettivamente innocente e irreprensibile, ma ora parliamo d “altro”. Tu lo sai, caro Benedetto, io sono scrittore, servo strampalato dello Spirito Santo, ma ciò che mi ha donato il Paraclito è la puntigliosa capacità di analisi che il Cuore fa del messaggio: non vi è un briciolo di Amore che lo possa inverare. Ovvero, renderlo credibile a Te e ai fratelli tutti. Un gesuita, la sua investitura, da chi l ha ricevuta? Tanta “dottrina” ha sparso dappertutto, ché il grano ne esca soffocato. Ma pazientemente, lo si è lasciato fare, perché il grano crescesse fino alla mietitura. Ma ora ci siamo: è per Te, caro fratello Joseph – dolcezza dell olivo, che lenisce il dolore più intenso – che è stato detto … quando eri giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi. Giovanni 21,18. All indomani una triste caricatura si aggirerà sulla terra in tutto e per tutto “simile” a un “pellegrino”.

  44. …grazie, sacerdoti di codesta redazione, che io, in un primo tempo – e lo si può vedere dai miei commenti precedenti (adombravo la censura!) – ho subissato di critiche ingiuste e soggetive; vi chiedo perdono dinanzi al Signore e ai fratelli tutti. Pregate per me – la mia insipienza informatica, ha rivelato un carattere rancoroso e assai poco cristiano; se voi mi perdonerete, anche il Signore Gesù Criso lo farà. Grazie per avermi permesso di scrivere al nostro amatissimo Papa una lettera, che alcuni di voi, forse non condivideranno in toto, ma che io sarei felice Lui potesse leggere. Me ne assumo la responsabilità dinanzi al Cristo e che la Vergine Maria – Sede dello Spirito Santo – interceda per me.

  45. …ma come puoi pensare che martini e tettamanzi, ad es., non amino il prossimo attraverso l amore del Cristo? …quando eri più giovane, caro Piviero, ne hai combinate -specie col sesso, tante e poi tante- da far mettere le mani nei capelli, perfino al Vescovo d Ippona, ecco, vorremmo sapere da che cosa derivi il fatto che i Due Porporati, amino la Chiesa e gli uomini, a partire, “in primis” da: “ama il prossimo tuo come te stesso” forza, coraggio, diccelo! Piviero: lo amano a tal punto, da odiare, nonostante tutte le velature astutamente ecclesiastiche, chi presumano lo perseguiti, lo opprima. Questo toglie loro l onestà del giudizio e dona loro la certezza di amare chi soffre oppressione. Faccio un esempio: i migranti, specie coloro che pregano, gli islamici, sono da difendere a tutti i costi! Costi pure onestà del giudizio. Che vedrebbe il nostro Governo e la Lega, e perfino i cittadini lombardi, responsabili dell iniquità del trattamento cui (i migranti) sarebbero soggetti. In realtà, non “conoscendo”, ma evocando “semplicemente” un enunciato evangelico, contraggono odio, a stento represso, per mezzo di accorgimenti banalmente curiali, verso coloro che li “opprimono” Hanno, per così dire, occhi-per-non vedere, orecchie per non ascoltare. Conoscono assai poco le Scienze economiche – loro enunciano! – penetrano nel tessuto urbano e si identificano subito con la parte “presumibilmente” soccombente – loro, ancora enunciano! – chi si identifica con gli oppressi, senza l AMORE SCIENZA, che solo dal Divino procede, niente comprende del processo in corso, e poichè non possiede la Scienza che solo il Divino dona a chi Lo ama, non dico faccia come fra Dolcino, l infame, questo assolutamente lo escludo – essi enunciano, non uccidono! – semmai spingono all odio quella parte che il loro amore – tutto in minuscolo! – non riesce a “COMPRENDERE”, AMARE, voglio dire! è il loro LINGUAGGIO che li tradisce, non c è bisogno di una analisi approfondita del linguaggio, per intendersi, alla Manganelli – grande scrittore, appunto, lombardo – perchè una parte, (diciamo, un gran numero di cittadini), senta di essere abbandonata dal proprio pastore, cieco in economia, politica, antropologia, sì da riversare, apertis verbis – tutto il risentimento possibile, verso i “padani”e le guide politiche che si sono scelti. Ricordo J.P.Sartre che nel 1962, diceva ai redattori de Il Malinteso (piccola rivista letteraria fiorentina) – il sottoscritto e altri che non sono più fra noi- che la contraddizione fra chi sfrutta e chi è sfruttato, è antagonista – forse citava Mao – e si risolve solamente con l uso delle armi. Questa è una iperbole, ovviamente, forse anche di cattivo gusto, ve lo immaginate il Vescovo di Milano, profferire queste minacce! Ma, chi per vedere secondo, un comandamento che dovrebbe essere il primo; per mezzo del Linguaggio-rivelatore, ancor più delle “cose che dice” – non inverate nel linguaggio, divengono pura ideologia – istiga, forse, inconsapevolmente, all odio. Nonostante si dica di Lui che è uomo di preghiera, colto e “fedele” alla Chiesa. Se io leggo i Vangeli, sento che la verità non è taciuta a vantaggio del quieto vivere, nessuno ha da sentirsi perduto, neppure il giovane ricco, per il quale i discepoli la vedono brutta, ma Gesù dice loro – se ben ricordo – quel che è impossibile agli uomini è possibile a DIO. Ecco un linguaggio impregnato di verità e, quindi – anche un ottima letteratura. VERITA e LINGUAGGIO, uniti indissolubilmente per la nostra salvezza. Sia resa Gloria, oggi di Pasqua, al Signore Gesù Cristo risorto.

  46. … quando, dopo la morte, potrò guardare negli occhi Gesù Cristo, sarò quel che sono, o quel che ho creduto di essere? questa frase – l eccellente vescovo Maggiolini se l è ripetuta chissà quante volte – mi ha tormentato da gran tempo; è dell ordine dei pensieri che io amo, in quanto peculiari e pregnanti, a cui però, impaurito come sono, non ho ancora dato risposta. Secondo quanto io sappia, è un problema centrale, di difficile soluzione. Fino all ultimo secondo penso si debba, commossi da quanto ci ha amati , gettarsi fra le sue braccia, ad “occhi chiusi”. Del resto, Colui è “…qui salvando salvas GRATIS, ma anche REX TREMENDAE MAJESTATIS, nessuno è in grado di percepire il Suo Armonioso Giudizio, a fronte della nostra miserabie, cacofonica richiesta della Sua Abbraccio Poderoso. Se fossimo capaci, semmai con la scienza teologica o qualsivoglia scienza – anche quella che riguarda la Psiche – d ” essere salvi già nell ultimo secondo”, quello in cui L ANIMA (non già la psiche) è scevra da ogni volontà di rappresentazione, quindi nuda, come intende il Vescovo Maggiolini, vi sarebbe dell “UMANO STOLTISSIMO: un METODO; smentendo ciò che disse il Signore, che apparterrà il Regno, ai violenti che “vi” precederanno – che io preferisco chiosare: folli dell AMORE DI DIO, FOLLEMENTE RICAMBIATO.

  47. …leggendo Sant Agostino, incontro…”se non ami il fratello che vedi, come potrai amare Dio che non vedi?” (commento alla Prima Lettera di Giovanni) Il mio amore per il fratello è fiacco, privo di sclanci e povero assai di carità. Accade – come seguita Agostino – che gli occhi del cuore, rivelino Gesù. E sento una gioiosa pace, che deriva da Amore. E mai possibile, questo squilibrio? O questa pace è ingannevole? Raramente riesco a vedere Gesù nel prossimo. Quando accade, sento la medesima dolcezza che deriva dal “medesimo” Amore. Raramente, Rarissimamente. E se fosse un inganno: il Mentitore m illudesse, essere Amore per Cristo, quel che non è altro che compiacimento di se stesso? Povero stolto, credi di vedere il Cristo con gli occhi del cuore, quando ami così poco i tuoi fratelli! A volte cerchi di straziarli ferocemente con la tua critica, cieca e viscerale. è questo, Amore? Solo la preghiera allo Spirito Santo può rispondere adeguatamente all obiezione dell Accusatore. Del resto all uomo non appartiene, di per sé, Amore, se non come dono della Santissima Trinità. Pregare di riceverLo è unico titolo che mi appartiene. O gettare nella mischia ogni mio avere, rovesciarlo sugli uomini, eseguire la pantomima della carità, col terrore di perdere, sennò, la propria anima? San Paolo, vivamente lo sconsiglia, (Lettera ai Romani): perdereste le vostre sostanze, senza ricevere alcunché. Ergo: sono sempre più convinto che l Amore è un dono dello Spirito Santo, non altresì, un prodotto dell umano volontarismo.

  48. … e ancora…
    ancora … menzogne! feriscono Benedetto, feriscono-hanno ferito-feriranno il Sacro Cuore di Gesù. Altre, se ve ne possono essere di peggiori, arriveranno a destinazione in tempi prossimi. Ma l l ultima, sarà l abominio della desolazione: the waste land – terra deserta – , paese d incubo in cui si svolge, naturale e coerente, una di quelle danze macabre che comportano la morte dell anima negli uomini vivi (Luigi Berti,prefazione a T.S.Eliot) avverrà, eccome! Al Santo Padre non gliela risparmieranno! Molti piangeranno – sarà Gesù nel cuore, a piangere – altri, perfino allibiti dalla trovata dell Accusatore – l anima rinsecchita dal vezzo della morte – , rideranno, eccome!, laici e clerici, Potenti della Terra e Prelati! questa performance sarà, prima di tutto mediatica, per squagliarsi come neve al sole, dopo aver ottenuto quel che al Diavolo bisogna. Che te ne vada, Benedetto, padre di noi anime tremebonde, che invochiamo: resta, si fa sera…

  49. … ma, insomma, Padre Santo, quando sarà l ora di sguinare la spada? Eppure è scritto che: verrà un tempo che colui che non ne possieda una, venda il mantello e la compri!” Era la spada dell apostolo Pietro, che Gesù volle rimettesse nel fodero “chè ancora non erano i tempi” ma quando, allora? ci stanno uccidendo dappertutto, ci deridono, con noi sono supponenti, ci attendono nelle loro fornaci, ahimè, non solo mediatiche, siamo i loro zimbelli … eppure Gesù, a proposito della spada di Pietro, ha detto di comprarne una al costo di un mantello, non quindi, intendeva una virtù, sia Pazienza, Amore o Temperanza, le Virtù non si acquistano col ricavato di un mantello! Egli Stesso ce le dona! Voleva dire:
    non “lascerò che i figli miei subiscano il ferro e il fuoco, senza difendersi? Ma se l Eroismo sta “solo” nella Testimonianza, che senso ha vendere il mantello per comprare una spada? Il martirio, è forse la spada? e che bisogna spogliarsi di tutto, per possederla? e che Pietro dovette rinfoderarla , perchè non era ancora giunto il Suo Tempo (crocifisso capovolto-questa la spada?) Ma chi vuole combattere, quaggiù, in difesa della Propria Vita, della Propria Fede, entrambe minacciate, trova nella Parola il Consenso, se non in Luca 22, 36 ?

  50. …a me appare ridicolo il protagonismo degli uomini: pensano a una soluzione ultima dei problemi? dicono: noi li poniamo (i problemi), noi li risolveremo. E così è stato, all indomani dall aver ricevuto l imprintig della Ragione, fino ad ora, che sto scrivendo. Si è evoluta la tecnologia dell esprimersi: abbiamo strumenti potentissimi per comunicare… sempre la solita solfa: l uomo è al centro dell universo: a lui dirimere ogni umana questione. E in principio la Ragione ha creato l ideologia. Che sin dall inizio – a vari strati della Storia – non ha fatto altro che creare nuovi problemi: (gli opposti si contendono, Viva la loro dialettica!) L uomo fa finta di non ricordare quale fosse il suo stato, prima di attingere alla Ragione. Il Progetto era bello, ma bisognava degenerasse. Un mistero. Forse che Dio voleva che la Ragione fosse a Lui sottomessa? Certo che no. L uomo , piuttosto, nasceva libero. Ma non riusciva a liberarsi dell ingombrante fardello della Ragione. Ovvero, delle ideologie omicida. La Legge fu una buona cosa: diede all uomo i parametri per adeguarsi ad un corretto uso della Ragione. Sì, mi direte, voi che siete ostili al mio tono provocatorio, non la Ragione, ma la Scienza, che avrebbe dovuto provvedere alla risoluzione della “dicotomia” bene/male. Niente di questo è avvenuto: o inutile sarebbe stato il Sacrificio di Cristo. Che bisogno c era che Lui morisse, che già si vedevano i “resultati”! E da allora nulla fu più come a un tempo. Gli uomini potevano, adesso, coniugare in Lui, l umana natura con quella divina. Voi siete dei. Tertulliano: cristiano è alter Christus. Dovete essere come il Padre mio che è Buono. I. di Loyola: de imitatione Christi. Ma Lucifero è riuscito a tenere, prima, divise le due nature, poi a negarne una: quella divina. Ed ecco nascere le grandi onlus del Pensiero, piene di buona volontà, vuote di contenuto divino. Benedetto XVI, pur nella Sua sapienza, correggendomi fraternamente: questo ha detto l altroieri.

  51. … in una sintesi gloriosa, non con la mia verbosità. Ma vedete, cari amici, io sono scrittore; la forma della mia mente non è tanto adatta al linguaggio teologico. Un giorno dissi a Gesù: non mi hai dato nessuna gloria per la mia bellissima Itinereide, che pure Tu, almeno in parte hai ispirato, (perchè ho il sospetto, che anche Satana abbia collaborato) e io giuro che non ti servirò più con la mia penna. e Lui, per nulla turbato, mi ha risposto con un benevolo sorriso: “vedi queste pietre, da esse potranno sorgere…” ma quello che voglio sottolineare, fu l assenza di ogni intento di volermi redarguire. Egli è così buono e gentile. Poi, come, non mi è dato saperlo, mi trovo a scrivere ancora, col dichiarato proposito di servirLo. Forse ero una di quelle pietre. Quel che ho “perduto” è l istinto dello scrittore a disegnar linguaggio: quel che mi propongo di fare è goffo, affrettato, a volte senza compimento, ma io devo seguire quella Petite Musique che mi ronza nelle orecchie, sospende un periodo, per afferrarne un altro, e un altro ancora. Forse, Carissimo, non c era di meglio in giro che questo poveretto! E ora a voi fratelli: non sono schizzofrenico, il mio io non è diviso, a dirla con Lacan; è una Brezza Sottile che mi conduce intorno a voi per il vostro ristoro. Resto, comunque ondivago fra il riconoscimento che desidero per Itinereide, (quindi, corrucciato, rancoroso, superbo; in presenza di una frustrazione così grande, da depormi, a volte, nelle braccia dell Avversario) e il Suo Sorriso che mi dice: di non temere alcunchè; son già fortunato di sapere che: “son fra coloro che accolgono la Parola con grande gioia, eppoi, non avendo fondamento in sé, la smarriscono” La ritrovano, la smarriscono di nuovo, non devono temere. Preghino la Vergine con grande amicizia.

  52. …ma l uomo deve pur avere un ruolo per la “propria salvezza”! ho meditato l intera mattina, non sono riuscito a trovarlo! Tutto mi sembrava Dono della Spirito Santo! e tornava a mordere il sospetto, che l uso o il non uso del libero arbitrio, influisse minimamente ai fini della salvezza. La risposta mi è venuta dalla Vergine: l anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perchè ha guardato l umiltà della sua serva. Ho creduto che questa fosse la risposta giusta. E ho pianto.

  53. … per amore della verità debbo agire polemicamente ancora una volta verso le Gerarchie. Credo sia stato uno dei due: Crociata o Schettino a dichiarare che a Rosarno vi furono episodi di razzismo verso i migranti da parte della comunità residente. Fu il tono sottesamente astioso verso i cittadini di Rosarno a confermarmi ulteriormente che la Chiesa, ormai, non ha più la capacità di essere fra le due sponde e soprattutto amarle entrambe. V è in alcuni Vescovi l impostazione pregiudiziale di condanna verso i residenti, che non fa altro che acuire la già tesa situazione fra le diverse etnie. Il Procuratore della Repubblica, che ha giurisdizione su Rosarno, ha totalmente scagionato quella cara cittadinanza, dall accusa di razzismo. Lo appreso ieri sera dalla sua bocca. Non mi direte che Schettino o Crociata pochissimi giorni dopo la rivolta, avessero già fiutato l odioso razzismo da porre sulle spalle dei residenti. Hanno, questi due signori, la stessa categoria ideologica per cui giudicare, di senatori ex comunisti come la Finocchiaro, o per il suo radicalismo “cattolico”, la Bindi. Uno dei due, che si è buttato immediatamente nella mischia, tranciando giudizi, dovrebbe chiedere – senza ipocrisia talare – perdono ai cittadini di Rosarno.

  54. … ecco un vezzo “ecclesiastico” che proprio non capisco! Nostro Signore Gesù Cristo poverello fra i poverelli! Ma è una diceria. Bene il Cardinale Biffi – così tenacemente anticonformista – quando dice che Gesù è nato in una famiglia da considerarsi, allora, agiata – Giuseppe falegname – ed essendo questo un mestiere non da poco. Neppure oggi. E di curioso non senso, immaginare il padre putativo e Maria non avessero i soldi per pagare l albergo. E allora perchè inventare questa “tenera bugia” di Gesù poverello fra i derelitti? Quando tutti i Suoi Amici più cari, a cominciare da Matteo – quel lavoro rendeva, eccome! – Lazzaro, che si poteva permettere un sepolcro non male, fino all influente membro del Sinedrio, Giuseppe di Arimatea; erano, se non ricchi (io penso che Giuseppe lo fosse) almeno benestanti. Credo che questa “tenera sottolineatura ad hoc”, dell amicizia di Gesù coi diseredati, sia piuttosto il parto di quegli epigoni francescani – che dalla fine dell ottocento a oggi, non hanno fatto altro che dire sciocchezze, come quella del Gesù socialista – se non si consideri “Fra Dolcino il criminale”, una scheggia impazzita di quell ordine, cui io non vorrei – mi perdoni il Grande Santo – mai appartenere. Sono certo che la Chiesa che “sta attorno al Pontefice agostiniano”, condivide il pensiero del Cardinale/Scrittore Biffi, in merito alla supposta povertà di Gesù. Del resto quando il seguito di Gesù diede per spacciato il Giovane Ricco – rispose – se non vado errato – lo Spirito soffia dove vuole … Ma da questa tenera bugia, quanto odio fra i laici cattolici estremi! vedi la Bindi, vedi Travaglio – lo sapete, e io mi rincuoro nel vedere la sua foto mentre riceve l Eucarestia – quanti veleni spandono verso i “ricchi” corrotti, condannandoli al pubblico ludibrio, prima ancora di essere giudicati dal giudice naturale.è così che si dice?

  55. … mi perdonino, la Bindi e Marco Travaglio – la loro onestà deve essere di esempio ai rancorosi come me! – ma non mi va giù che giudichino! quando Gesù non lo fa: a mio parere esprime amicizia e dolore, specie quando il giovane ricco si allontana da Lui; ma nessuna condanna “ad personam”. E per di più, con prove succinte e non ancora ben definite. Marco, perchè quei tuoi grandi occhi accesi di uno sguardo tutto rivolto alla condanna dei tuoi simili? Te lo dico in amicizia, che ne dici del Vangelo di Marco, ispirato forse da Pietro, è forse il VANGELO che leggi con maggiore emozione?

  56. …LADDOVE BENE E MALE CESSASSERO LA CONTESA, AVREBBE VINTO IL MALE. Mi sono detto:- Chi può volerlo, nella Chiesa? Tutto apparirebbe RELATIVO e in forma di OPINIONE! Cosa è BENE,cosa è MALE: ecco il primo intoppo,non del tutto laico. Per alcuni,ogni cosa, procederebbe più agevolmente, nella”giusta pendenza”. In forma di epigrafe apparve agli occhi della mia mente.

  57. … ho visto bagnasco unitario e tricolore, vicino a napolitano, ho visto la cei – vera fotocopia di un governo democratico – sentirsi in vena di dar consigli a tremomti…quanto mi sbagliavo nei miei primi commenti: non è solo una delle tante onlus, ma un vero e proprio governo ombra, di Sua Maestà, anche fin troppo conosciuto da noi cristiani!

  58. …ma il Figlio dell uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra ? Luca 18, 8 – ricordiamo questo inquietante interrogativo. e il Papa Benedetto: Sappiamo che non le mancano (si riferisce alla Chiesa) figli riottosi e ribelli… e ancora: Spesso ci preoccupiamo affannosamente delle conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, dando per scontato che questa fede ci sia, ciò che purtroppo è sempre meno realista. Si è messa un fiducia forse eccessiva nelle strutture e nei programmi ecclesiali, NELLA DISTRIBUZIONE DI POTERI E FUNZIONI (ndr maiuscole); ma cosa accadrà se il sale diventa insipido? e ancora: “Ecco, io pongo in Sion una pietra d angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso”. e infine: soltanto Cristo può soddisfare pienamente i profondi aneliti di ogni cuore umano e dare risposte ai suoi interrogativi più inquietanti circa la sofferenza, l ingiustizia e il male, sulla morte e la vita nell Aldilà. Ricordiamo: SOLO CRISTO, tantomeno ciò che dal contingente ci abbaglia: la grandiosità delle nostre opere nel mondo, le risposte della dimensione orizzontale, che passano attraverso il nostro umano titanismo, e ci riempiono di superbia. Avere, ad esempio il privilegio delle mani in pasta, nell economia di una nazione, l aiuto tecnico, “religioso”, scientifico,”disinteressato”, prodigato per via del sospetto, che gli uni restino indietro rispetto agi altri – la velenosa acredine molto, molto sottesa, verso un governo che si sospetta, senza ragione alcuna, nemico degli “altri”; a mio dire, si rafffigura come risposta, umana, orizzontale e tipica di un organismo episcopale, che altresi dovrebbe poter unire tutte le parti in causa nel rigoglioso nome di Gesù, prodigo di soluzioni, anche nello specifico dell economia e della politica. Ma, ahimè, il Suo Santo Nome, diviene sempre più perifrastico, sortilegio propagandistico, su di un prodotto esclusivamente di umana fattura. Mi riferisco alla cei, come avrete ben capito, furbissima onlus e imitazione mediocre di un parlamentino laico. Mi accingo a proseguire più tardi, quando mi domanderò chi sono i figli della Chiesa, ribelli o addirittura riottosi. Perchè di coloro vorrebbe che si parlasse, Papa Benedetto. Se il Signore lo vorrà.

  59. … mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome marta, lo ospitò. ella aveva una sorella di nome maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. allora si fece avanti e disse: “Signore, non t importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? dille dunque che mi aiuti”. ma il Signorele rispose: “marta, marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c è bisogno. maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”.Lc,38,42 Saranno forse – maria e marta – le due anime della Chiesa, “ugualmente necessarie”? Ragioniamo. Senza escludere nessuna delle due, dal novero degli amici, il Signore opera un “DISTINGUO”, neppure troppo sottile, fra gli atteggiamenti delle due sorelle, e taglia corto: – mai come qui, indica una “precedenza” – “maria ha scelto LA PARTE MIGLIORE, CHE NON LE SARA TOLTA”. Ieri notte, seguendo la diretta da Fatima, ho ascoltato da Messori, una simpatica “battuta” del caro Benedetto. Vittorio Gli chiedeva: Ma, dorme, Lei, la notte, Santità, per tutto ciò che accade nella Chiesa? Certo che dormo, perchè non dovrei dormire, mica è mia la Chiesa, Ella appartiene a Gesù Cristo: ci pensi un po” Lui; noi siamo servi inutili, facciamo quel che possiamo, ma non dimentichiamoci che siamo servi e inutili. Ineccepibile. Simpatico e ineccepibile il nostro Papa! Il racconto di Messori e del Papa “dormiglione” non spiega il narrato evangelico di Luca, le ultime finalità, ma a mio dire sintona, eccome! Cristo avrebbe sorriso – Cristo sorride pochissimo per via di tutta la sua compagnia, sèrieuse et engagèe – ma sarebbe ben falice di sorridere ancora, se noi fossimo capaci di possedere vis comica. Ve l ho già detto, lo ripeto, Lui ride sornione, quasi sempre donodolando la testa, seduto. Divagazione forse, non necessaria: non ho ancora spiegato nulla. Ma io sono uno scrittore, la vis narrandi in sè, mi porta a lasciar cadere il calice, durante la Messa, per scrivere qualche nota felice, non accade così, al Prete Rosso? Mio Signore, Tu sai che faccio fatica a seguire il filo “teologico” di un discorso, a Te dedicato; solo quando sono carico d ira, giungo subito alle “conclusioni”. Ma “quali conclusioni? Io, dinanzi ai Tuoi Angeli e ai Tuoi Santi – residuo escrementizio di una mosca – oso maneggiare strumenti così pericolosi! non sei, forse, anche Te, un po” folle, ad affidarmeli con tanta “noncurante” amicizia? Sei il Cristo Che io amo, Che conosco! Basta una Tua occhiataccia, e abbasso gli occhi, che altro potrei fare? Ago tibi gratias, Domine.

  60. …nel nostro tempo, in cui la fede in ampie regioni della terra,rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata, la priorità al di sopra di tutte è rendere Dio presente in questo mondo ed aprire agli uomini l accesso a Dio. NON A UN dio QUALSIASI; MA A QUEL DIO CHE HA PARLATO SUL SINAI; QUEL DIO IL CUI VOLTO RICONOSCIAMO NELL AMORE, IN GESU CRISTO CROCIFISSO E RISORTO. Cari fratelli e sorelle, ADORATE Cristo Signore …(fin qui le parole del Papa) non potrebbero essere queste, la pietra tombale di ogni “ecumenismo, costi quel che costi”? Entra con forza, nelle parole di Benedetto, l assetto trinitario della divinità, l avvento della Parola; non tanto popolo del libro, – chè la PAROLA ne esce incarnata – vivace, creativa, prepotente, visibile perfino sul piano della Storia – quanto del Dio Vivente, che in sé ha dato compimento ai Profeti e alla Legge. Ci sarà pure un perchè, il Papa dice: …non a un dio qualsiasi, (importante che sia il nome di questo dio), non a lui; ma a Gesù Cristo Signore, senza infingimenti o convulsioni ecumeniche. LUI NEL PADRE IL PADRE IN LUI. Questo, nel cosiddetto e sbandierato “spirito di Assisi”, lo si testimonia? oppure si fanno le moine, le tre religioni monoteiste? oh, che bello! tu che citi Isaia, proprio come me! discutiamo, se il mio Isacco corrisponde al tuo Isacco, veniamo a capo su cosa significhi: un tempo verrà, che Esau sarà reintegrato nei suoi diritti di primogenitura…. allude?…infine: pace nella martoriata Palestina, sulla base del buon senso e di una risoluzione delle Nazioni Unite. CRISTO CI DIVIDEREBBE PERDUTAMENTE, MENO SE NE PARLA, MEGLIO E”. Una pietra di scandalo, potrebbe apparire il Cristo! non che lo sia, per noi, giammai! ma interrompere un dialogo così interessante (anche tu, Ravasi, lo trovi interessante?), per via di una impuntatura ideologica, ci dispiace, proprio ci dispiace… eppoi, che ci costa sottintenderlo, tantopiù che diamo per scontato che essi sappiano che Lo sottindentiamo… eppoi , via, che volete voglia dire: vi do la Mia Pace, se non quello che noi riteniamo essere una pace fra due popoli? desiderio di due popoli? Forse le fasi del “negoziato teologico” fra le tre grandi religioni monoteiste è molto più denso, anche drammatico, a volte, ma se Gesù il Cristo è assente da quei tavoli, temo proprio che la costruzione del mio simulato dialogo fra le parti, sia abbastanza credibile; anche se più COLTO E PROBLEMATICO, di quanto io abbia dato a pensare, ciò che ad Assisi si “studia”. Non a un dio qualsiasi, ricordatevelo bene! ma alla Seconda Persona gloriosa della Trinità.

  61. .. non lasciatevi omologare, andate contro corrente. Per chiarezza: Satana ha fatto sì che i suoi seguaci altro non fossero che maschere, modi d essere dentro il mondo, per il mondo, dal mondo. Moltissime sono le maschere, non infinite, ognuna riconduce alla capacità di possedere il mondo in un supposto modo d essere. La pensosità manageriale, in abito casual: potranno i coleotteri trasvolare gli oceani, con tutta l intensità possibile. Risolto il problema, con una grande pacca sulla fronte, l avatar satanico, tira indietro le braccia: si…si…stringe fra i denti, ha una visione dell altra sponda dell oceano, dove ronzano i coleotteri, in un ordine simile ai suoi collaboratori nell azienda. Ogni manifestazione del linguaggio è permeata (infestata) dall esserci (dasein): – nell immanenza, per l immanenza, con l immanenza – parodia, mica troppo maldestra! del Cristo con Cristo, in Cristo. E vedi un giovane vestito da manager, con tre euro in tasca, suonare i campanelli di un condominio, digitando vocalmente l impresa per cui vuo conoscere i dati… Perfetto, elegante, dell eleganza del proprio avatar. Ognuno di quei giovani trova il proprio avatar: il killer , oggi, l agente segreto, il salumiere redivivo nell azienda, col prio figlio, il giudice corruttibile e quello incorruttibile, e così via… “lasciando ognun di loro la scelta”. Che sia dal mondo, nel mondo per il mondo. Satana segue Gesù, passo passo, in una liturgia di mercato, dove si può trovare di tutto. Anche gesù stesso, caricatura romantica che guarda lontano – una chitarra – e all orizzonte un “problema risolto”, da una onlus fatta di “uomini” capaci. Satana o dell esaltazione degli uomini capaci! E chi non vorrebbe esserlo, questo punto! Ora dobbiamo “ascoltare” qualcosa che non è da questo mondo. Vedi, Padre, io non voglio che Tu li levi da questo mondo, ma che, per mezzo dello Spirito, ognuno si liberi del proprio avatar/satanico/mondano, offerto in dono per la loro spirituale rovina. Santo Padre: ma come? Premetto che lo Spirito Santo, divenga “immediatamente” Linguaggio. Quel “divenga”, mi sa d itinerario!no, non va. E” LINGUAGGIO! abbiamo il coraggio di affermarlo! Lo dico in breve: o Lui ci conquista, conquista i giovani, o non si va da nessuna parte. Noi non abbiamo nessuna strategia razionale da dispiegare verso chissiunque, se no quella della costante preghiera allo Spirito Santo. Tutto il resto, a mio dire, viene dal demonio. Perchè è lo Spirito che ci guida nelle opere – non viceversa – le opere sono una buona cosa – ma anche il mondo le compie, e qui sta il clou della questione: le opere dell Spirito le riconoscerete: vanno controcorrente. Satana ha sigillato nei visceri, ogni umana propensione ad un linguaggio che non sia il suo; per la nostra “disposizione ad accidia muta e paralizzante”. Wast land di valori, da gran tempo consumati. Dai visceri non sale, non dà voce al cuore: non esiste linguaggio se non quello prestato dalle maschere, che Satana ci offre quotidianamente. O lo Spirito Santo, che è Signore e dà la Vita, ci salva – “gratis” – come, del resto, promesso – o non sopravviviamo alla seconda morte. Io lo affermo con forza. Vorrei qui offrire una spiegazione sulle opere contro corrente: tutte quelle che si prefiggono il Paradosso. ama chi ti odia e altro ancora; le parabole dell Altissimo, le hanno illustrate compiutamente. E anche: “giovani, fate scelte controcorrente”! Caro e delicato Pontefice, questo hai insegnato! in una appassionata richiesta di aiuto allo Spirito Santo, affinchè restituisca loro, il dono del Linguaggio. Veni Creator Spiritus.

  62. … dice l Avversario:- sei un ingrato, ovvero non hai capito proprio un bel nulla; sei ami così tanto Gesù nel cuore, e Lui ti ama, eccome ti ama!.. lo devi “soprattutto” a me, che ogni giorno “ti induco in tentazione”, affinandoti continuamente; se non lo facessi saresti uno “tiepido”, come si legge in Apocalisse, non ti saresti mosso, neppure un po”, appagato da ciò che io riservo sulla terra ai miei servi migliori. Sei ingrato a non riconoscermi, almeno, questo merito”. … Questa, una delle “sue tentazioni più intelligenti” e (utili?); perchè fa dire: Benedetto il Signore, che ha permesso all Avversario, di tentare un servo del Signore. Qui sta il mistero che l Altissimo svela nel libro di Giobbe. almeno in parte.

  63. … quel piviero è proprio un impostore! ci vuole poco a capirlo! quella che ha “sostenuto” essere una “tentazione”, nei fatti, è manifestazione palese della propria superbia: Ego Gigantesco, a digiuno di umani consensi. Caro amico, “se” anche così fosse, sei pronto a giurare che è “solo” opera di mente malata e non, “anche”, del maligno? Sì e no, mi ha risposto, per nulla sorpreso.

  64. … visto quel che scrivono, le Alte Gerarchie ignorano – se si esclude, e lo ha dimostrato sul campo, il Cardinale Biffi, con la Sua Opera, cosa sia veramente il LINGUAGGIO. Fanno pena, reiterano continuamente la solita solfa “ben collaudata”, pretendendo che la Parola in sè, riverbera Spirito Santo, e non ha bisogno di nessun altro artifizio. Quando io leggo la Parola è – in sé – così; “sempre che io abbia orecchi per intendere”. Ma quando io pronuncio la Parola dinanzi all Assemblea, ha bisogno di “chi la ode”, abbia orecchi per intendere? E” Grazia, impostare un omelia, tutta avvolta nel LINGUAGGIO/SPIRITO SANTO, tanto da divenire indistinguibile, il nocciolo dalla polpa? La Legge del Signore e il Santo che La pronuncia, in Celeste Sinergia? Io dico di sì. Se così non fosse, perchè, Benedetto ha parlato di Linguaggio – non credo si trattasse di solo linguaggio televisivo – Lui che, a Sua volta, è “anche” un eccellente scittore? Ebbene, cari Cardinali, cari Vescovi, pregate, pregate lo Spirito Santo “inveri” il vostro linguaggio, che allo stato attuale, fa sbadigliare di noia, non pochi fedeli, qualora non li irriti. Non dovrebbero, le vostre omelie essere un effatà, per coloro che non intendono? Ma, se credete così poco voi, a quel che dite, come può il vostro minuscolo linguaggio, aprire le orecchie al sordomuto? Ben si sa che il LINGUAGGIO è carisma, ma per l amor di Dio, chiedetelo allo Spirito Santo! – Signore, offrimi il dono necessario per aprire le menti e il cuore, affinchè una sola delle Tue Parole, non cada nelle erbacce. Ma voi, Gerarchie, fate ancora l errore di Benedetto Croce, ovvero: la Parola non ha bisogno di essere incartata. Non é così? Che l Altissimo illumini “finalmennte” i Suoi Ministri. Ma, anch io, da “un qui inusitato” voglio eserVi utile. Ferdinando Pessoa diceva, nella sua “Psicografia” – siamo ancora non lontani da Fatima – : il poeta è un fingitore, finge sì completamente, da fingere che sia dolore, il dolore che davvero sente. Un caro saluto al Papa che incoraggia gli artisti.

  65. … trovo veramente sgradevole dimenticare un post, da cui abbiamo felicemente accolto uno scritto, che in gran parte condividiamo. Gli anni stanno “stramazzando” la mia memoria. vorrei che anche voi, leggeste quel che io ho letto. a firma, credo di paolo curtaz – zaccheo: – nessun altro riferimento, purtroppo. Scritto che si riferisce alla prossima domenica 23 maggio 2010. I M P O R T A N T E. ascoltate, riferisco la parte finale: …prudenza – tenetelo nel cassetto lo SPIRITO, per favore. E” pericoloso, devastante, inquietante. Quando la Chiesa si siede e si arrocca fa nascere i santi che la ribaltano. Quando pensate che la vostra vita sia finita, annientata, vi spalanca lo sguardo del cuore. Quando le nostre parrocchie languono, si clericalizzano, si svuotano, si abituano, si stancano, si illudono egli scuote le fondamenta, fa crollare i palazzi della retorica e ci spinge a uscire nelle strade del nostro quartiere a dire DIO.E” lo SPIRITO che guida la Chiesa, anche se noi cerchiamo continuamente di correggere la rotta. … (nessuna omelia, che io abbia potuto leggere da un po” di tempo a questa parte, a firma di un PRELATO, mi è apparsa più bella e illuminante di questo scritto, da cui ho tratto la chiusa ndr) Ciao caro amico.

  66. … e come appaiono oziose, meccaniche le leve che hanno agitato i miei pensieri in quasi tutti i commenti! Quanto ha “visto” – invece – l autore di queste parole! Sono tutti raccolti – apostoli, forse anche amici di Gesù – non sanno il daffarsi; quando…”un uragano che li strappa alle loro certezze, che li devasta, che li scompiglia, che li converte, infine, il fuoco scende nel cuore e li consuma. No, certo, non ce la possono fare. D accordo. Sarà lo Spirito ad agire. E” arrivato, il dono (annunciato)del Risorto. E” più folle e più anarchico di come neppure osassero immaginare. Il cuore ora è gonfio, escono per strada, fermano i pellegrini di passaggio a Gerusalemme per la Pentecoste. Parlano del Maestro, lo professano Messia e Signore e presente. E” arrivato lo Spirito. …” e io dico: nessuno sarà così tanto in sé, da non esserlo più: stessa Chimica del Fuoco, del Linguaggio, dello SPIRITO SANTO.

  67. … se la chiesa non vuol fare la Chiesa, lo farò io. Ecco, ancora, le parole di Paolo Curtaz: … “il Paraclito, per difenderci dalla paura e dalla parte oscura che è in noi e che ci turba impedendoci di essere veramente discepoli”. Ogni volta mi siedo dinanzi alla tastiera del computer, la parte oscura si confessa, mi atterrisce: figurarsi se lo Spirito sceglie uno come te per testimoniare! io sono in te, per tutto quel che hai ricevuto, metabolizzato di me, non ti mollo! Ma se io-falena – senza alcunchè di preavviso – mi trovassi al centro della Lampada, “senza un colpo d ala”, Vivo nel Suo Fuoco? E ancora: Paolo: “Egli ricostruisce i linguaggi, ci dona la grazia di capirci … Supera l arroganza dell uomo che costruisce torri per manifestare la propria forza e usa il linguaggio del potere che non fa capire, che confonde, CHE ALLONTANA. Pentecoste è l Antibabele, l altro modo di capirsi …” Tante volte mi sento ossessionato dalla perizia logico-formale di cui si avvalgono le Omelie, ne esco intriso di sudore: tu non puoi essere questo! non ti conosco? sei “troppo” lui per essere te stesso. Il Vangelo non è “insegnamento”, è la mia vita nel Suo procedere verso il Golgota. Nel Sinedrio si era parlato di “rapporti di forza” onde necessitare “la scelta”; Giuseppe, da quel momento, “nulla comprese” e giunse per lui la Compassione.

  68. … ed ecco ancora bagnasco, presidente del consiglio ombra di uno stato qualsiasi, prendere parte (rehner e la visione antropologica del concilio gli danno facoltà)che discute come di persona informata dei fatti, di economia, dei tagli (non siano iniqui)di tutto ciò che i grandi della terra fanno e disfanno. lui ha di fronte i poveri e gli emarginati, ne testimonia il linguaggio, come di un territorio di caccia della cei: una bandiera rancorosa e laica che appartiene da sempre ad una sinistra che non ne fa mistero. I vescovi quelli che si omologano a questo prelato, appoggiano il PAPA solo per opportunità, non per amore della Verità, per dire il giorno dopo, attraverso il peggiore linguaggio antropologico, tutto quello che vogliono, soggettivamente dire. poi, come di sponda ai nemici giurati della Chiesa, che offendono la dignità del Pontefice, attribuendoGli colpe, solo per il piacere di ferirlo, abbatterlo; “ingegnosamente”, ne prendono le parti, solo per continuare, il giorno che segue, ad usare linguaggio, più in uso ai potenti della terra, che ad uomini di Chiesa. Questo, per bagnasco, forse, significa guardare ai fedeli, durante la messa e scorgere in loro, il Signore Gesù Cristo. Ma io lo griderò sempre: QUESTI vogliono edificare un Nuovo Stato sulla Terra, che trovi accordo coi Regni che appartengono all Avversario – ma si dimenticano che è stato scritto: …io ho sconfitto il mondo”.

  69. … è bene che io dica, che tutti gli errori di ortografia (es. giudizi con due z e fa con l accento, come mi rimproverò Giorgio Manganelli) offendono la mia vanità di scrittore. Ma è giusto che la mia vanità sia umiliata, è giusto che le proposizioni – in questi miei commenti – non filino lisce come l olio, è bene che io senta la derisione di chi legge, e pensa ai miei probabili limiti, anche della elementare cultura. Sia passata per le armi, ogni mia vanagloria; forse, chi dirà che mi voglio mettere in luce e che sono uno sbruffone, non ha tutti i torti. è bene che l anima senta la frusta del mondo! Non sia mai che io voglia nascondere le mie debolezze! è bene che le carenze ortografiche e le più gravi, di dottrina, si evincano dai “commenti”. Del resto sono uno scrittore: nessuna dimestichezza coi sottili problemi che la teologia esprime; forse ho soltanto – mi soccorra lo Spirito Santo – sensibilità e fiuto per l interpretazione del Testo Evangelico. Qualche volta, però, riemerge la “mia natura di scrittore”, ancor più di quella di cristiano, e allora, sono dolori! In chiusura di questa ” confessione”, non so quanto opportuna, debbo dire – ma alcuni di voi lo avranno capito – che i “mieicommenti” sono scritti DI GETTO, per un automatismo che ho conosciuto solamente nella stesura di Itinereide. Anche se “quella” ha subito, a freddo, elaborazioni ed elaborazioni.

  70. …assemblea CEI, 27/5/10. io propongo la seguente lettura:Matteo,26,7,12 …”…gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno di profumo molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola. I discepoli vedendo ciò,si sdegnarono e dissero: “Perchè questo spreco? Si poteva venderlo per molti denaro e darlo ai poveri!”. Ma Gesù se ne accorse e disse loro: “Perchè infastidite questa donna? Ella ha compiuto un azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me. Versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura. … ” andate da quei Vescovi, ad uno, ad uno, fate leggere questo vangelo e ammoniteli di non compiere lo stesso errore che commisero i discepoli. Quelli di loro che avranno orecchi per intendere, piangeranno di commozione e di gioia: “il Signore ci ha parlato”, diranno.

  71. … mi sono destato madido di sudore: dai luoghi dove ho vissuto, fuggivo terrorizzato; non vi era rifugio per me, dovunque andassi, lui mi era dietro. Dovevo averlo conosciuto, essere stato suo sodale, tanto era grande la sua ira e l odio con cui cercava di uccidermi. Fuggivo da lui per l orrore dei suoi modi, disumani e crudeli. Non era il demonio, ma qualcuno che aveva con lui, le mani in pasta. Era alto abbastanza, tutto pelle e ossa, vestito alla foggia mediorentale, una lunga tunica color ruggine e giallo, non era la trasandatezza a crear timore e spavento, quanto il ghigno che alludeva a chissà quali morti avrei dovuto attendermi. Quando finalmente, mi raggiunse, mi agguantò alla vita e allora sentii che per me non vi sarebbe stata salvezza. Estrassi un lungo coltello per uccidere entrambi, quando una voce: “sveglia, non temere, tutto è passato”. Il risveglio fu ancora peggiore, compresi che non vi era luogo, ove sottrarsi a quell abbraccio fatale. è stato allora che ho recitato il GLORIA, la preghiera che più amo, e mi sono disposto a consultare il Libro dell Altissimo. Ed ecco: Sofonia,3,14,17 … “Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tu nemico. Re d Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia”. Ho recitato il GLORIA – preghiera che io amo di più – poi ho rivolto il mio pensiero al Vescovo Enrico Bartoletti, che m insegnò questa pratica e recitai la Preghiera dei Defunti. Pazientate, amici, per questa mia confidenza.

  72. … apri a chi non bussa alla tua porta. (Fernando Pessoa) chi lo fa, apre a Cristo. Da quando il mondo ha cominciato a esistere,”nessuno” lo ha fatto. Caro il mio cardinal Martini, nessuno, di propria iniziativa, lo fatto. Perchè, se anche un solo uomo avesse potuto aprire, “da solo”, quella porta, Cristo in croce? Che bisogno c era? – LA LIBERTA DI CUI GODE L UOMO: Se apre a chi non bussa, lo Spirito Santo ne ha scaldato il cuore, e subito si precipita. Se lo desidera ardentemente, è ancora lo Spirito che lo fa ardere. Se non apre, invece, è “solo lui” a farlo. Dallo stile di lavoro per cui si compiono “le opere”, appare fin troppo chiaro, che il Salvatore, viene investito esclusivamente della carica di notaio rogante, ovvero “invitato” a “benedire” a POSTERIORI, ciò che si è fatto “di proprio arbitrio”. Voglio dire senza l Assistenza dello Spirito. Sono le opere di cui parlava San Paolo, nella Lettera ai Romani? No, certamente! Oggi, caro Cardinale, non ci accorgiamo più, che si costruisce per volontà di uomo. Quale esito possono avere “simili opere”? Lo vedrà, alle lunghe, Cardinale, ora che si parla di Cristo, solo per passare ad altro! (Don Divo Barsotti) – Un tempo ininterrotto di opere, percepite solo da “profonda, quanto soggettiva spinta interiore”, diverrà in breve, “una catena che imprigionerà l uomo, con le maglie della estrema vanità, che altro non potranno che condurlo al titanismo. Credete che Satana, il diavolo, non abbia una sua strategia, sottile e al tempo stesso subdola? Già, ma “certi operatori”, sono sul punto di non credere più in “lui” – almeno tendono a relativizzarne la portata – solo che il Maligno, crede sempre di più, in questi futuri, nuovi suoi sodali. Che lo Spirito Santo discenda sul caro Papa Benedetto e Gli dica di far presto: i tempi si comprimono paurosamente, Joseph, Joseph … a sigillo di quanto qui ho scritto, ricordo il forte senso di un versetto evangelico. Rivolgendosi ai suoi discepoli, Egli dice: Se anche voi …. andatevene pure. Con quanta energia, lo dice, caro Benedetto!

  73. … Gv,63,67 …”è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: “Per questo nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre. Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?”

  74. SPERIMENTA SPERIMENTA QUALCOSA RESTERA’

    Repubblica — 20 gennaio 1990 pagina 17 sezione: MERCURIO – SCAFFALE
    Itinereide, prova d’ esordio del cinquantunenne Piero Favini, è un’ opera strutturalmente complessa e di non agevole lettura, collocabile nello scarno filone dello sperimentalismo. Sovrapposte le une alle altre come strati di terreni diversi, le varie narrazioni che la compongono spaziano dalle gelide città-prigione iniziali (una lunga apnea suddivisa in tre capitoli), al primo ossigeno di grande Hyperborea (che apre la seconda parte), fino al clima decisamente più aereo delle ultime pagine, dal taglio breve, spezzato, epigrammatico. Ma se è vero che a un certo punto della lettura ci si sente emergere dalle viscere della terra, è altrettanto vero che l’ aria divorata dai polmoni esausti è opaca, notturna, perentoria come quella di un incubo. Forti di pagine sapientemente elaborate, i percorsi di Itinereide alternano brani dal ritmo epico ad altri che sfidano la materia dei sogni, non disdegnando, a tratti, suggestivi ricorsi alla forza viva del dialetto. Al lettore disorientato è offerto l’ appiglio di tre epigrafi (da Carroll, Manganelli e Villon), oltre a un paio di citazioni dal Leopardi dell’ Infinito; un po’ poco per indicare possibili sensi (o nonsensi) nel brulichio di simboli, metafore, allegorie, visitazioni dell’ infanzia, ironia e disperazione che compongono, assieme ad altri sapidi ingredienti, la ricetta di questa densa opera. Nella sua prefazione (in odore di viatico) Giorgio Manganelli parla di audacia strutturale che rasenta la temerità, di labirinto affollato di larve che rifiutano di farsi personaggio e di stremante, tenebroso percorso. Non un’ istruzione per l’ uso, quindi, ma una sorta di suggerimento a non sottovalutarne le difficoltà incombenti e ad accettarne, benché impegnativo, il piano del gioco. – Fabio Ciriachi Sento odore di piagnistei, recriminazioni. Caro amico, vuoi darci l ennesima conferma di uno “sdoppiamento”? Significa proprio che ciò che hai scritto finora su Commenti, nasce da un rovello non ancora sanato. Parlane, se ti può far star bene! Premetto che la breve storia (me lo auguro!) di ITINEREIDE – la tua Saga – “qui” non interessa a nessuno. Mi ricordo, un adagio greco: – “meglio un mendicante sulla terra, che un Re nel Regno delle Ombre. Bene, noi siamo qua – mendicanti – e per di più nel regno delle ombre. Parla, dunque, dall Indeterminato.

  75. … “c era una volta un povero Scemo, che avendo comprato usata, una JM3, da un amico mentitore, vi si installò al suo interno, e, appoggiata al volante , una tavoletta, cominciò a scrivere la “sua” opera. Nata male fin dal concepimento. Era, sulla la JM3, costantemente di fronte a una bellissima dimora – abitata dallo Scemo, nell infanzia; donde se n era dovuto partire, insieme al padre e alla madre, per intervento di Angelo Sterminatore, che teneva in alto il “parabellum”, e indicava allo Scemo il suburbio. l Anno 1945 del secolo scorso: la Stella del mattino, Rossa. Scemo ricorda di aver conosciuto Giorgio Manganelli, durante una febbre a 39,5, verso la metà degli anni 70. A richiesta dello scrittore-amico, inviò, quasi per intero, ITINEREIDE. Che fu accolta con piacere dal bardo milanese. Una grande opera, Scemo, gli disse; ora cercherò di “piazzarla”. E portò un rigonfio di cartelle, ad un certo redattore di Einaudi, di nome ERNESTO FERRERO. Lui -lo Scemo – puntava in alto; non voleva assolutamente passare dal sotto-il-bosco. Fu accontentato. Dopo nove mesi di attesa, giunse la risposta: “le metafore, ahimè, son troppo trasparenti, audace tentativo, ma con quella “trasparenza” si va poco lontano, non si dà alle stampe… Egli conservò gelosamente quella lettera. D altronde, Manganelli – amareggiato – gli sussurò: “Certuni hanno il dono di “non capire un c…o”, che li rende felici. Ma il Poeta, Schivo e Milanese, disse allo Scemo: io ci riprovo! questa volta porterò ITINEREIDE, nientemeno che a ROBERTO CALASSO! Presidente di ADELPHI -esimio scrittore, nonchè grande “umanista”. Trascorrono altri nove mesi (sic!) e la risposta giunge come pietra “definitiva”. “Son le metafore, caro Autore, che la tradiscono, troppo scoperte, trasparenti! del resto, (Manganelli è testimone) – deve insistere, il suo è linguaggio che deve ancora trovare se stesso; se scriverà, avrò il piacere di …” Provaci ancora Sam! Lo Scemo, atterrito, smise di “importunare” quel suo generoso amico. Le due lettere che conserva, giacciono sopra le spoglie di Itinereide, come a coprirne le vergogne. Sotto-al-bosco, trovò una Fatina che pubblicò la prima e la terza parte di quella infelice opera. Nulla di fatto: senza “lo strepitio del batage”! ANGELO GUGLIELMI, invitato, forse, dall amico Giorgio, inaugurò un nuovo modo di fare giornalismo: nel titolo, diceva Itinereide essere opera d imitazione, (voleva ingraziarsi il caro Giorgio?), nel proseguio, parlava dello Scemo in termini assai lusinghieri. – ANGELO GUGLIEMI, deceduto? ERNESTO FERRERO, ROBERTO CALASSO, hanno dunque, decretato, la morte dello Scemo, che pregustava già di immolare a Baal, sulle Alture. Che il Signore li accolga – “quando verrà il loro giorno”! Essi hanno, “di brutto”, impedito allo Scemo, di gustare la Cucina di Satana.” Ora che fiaba è finita, non voglio più sentir parlare dello Scemo e della sua ITINEREIDE, quanto è vero che mi chiamo Piviero Fani!

  76. 2Timoteo, 1,9…”Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già IN BASE ALLE NOSTRE OPERE, ma secondo il suo progetto e la sua grazia.” E così deve essere spiegata questa Scrittura: non già per umano giudizio delle opere, ma in virtù di profezia e vocazione santa, Egli ci chiama, Egli ci salva, non per il volume di opere che “noi riteniamo giuste o altresì ingiuste”, ma per
    un sacerdozio a noi destinato, fin dalla fondazione del tempo.Egli ha scrutato il cuore e i reni. Nessun arrembaggio delle Gerarchie a un preteso, mondano potere della Chiesa, o questa non è più chiesa! Se non si riconosce alla Trinità Santissima – per Grazia e SOLO per Grazia – il potere di consacrare sacerdoti, non si è chiesa; i suoi ministri non riescono a udire più la voce del Signore. Il tristissimo spettacolo di preti e gerarchie che brancolano nel buio e peccano, soprattutto,a causa della fede, vuol dire che non si è in ascolto della Parola. E vengono in mezzo a noi, caricature!

  77. … in assenza della Parola, la mente urlava, sbandierando quesiti che non ottenevano risposta, il cuore ruggiva di odio verso coloro che ritenevo responsabili di tanta confusione. Mi sono rivolto, allora allo Spirito Santo, in odio ai nemici che affliggevano la mente e il cuore, senza che la supplica ne fosse esente – portasse Amore, dove prima c era odio! – E la risposta non tardò a venire. “Osi rivolgerti a me, zuppo di odio come sei?” Era la risposta che Satana mi dava. Perchè mi rivolgevo al Paraclito, imbevuto di odio. Ma è scritto: “Accende lumen sensibus, infunde amorem cordibus”. Era satana che avevo smascherato, ma ciò mi fu di scarso aiuto. Lui se ne sta in “silenzio” presso di me. C erano le Scritture che parlavano! Resi grazia al Signore e lessi: “Urlate, abitanti del Mortaio, poiché tutta la turba dei mercanti è finita, tutti i pesatori dell argento sono sterminati. In quel tempo perlustrerò Gerusalemme con lanterne e farò giustizia di quegli uomini che, riposando come vino sulla feccia, pensano: “Il Signore non fa né bene né male”. Sofonia,1,11,12

  78. Saul stava cercando di accontentare gli uomini. Si preoccupò più per loro e per la loro opinione, piuttosto che per Dio per la Sua opinione. Successivamente, quando ammise il suo peccato, si preoccupò di perdere non la relazione con Dio ma il suo onore davanti al popolo: “Allora Saul disse: Ho peccato ma adesso onorami, ti prego, davanti agli anziani del mio popolo e davanti a Israele; ritorna con me …” Il successore di Saul, Davide, commise adulterio e uccise. Tuttavia, quando Nathan affrontò (2 Samuele 12:1-14), si preoccupò non del suo trono ma della sua relazione con il Signore (Salmi 51). Ecco perché Davide fu perdonato quando cercò di ristabilire la sua relazione con il Signore, mentre Saul, che cercava di ristabilire il suo trono, non fu perdonato.

  79. Matteo 12, 46-50 :

    ” 46 Ora, mentre egli parlava ancora alle folle, ecco sua madre e i suoi fratelli i quali, fermatisi fuori, cercavano di parlargli. 47 E qualcuno gli disse: «Ecco tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e cercano di parlarti». 48 Ma egli rispondendo, disse a colui che lo aveva informato: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli ?». 49 E, distesa la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli. 50 Poiché chiunque fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, mi è fratello, sorella e madre». Mistero della Salvezza. Abbiamo noi Conoscenza necessaria per giudicare chi siano i fratelli? Al Padre, senza alcun dubbio, appartiene tale Conoscenza A Lui, dunque, il giudizio. I sottili “distinguo teologici”, non esistono più; la Santa Chiesa insegna quel che Gesù ha insegnato. Un fedele (muslimuna) al Corano, è fratello nostro, se fa la volontà del Padre (unico? indistinto?) Con ciò, non nego, né affermo. Fratello in Cristo, fratello nostro. Sohravardi, mistica autorità dell Islam Scita, al punto 5 – Strofe del Gran Testamento, afferma: “Dio interdice lo spirito della saggezza (ruh al-hikmat)a chiunque riponga fiducia nel mondo e si appassioni a tutto ciò ch è materia dei sensi. Nè lascia coesistere, in una medesima anima, amore di saggezza e chiarore d aurora nascente, con l attaccamento ai beni materiali e alle passioni della carne. L Arcangelo Purpureo – Sohravardi (secolo XII) – Ed. Coliseum – trad. Piero Favini. Non si discosta un granché dal pensiero Abramico-cristiano. “Moralmente” accettabile. Nello stesso testo, Sohravardi, asserisce: i cristiani sbagliano: Dio non ha figli, né mogli… Qui vi é negazione del ruolo di Salvezza-Gesù Cristo Signore. Fin dalla Prima Parola, scritta in Genesi, “usque ad finem temporum e oltre”, è Cristo figlio di Dio, Pietra angolare che i costruttori hanno scartato, divenuta Testata d angolo. Per alcuni, Pietra d Inciampo. “Una” delle cose che ci distingue, dall Islam spirituale, mistico e storico: A noi il Cristo Evangelico, a loro la Legge Coranica. Può essere questa una ragione sufficiente, per non chiamare fratelli, i musulmani (fedeli)? Sui tre piani: spirituale, mistico, storico? Chi fa la volontà del Padre mio, mi è fratello; ma (io aggiungo), non é Volontà del Padre, il Figlio stesso? “Chi fa la volonta del Padre mio, è mio fratello”; valgono dall inizio dei giorni, fino al compimento dei tempi. Procederò oltre, per indagare la Scrittura, e riferire con esattezza, quel che dice il Signore.

  80. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo gli sarà perdonato, ma chi bestemmierà lo Spirito Santo non gli sarà perdonato. Luca 12,10 Si può amare così tanto, da parlare contro il Figlio dell uomo, senza bestemmiare lo Spirito Santo? Rigettare Somma Sapienza, e ad un tempo, accogliere il Primo Amore? Non è forse Cristo – Somma Sapienza – a introdurci allo Spirito Santo? Se lo Spirito Santo è Amore, e procede da Gesù, avere altra Conoscenza del Supremo – da cui Gesù rimane escluso, nella Sua più Alta Peculiarità: essere Figlio del Padre, Dio Lui stesso; deve indurci a pensare che lo Spirito Santo non abbandoni nemmeno colui che ha diversa Conoscenza del Supremo? Per Vie che noi ignoriamo? Allora, se le parole di un Papa, pesano come oro fino, non sia io a negare al mio simile, di qualsivoglia religione, il saluto fraterno. Sia lodato Gesù Cristo.

  81. … per i giorni di Cipro, un grande dolore mi ha oppresso – tristezza e disperazione. Dovrei negare, allora, la mia riprovazione, dopo che l intero mondo ha plaudito a quei giorni? No di certo. Fin dal principio, una gelida real politik, ha caratterizzato ogni incontro. Pur di mostrare un disegno. Si è sottaciuta la portata pastorale e teologica, dell appassionato racconto di un vescovo ortodosso. Real politik, quando, senza notizie certe, si è preferito sottacere un indizio inquietante: – Nulla è accaduto, da far pensare a un delitto, il cui sfondo, sia ricollegabile a guerra di religione. Anche quando un vescovo di quella terra, nutriva seri dubbi. I miei precedenti tre commenti, sono strampalati, quanto opportunistici episodi di “rancorosa” prudenza, di melliflua sincerità di cuore. Me ne dolgo e chiedo perdono al Signore Gesù Cristo. Occorre trovare il coraggio di dissentire apertamente. E io dico che gli uomini di Bagnasco, Tettamanzi, Crociata, Schettino, hanno riportato a Cipro, una terrificante vittoria. Per un tempo che non mi è dato conoscere, mi devo astenere da ulteriori commenti. Ecco, l indice della mano destra – non sapendo come dare risposta al mio turbamento – si è impuntato su Giobbe, 35,7., dopo aver recitato il Gloria e aperto ad occhi chiusi la Bibbia. Arrivederci.

  82. 35:7 Se tu sei giusto, che cosa gli dai
    o che cosa riceve dalla tua mano?

    35:8 Su un uomo come te ricade la tua malizia,
    su un figlio d’uomo la tua giustizia!

    35:9 Si grida per la gravità dell’oppressione,
    si invoca aiuto sotto il braccio dei potenti,

    35:10 ma non si dice: Dov’è quel Dio che mi ha
    creato,
    che concede nella notte canti di gioia;

    35:11 che ci rende più istruiti delle bestie
    selvatiche,
    che ci fa più saggi degli uccelli del cielo?.

    35:12 Si grida, allora, ma egli non risponde
    di fronte alla superbia dei malvagi.

    35:13 Certo è falso dire: Dio non ascolta
    e l’Onnipotente non presta attenzione;

    35:14 più ancora quando tu dici che non lo vedi,
    che la tua causa sta innanzi a lui e tu in lui speri;

    35:15 così pure quando dici che la sua ira non punisce
    né si cura molto dell’iniquità.

  83. Papa: Naturalmente, sono profondamente addolorato per la morte di Mons. Padovese, che ha anche molto contribuito per la preparazione del Sinodo; ha collaborato, e sarebbe stato un elemento prezioso in questo Sinodo. Raccomandiamo alla bontà del Signore la sua anima. Questa ombra, tuttavia, non ha niente a che fare con i temi stessi e con la realtà del viaggio, perché non dobbiamo attribuire alla Turchia o ai Turchi questo fatto. E’ una cosa sulla quale abbiamo poche informazioni. Sicuro è che non si tratta di un assassinio politico o religioso; si tratta di una cosa personale. Aspettiamo ancora tutte le spiegazioni, ma non vogliamo adesso mescolare questa situazione tragica con il dialogo con l’Islam e con tutti i problemi del nostro viaggio. E’ un caso a parte, che rende tristi, ma che non dovrebbe oscurare in nessun modo il dialogo, in tutti i sensi, che sarà tema e intenzione di questo viagg

  84. Papa: Naturalmente, sono profondamente addolorato per la morte di Mons. Padovese, che ha anche molto contribuito per la preparazione del Sinodo; ha collaborato, e sarebbe stato un elemento prezioso in questo Sinodo. Raccomandiamo alla bontà del Signore la sua anima. Questa ombra, tuttavia, non ha niente a che fare con i temi stessi e con la realtà del viaggio, perché non dobbiamo attribuire alla Turchia o ai Turchi questo fatto. E’ una cosa sulla quale abbiamo poche informazioni. Sicuro è che non si tratta di un assassinio politico o religioso; si tratta di una cosa personale. Aspettiamo ancora tutte le spiegazioni, ma non vogliamo adesso mescolare questa situazione tragica con il dialogo con l’Islam e con tutti i problemi del nostro viaggio. E’ un caso a parte, che rende tristi, ma che non dovrebbe oscurare in nessun modo il dialogo, in tutti i sensi, che sarà tema e intenzione di questo viagg

  85. Papa: Naturalmente, sono profondamente addolorato per la morte di Mons. Padovese, che ha anche molto contribuito per la preparazione del Sinodo; ha collaborato, e sarebbe stato un elemento prezioso in questo Sinodo. Raccomandiamo alla bontà del Signore la sua anima. Questa ombra, tuttavia, non ha niente a che fare con i temi stessi e con la realtà del viaggio, perché non dobbiamo attribuire alla Turchia o ai Turchi questo fatto. E’ una cosa sulla quale abbiamo poche informazioni. Sicuro è che non si tratta di un assassinio politico o religioso; si tratta di una cosa personale. Aspettiamo ancora tutte le spiegazioni, ma non vogliamo adesso mescolare questa situazione tragica con il dialogo con l’Islam e con tutti i problemi del nostro viaggio. E’ un caso a parte, che rende tristi, ma che non dovrebbe oscurare in nessun modo il dialogo, in tutti i sensi, che sarà tema e intenzione di questo viagg

  86. … ritengo conclusa definitivamente la mia esperienza su questo sito. Avrei voluto vedere, qui pubblicato, il testo dell intervista rilasciata dal Papa, alla stampa internazionale, sull aereo, quando dice: DI SICURO non si tratta di un omicidio a sfondo religioso. Quando le notizie sono incerte, NON SI PUO DIRE: – DI SICURO SIAMO CERTI NON SI TRATTA DI OMICIDIO A SFONDO RELIGIOSO. Io ritengo che la Verità non la si possa oscurare, sia pure per una nobile causa. Questa volta io vi dico che il Padre, il Figlio , Lo Spirito Santo, benedica il Piccolo Resto. Amen

  87. cu cu?! Papa? non chiedi ancora perdono al Martire Padovese e al Signore, per aver mentito?. anche Tu, in una disputa diplomatica o meglio ancora, politica? Anche Tu, politico, alla stregua dei politici? anche Tu, per i rapporti di forza? i giusti dosaggi? gli equilibri più avanzati? insomma!? i vescovi ti stanno reclutando per una pax hominum? CHIEDI PERDONO! a Padovese Martire! al Signore che lo ha subito amato! è come se i discepoli di Gesù, “prudentemente”, non avessero ravvisato subito LE RAGIONI del massacro di Stefano, Primo Martire, e per svignarsela, avessero preferito la formula della “questione personale”, in attesa di “saperne di più”. Ma così si pensa di aver contribuito a mettere in sicurezza chissà quanti cristiani!! Chiedi Perdono, Papa!Te lo chiederò tutti i giorni, fino alla fine dei miei giorni! CHIEDI PERDONO PUBBLICAMENTE! e sii di esempio ai santi che stanno attendendo la Venuta del Signore Gesù Cristo. amen

  88. Crescenzio Sepe, Cardinale Arcivescovo. Vedete, cari fratelli, alligna fra i nemici della Chiesa, un valore assoluto della “giustizia”, laico e ontologico insieme, che permette di lavorare a freddo, la Chiesa nella storia: fasti e nefasti – obbiettivo finale – coinvolgere, prima o poi, la Sua natura salvifica. Ovvero seppellirla nel mondo. StrapparLa dalle braccia del Cristo, per darla in pasto alle gazzette. L Avversario vuole a tutti i costi l apostasia; destituire la Chiesa nei valori spirituali, colpendola ripetutamente nella storia, favorisce nei deboli, l apostasia. Se poi, Crescenzio Sepe Cardinale Arcivescovo, sarà scagionato, lo sarà, iniettando nel “dispositivo”, l inquietudine del sospetto. Comunque è bene che l Accusatore (il diavolo, ndr per i giudici) sia tutelato nell intera signoria di questo mondo! Non si dovrebbe, allora, giudicare un uomo di Chiesa, come ogni altro cittadino? Certo! sulla moneta vi è l effigie di Cesare! Ma qui non si giudica, si elaborano i fatti necessitandoli alla condanna. Legando i fatti in maniera pregiudizievole, immaginando l ovvio – do ut des – matrice/motrice degli umani rapporti. Sepe: intorno a lui, si diraderanno i sospetti, lentamente, lentamente, (che furia cè?!)ma coloro che la Chiesa, ha lasciato colpevolmente indietro nella fede, diranno: insomma, i preti sono sempre al centro: ora questo, ora un altro reato. Allora io dico, Cardinale, coraggio, renditi conto che vi è una strategia ideata non da uomini, sii forte. Ma vorrei ricordare al Santo Padre di chiedere perdono a Padovese Martire Cristiano; non si è trattato di un fatto personale, ma di una condanna. Colà, i giudici e il giudizio vanno ancora più spediti.

  89. chi si dibatte in preda al proprio io e ne è quasi divorato, sentendosi sconfitto, chiederà un segno, per confermare la propria fede, che lo distingua – SERVO DEVOTO – ma la Scrittura sembra confonderlo ancor più. Ed ecco: .. “Perchè questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno”. Solo quando Lo ascolto, mi dimentico; assumiamo insieme la medesima identità. Dimenticando i tanti progetti mondani, Santo Padre, ti sembrerà facile, chieder perdono a colui che fu martire in terra di Turchia. Riceverete in Cristo la medesima identità. I tuoi santi attendono, priuquam adveniat Regnum in mezzo a noi: il Signor Nostro Gesù Cristo.

  90. non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi Gv15,16 Coloro che si sono appropriati del tabernacolo, hanno fatto quel che hanno voluto: al Suo fianco, hanno messo le loro opere: a destra e a sinistra; gli imperi della terra si danno un gran daffare, da un corno all altro dell altare. Stanno tacitando l Agnello, quando parlano di pace; di poi, in guerra, evocano la pace loro. Suvvia, quelli che hanno orecchie per intendere: Egli ha chiamato, chiedete al Padre mio e Padre vostro, ciò che vi serve, e non mancherete di nulla. Pregate, ché il Legno Verde, muore ad ogni istante, figli miei, le opere dei santi leniranno quella pasqua?

  91. 35:15 così pure quando dici che la sua ira non punisce
    né si cura molto dell’iniquità. Libro di Giobbe Non punisce? – essi (gli iniqui) non si ridesteranno alla Sua Venuta, potranno riposare nel tempo, fino alla fine dei tempi. Ma non sfuggiranno alla Seconda Morte. Chi, invece, riprenderà vita, al Suo Secondo Avvento, trascorsa una Pasqua Felice, dormiranno sino alla fine dei tempi, e la morte seconda non li lambirà, vivranno nel cuore di Gesù, sarà loro svelato il mistero della Santissima Trinità.amen

  92. tutti i regni della terra sono già stati condannati. Appartengono a Satana. Se mi adorerai, saranno tuoi. “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi;….Anche Satana, SE si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito”Mc,3,23,24,26 Gesù ha abbandonato al proprio destino i regni della terra. Mai ascoltato Gesù dialogare coi signori di quei regni. Fa silenzio perfino dinanzi a Pilato. Egli aveva una moglie che bene lo intenzionava verso Gesù. Tu VICARIO, hai a che fare coi capi degli Stati e chiedi loro di negarsi? non è questa, pura follia? O piuttosto: aggiungi la Chiesa alla lista di quegli stati? Hai dimenticato: “in attesa della Sua venuta” e “..il Figlio dell uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” Lc,18,8 e anche: “Se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Lc,3,25 Parla della Chiesa ai nostri giorni, stanne certo! Ma Tu, salvati, Pietro, quanto è vero che “due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l altro lasciato” Mt 24,40-41 una cosa sola potrai fare: raccogliere i pulcini sotto l ala, come fa la chioccia, e presentarli al Signore: Sua Primizia.

  93. Mt,5,3 beati i poveri in spirito. il sensus plenior di questo versetto: beati quelli che, essendo poveri di Spirito Santo, lo mendicano presso Dio, per essere illuminati nella Parola. La Santissima Trinità, (intrinseca al vers.3) è “ostaggio” di coloro che ne sono mendicanti, con la preghiera e la resa incondizionata a Nostro Signore.

  94. ho letto che la Vergine Santissima chiede che le preghiere mitighino l Ira Divina; io prego lo Spirito Santo, ché la Volontà del Padre e del Figlio, si compia al più presto, o non “troverà più fede sulla terra.” Pietro, disse che il cane che tornerà a leccare il proprio vomito, non ha salvezza. Ebbene, non abbiamo Altro Nutrimento che la Speranza.

  95. nel frattempo, ognuno torni alla proprie occupazioni. Non stia in tensione in attesa di Nuove Prove. Nè si ritenga – almeno una volta, a lui par di aver Giocato – talmente indispensabile, da esser Convocato ancora. Tantomeno si vergogni delle proprie tendenze, tanto da non manifestarle neppure a se stesso. Sarà il Coach a chiamarlo e a dirgli Come contribuire al Gioco. In definitiva, non deve svuotare la propria vita, in funzione di essere chiamato. Nulla deve fargli credere di essere Indispensabile; il Coach ha il potere di reclutare i Titolari, perfino fra i Pulcini. Non si disperi, se gli sembra esser dimenticato dal Coach. O addirittura, si faccia piani nella mente, cercando di attribuirli al Coach.

  96. L Estremo Degrado nell Osservanza delle Norme, rende i primi oggi; chi un tempo sarebbe stato a metà Classifica. Il Coach, comunque , usa Quel che c é di Meglio, fra i Suoi. Non ci si aspetti un Gran Gioco, ma onore alle Punte. Cadono per uno Sgambetto Minimo e si rialzano senza un Perchè. Io spero che la Partita volga al termine quanto prima; non vi è giocatore che non abbia subito un infortunio. L Arbitro e il Coach, intanto, osservano le lancette. …

  97. te lo dico con tono sorridente: Amico, perchè con la censura di 3 commenti, mi hai “schiaffeggiato”? Lo sai, vero, che dovrai renderne conto. Che paroloni! o chi sono?! Rido. Vedi, ci sono i campionati del mondo, da qui ho tratto le due metafore/”parabole”. Non pensi che in Galilea ci potevano essere avvenimenti, a cui Gesù si riferisse? Ma forse, cari amici, nessuno di voi era al suo posto di lavoro, quando ho inviato i tre commenti. Semplicemente. E quando qualcuno sarà tornato, col panino ancora nella strozza, li pubblicherà. Oppure: no. Io ho fatto il possibile. Fate un po voi!

  98. 59A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. 60Gli replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio”. 61 Luca Non sia mai, Signore; rafforza la gracilità spirituale del tuo servo, a fronte della formidabile attrazione del tempo mortale.

  99. Quel che appare essere la chiesa – la decisione della suprema corte usa, lo attesta – è messa alquanto male. Ma io ritengo “sincera” l opinione di Obama, che “sembra dissentire” dall “opinione” di queslla Maqgistratura. Il Papa ne è informato. Obama è il Presidente, La Suprema Corte non risente “assolutamente” dei poteri del Presidente. La situazione della chiesa è critica negli USA: 8 diocesi sono fallite a causa delle retribuzioni offerte alle vittime dei preti pedofili. Anche in Europa non va meglio. Obama è a conoscenza della défaillance della Chiesa, nel mondo? Fuori dubbio. Obama può, comunque, avere ispirato la decisione della Suprema Corte, “in quei termini”? Pur essendone dissenziente? Se avesse ispirato alla Suprema Corte, una decisione così negativa alla chiesa – lui dissenziente – quale profitto potrebbe trarne? Prendendo a spunto alcune posizioni dei Prelati – ovvero, la maggioranza – potrebbe immaginare il suo antico sogno realizzarsi. Non dissimile, del resto, da quello di Zapatero: ovvero: tutte le religioni hanno dignità di essere, perchè ispirate al Bene Comune, dal medesimo dio. Le contraddizioni fra i popoli sono istigate dai loro Capi – i popoli sono buoni, e ogni popolo, secondo il proprio dio, possiede la pace. Ed è in grado di porla in atto, perchè “ontologicamente” la possiede. Mai, per esteso, così compiutamente, ho ascoltato dai Prelati della romana chiesa, la eco dei sogni di Obama e Zapatero e molti altri. Perchè? Per arrivare a ciò, l ostacolo non è teologico, bensì risiede nel tempo. Ma Obama ha fretta, un po tutti i Signori delle Nazioni hanno fretta. Obama potrebbe ridurre l impatto, o addirittura la cancellazione, più o meno progressiva, di quel deliberato che pesa “economicamente” sulla chiesa cattolica. Potrebbe, e attende. Che cosa attende? – una ermeneutica delle indicazioni del Concilio Vaticano Secondo, a lui favorevole. Praticamente: estensione a tutte le religioni, di proprietà salvifiche – un tempo situate nel più alto dei cieli, ora in mezzo a noi. Per volontà nostra. Oppure, il progressivo sfascio economico della chiesa “COME LA VEDIAMO ADESSO” e il successivo passaggio ad altra strategia. Rigorosamente antropocentrica e orizzontale. Se la riderebbero, Martini, Bagnasco, Tettamanzi e buona compagnia! Ne ha di fantasia , questo ragazzo, ma la “cosa” non sta così. Ma, invece, il Signore dice che sta così. Non mi é dato conoscere i tempi; ma l evoluzione di questa strategia parte da oggi. E i tempi saranno brevi, così dice il Signore. Ci troviamo, anche storicamente, dinanzi all Ostacolo di cui parla San Paolo 2 Tessalonicesi 2. Ovvero la resistenza di Papa Benedetto XVI, acchè, il mistero dell iniquità, avvenga in mezzo a noi. Si riesce già a vederlo. Sulle gradinate del Duomo di Milano, nella Basilica dedicata alla Madonna di Fatima, nel vezzo di ridurre a salotto, le probabili intenzioni del Dio vivente. Per mezzo di intuizioni tanto colte, quanto attribuibili al gioco senza fine delle probabilità.

  100. se io sono tentato, e lo sono – del resto, come tutti voi – sapete bene come si deve rispondere: Nel nome del Signore Gesù Cristo, che ha il potere di cacciarti, vattene e non tornare mai più! Se il Signore Gesù Cristo, avesse così intimato a Satana, nel deserto, cosa sarebbe accaduto? Il Demonio sì felice, non sarebbe tornato! E noi saremmo perduti! Invece è scritto: “per tornare all ora convenuta” E molti di noi siamo salvi! La tentazione ci dà la misura della nostra fragilità, ma anche dell immensa forza in Gesù Cristo. Perchè se Lo amiamo, Lo accogliamo, sapremmo per la tentazione, dov è l inclinazione alla colpa, e ringraziare il Signore del mistero della Salvezza. (Giobbe,1,12) Il Signore disse a Satana: “ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui”.

  101. E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.(Marco,13,11) Signore, dammi la forza di tacere, quando io voglio parlare, dammi la forza di parlare, quando io voglio tacere.

  102. Quasi sempre abbiamo la soluzione del Mistero più Arduo, a un passo da noi; la mente, troppo spesso adulata, va oltre, immaginando che il Sublime, stia nella meditazione complessa, ancorchè dei Santi, che faticano non poco a distinguere il dipanarsi del Mistero, negli estenuanti rovelli della supposizione e del dubbio. Due, le vie: la mente, per sua natura, si discosta dal cuore, onde penetrare il “labirinto affascinante” che le si offre: improbabile e fuorviante; il cuore già possiede la soluzione gratia dei, e può leggere, in modo semplice, la preghiera che da sempre ci accompagna. Insieme: Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con Te, Tu sei benedetta fra le donne e Benedetto il Frutto del Tuo Seno: Gesù. Santa Maria, MADRE di DIO, prega per noi, peccatori, adesso e nell ora della nostra morte. Qui, è spiegato, piamente, il mistero dell Immacolata Concezione. E per vostro ulteriore convincimento, andate a leggere l ottavo e nono capoverso del Cantico della Vergine:- Grandi cose ha hatto in me l Onnipotente.

  103. “Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
    Umile ed alta più che creatura,
    Termine fisso d’eterno consiglio.

    Tu se’ colei che l’umana natura
    Nobilitasti sì, che il suo Fattore
    Non disdegnò di farsi sua fattura.

    Nel ventre tuo si raccese l’amore
    Per lo cui caldo nell’eterna pace
    Così è germinato questo fiore. Questa stupenda preghiera, di elevatissima qualità spirituale, a me appare apologetica di un Forsennato Amore per Maria, contemplando il Mistero con gli occhi della Fede. La Vergine Santa comunicò a Bernardette. IO SONO L IMMACOLATA CONCEZIONE. Bisognava dare una spiegazione che non fosse solamente apologetica del Mistero; guardasse a Dio e a Ciò che “In Lei aveva fatto”. “Umile” – al secondo capoverso – appare fuorviante, perchè “soggettivamente” attivo e propedeutico al procedere del Divino. Quasi come dire: QUESTI, ne sia attratto. Le tre terzine sono Luminosa Poesia e Innamorata del Mistero, ma NON SPIEGANO UN BEL NIENTE. Vediamo, per intero, un testo, che, per precedenze teologiche, sottilmente distribuite – INTRINSECAMENTE – ha già spiegato il Mistero. Ecco il Cantico della Vergine. – L anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore, perché ha guardato “l umiltà della sua serva”. D ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. GRANDI COSE HA FATTO IN ME L ONNIPOTENTE e Santo è il Suo Nome: di generazione in generazione la Sua Misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote, ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi dellla Sua Misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. – L Ave Maria e il Magnificat, si offrono alla comprensione dei cuori, che il Signore si è scelto. Dedichiamo all Immacolata Concezione, preghiere e meditazioni.

  104. Le anime che attendono di incarnarsi, non hanno mai visto il Volto del Signore. Vi era fra di loro un anima che attendeva di essere sollecitata dall amore di Anna per Gioacchino. Due Angeli la pregarono di farsi condurre alla presenza di Dio. Ella non si oppose, nè seppe quello che le sarebbe accaduto. Fu avvolta, presto, in una Grande Luce, di cui era impossibile vederne i confini. Perfino gli Angeli che l avevano scortata, la temevano. Le ordinarono di non distogliere lo sguardo da quella Luce, ché avrebbe visto il Volto del Signore. Ma solo la Metà di un Intero le si mostrò: La Sposa che Amava lo Sposo e Ne era Eternamente Riamata. Erano dunque un Unica Luce; ma Colei che disse di chiamarsi Vas Honorabilis; così Le parlò:- Anche tu Lo sarai, ché hai trovato grazia presso di Lui, e l Amore che ci Unisce da Sempre, Scenderà su di Te. E l Anima, Del Tutto Rischiarata, dallo Sguardo dell Altissimo, si accinse a modellare il proprio corpo nel seno di Anna; per via dell amore di Gioacchino e Anna,a questi nostri giorni. Quando io volli sapere il perché Ella aveva trovato grazia presso Dio, mi fu risposto: non è stato scritto, che non vi è merito che giustifichi la Salvezza?

  105. Dietro la libertà religiosa infatti si cela la più decisiva esperienza della libertà umana, senza la quale è a rischio non solo la fede, ma ancor prima la democrazia. Dietro la cosiddetta neutralità dello Stato è presente un pregiudizio, tardo a morire, verso il quale giustamente Benedetto XVI da tempo va concentrando la sua riflessione: quello cioè di confinare Dio al di fuori dello spazio pubblico, riducendolo a una questione privata. Per quel che riguarda l’Europa, poi, si trascura il fatto che la nostra civiltà – delle cui conquiste relative alla libertà, all’uguaglianza, ai diritti individuali e sociali tutti godono – germoglia proprio dal crocifisso, riconosciuto come il suo simbolo più qualificato e universale. Bagnasco – intervista all Osservatore Romano Quando il Paraclito vorrà – vinta la mia pervicace accidia – che io non voglia! se Lui non vorrà; proverò a confutare quanto ho riportato dell “intervista”.

  106. che San Paolo renda accorta la mente e il cuore di questo povero servo incolto, cui è richiesto di chiarire alcune verità ai fratelli. Vediamo Tommaso: est autem fides rerum substantia sperandarum, argomentum non apparentium.. o sentientium. Ha come oggetto, cose che si sperano in Dio. Quello stesso Dio, fondamento della fede. Che ad Abramo fu accreditata come giustizia. Romani4,1,6 Io dico: sono i Governi della Terra a garantire la Fede? Si chiede a coloro che siedono più in alto, di garantire la esperienza della fede nella umana libertà. O si deve pregare lo Spirito di Verità, d irrobustirla a tal punto da dover dire: La Verità ci rende liberi? Oppure, pregare i Regni della Terra di conquistare per noi, “il diritto alla fede nella libertà, ovvero: -dilatando i termini della questione – Satana “deve” garantire la nostra fede, nella libertà, per la democrazia. Ove questo fosse possibile, sensus plenior, Satana avrebbe diviso il suo regno, che “necessariamente” andrebbe in rovina. Oppure no: se si accreditasse una fede disgiunta dalla giustizia? Tranquilla. Dove ognuno può (leggi: ha il potere) democraticamente di vivere la “propria fede”. Se così fosse – assente la Giustizia – chi ha Fede, a maggior ragione dovrebbe combattere, nel nome del Paraclito, affinché la Fede sia ascritta a giustizia. Come chi “crede in Colui che giustifica l empio”. Se Bagnasco crede in una fede elemosinata ai Potenti, lo dica. Se chiede ai potenti, nel loro stesso interesse, di concedere la fede, nella libertà, per il supremo bene della democrazia, lo dica. Ma il Cardinale lo ha già detto; egli è aduso colloquiare coi potenti, egli cita Gesù, la Provvidenza, il Volere di Dio, come un florilegio alla sua “naturale” apostasia. Spontanea apostasia. Florilegio e ammennicoli a copertura della “sua fede”.

  107. nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Matteo,11,25 Ahimè, sono in grave errore; vedo il Padre, circoscritto dal Nulla. Il Suo Spirito (Creator Spiritus), aleggiare sulle (Grandi Acque), ed ex nihilo, dare vita a tutti gli universi. E qui mi sovviene la defatigante metafora kafkiana: “Che vi è al di là di quelle colline? Colline sempre più lontane”. Tutto condurrebbe a un impilamento progressivo di verità, su di un asse lessicale infinito, non per propria infinitudine, ma per intrinseca corruzione. Noi consumiamo un lessico corrotto, Adaam, che dava il nome alle cose, no. Il Peccato dell Origine ha corrotto il Lessico. Ora libero dal primigenio dubbio puerile!è il Padre che allontana in me i CONFINI DEL CUORE E DELLA MENTE: il Creator Spiritus aleggia parimenti sulle Piccole Acque, come in Matteo, 11,25.

  108. Vi era un grande drago e i Babilonesi lo veneravano. Il re disse a Daniele: “Non potrai dire che questo non è un dio vivente; adoralo, dunque”. Daniele rispose: “Io adoro il Signore, mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago”. Soggiunse il re: “Te lo permetto”. Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi preparò delle polpette e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: “Ecco che cosa adoravate!”. Daniele,14,23,27 – Cari fratelli, oggi, prima della Sua Venuta, il Drago è ancora più potente! – della stessa natura di quello ucciso da Daniele – è visibile quanto impalpabile, il suo potere sta nella voce, quanto nella immagine, pretende adorazione, è diretto, loquace, invitante, sembra colto ma è ciarliero, conosce tutte le nostre debolezze, frustrazioni; non è più il mostro che invita all adorazione per la tremendità dell orrore! Daniele si trovò di fronte un enigma, noi, una spiegazione. Permanente. Di tutto. Non ha ritegno: l inganno lo conduce perfino dinanzi a Te, o Signore! Ti coinvolge in magniloquenti panegirici dei Tuoi Ministri: la Tua Casa é divenuta spettrografo di ogni loro convinzione; la Bellezza, preda della concupiscenza – così, un tuo Servo Devoto! desiderium rerum absentium, mortale sigillo appetibile da molti. Se chiudi gli occhi o lo ignori, egli ti mima e ti glorifica! Signore, egli è davvero degno di adorazione! Anche le mie parole, diverranno le sue! egli ha le sembianze di un dio, non vi è prerogativa che disdegni – i tuoi Santi ne sono prgionieri – anche Daniele nulla potrebbe oggi – immortalato! Vedo paramenti sacri camminare vuoti lungo il sentiero infiorato dalla sua gloria! Non pece,né peli, nè grasso: le mie preghiere annegano nella poca fede! Tu, che l hai visto cadere come folgore, quaggiù sulla terra; nascondilo ai miei occhi nelle sue profondità, dammi una Santa Tregua; attendilo – al chiuso dei tempi – in battaglia, Tu che sei Signore degli Eserciti: Dio di tutti gli dei; rendi a giustizia quel che è rimasto della nostra fede. Beata sia la Speranza, in Attesa della Tua Vernuta.

  109. Dopo una lunga e dolorosa meditazione sui miei peccati antichi, mai del tutto estinti – riemergono quelli dell opportunismo: dare per ricevere, della superbia: perché Dio mi ha sempre parlato; un atto, a mio sentire gravissimo: non avere più accolto Gesù Eucaristico, da almeno dieci anni, senza provarne il minimo dolore, semmai pensare che questa omissione abbia a inficiare i successivi “meriti”, le “gioie”, le “pretese esultanze”, – forse che questo tempo sia trascorso invano? Ricordo le ultime tre Confessioni: Padre Vannucci, Mons. Bonanni – esperto direttore spirituale – e un giovane prete peruviano, di cui non ricordo il nome. A cui fu fatto l augurio, alla cena di addio – sarebbe tornato di lì a poco nella sua terra – d essere presto consacrato Vescovo. Tutti e tre, in maniera diversa, innamorati del Dio Vivente, tanto da trasmettermi, oltre la remissione dei peccati, il dono dello Spirito. Da allora non ho più conosciuto preti innamorati del Dio Vivente. Essi VIVEVANO la PAROLA con dolcezza; la scienza teologica, acquisita allo stesso modo, in personalità diverse, diveniva la Parola che risana. Sono come uscito da una bolla di santità che mi proteggeva. Non ho cercato e non ho trovato: ecco la mia “colpa”. Ma forse, Lui ha ascoltato e ha cominciato a farSi Vivo. Ma io mi domando: è lo stesso Gesù – Corpo e Sangue – dell Ostia Santa? La Sua risposta non tarda a giungere e io mi rincuoro. Passano i giorni e mi accorgo di essere digiuno ancora, di quell Ineffabile Mistero, allora mi tremano le vene nei polsi: Ma sei ancora Tu mio Dio? Amorevolmente, questa mattina, così ha risposto: “Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. At.1,9,11

  110. Resta nella tua miseria,fiducioso. Tu soffri: come posso servire il mio Signore, ché sono altrove? Restaci! fin quando non sia Lui a sollevarti. Era bello servirti o Signore! Chi sei, dunque? Resta senza nome, fin quando non sia Lui a nominarti con un nome nuovo. Se coloro che ti sono vicini , ti innervosiscono: che tacessero infine! ho da ascoltare me stesso! Non è che tu servissi l Avversario?

  111. Anche se i Santi diffidano d intrattenere con te conversazione, è in mio potere dirti, che sì, conosci tutte le colpe, quelle di cui vergognarsi al cospetto di sé e degli uomini – in questo hai il medesimo potere di “conoscere” del Signore Gesù – ma, caro amico, tu hai il solo ruolo di intimidire, terrorizzare, se possibile, uccidere la speranza: un Accusatore, sei, null altro. Egli è Dio, a Lui il giudizio, Che scruta i reni e il cuore. è lento nella collera, veloce nel perdonare. Puoi dubitarne, Egli ha dato Suo Figlio alla Croce, perchè fossimo attratti; tanto da poter dire: te li ho riportati tutti, tranne il Figlio della Perdizione. Amico, Tu sai di Chi parla il Cristo. Fai quello che è in Tuo potere e vattene nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.

  112. Romani, 4,5,6 – “a chi invece non lavora, ma CREDE in Colui che giustifica l empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia. Così anche Davide proclama beato l uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere.” Dopo tanto soffermarsi sulla lettera di Giacomo, 2,20,21,22 – Parola del Signore – la Chiesa ha finito per esaltare, “sentimentalmente”, le opere, in quanto visibili e facili da dimostrare. Perfino si pensa che la Fede possa essere solo questa! “Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano”, dà loro quanto conviene. Ma non fanno così anche coloro che non credono? Io penso che Paolo sia cruciale; Giacomo, non mette in discussione la preminenza della Fede, ma “spera” che Questa s inveri nei rapporti coi fratelli. Delle opere non puoi farti vanto dinanzi al Signore!(Paolo, Romani), la Fede ti sarà accreditata a giustizia. Il Santo Padre deve affermare CON FORZA la priorità della Fede, dopo l ubriacatura che gran parte della Chiesa – in questi tempi – s è presa per le opere, molto più facili da dimostrare dinanzi ai semplici e gli ingenui. Buon lavoro Papa Benedetto, che lo Spirito Santo ti aiuti nella stesura della nuova enciclica. Non tutto è possibile dire in maniera ineccepibile.

  113. 8Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; 9né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Ef.2,8,9 – Quante opere, oggi, compie la chiesa! è divenuta, a mio parere, una grande ONLUS, la più grande! Poi Gino Strada: un uomo intrepido – la sua onlus, dove i combattimenti sono più duri! – ma egli ha già giudicato! è un uomo generoso, ma il suo giudizio esula dalla fede.Cura entrambi i contendenti, ma non può fare a meno di pronunciare una sentenza a carico di una parte. E ciò esula dalla fede. La chiesa delle opere è rancorosa e ostile: le gerarchie seguono dottrine di uomini, né più né meno che Gino Strada. Le opere degli uomini sono strane diavolerie: ci s innamora di una parte, e l altra: se ne inventa di tutti i colori per demonizzarla. Trionfo dell Assurdo! Accade a tettamanzi e i suoi islamici, vittimizzati ad arte, forse che molti milanesi ne soffono ingiuria; nel poco e nel nulla seguono, il successore di Ambrogio. Nell operare, dimenticando che la salvezza è conseguenza della fede, si esce prepotentemente dal paradosso cristiano: ovvero, tendiamo ad amare chi ci liscia il pelo dalla parte giusta(toscanismo). Nella corsa a blandire gli islamici; se ne vogliono conquistare i favori, semmai per un domani! Poiché si pensa che siano i più vessati oggi! Senza il presidio della fede, da cui discende verità e salvezza, ci si espone – non conoscendo intenzioni lingua preghiera – ad un autocertificazione umana che trova fondamento in ciò che in noi si è già lasciato giudicare, per via delle molteplici carezze nel senso del pelo: la Fede, vero, Arcivescovo, la riprendiamo poi. Paramenti multicolori, che camminano a passo lento, vuoti.

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  114. Prendere la croce significa impegnarsi per sconfiggere il peccato che intralcia il cammino verso Dio, accogliere quotidianamente la volontà del Signore, accrescere la fede soprattutto dinanzi ai problemi, alle difficoltà, alla sofferenza. Benedetto XVI – 22 giugno 2010 – C è qualcosa che non va! è il Paradosso che ha già sconfitto l Avversario: – il peccato che abbiamo commesso in combutta con Lui – La Croce è il Paradosso! Il Paradosso c investe e ci monda dal peccato! Non esiste: “dall oggi al domani” prendere la Croce! A me pare che le parole del Papa implichino un divenire – vi sia bisogno di un percorso per sconfiggere il peccato! abilitati nell impegno! Da chi? Nel prendere la croce, noto un divenire! non dovrebbe esserci! Un volontarismo dal basso – che tante volte ascolto e aborro:” un percorso di santità.” Luogo comune! Il Paradosso Gesù Croce è un cataclisma! o t investe o rimani esanime. La Salvezza è un Mistero. Vogliamo fare un corso di teologia per dipanarlo? Hai cominciato il tuo corso di santità? No, debbo prima risolvere un problema. – Conosci la Legge e i Profeti a menadito, sei a cavallo in direzione Damasco, forse mentalmente ripassi “come” sconfiggere il peccato, e Gratis, dall alto, una Luce ti acceca per quel che ti era dato sapere – ti uccide: Saulo, per rinascere Paolo – uomo di poco conto – il Santo più grande che la Chiesa abbia mai avuto! Via, Santità che è così!? “Non vos me eligistis, sed ego elegi vos” Gv,20,16 Caro Padre, diciamolo a questi giovani, non abbiamo paura di disorientarli! “a chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto anche quello che gli era stato dato” Macché Terza Liceo per la Salvezza, come insegna il mondo – siccome si dovesse lavorare in
    bottega! Egli ti ha già amato. Tutto è compiuto. Da sempre conosce il tuo nome nel Libro della Vita. Venne fra i suoi
    e i suoi non lo hanno accolto.
    A quanti però lo hanno accolto
    ha dato potere di diventare figli di Dio:
    a quelli che credono nel suo nome,
    i quali non da sangue
    nè da carne
    né da volere di uomo,
    ma da Dio sono stati generati. Gv,11,13
    Santità, se solo racontassimo il più Grande degli Amori – non divughiamolo oltre – qualcuno vibrerà di piacere, non per il vino; ascoltate!
    Sostenetemi con focacce d uva passa,
    rinfrancatemi con mele,
    perché io sono malata d’amore.
    6La sua sinistra è sotto il mio capo
    e la sua destra mi abbraccia.
    7Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
    per le gazzelle o per le cerve dei campi:
    non destate, non scuotete dal sonno l’amore,
    finché non lo desideri.
    Cantico dei Cantici, 5,7

  115. Prendere la croce significa impegnarsi per sconfiggere il peccato che intralcia il cammino verso Dio, accogliere quotidianamente la volontà del Signore, accrescere la fede soprattutto dinanzi ai problemi, alle difficoltà, alla sofferenza. Benedetto XVI – 22 giugno 2010 – C è qualcosa che non va! è il Paradosso che ha già sconfitto l Avversario: – il peccato che abbiamo commesso in combutta con Lui – La Croce è il Paradosso! Il Paradosso c investe e ci monda dal peccato! Non esiste: “dall oggi al domani” prendere la Croce! A me pare che le parole del Papa implichino un divenire – vi sia bisogno di un percorso per sconfiggere il peccato! abilitati nell impegno! Da chi? Nel prendere la croce, noto un divenire! non dovrebbe esserci! Un volontarismo dal basso – che tante volte ascolto e aborro:” un percorso di santità.” Luogo comune! Il Paradosso Gesù Croce è un cataclisma! o t investe o rimani esanime. La Salvezza è un Mistero. Vogliamo fare un corso di teologia per dipanarlo? Hai cominciato il tuo corso di santità? No, debbo prima risolvere un problema. – Conosci la Legge e i Profeti a menadito, sei a cavallo in direzione Damasco, forse mentalmente ripassi “come” sconfiggere il peccato, e Gratis, dall alto, una Luce ti acceca per quel che ti era dato sapere – ti uccide: Saulo, per rinascere Paolo – uomo di poco conto – il Santo più grande che la Chiesa abbia mai avuto! Via, Santità che è così!? “Non vos me eligistis, sed ego elegi vos” Gv,20,16 Caro Padre, diciamolo a questi giovani, non abbiamo paura di disorientarli! “a chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto anche quello che gli era stato dato” Macché Terza Liceo per la Salvezza, come insegna il mondo – siccome si dovesse lavorare in
    bottega! Egli ti ha già amato. Tutto è compiuto. Da sempre conosce il tuo nome nel Libro della Vita. Venne fra i suoi
    e i suoi non lo hanno accolto.
    A quanti però lo hanno accolto
    ha dato potere di diventare figli di Dio:
    a quelli che credono nel suo nome,
    i quali non da sangue
    nè da carne
    né da volere di uomo,
    ma da Dio sono stati generati. Gv,11,13
    Santità, se solo racontassimo il più Grande degli Amori – non divughiamolo oltre – qualcuno vibrerà di piacere, non per il vino; ascoltate!
    Sostenetemi con focacce d uva passa,
    rinfrancatemi con mele,
    perché io sono malata d’amore.
    6La sua sinistra è sotto il mio capo
    e la sua destra mi abbraccia.
    7Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
    per le gazzelle o per le cerve dei campi:
    non destate, non scuotete dal sonno l’amore,
    finché non lo desideri.
    Cantico dei Cantici, 5,7

  116. amichevole lettera a un Teologo Sommo, Italiano ed eterodosso. Amico mio, cattolico, non vuoi sempre accondiscendere ai dettati del magistero romano, e fai bene! benchè io sia uno sputo dinanzi a te: – giornalista di Repubblica, forse amico di Eugenio e Carlo Maria – non acconsento quasi mai al magistero! -leggimi su commenti recenti!- non prego, nè tantomeno m impegno, per il bene e la vita di tutti, come io penso, invece, tu faccia. Gli uomini giurano che loro bene è sposarsi fra di loro, amare la giustizia, da cui un odio incanaglito e perverso, dovuto a soggettivismo etico (1789)infaticabile e forcaiolo: una condizione di vita orizzontale, da cui il rito del Sacrificio è o dovrebbe essere bandito. Dove, “operatore di pace” , voglia significare finalmente, pace concreta fra le nazioni, e non un confuso pace nel Suo Nome. Come piace a Carlo Maria, a te, a Eugenio quella traduzione così affascinante e mondana: operatore, quasi come operatore della Sanità! Tanto altro potrei dire di codesto simpatico Trio, ho 73 anni, tutti trascorsi nella frustrazione più feroce (Deus vult), come si vede da ciò che scrivo, ma io insegno che il bene di ognuno e la vita, o passa dall Evangelo – con TUTTI I SUOI PESI E CONTRAPPESI – ermeneutica che sfugge a codesto dorato Trio – e, ahinoi, anche al magistero romano – tanto che l uomo prende a misura se stesso, (scusa, eh: antropocentrismo) e ne deriva una débacle, anche Hylarotragica; “genitori che mettono a morte i figli, parenti, i parenti, amici, gli amici, così via, con tutti i segnetti sulla fronte e sulla mano! Ma cosa ti ho voluto dire, mio povero amico, che tu non sappia? Una cosa: tanto dimenticata dal Magistero Tronfio e Romano, e da voi cara élite da Trio – fra poco vi raggiungerà Ravasi! – Figurarsi Che sballo: “la Cultura e le Lettere”! (da Caino: una nota a Genesi) ecco, è questa: Magistero Romano ed Eterodossi, Trio VEC e tanti altri influenti amici, dell una e dell altra sponda, DIMENTICANO FREQUENTEMENTE DI INTELLEGERE PESI E CONTRAPPESI NELLA PAROLA. Uniti nella medesima lotta. Con piena soddisfazione di un ex cherubino. Ciao, sono un vecchietto arrogante e sentenzioso, non te la prendere, Vito, non ho più un nome.

  117. 9Beati gli operatori di pace,
    perché saranno chiamati figli di Dio. Mt,5,9 Beati pacifici, quoniam filii Dei vocabuntur, Mt,5,9 Nova Vulgata. Questa traduzione non corrisponde affatto allo Spirito di Gesù che l ha pronunciata. Brutta piega ha preso la Chiesa, in materia di dottrina, uno spostamento filologico che annuncia, in futuro, APOSTASIA. Non crediate che io voglia sottrarmi ad una spiegazione – Lo Spirito stesso la garantirà – sono molto stanco.

  118. Ecco, dice il Signore:
    50,4-11, Isaia
    Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
    perché io sappia indirizzare
    una parola allo sfiduciato.
    Ogni mattina fa attento il mio orecchio
    perché io ascolti come i discepoli.
    5Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
    e io non ho opposto resistenza,
    non mi sono tirato indietro.

    Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
    le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
    non ho sottratto la faccia
    agli insulti e agli sputi.
    7Il Signore Dio mi assiste,
    per questo non resto svergognato,
    per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
    sapendo di non restare confuso.
    8È vicino chi mi rende giustizia:
    chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
    Chi mi accusa? Si avvicini a me.
    9Ecco, il Signore Dio mi assiste:
    chi mi dichiarerà colpevole?
    Ecco, come una veste si logorano tutti,
    la tignola li divora.
    10Chi tra voi teme il Signore,
    ascolti la voce del suo servo!
    Colui che cammina nelle tenebre,
    senza avere luce,
    confidi nel nome del Signore,
    si affidi al suo Dio.
    11Ecco, voi tutti che accendete il fuoco,
    che vi circondate di frecce incendiarie,
    andate alle fiamme del vostro fuoco,
    tra le frecce che avete acceso.
    Dalla mia mano vi è giunto questo;
    voi giacerete nel luogo dei dolori.

    Questo io ho letto al mattino e alla sera.

  119. Ancora, nella Sacra Bibbia, annotata da Giuseppe Ricciotti (1940) Mt,5,9 – si ha: “beati i pacifici”. L astuzia del traduttore postconciliare. “beati gli operatori di pace”. Bisognava preparare la strada, acché si cominciasse a pensare la pace, opera di uomini. Di per sé l ovvietà del sinonimo è tutta da dimostrare. Mi si dirà: prima non si era usato altro termine, perché “operatore”, ancora, non emergeva dal sacro lessico. Nel lessico profano vi era “operatore di borsa”. Non credo che Pio XII avesse gradito l “ovvietà” del sinonimo. Certamente, si obietterà: l uso del termine “operatore”, non era circolato ancora nel linguaggio parlato. V immaginate, oggi, tradurre, come da nova vulgata, “pacifici” cosa significherebbe? Né più, ne meno, qualcosa che si avvicina, a “diversamente abile”, comunque, a pacioccone o pacioso. Se i “pacifici” fossero coloro che hanno ricevuto in dono, la SUA PACE? Che non sanno immaginare altra pace? Cui fa tristezza pensare vi sia alcuno che modula il “concetto”, secondo dottrina di uomini? Ma che vuol dire? Con questo sostantivo , tratto dal linguaggio comune, ognuna sa che potrà essere protagonista di un processo, basta volerlo! Ed ecco il pacifismo che sembra unire tutti! Ora analizziamo, secondo lo Spirito, il significato di pace. Pace è legata a doppio filo con Giustizia, e questa con Amore. Quindi, secondo il Paraclito, non vi può essere Pace che non sia Giustizia e questa, che non sia Amore. Provatevi a pensare la Pace diversamente. Il Signore può benedire una Pace contribuita a costruire da trattative, in cui Giustizia e Amore, assumino, ognuna il significato, anche religioso, oltre che politico e militare delle parti contraenti? E chi sono le Parti Contraenti che contano? Non sono forse i Regni della Terra, affiancati da uomini che loro consentono? Prendiamo ad esempio, il conflitto israelo-palestinese. Quali delle due parti ha a cuore (per Amore e Giustizia), le sorti dell altra? Ma si obietta che procedendo per trattative umane e ragionevoli, si possa coronare lo sforzo. Allora, si racconti allo Spirito, quale contesa, nella storia – senza giungere a una guerra disastrosa – o a pregiudiziali di potere, anche più nefaste – si è raggiunta una pace che non dolesse ad una parte o all altra. Lo storico si metta seduto e racconti allo Spirito, ove ciò è accaduto. Non si ascolta il rancore che gli arabi hanno nei confronti d Israele, e ahimè, Popolo di Dio – Israele – nei confronti degli arabi? La Ragione può modificare i sentimenti, senza la Fede? Ma quali dei due contendenti può vantare di avere la Fede, ascritta a Giustizia, presso il Signore? (Romani,4,5,6) – è col sacrilegio, che i pacifisti distendono le loro proposte, anche in nomine Domini? E se ai pacifici Dio avesse ordinato di non pregare, non innalzare suppliche che Lo insultano? – i tempi stanno per scadere – ché si debba dire solamente: fiat voluntas tua? Maria, Vergine Santissima dice diversamente? No, Ella frena la mano di Suo Figlio, cercando di attrarre a Lui più santi, fra quei molti che son chiamati. Epperò dice: pregate che la Sua Pace discenda su di Voi.

  120. perdonate il mio errore, cari fratelli: nel precedente commento ho scritto “assumino” invece che “assumono”; comunque, al congiuntivo: “assumano”. Scrivo in fretta, col Dolce fiato sul collo. Del resto si deve pur vedere che non ho fatto neppure la Scuola Media! Ho solamente la Licenza di Computista Commerciale.Non ho superato l esame di ammissione alle “medie”. Né a giugno né a settembre, causa un tema che non piacque alla Commissione di Esame.(1949) Buonanotte carissimi.

  121. la peggiore condizione è di colui che nulla ha ricevuto dal mondo. Ancor peggio dell assassino, del ladro, del traditore, di colui che ha subito l oltraggio peggiore. O che lo ha inflitto. Satana, fin da principio, ha visto che i suoi appetiti erano formidabili: Gloria, denaro, potere, il sesso. E che cosa ha escogitato per perderlo? un assunto teologico! Lui, signore di questo mondo, invece di soddisfare i desideri, per averne completa signoria, non lo ha tentato neppure una volta. Non ha offerto nulla. Nulla di nulla. Ha visto che i desideri acuivano sempre più la mente; bastava che allungasse la mano, che la proiezione del più piccolo desiderio scomparisse. Frutto della propria immaginazione. “Questo”, mi viene gratis, pensò il Demonio. Non resiste alla concupiscenza, né alla sua fervida immaginazione. Il prodotto finito, di siffatta mente, è un mero disegno, così gustoso, da lasciare lo stomaco vuoto e in rivolta. Io, l Avversario, debbo solamente far sì ché abbia a sopravvivere – in lauta misura – meno della quale, un gesto sorprendente, potrebbe farlo uscire di mente: vedere quello che non ha visto, grazie all enormità dei desideri, subito divenuti frutto d immaginazione. Vedete, cari teologi, ego sum doctor subtilis: un uomo si perde anche se non ha mai ricevuto da Me un bel Niente; ricordate? Concupiscientia est desiderium rerum absentium, Bruciare di desiderio non significa altro che seguirmi. Senza alcun atto formale: do ut des! Cari i miei Clerici, è o non è ineccepibile, “questo mio piano – che non esiste”? Non lo è, ed è sconvolgente che non lo sia! Io, Cherubino, ascritto alla potenza del mio Ordine, “nulla” ho fatto per “averlo”! Visto cadere come folgore, lui precipitato qui in mezzo – inebetito dalle voglie – incapace pefino di uccidere – lo fa nei sogni! – senza un briciolo di orgoglio per la propria condizione, eroica direi; umiltà? non ha tempo, lui sogna! Ebbene, Uno come lui, ebbro di dolore, abbandonato perfino dal Padre Suo, lo mette dinanzi all evidenza: “Io ho sognato da sempre di esserti amico. Lascia che mi sieda vicino a te, tienimi la mano – e il gioco è fatto! Può avere la fede, chi brama notte e dì i miei dei? Ecco: un cosa non so: gli chiederà la fede? del resto anche i preti la ritengono indispensabile. Un paradosso inspiegabile.

  122. Io non sono un profeta. Non cercate in me verità nasoste. Sono un servo, e per di più, neppur tanto umile! Per due giorni ho abbandonato il Signore – mi sono volto a guardare intorno, invaghito di quel che mano di uomo, ha messo dinanzi ai miei occhi – e ti ho perduto, Signore. Quando mi hai scovato, pensavo già di non aver più la fede. Mi hai ordinato di leggere, per quelli cui è dato ascoltarTi, quel che l Altissimo dice ai nostri giorni. Ezechiele, 12,17,2

    Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, mangia il pane con paura e bevi l’acqua con trepidazione e con angoscia. Dirai alla popolazione del paese: Così dice il Signore Dio agli abitanti di Gerusalemme, alla terra d’Israele: Mangeranno il loro pane nell’angoscia e berranno la loro acqua nella desolazione, perché la loro terra sarà spogliata della sua abbondanza, a causa dell’empietà di tutti i suoi abitanti. Le città popolose saranno distrutte e la campagna ridotta a un deserto; saprete allora che io sono il Signore”.

    Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, che cos’è questo proverbio che si va ripetendo nella terra d’Israele: “Passano i giorni e ogni visione svanisce”? Ebbene, riferisci loro: Così dice il Signore Dio: Farò cessare questo proverbio e non lo si sentirà più ripetere in Israele. Anzi riferisci loro: Si avvicinano i giorni in cui si avvererà ogni visione. Infatti non ci sarà più visione falsa né vaticinio fallace in mezzo alla casa d Israele, perchè io, il Signore, parlerò e attuerò la parola che ho detto; non sarà ritardata. Anzi, ai vostri giorni, o genìa di ribelli, pronuncerò una parola e l attuerò. Oracolo del Signore. Mi fu rivolta questa parola del Signore: Figlio dell uomo: ecco, la Casa d Israele va dicendo: La visione che costui vede è per i giorni futuri; costui predice per i tempi lontani. Ebbene, riferisci loro: Dice il Signore Dio: Non sarà ritardata più a lungo ogni mia parola: la parola che dirò, l eseguirò. Oracolo del Signore.

  123. Nella fornace ardente, senza di Te, mi consumo; non tanto il dolore, quanto l estinzione, io temo. Almeno un giorno che io non me ne vada da Te! Ti ho giurato fedeltà, e a “Tua insaputa”, mi volgo ai Quattro piaceri, che fin da piccolo ho sempre desiderato! Ne avessi sopito anche uno solo! Ti avrei perso – sognando il tragitto “lusinghiero” – chissà quante volte: meglio dire: sempre! Io non faccio nulla per cercarti! Perfino il GLORIA – la preghiera che amo – la recito cantilenando falsa, i propositi di non peccare, mi ridono in faccia! il dolore per la Tua Assenza, mi canzona con ironia!Quando ho esaurito tutte le mie sceneggiate: solitario perfino degli assidui demòni: dal cuore una vampa di felicità esce in sorriso; ancora Tu, mio Dio! Perché? Perché? Nessuno ha curato la mia imbecillità! da cui mi trai caparbiamente; sono recidivo alla Tua Gioia! Dici con dolcezza: andiamo a trovare insieme le Parole. Io prego per tenerTi un altro po” con me – in forza della preghiera! – Già sbircio con la coda dell occhio, qualcosa che luccica impudente! Lui si volta e sorride: tu Mi accogli in tutta fretta e in ugual fretta mi dimentichi. Non temere. sarò Io a trovarti, sempre.

  124. Ti ho cacciato, mio Gesù, il mio cuore è pieno di piccole vendette, di odio modesto, di frenetica attenzione al poco denaro. I mediocri (Gv in Apocalisse, potremmo leggere: tiepidi?)non hanno grandi slanci; non sono Faust, chiedono briciole a Mefistofele, a Gesù, un po” di compassione per i loro crucci. Sanno dissimulare, sognando: hanno nostalgia di un anima grande, da donare al Signore. Si trovano, al risveglio, uno straccetto, che appena Maria non disdegna. Fuggiteli! essi insegnano la falsa pazienza che nasconde rabbia omicida. Insegnano Gesù che altro non è che il demonio che blandisce la smisurata vanità loro. Fuggiteli: essi concupiscono le opere visibili, le sperano da Satana: chiamano, questa: fede. Egli ha messo loro, già da tempo, nel conto: avere. Non se ne cura minimamente. Nudi, e coperti nel sogno, di ambiziosi indumenti, marciano al suo seguito, come i potenti del mondo. Signore Gesù, ti ho cacciato, per molto meno di trenta denari – neppure il fatale amore di Faust, mi sostiene, neppure quello, ho da offrirti – tu conosci il tiepido, ripugnante languore della mediocrità, non riesco neppure a immaginare come tu possa trarmi da questa insipida palude, quando, perfino, ho paura ad uscirne; ma io ti appartengo, SOLO NOMINANDOTI.

  125. anche NOMINANDOTI può essere tentazione! Anche volerTi servire può essere tentazione! Non v è alcuna certezza! Senti il Suo Amore intenerire il cuore? Può essere il prodigio del suo artiglio. Satana ci è più vicino, si fa simile a noi; nei suoi regni, ove viviamo. Una moneta d argento ci stupisce, d oro, ci seduce. Una gioia imprescindibile ci pervade. Poi sopisce. Ma lui ha da offirti ancora quel che gli è dato da amministrare. In quel suo splendore, il volto di Gesù impallidisce: le opere del Cherubino sono quelle della certezza: amerai il Signore Dio Tuo – Egli comprende le tue miserie – ha visto la tua incertezza, di certo, non condanna! resta! Tutto ciò da cui trarre gioia, mi appartiene, trema! Signore Gesù, io non conosco che le sue opere, come mentire a Te, mio Dio? Albe e tramonti, bellezza e sapere; di chi sono opera, se io posso, per loro tradirmi? Io dimoro solamente in Santa Incertezza, ove anche Tu risiedi, in lotta per la mia anima.

  126. Voglio donare al Papa, pochi versetti del vangelo di Luca.(10,38,42)Mentre era in cammino con i suoi discepoli Gesù entrò in un villaggio e una donna che si chiamava Marta, lo ospitò in casa sua. Marta si mise subito a preparare per loro, ed era molto affaccendata. Sua sorella invece, che si chiamava Maria, si era seduta ai piedi del Signore e stava ad ascoltare quel che diceva.

    Allora Marta si fece avanti e disse: “Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata da sola a servire? Dille di aiutarmi! Ma il signore rispose: Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose. Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via”. Altro dono che potrei fare al Pontefice. “Dai a Cesare quel che è di Cesare e a Dio ciò che Gli appartiene” ed anche: “va, nel mare, pesca un pesce, nella cui bocca vi troverai una moneta; con essa pagherai il tributo per te e per me, anche se a un principe non spetta pagare la tassa” Giuseppe di Arimatea è membro molto influente del Sinedrio; dove è scritto che Gesù lo sollecitasse, affinchè nel Sinedrio vi fosse una maggioranza a Lui (Gesù) favorevole? Quando, Gesù benedice ed organizza gli zeloti, in opposizione, (secondo il Proprio Stile) ai Romani? Dice, altresì, di temperare il potere del Principe, nell amministrare la cosa pubblica? No. Egli dice: andate due a due per le vie del mondo e portate questa Vangelo fino ai suoi confini. L impegno di diffondere il Vangelo rientra nell escatologia, “ancor prima che nella politica”. Il cristiano non ha una patria! La Casa del Padre è la mia patria. Il Regno di Dio è la mia patria: quando nel cuore, mi conduce di patria in patria, fino ai confini della terra. Ecco il valore escatologico dei “due che vanno …che vanno” Si opporranno a Machiavelli, a Saint Just, a karl Marx? Certo! Lo faranno seminando il vangelo, guardandosi bene, però, da gestirne i frutti. Così ha fatto, Tommaso Moro; egli ha amato profondamente le opere di Satana, poi, quando il Signore – astuto come un serpente, “lo ha chiamato” “tramite il suo re” – egli ha preferito morire, affinchè vivesse il Vangelo, nella Sua prorompente forza spirituale, escatologica. Mica ha cercato gli equilibri più avanzati, o il governo di transizione, per onorare la giutizia, mediando fra i nobili della corte, assicurandosi ruolo da garante fra le parti:(Stato e Chiesa d Inghilterra) Certo, Gesù non loda il disimpegno degli accidiosi! ma comprende “otium religiosorum,” Non credo avrebbe voluto “fedeli splendidamente critici”i ragazzi di Don Giussani. Forse, la Chiesa, da tanto tempo a questa parte, ha preferito “IL SOSTEGNO DEGLI STATI”, a quello della Grazia, nel diffondere “con impegno”, il Santo Vangelo. E” chiaro: chi propende per una chiesa impegnata nell esserci: l agone sociale o politico – santa orizzontalità – sperticata morale nella cosa pubblica, ritiene, queste mie riflessioni supponenti e perfino inutili. Ora poi che bisogna dire: lo Spirito Santo protegga quel che di buono è ancora nella Chiesa: il Suo Santo Germoglio, che dovrà affrontare, con buona lena, gli ulti tempi, prima della Sua Venuta.

  127. Nel commento precedente, che ancora non avete pubblicato, ho PENSATO Thomas Becket, amico del re d Inghilterra – una gioventù assai turbolenta – e SCRITTO Tommaso Moro. Anch egli martire di un re inglese, ma compassato Lord Cancelliere, che non volle dare il suo placet all annullamento del matrimonio del Re. (5 minuti dopo aver effettuato la convalida al mio testo)Certo è uno strano lapsus, non credete?

  128. A questi tempi – abbiate fede, rincuoratevi: ecco, è Gesù che vi parla – ascoltateLo: Egli è Misericordia, non temete. “Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro.

    Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata”. Luca, 17,26,35

  129. Gesù è Dio strano, mai permaloso, inquietante,semmai sornione, e appena appena sorridente; non si vendica degli insulti che Gli sono rivolti; “non essendo teologo”, ascolta con interesse ciò che si dice di lui, giorno dopo giorno; anche i silenzi “eloquenti” di chi non ha fede, considera. E” felice quando ognuno Lo rappresenta dinanzi ai fratelli come crede: in tragedia – commedia: – dialoga coi guitti, eccome! Li ama – credetemi! Nutre un benevolo sospetto per i teologi: loro m ingessano, vorrebbero che avessi la mise di un “vero dio”: non mi dovessi muovere, in alcun modo, da dove essi mi hanno collocato. Vengono ogni tanto a vedere se mi sono mosso! Guai a me, secondo loro! O non sono più Dio, o non sono più uomo, ricordate? Un uomo e una donna che mi amano, parlano spesso di me: lui spiega le mie “avventure” come fosse stato presente, partecipa, insolente, non vede l ora che uno dei “miei” taccia, per dire la sua, ormai non ci faccio più caso, egli vive in mezzo a noi. Anche lei -amica sua – mi tiene dietro – irrispettosa e arrogante verso tutti i Farisei – è sanguigna, odia, si fa per dire, i preti Sadducei, perchè mi trattano con sufficienza, perchè do loro una speranza che prima non conoscevano. “Siete degli ingrati – come lo sono tutti i preti, dovreste baciare la terra ove lui mette i piedi! Lui e lei – entrambi ammalati – non si sono mai visti! li vedo giocare, ridere, discutere; correndo, superare Giuda da Kiriot e Giovanni, perfino Pietro! per ascoltar concentrati, quel che ho da dire, a proposito di una disputa. Lui mi tira per la tunica, anche lei mi tira per la tunica; io sorrido: come Anna, sorella di Marta, ascoltano entrambi, quel che sorridendo, dico loro. Vivono, ormai con la nostra gente, come essi desiderano^ non conoscendo ancora, ahimè-le-regole! le infrangono di continuo: diluiscono la sapienza di Giovanni, in interrogativi al limite dell insolenza – ma se fanno sorridere Cefa, Giacomo si rattrista. E” questa la Compagnia che ho sempre amato, fin dalla fondazione del mondo: che la schiera degli amici, si arricchisse di nuovi, felici come bimbi, al mio fianco, desiderosi di ascoltare ciò che dico. Tirando fuori, a volte, incredulità e stupore coi loro occhioni spalancati. Fra i miei primi amici, vi è chi mugugna verso di loro, aumentano sempre! Chi ascolterà la Parola, quando saremo in molti a parlare? Io dico loro: solo chi vive con gioia ciò che io dico, ha parlato al mondo, di Me. Agli ultimi due burloni, che tanto si sono agitati durante il giorno; nel Getsemani, al tramonto, vien loro una botta di paura. Ci siamo messi nei guai, dice lui sottovoce? Macchè! risponde lei, più scaltra: saremmo già morti, se non fossimo qui! Lui guarda verso di Me, per ottenere un commento: capisco più che mai la paura che prova, questo scanzonato “teologo diurno”, epperciò mi tocco la tunica, spingendo le dita al costato: “chi vorrà salvare la propria vita – l amico guardava il segnale delle dita che indicavano ritmicamente il mio petto – la perderà; chi la perderà per quel che vi dico ogni giorno, Grandiose Avventure Insieme Per Tutta l Eternità – VIVREMO. Ora, alfine pacificati, dormono; anche la mia carne bramerebbe il sonno, ma questa è l ora in cui devo pregare il Padre mio Padre Vostro.

  130. Quando hai lasciato ambito a Gesù, anche un piccolo ambito! Lui ti frena la mano, quando furibondo ti lanci contro i “suoi pretesi avversari”. Ma chi sono, direte voi? Don Sciortino! il povero Don Sciortino, che in queste ore sarà fatto bersaglio di chissà quante contumelie! Volevo aggiungere la mia: particolarmente ironica e velenosa: per tutta la mattina ho forgiato un testo che “teologicamente” lo inchiodava. A “me”appariva “perfetto”! Forse lo poteva anche essere! Mastino, mastino come un servo devoto al Signore, mastino, perché non conoscevo tutti i Suoi Pensieri, non mi era dato conoscerLi: quindi, non un amico: piuttosto un servo. Che a priori perfino dei Pensieri di
    Lui, – non ne ero stato “ancora” messo a parte – Lo amavo! si può dire: alla cieca? Torniamo al dissapore teologico furibondo che volevo sbattere sul muso di Don Sciortino: ebbene, stavo per mettere la firma – la schiena beatamente poggiata sullo schienale della sedia, dinanzi al computer – quando il mio scritto, lasciato giacere inerte sulla pagina un secondo appena, é scomparso “inopinatamente”. Lipperlì mi sono sentito perduto: due ore di fatica svanite nel nulla! Poi ho fatto una gran risata – per la durata: forse, da scemo – Ho saputo chi mi aveva cancellato il testo! provate, clerici, un po” a indovinare! Colui che legge le intenzioni! “lo scritto era giusto, ma tuo il desiderio di ferire il mio servo, Don Sciortino e dinanzi a questo era sbagliato anche il testo”. Mi sono messo a saltare per la gioia: ho capito nei nervi, l esultanza della Vergine Santissima: Grandi cose ha fatto in me l Onnipotente!

  131. “Belle son dinanzi a Dio tutte le cose, l uomo le vede alcune giuste, altre ingiuste”. Non credo che questo antico aforisma, appartenga ad area cristiana; cattolico però nel significato. “Le Sue vie non sono le vostre vie”, accosta Isaia, allo spirito di quell aforisma. Del resto, dice il Signore: ecco, io faccio l uomo a mia immagine e somiglianza. Apparso per la prima volta in Aristotele, il termine sostanza; proviamo ad usarlo, qui, “irritualmente”, per spiegare quanto segue. Saremmo quindi simili a Lui,partecipi alla specificità della sostanza spirituale Divina Voluntas. Sub specie metexis che accomuni tutti gli uomini. Ma, andiamo oltre queste considerazioni e leggiamo. Giovanni, 1, 13

    A quanti però lo hanno accolto
    ha dato potere di diventare figli di Dio:
    a quelli che credono nel suo nome,
    13i quali, non da sangue
    né da volere di carne
    né da volere di uomo,
    ma da Dio sono stati generati.

  132. Bisogna andare a stanarLo, Gesù, quando non ci ascolta! L errore è l esca giusta cui non può resistere! Sentiamoci ebbri di Lui quando “parlando” ci delizia della Sua Musica: ma non va così, ahimé,l errore ce lo pone dinanzi, come una buona madre, perché lo si chiami, lo si chiami e ancora…ancora… L errore può attendere. C è Lui e basta!

  133. In Giacomo,2,22, come del resto, in Paolo,2 Tessalonicesi2, i seguaci di Gesù dovevano essere come elettrizzati dalla presunta, imminente venuta del Salvatore, da restare nell estasi dell attesa, in preghiera, quasi dimenticando di essere nel mondo. Giacomo ricorda loro, a quei tempi di trepidazione, essere le opere importanti, che a compierle, dovevano essere proprio loro, testimoni della fede. Ma, per quanto mi sia dato conoscere della Scrittura, il primato della Fede è evidente. Malgrado oggi non sia più così fra gli uomini di chiesa: essi lodano le molte opere compiute nel mondo: vanto di ognuno che dal mondo trae motivo di operare. Chi trae, oggi, ragione di operare per Cristo, in Cristo? Dove conduce l operare nel mondo, in piena anche se mascherata apostasia? Un opera, anche eseguita per il bene della comunità, procede necessariamente dalla Fede? Possiamo dire, come in un antico Concilio, che la salvezza non è patrimonio esclusivo della Chiesa, ma anche il dire e il fare nel nome di Gesù? In un epoca dove regna sovrana l apostasia, le opere, da chi sono ispirate? Dove conducono la chiesa che vi aderisse, ove l umanità che vi operasse? Non sono questi, i tempi? Gesù non dice,forse: voi che sapete riconoscere dal colore del cielo, che tempo farà domani, non sapete cogliere i segni dei tempi?

  134. L esatta citazione, si trova in Luca,12,54,56. – “Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?

  135. Combonifem è un sito delle Suore Missionarie Comboniane contenente il mensile ‘Conbonifem,’ per una comunicazione che riparte dalla donna.
    ‘Combonifem’ vuole essere un centro di dialogo e di riflessione che, partendo dall’esperienza missionaria svolta dalle suore comboniane nel mondo, arrivi a sottolineare l’importanza della donna nella società e, più in generale, a valorizzare i diritti delle persone nel mondo. Testo da sito . Commento. Ma nelle comunicazioni degli Ordini, su Internet, trovassi – Miracolo! – invece del Rendiconto delle numerose opere delle Suore, dei Missionari: Coloro che si dànno un gran daffare per chi non ha più nulla: Inni di lode a Gesù Cristo; ecco, potrebbero fra i diversi Ordini, vantarsi, (come Abramo, le opere), dice San Paolo, non accampando merito di salvezza, per questo, presso l Onnipotente: La donna, poi, “cresce” più per una parola di Maria, che per tutti i vostri “sforzi sociali”. La Fede, sì, vi sarà accreditata a giustizia!Non sapete che per le opere potremmo inorgoglire, e avere il plauso del Mondo? Certo, se faceste per Fede in Gesù Cristo, quel che voi dite di fare per i poveri, non avreste scritto un manifesto in gergo perlomeno sindacale. Un Rendiconto, appunto. Lasciatevi prendere dal Suo Amore. Gesù ha fatto in voi, care suore, tutte quelle cose di buono, che altrimenti non vi sareste sognate neppure di cominciare. Se non fosse così, chi vi avrebbe indirizzate a farle? Anche l Avversario sa costruire case popolari. Questo mio commento – tuttora – non mi è stato pubblicato sul sito che appare in apertura.

  136. Combonifem è un sito delle Suore Missionarie Comboniane contenente il mensile ‘Conbonifem,’ per una comunicazione che riparte dalla donna.
    ‘Combonifem’ vuole essere un centro di dialogo e di riflessione che, partendo dall’esperienza missionaria svolta dalle suore comboniane nel mondo, arrivi a sottolineare l’importanza della donna nella società e, più in generale, a valorizzare i diritti delle persone nel mondo. Testo da sito . Commento. Ma nelle comunicazioni degli Ordini, su Internet, trovassi – Miracolo! – invece del Rendiconto delle numerose opere delle Suore, dei Missionari: Coloro che si dànno un gran daffare per chi non ha più nulla: Inni di lode a Gesù Cristo; ecco, potrebbero fra i diversi Ordini, vantarsi, (come Abramo, le opere), dice San Paolo, non accampando merito di salvezza, per questo, presso l Onnipotente: La donna, poi, “cresce” più per una parola di Maria, che per tutti i vostri “sforzi sociali”. La Fede, sì, vi sarà accreditata a giustizia!Non sapete che per le opere potremmo inorgoglire, e avere il plauso del Mondo? Certo, se faceste per Fede in Gesù Cristo, quel che voi dite di fare per i poveri, non avreste scritto un manifesto in gergo perlomeno sindacale. Un Rendiconto, appunto. Lasciatevi prendere dal Suo Amore. Gesù ha fatto in voi, care suore, tutte quelle cose di buono, che altrimenti non vi sareste sognate neppure di cominciare. Se non fosse così, chi vi avrebbe indirizzate a farle? Anche l Avversario sa costruire case popolari. Questo mio commento – tuttora – non mi è stato pubblicato sul sito che appare in apertura.

  137. Il tempismo non è il mio forte! Le Suore Comboniane – seppure con un lieve ritardo – hanno interamente pubblicato il mio commento. – Chiedo loro perdono di avere diffidato; fino al punto di pubblicarlo qui, affinchè ugualmente si legga. Diciamo, Sorelle, una Ave Maria, insieme, perché male ho pensato di voi.

  138. A ognuno di noi che il Signore ha tanto amato – arresi nel peccato – comanda: preghiera, digiuno, penitenza; ché la vostra lingua non abbia soffrirne e si rivolti contro di voi. Nessuno vada oltre la Parola, ché la Sapienza non vi conduca, per abominevoli contorsioni, nella dimora di Satana. Non dite altro che provenga da voi, per l impegno cui siete dedicati.

  139. Pensa male chi agisce male. Un luogo comune o un proverbio? Detiene o no, per qualche verso, una morale non distante dal Cristianesimo? Mons. Bagnasco – cerchiamo di non essere preti (maliziosi) come alcuni ci accusano, una volta, tanto! – Lui invita i politici a mettere in atto un “federalismo solidale che permetta la crescita armoniosa di ogni regione” e fin qui, come Ministro Ombra al Federalismo, tutto giusto. Figurarsi, cita Rosmini! Nulla da eccepire. Quale forza politica chiede da gran tempo questa riforma? La Lega. Ebbene, da chi ha saputo che la Lega propone un “Federalismo Egoista”? Che non guarderebbe al Sud? Sono forse riservate le “informazioni” che ha ricevuto? Penso di no. Le “insinuazioni” di cattivo federalismo le ha lette sulla stampa, come ognuno di noi. Opppure, dico il falso? La Bindi, Bersani, Vendola o Di Pietro gli hanno raccontato il “fattaccio”? Gli atti in cui nasce il Federalismo, sono forse secretati? Tenuti nascosti nei forzieri della Lega? No, quasi tutti, almeno quelli già approvati, sono sotto gli occhi di ognuno che li voglia studiare. Ma il nostro Ministro-Cardinale che fa? Conoscendo la fonte da cui proviene la richiesta federalista, (LA LEGA) insinua che un simile “prodotto” non può essere che “disvalore”. Giunge alle conclusioni ispirate dalla signora Bindi, senza aver letto gli atti. Ma come fai,caro Non Ho Più un Nome, a dire una simile enormità? Se di persona, avesse letto gli atti, almeno quelli propedeutici al Federalismo, che conosciamo; avrebbe dovuto analizzare, e criticare ciò che vi era da criticare, se non nel dettaglio, almeno la struttura della Riforma. Niente di niente: ha preferito, usare il prestigio della Sua Alta Carica nella Chiesa, per INSINUARE, insinuare da ciò di cui era all oscuro! – erga omnes, ho parlato, dirà il Monsignore, non mi sono riferito a nessuna forza politica in particolare! – Ma se fosse entrato nel merito – del resto, Rosmini, osava farlo, senza nascondere la mano che scagliava il ….. – No, Lui come Tettamanzi ha preferito ferire i Lombardi – egoisti e xenofobi! – SUPPONENDO IL DOLO! originato dal loro Movimento (La Lega). Mutuando la convinzione da Di Pietro, Bersani, la Bindi, Vendola. Senza un briciolo di sano empirismo, per pura ideologia – Lui ha supposto! Un po” come fanno tutti i nemici del Governo della Republica. Vocazione ereditata da qualche antico Cardinale francese? Non credo. Piuttosto il vezzo di prendere la nostra classe politica sottobraccio, per condurla dove Lui vuole. Ma Benedetto XVI, che ne pensa della mormorazione? Deve essere così povero di contenuti l ammonimento delle Gerarchie?.

  140. Una luminosa teologia dispone colui che crede in Gesù Cristo ad essere giustificato per la sua fede, non già per le opere. Romani,4,5,6. E in Ef.2,8,9 -si dice: “Per grazia infatti siete salvati mediante la fede, e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”. Perché ritorno su ciò che ho già scritto, assistito dallo Spirito Santo – che esige da me, scrittore, non già teologo, la difesa della Parola? Perché una oscura teologia, a piccoli passi, tende a scardinare una esegesi vittoriosa, nei secoli in cui la Santa Chiesa professava la fede, “indiscutibilmente”, come ascrivibile ad unica salvezza. Ore 23,30 del 21 agosto 2010. Ho ascoltato su TV.2000, Mons. Barbaglia che, pur non dissentendo da Romani ed Efesini, in prima battuta; affacciava la ipotesi che vi poteva essere un altra spiegazione, che avrebbe, secondo lui, messo fine all “annoso contendere” per Fede o per opere. Ma io so, grazie allo Spirito, dove conduce quella esegesi, che da più di un secolo, è insidia e pericolo per colui che ha fede in Gesù Cristo. Esporrò il mio dissenso da quella “teologia”, non appena lo Spirito avrà ascoltato la mia preghiera.

  141. Ma io uso termini teologici con “grande disinvoltura”, non ne conosco la specificità in assoluto; navigo a “vista” in un mare, dove voi teologi siete dei veri nocchieri. Essere solamente prudens litterarum scientiae, (Cicerone)mi è di poco aiuto e prego L Altissimo Signore di Ogni Conoscenza, lo Spirito Santo, di aiutarmi in battaglia, perfino nell arte di affinare il mio povero lessico de theologia. Ma in questo, il dolce Signore, mi ha opposto un fermo rifiuto: figlio, proprio per questo sei stato scelto; sia il TUO linguaggio, custode della Parola: così è deciso. Alché ho risposto: ma se Tu non mi aiuti, quel che dirò, risuonerà vuoto come il bronzo percosso. Perchè un bardo e non un teologo è stato scelto? A me tremano le ginocchia nel porre in evidenza l ultima eresia. Tu septiformis munere, digitus Paternae dexterae; tu rite promissum Patris, sermone ditans guttura. Gloria al Padre al Figlio, allo Spirito santo com era in princio ora e sempre nei secoli dei secoli e così sia.

  142. Passo dopo passo, con la massima discrezione, si prepara l evento. Questi teologhi – minoranza all interno della Chiesa, partendo da un testo impervio, ove anche la grammatica s ingegna a complicarne il senso – Lettera agli Ebrei – che gli studiosi, da tempo non attribuiscono a San Paolo, pur non nascondendone tratti stilistici comuni – hanno proceduto cautamente a rivedere, ciò che nel Medio Evo si sapeva della Fede IN Gesù Cristo, ovvero il Suo primato sulle opere; che s impreziosivano dell amore del Salvatore ed erano il segno “tangibile” della Fede in Lui. Poi – verso la fine del secolo decimo nono – la si è pensata “diversamente”: o perchè la fede si stava inaridendo, e ne diminuivano i “frutti”, o perché un genitivo, “da sempre” in discussione, intrigava e ancor oggi intriga quei teologhi. Nel testo greco si legge: la Fede di Cristo Gesù, nel Padre; mentre, finora, si è letto: la Fede in Gesù Cristo Signore. Non è un problema da poco, come Mons. Barbaglia lascia intendere; ove la fede e anche le opere sono ascritte a giustizia. Ma vedremo poi attraverso quale processo. Io non mi perito affatto – come è mio costume – di giungere alle conclusioni, qualora “questa pratica revisionista” prendesse piede. Non è di buon gusto insinuare un disastro prima ancora che le acque abbiano rotto la diga – l ostacolo in Rm – ma lascio a Mons. Ravasi, la modestia e il bon ton. All inizio ho detto che le parole che seguiranno non sono le mie: ebbene, le condivido pienamente. Eccole, qui di seguito, al prossimo commento.

  143. Passo dopo passo, con la massima discrezione, si prepara l evento. Questi teologhi – minoranza all interno della Chiesa, partendo da un testo impervio, ove anche la grammatica s ingegna a complicarne il senso – Lettera agli Ebrei – che gli studiosi, da tempo non attribuiscono a San Paolo, pur non nascondendone tratti stilistici comuni – hanno proceduto cautamente a rivedere, ciò che nel Medio Evo si sapeva della Fede IN Gesù Cristo, ovvero il Suo primato sulle opere; che s impreziosivano dell amore del Salvatore ed erano il segno “tangibile” della Fede in Lui. Poi – verso la fine del secolo decimo nono – la si è pensata “diversamente”: o perchè la fede si stava inaridendo, e ne diminuivano i “frutti”, o perché un genitivo, “da sempre” in discussione, intrigava e ancor oggi intriga quei teologhi. Nel testo greco si legge: la Fede di Cristo Gesù, nel Padre; mentre, finora, si è letto: la Fede in Gesù Cristo Signore. Non è un problema da poco, come Mons. Barbaglia lascia intendere; ove la fede e anche le opere sono ascritte a giustizia. Ma vedremo poi attraverso quale processo. Io non mi perito affatto – come è mio costume – di giungere alle conclusioni, qualora “questa pratica revisionista” prendesse piede. Non è di buon gusto insinuare un disastro prima ancora che le acque abbiano rotto la diga – l ostacolo in Rm – ma lascio a Mons. Ravasi, la modestia e il bon ton. Le parole che seguiranno non sono le mie: ebbene, le condivido pienamente. Ecco, di seguito, al prossimo commento.

  144. “il Catechismo della Chiesa Cattolica, come vedremo, parla di una impostura religiosa degli ultimi tempi, allora, probabilmente, questo idolo innalzato nel luogo sacro (la Chiesa) sarà Cristo stesso ma annunciato in modo alterato; sarà un vangelo svuotato del suo contenuto soprannaturale; sarà un’esperienza cristiana completa nei suoi comportamenti e ritualismi esterni, ma priva della sua forza interiore di rinascita; in una parola: sarà la grande apostasia degli ultimi tempi, in cui il cristianesimo non sarà né negato né contraddetto, ma sarà vissuto meccanicamente come un ingranaggio privo di vita: “con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la forza interiore” (2 Tm 3,5). Perchè il progetto di revisione che approvasse la ipotesi: Fede (DI) Gesù verso il Padre Suo, condurrebbe – sta conducendo – all annullamento del Potere salvifico della Parola, allontanando la divinità del Figlio, da quella del Padre? Gerarchie e Politici Illuminati, apostati, appronterebbero nei “modi più idonei” un Nuovo Statuto dei Diritti e dei Doveri per ogni Società Civile. Le OPERE, senza la strettoia della fede – da cui, diciamo noi, debbono determinarsi, per amore del Figlio – farebbero ecumenica ogni Nazione. Per Bragalia – approvato il genitivo – avrebbe fine il contenzioso fra Fede e opere, con grande vantaggio per la Chiesa. E vi dirò come: a distruzione della Speranza nel cuore delle genti. Se lo Spirito Santo vorrà ispirare il Cuore e la Mente, dirò con quali contorsioni spirituali, quei teologhi cercano, da più di un secolo, di allontanare il Divino dalle opere, perché esse siano a loro vanto.

  145. Propongo, come intermezzo alla mia ricerca, due concezioni di fede e di opere, diametralmente opposte; “forse per la storia in cui erano maturate”; forse perché fin dai primordi, la contaddizione, pur non essendo antagonista, viveva come problema nelle prime comunità, in epoca paolina. Ve le presento: Ebrei,11,31 – PER FEDE, Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, perchè aveva accolto con benevolenza gli esploratori. … – Giacomo2,25 – Così anche Raab, la prostituta, non fu forse giustificata per LE OPERE, perché aveva dato ospitalità agli esploratori e li aveva fatti ripartire per un altra strada?. … . Non si proietta, sinisra nell escatologia, la diversa visione, qualora non trovasse componimento nel nome di Gesù?

  146. Ora il Signore ha negato al superbo la prontezza dell intelletto nel discernere la Scrittura. Non ho io anticipato una vittoria senza che vi sia stato combattimento? Ho voluto navigare comunque, benché mi fosse raccomandata prudenza. Vorrei avere la lingua di Daniele per ottenere il Tuo perdono. Non aveva Bragaglia affermato che il Signore Gesù ci ha insegnato – Lui per primo – ad avere fede nel Padre Suo? Gesù ha fede nel Padre; nostro compito é imitarLo. Signore, perdona la mia ostinazione, ma io SONO CERTO che non si possa avere fede nel Padre, se non attraverso la fede in Nostro Segnore Gesù Cristo, che il Padre ci ha donato per nostra UNICA salvezza. Mi è impossibile immaginare che uomo e Dio in Gesù Cristo – inscindibili nella morte e nella resurrezione – non abbiano le due nature, la visione di Dio – tanto è che il Figlio è della stessa sostanza del Padre. Forse che la natura divina, in Gesù, consapevole di essere vero uomo, nato da donna, era “il primo” ad avere fede nel Padre Suo? IO IN LUI, LUI IN ME. Erano, dunque, così scisse le due nature, da rendere necessaria la testimonianza di fede del Signore Gesù nel padre Suo, tanto da convincere l “uomo” a fare allo stesso modo? Lui per primo, a causa della Sua incarnazione? Mi risuona nelle orecchie: – chi ha fede in me ha fede in Colui che mi ha mandato. E” anche questo il frutto avvelenato della mia superbia? Non è forse la fede sostanza di cose sperate; Io che L ho visto nella Sua Inimmaginabile Potenza, della Sua Stessa Sostanza, sono il primo ad avere fede in Lui: così anche voi dovete aver fede, allo stesso modo. Se Fede vuol dire credere senza vedere: – uno smisurato amore per il Padre rende possibile la Fede. La fede, dunque, è il dono che ci è fatto dalla Santissima Trinità: ut Pater, ut Filius, ut Spiritus Sanctus. Non è così che nel Secolo della Grande Fede, si ragionava? Non avevano forse letto, quei Santi teologi, la lettera agli Ebrei? Non l avevano forse meditata, Mons. Bragaglia? Da quale esigenza nasce, “oggi”, voler sostenere che Gesù c invita ad avere fede nel Padre Suo, come Lui l ha avuta? Prima e dopo. Monsignore, tu hai detto: oggi si preferisce dare questa soluzione, leggendo il testo greco degli Ebrei, dove un genitivo, potrebbe promuoverla. Lontano da me, Signore, lo spirito della disputa, ma viene naturale pensare: non avevano quei santi eruditi conoscenza della lingua greca, sufficiente, per dare un senso a quel genitivo? Perché quei Padri hanno ritenuto necessario darne uno, che nega in Cristo possa trovar posto la fede, essendo Dio Lui Stesso? PERCHE”? Non è forse per esaltarne la natura divina e salvifica – Lui, Dio in mezzo a noi? – Perchè, dunque, nel Medio Evo si esaltava la SOTERIOLOGIA, in Nostro Signore Gesù Cristo: vero Dio e vero uomo? Non è venuta in mente, a quei santi teologi, “anche” la versione che “o g g i” si “vorrebbe” dare dal medesimo testo: Ebrei? Perché rifuggono da darla? Quale pericolo avevano intravisto? Vi è stata unità fra di loro, nel respingerla? Si può scorgere quale fosse il pericolo, dinanzi al quale sono arretrati? Incorro ancora, Signor mio, nella superbia, se ripeto quel che ho già detto: ovvero, il pericolo sta nella riduzione della Divinità del Cristo (per avviarne un processo di umanizzazione, relativizzato il S Potere Soterico a vantaggio di quello del profeta e del legislatore, aggiungo io)? Questo, il pericolo in cui NON si era voluto incorrere,all Alba della Fede Matura, Il Medio Evo? Poichè Mons. Bragaglia ha sostenuto, fra l altro, che il destinatario delle Beatitudini non può che essere Gesù,(e le due questioni sono legate) le rileggerò ancora, con l ausilio di due omelie: quella del Card. Ratzinger e quella del Card. Martini. Non trascurerò neppure lo scritto del Card. Biffi.

  147. Intermezzo. – Non posso trascurare la mia vena umoristica; del resto, non dimenticate, sono uno scrittore; anche se ho fatto voto si servire il Signore, in tutto e per tutto, col cuore e la mia arte. Ebbene, il Santo Padre mi perdonerà: ma se all Angelus, preso da improvvisa follia, dicesse: “Le vostre opere, cari fratelli, lungo tutta la terra, vi precedono e giustificano presso il Signore, menatevene vanto fra di voi e con Lui, anche voi che non credete!” Quanti ammutolirebbero? Quanti, invece, applaudirebbero? Quasi tutti, in cuor loro penserebbero: “Vedi, anche il Papa ha capito che senza la concretezza delle opere che noi amministriamo e svilupperemo in parrochia e più in là, non c è salvezza; Dio non si lascia ingannare dalle giaculatorie. E altri – coloro che non hanno fede, in Cristo Gesù – direbbero: Vedete amici, che bisogno c è di credere, aboliamo la superstizione e tutti i suoi riti; le opere sono quelle che contano! Diamoci daffare! – Santo Padre, Lei avrà fatto ben più profonde meditazioni sull “apostasia noncurante(indotta) anche dalla Chiesa; mi perdoni, e preghiamo il Signore che le Sue pecorelle – Vicario, le ha in consegna! – siano ben più ammaestrate nella Fede di quanto di quanto mi sia dato sapere.

  148. Mi scappa da ridere! Eh sì, sono un ragazzaccio! Sento che Gesù mi ama per questa dote: la gaiezza! Via, torniamo seri! Ho letto l omelia del Card. Martini: Il Discorso della Montagna e quella del Card. Ratzinger: stesso argomento. Tutte e due, ahimè, desolatamente mancanti di un nucleo di verità, che avrebbe , se colto “subito” con chiarezza, giustificato in toto, entrambe le “omelie”. Ma i due porporati hanno mancato il bersaglio: se il centro fosse lo zero, Ratzinger ha colpito il tre, Martini il cinque. Cominciamo con l omelia di quest ultimo. Si sente con chiarezza il compelle intrare gesuitico, inquieto e generoso, ma proprio per queste “virtù”, poco raccomandabile. Invita tutti a riconoscersi nelle parole di Gesù, perchè secondo Martini, nessuno può esimersi dal comprenderle e addirittura, condividerle. A questo punto il gioco è fatto. Si dia seguito al comando di Gesù: “ammaestrate tutte le nazioni”: Beatitudini è testo diretto, sincero. Chi può rifiutare di essere leale, chi può rifiutare di essere sincero? …QUESTE di Gesù sono parole-forza, toccano ogni cuore, anche il cuore dell Islam, di ogni credenza; anche di coloro che non credono.Avverte la necessità, quasi chirurgica, di attendere, per la conversione. Il bolo spirituale di ognuno, non è ancora adeguatamente fermentato, occorre insegnare vicendevolmente, (ognuno nella propria fede) a digerirlo. “Io avrei preferito la variante: digerire se stesso”. Ma come? Rispettandoci, annuncia il Porporato, non distruggendoci, neanche tenendoci educatamente a distanza. Chi lavora, in questo processo? Uomini, forti delle Parole del Signore! Ma il procedere non dà risultati granché; si camminicchia in su e giù, sulla strada – Acchiappacitrulli-Assisi; nella Gerusalemme Vecchia, qualche vecchio dirigente islamico, acconsente distratto, nulla di più. Perché? E” scomparso perfino il compelle intrare, epico, guerrigliero, gesuitico, di Teologia della Liberazione: compelle intrare rivolto a sé e al mondo. Il compelle intrare secondo Martini. Ma dove i frutti!? Cardinale, Cardinale… eppure hai l età! Non ricordi quella Parolina che si divideva in due, come una goccia di rugiada? Chi è il titolare “del processo di salvezza”? Forse, questo, lo sai! Forse. Ma non si direbbe. La trabeazione del Tuo progetto di salvezza piace, anche a me piace, però lo trovo didascalico, umano, troppo umano, e per questo: titanico, tragico. Mi dici quale spazio riservi alla Proposta Divina? Hai tracciato l architettura di tutto l Edificio; perfino, dove e quando serve Gesù. Prima? Durante? Dopo la “fermentazione”? Non sia questo, un eccesso di cultura? La Compagnia da cui provieni me lo suggerirebbe. Ma Ignazio è diverso, innamorato di Dio, così tanto, da cercarlo negli studi, oltre. Mi commuove l intera Sua vita, la totale dedizione a Dio: le profondità in cui s immerge, non per conoscerLo “meglio”, ma per amarLo di più. Cade l amore: resta la trama di un disegno, che vorresti vedere approvato. Dimmi, Giovanni Maria, qual è la Parolina che non intendo più, tanto spesso – quando Tu e io eravamo giovinetti – che si scindeva in due, e si collocava nel cuore, e ispirava, quella sì, un disegno divino di salvezza? Faceva piangere di gioia, ricordi? Coraggio, Giovanni Maria, prega e digiuna, dimentica presto, presto, tutto quello che hai appreso fuori della Dimora di Gesù, Ella scenderà su di Te, come una goccia di rugiada, da Colui che Ti ama. E” la GRAZIA del Signore, laudetur Jesus Christus! Grazia Attuale e Santificante. Parlamene, dai tempi in cui frequentavi il Seminario, te ne sarei grato. La Grazia del Signore invera ogni umano disegno, perchè ne diviene il Cuore.

  149. Non si adombri il “silenzioso” Cardinale, eseguo alla lettera un “comandamento” del Signore: nella versione che preferisco: Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te. Ma io, che sono uno degli ultimi, selvaggiamente ignorato, torturato ogni giorno per onorare un Sacramento; ignorato perfino dal mio Vescovo; calpestato per disinteresse, da chi nel mondo dovrebbe decidere di letteratura, venti anni alla gabella, senza che io abbia visto una sola volta Gesù – Matteo, almeno, ebbe questo sublime conforto! – relegato nell indifferenza di molti, irriso dai potenti, quante volte avrei voluto ricevere il trattamento che Le ho riservato,signor Cardinale! anche più duro! ma questo accade fra di loro Cardinali; vi è più gusto, si acquista più visibilità; ebbene, signor Porporato, un giorno anch io riceverò una corona; oh, no, uno zuccotto cremisi! – vivo nell indifferenza, non nella imbecillità! Corona di condanna: REX TREMENDAE MAJESTATIS; Corona di amicizia con Gesù: QUI SALVANDO SALVAS GRATIS. Noi tutti siamo pendolari, ogni dì, fra queste due amorosissime raffigurazioni di Nostro Signore. Non voglio dire altro di me; quanto ho scritto, vale anche per il Papa, dopo che avrò letto la Sua omelia, sempre invocando lo Spirito di Verità, o rimarrò muto.

  150. “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre . . . Osservate come crescono i gigli del campo . . . Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?” (Mt 6, 26. 28. 30). … . Mi rivolgo a Te, Papa Benedetto: conosci le obiezioni che molta gente fa, al tuo “toccante” appello in favore dell accoglienza? Nessuna di esse ha fondamento nella Parola. Essi temono una insostenibile miseria a causa del numero dei migranti che dovrebbero accogliere – pochi a lavorare, molti a consumare – senza pensare ai rischi di una simile convivenza. E altro ancora. matrimoni misti con islamici, mafie di altri paesi: insostenibile azione repressiva della Polizia Niente a che fare con la Parola diremo noi. Donde viene, dunque, questo disagio? Manca la fede nella Provvidenza. Chi ha favorito questo tristissimo deficit, in Italia, Francia, tutta Europa? La denarolatria, che ha favorito, nonostante tutto, la crescita economica delle nazioni, per una via diversa da quella che Cristo ha insegnato. Dunque, la scristianizzazione dell europa, di cui Tu parli di frequente, si è rivelata attraverso una sempre meno latente apostasia fra le genti. Occorre, secondo Te, operare una nuova evangelizzazione per tornare alla Fede. Nella fattispecie della Provvidenza. Tu, Marchetto, e gli altri prelati, fate un grave errore. Enunciate un “compelle” dell accoglienza, senza rendervi conto che vi rivolgete a gente dedita al paganesimo, alla denarolatria. Essi ha acquisito, ormai, parametri assai diversi, dall accoglienza cristiana, programmano, insieme ai loro governi, una economia “pro domo sua”, utilitaristica: hic et nunc. E allora dopo aver tanto pregato, cari Benedetto, Marchetto e altri – senza sottintendere, senza vergognarsi delle paole del Salvatore! – dite di nuovo, quel che Lui ha sempre insegnato, che avrebbe detto Pietro, ai cives romani, catturati dall egoismo e la denarolatria. Cari fratelli, anche voi che non credete, Gesù vi dice di non aver paura nell accogliere i diseredati, bisognosi, da terre lontane sospinti nell angoscia di essere rigettati, non abbiate paura, perché Egli ha detto: Mt 6, 26,28,30 – proprio all inizio di questa mia reprimenda, che voi neppure leggerete! che non vi sognereste mai di pronunciare dinanzi a un popolo in certa (molta) parte, apostata e pagamo. Temete forse di essere derisi da coloro che hanno perduto la fede, né sanno più amare? Essi non hanno bisogno di un compelle intrare, odioso, a loro avviso, privo di “ogni giustificazione ” – hanno Keines, Marx e ciò gli basta. Parlate di amore! e non scambiate questa Nobile Parola, con un avventata raccomandazione etica, che “troverebbe unica giustificazione” in Gesù Cristo. Voi andate contro una LOGICA DI MERCATO, così facendo! Dovete dire “PERCHE” lo fate. Fatemi il piacere! Voi che vi scaldate agli applausi della gente; ad personam Benedicti, loro Papa, applaudono, sentimentalmente! Senza neppure rendersi conto, di cosa sarebbe la loro vita – in casa con tre maghrebini -.

  151. A lui son ricondotte le opere malvage, farsi appannaggio, perfino, di quelle, che la Chiesa stimola nel mondo: Fatele per Legge! “fioriscano le umanitarie onlus”: e ciò gli basta! Satana è così! A lui preme le opere siano riconducibili all “impegno”, alla “umana ragione”, ché scompaia la Sorgente, da cui nacquero per Fede. In nomine Domini Jesus Christi! Qualcuno, pragmaticamente, ha detto: nella notte (dove lui si attarda) tutti i gatti sono grigi, se conducono al topo! Le opere – i topi – siffatte, senza se ne conosca l autore, non sono, già nel mondo, a vantaggio del Popolo di Dio, ma di chi appartiene alla Signoria del Colore dei Gatti. Se non sono da Cristo, Lo allontanano! In nome della conveniena; ovvero del funzionamento delle banche e di ciò che chiamano Salute Pubblica. Oggi la Chiesa comincia ad insinuare che un opera è un opera; il treno serve a quelli che vogliono raggiungere gli altri, l acquedotto a chi ha sete – che differenza fa, chi lo costruisce, in nome di questo o di quello!? Serve, e ciò mi consola! – Ma le opere così accumulate, si azzuffano l una contro l altra, per via del Colore dei Gatti, che le hanno ispirate. Se non riflettono l Ordine Celeste, divengono materia di egoismo, occasione di guerra. Per ben poco tempo, l uomo, se ne potrà avvalere! Opere che fanno finta di sfuggire alle contraddizioni, in nome di una opportunità: – la guerra ormai è nelle “cose”; (per noi) è vitale quell acquedotto -! Tanti Vescovi ironizzando: “bene! allora non costruiamo più acquedotti, se questi siano motivo di guerra! Muoia di sete chi non possiede neppure una sorgente! E io dico: è inevitabile che ciò accada; Vige Satana, già nel profondo delle nostre intenzioni; – preghiamo preghiamo! – non aiutiamolo a costruire l opera sua: essa è motivo di contesa. Fate che si possa dire di voi: “essi, per Fede, fanno le opere del loro Dio”. Senza Fede, ai nostri giorni, la tignola che si annida nel vestito e lo squarcia, in breve diverrà voragine in fondo alla quale giacerà chi ha colpa e chi non ne ha, uniti nella stessa morte, che Gesù non volle! Ma ne suggerì a noi, la profezia.

  152. Una paura folle del peccato, suggerisce una struggente voglia di espiare, semmai la preghiera? Dentro di lui vi è nascosta ogni trasgressione! Felicemente! nell ora di rubare, in quella di uccidere, o fornicare. Un segreto non rivelato a nessuno, ben custodito dentro le mura dei “sogni”. Una volontà, non tanto di esercitare il male ontologico, quanto il piacere di estasi carnale. Suo tempio, una stanzetta foderata di immagini sacre, al centro: una croce di rozzo legno. Lì, E.P. riunisce gli amici in preghiera, è disponibile a tutto, pur di essere perdonato. Prega immensamente felice, assaporando ciò che la mente e il cuore programmano, per indurlo di nuovo a trasgressione. Ho conosciuto E.P.; sempre di fretta, quasi che gli rubassi l attimo della preghiera o del peccato. Pur vecchio, mente e cuore evocano gli splendori onirici del più inusitato marchingegno di piacere, e della preghiera ineffabile. Stringe la mano, è disponibile ad aiutarti, insegna la virtù. Non è ipocrita, in lui si accendono due fuochi che lo attizzano, ma non lo portano a consunzione; ha aiutato “l orfano e la vedova. Sretto al suo amico, di atroce patologia sofferente, gli ha narrato dei piaceri della colpa e della espiazione. Sacrilego? in punto di morte, lo ha benedetto in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Non ho più visto una simile “faccia tosta”.

  153. Non può essere l umiltà degli ultimi, quella di cui parla Benedetto all Angelus. Così vorrebbe dire che Vescovi e Cardinali, salendo nella stima del mondo, ovvero usurpando il loro posto a tavola, fanno la volontà del Padre Suo. Come ha detto un amico, proprio oggi, su HPC, prima, Gli stendono intorno silenzi di disaccordo e di amicizia, attendendo che altri ne preparino il martirio; poi, avranno appena il tempo, io dico, di mostrare l angosciosa nuova chiesa, e perire a causa della Parola. Noi che siamo gli ultimi, che abbiamo afferrato il nesso fra la Parola e il Martirio; dobbiamo, ancora e ancora dare la precedenza, a chi? Certo, lo abbiamo detto in altro commento, vi sono sempre quei che sono più ultimi degli ultimi. A loro dovremmo dare la precedenza alla Tavola a cui siede Gesù. Ma come?! Pochi “attimi” prima della fine, il Santo Padre diffida di “me”, che io sia umile? Non dice, piuttosto, che i lupi lo stanno sbranando?! e i nomi – Gesù dice i nomi, più volte – perché il Vicario non potrebbe?! e come si sono allontanati dalla Parola – il loro peccato: distaccarsi dal Cristo – ciò, infine, unirebbe?! o per compiere l Opera del Padre Suo, tace. Ma così facendo, additando agli ultimi, di scalare, ancora, i posti, per coloro che vengono dopo di loro, non li irrita inutilmente? Ho io qualche scrupolo di far salire, a tavola, verso Gesù, quei che ultimi lo sono, “ancor più ultimi e meritevoli, di quanto io lo sia? Ma quelli che stanno ai Suoi lati e affilano i coltelli, – molti dei Suoi Alti Prelati – non hanno diritto di udire, almeno, quel che Gesù disse a Giuda: amico, fa” quel che devi fare? Io penso dovrebbe dirlo coram populo, insieme al loro peccato; accellerare i tempi della Fine e ammonire le pecore che Gli sono state affidate, a restare unite in Gesù Cristo. Ma la Pecora Eletta, anche in previsione del macello, non schiamazza, preferisce tacere. Ammonire e tacere. Il Vicario tace anche su “altro silenzio”, astuto e colpevole dei Potenti che Gli stanno dappresso; dispensa ammonimenti amorevoli, agli agli! Così dicono le Profezie? ma quando potremo usare la Spada, rifiutata a Pietro e destinata a chi?

  154. Israele, io ho fatto con te un alleanza cui sei venuto meno; con ogni sorta di abomini hai rinnegato il Signore Dio Tuo, e avrai così la sorte che meriti: un popolo prevaricatore e crudele verrà e farà strage dei tuoi figli maschi, ti condurrà in un esilio lontano, da dove tornerai quando Io lo vorrò. Queste paole raffazzonate nell Antico Testamento, mi frullano nella mente, mi tormentano il cuore. E ancora: quante volte ho cercato di raccogliere i pulcini sotto le ali! Ma dove sta scritto? Poiché a me pare abbiano un medesimo significato. Qui da noi si sono adorati dei che non si erano mai visti: Denaro, Potere, ogni fornicazione fosse possibile immaginare. Da gran tempo, forse già dagli inizi. Tu ci presenti un conto salato; come fu per l antica alleanza; ti chiedo: sia fatta la Tua Volontà. Vieni, Signore, fai presto! esaudisci quanto promesso ai Tuoi figli!

  155. Meditazione semplice, dedicata al Santo Padre. … Egli ha cercato la Fede senza esserne ammesso.L ha ipotizzata con la ragione, in grande fervore. Estenuanti studi di teologia per poterla solo assaporare. La bontà del cuore umana e struggente questa sì, acuisce la ricerca della Fede. Pensare è sforzo doveroso cui gli uomini sono ammessi. Qui il “bene e il male” si fonteggiano. Non già in Dio si fronteggiano. Presso di Lui non vi è categoria di pensiero, ma Grazia su Grazia. Chi può indagarlo? solo ammetterLo! Avviene come quando si riceve un dono, di cui non si conosceva neppure l esistenza. E” la bontà del cuore che lo richiede? non ne sono certo. Arriva quando meno te l aspetti, nel profondo buio della cecità dell anima, o anche nel suo massimo, umano splendore. Che ne sappiamo ove sarà seminato? Chi ha ricevuto la semina, può dire: Amico, il Signore ha ascoltato la tua supplica. Che altro? Ha già saputo per mezzo della Fede. “Viene la Fede, si dilegua l umano sapere”. Ma tutto questo non ci è di nessuno aiuto. Sì, ha un ruolo non da poco: Scio me non scire! Il campo è apparentemente sgombro. La Fede potrebbe discendere da un momento all altro: non è forse, sostanza di cose sperate? Nessun merito può attrarLa, nessun errore, respingerLa. Viene da Dio: insondabile che alcuni La ricevono, altri neppure la sospettino . Unico privilegio: pronunciare sottovoce: Dominus non sum dignus; so di non conoscerTi, come Tu conosci me, e ardisco chiederti il dono della Fede. Se non è follia questa!

  156. Ho cautamente suggerito a Don Sciortino di pubblicare su Famiglia Cristiana, quanto ho scritto sul SUO sito. Nudo di ogni anestetica premessa, sì che i Suoi lettori potranno discuterne; assente ogni protesi. Comunque, fedele a voi, che gestite bene questo sito, qui pubblico il mio scritto. Vediamo..(Carissimo Don Sciortino, non ti sono assolutamente vicino nella tua “polemica” contro “coloro”, che responsabili della cosa pubblica, hanno, a tuo dire, insufficiente moralità. Il tuo parlare, lo so bene, non è da destra nè da sinistra. Discende da una categoria ben più pericolosa – sei prete, dovresti CONOSCERLA – tu offri agli uomini la tua invettiva! Alcuni l approvano e ti danno il calore del proprio consenso. Amici, fratelli, oggettivamente onesti, che si pongono al tuo fianco. Prova, Don Sciortino, prova ad offrire al Signore la “tua” critica all immoralità: “Ecco Signore, prendi dalle mie mani ciò che ho detto verso coloro che f o n d a t a m e n t e posso dirTi essere immorali e simoniaci: feccia di questo Paese che ci hai donato. Una accurata inchiesta, la mia, sulle loro abitudini, senza aver ascoltato in tutto o in parte, quel avrebbero avuto da suggerirmi i loro interessati rivali politici. Questo, sulla base di due o tre testimoni, cristiani anch essi, come io lo sono; pronti, per certezza diretta delle loro malefatte, (degli immorali e dei simoniaci) a condurre lor signori, che addirittura, si dicono a Te fedeli, dinanzi alla Tua Assemblea. Tutto, mio Dio, è stato fatto, nella Giusta Regola; avendo allontanato da me, tanto il “pettegolezzo” dei giudici, che pur non avendo definito il processo, non han preso le precauzioni necessarie e dovute per ogni imputato in attesa di giudizio,ovvero: la tutela degli atti; nè, tantomeno, i fantasiosi pettegolezzi degli avversari, interessati, solo, al loro linciaggio. Ti ringazio mio Dio di avermi dato il dono di vedere senza essere visto.” In caso contrario, come avrei potuto condurre su FAMIGLIA CRISTIANA, la mia battaglia contro l immoralità dei potenti; se Tu, “non avessi visto” anche per me, le loro malefatte”. Spero che la mia testimonianza Ti sia gradita.” A correzione fraterna dei miei detrattori, vorrei pubblicare su Famiglia Cristiana, questo mio scritto, o Signore, senza preamboli anestetici, che ne distorcessero il senso. Neppure a mio favore.” Laudetur Jesus Christus.) Ecco, vi avevo fatto appena un complimento, rivolto alla bella libertà religiosa di cui godete, e che fate, voi? Volete che io convalidi ciò che ho scritto. Che non vi coinvolge, né mi coinvolge, nonostante la supposta, simpatica bizzarria di qualche “giudice civile”. Ma fra “noi” preti ci comprendiano: Gli abbiamo persino chiesto, don Sciortino bello, di validare, riflettere, prima di stampare. Mi sta bene, procediamo pure!

  157. Gesù si è come evaporato dal cuore e dalla mente – occupando quei centri, Politica, Dia-logo, Contraddizione. – Il Demonio, facendosi scudo dei miei sentimenti, li ha elevati a sistema; introducendo nel cuore, spirito di contesa, volontà di annientamento (politico) dell avversario. Gli spazi si sono chiusi; mi sono accorto che Gesù non era più lì. Io Lo caccio, perché con tutto il fervore con cui l ho amato, ora respingo i nemici (politici). Depravato fervore, acme di odio e violenza: perché non dire, ho chiamato Satana nel cuore? Perché son tornato a leccare il mio vomito, come il cane nella Lettera di Pietro? Rabbia e ambizione di potere; voglia di “elevarmi” alla logica aberrante dell inimicizia: il cuore del Cherubino Maledetto. Nostalgia del Potere, Vanità di mente corrotta e cuore incerto. Troppo fragile il mio spirito ché io pratichi quello sport!(la politica) Fervore di amore per Cristo o fervore di contesa: carezzare la Bestia per il verso del pelo. Una delle due. Mammona o Gesù. Vergogna, perfino a scriverNe il Nome. Se Lo amavo così tanto, perché l ho cacciato? Nelle more di un riposo troppo a lungo gustato, della preghiera rimandata a poi, di un digiuno saltato, affascinato da un sogno lessicalmente ben costruito, mi son trovato, come per magia, in emisferi pieni di fascino, ove IO, sempre più, ero al centro. Il fascino dipendeva dal Falsificatore, il lessico, però, era il mio. Truffaldino e mistificatore. Chissà dove sarà il mio Vecchio, Caro Amico, a quest ora. Lui mi conosce meglio di voi, che avete ricevuto la mia confessione. San Paolo era forte, come a me piacerebbe. Se Lui torna che merito ne ho. Che libertà sarebbe la mia, se non lo ri-abbracciassi? Il Signore mi ha fatto dono perfino della mia libertà. Che merito ne avrei, secondo voi? E se morissi per due volte, nonostante il Suo Amore, chi, se non me stesso, avrei da rimproverare?

  158. ore17,30 del 3.9.10 – Un terrore mai provato prima, IMPROVVISO, mi ha quasi nascosto ogni conoscenza. Alla gola si è presentato l urto del vomito, a stento represso. è allora che ho fatto appena in tempo ad agguantare la Bibbia, ed è apparso quanto vi si legge. Dopodiché, una calma serena, ha spento il terrore. … “E ora voi sapete che cosa lo trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo.

    Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene.

    Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta.

    La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. 2Tessalonicesi 2,6,11

  159. Nessun re in Israele e andato esente da ogni colpa. Neppure David e Salomone. … . “L Italia è peculiare perchè ospita il Papa. Quindi, qui di seguito, mi riferisco a questa Nazione. SOLAMENTE. Vogliamo analizzare l odio che vi è praticato, e il suo significato nell escatologia. Compito arduo. Prima di questo tempo, ognuno in sé , lasciava maturare questo sentimento, secondo la propria natura, dissimile per quantità, fra tutti coloro che lo praticavano. Non vi era, ancora,un coagulo “soggettivo”, cui si riferiva; semmai, “motivate risposte politiche, razionali, e spesso anche in qualche modo documentate, dell una o dell altra “parte”. Insomma si discuteva di qualcosa. Ma da quasi venti anni, qualcosa è cambiato. Se parlo con una persona di modesta cultura, trovo lo stesso germe che la divora, (odio) che se parlassi con un intellettuale: magistrato, economista, o perfino scrittore,soprattutto un politico. Come in Dante, ogni misura, piccola o grande ne è colma; chi detiene questo sentimento, ne vive, e il suo vissuto, e totale e identico al vissuto degli altri. Bisogna distruggere il “coagulo soggettivo” che “impedisce all odio di estrinsecarsi in libertà”. Le “ragioni politiche” le ha dimenicate perfino “il probabile neofita”; ovunque si militi, SB delendus est; “lui ne conosce il perché”! L odio è divenuto irrazionale, assurdo, omicida. La contestazione non si ispira a nessun “nobile precedente” (lotta di classe) o “perdita delle libertà democratiche”, come avvenne in tempi remoti. Vox odii è paradossalmente più forte priva di ragioni o ideologie che la appesantirebbero! Se scendessi a indagare i supporti causali di questo sentimento, verrei meno alla premessa, ovvero Esso è, per “sua purezza”, proiettato, hic et nunc, nell escatologia. Non possiede ratio politica e la dialettica si estingue nella condanna, assurda e allo stesso tempo propedeutica alla Rimozione dell Ostacolo. SB di cui ho appena accennato, è l Ostacolo. L ultima povera diga, al dilagare del mistero dell iniquità. Quella travolta; Il Papa lo sarà in seconda battuta, con la violenza delle leggi avvenire, il consenso discreto delle Gerarchie. Demotivare il Magistero Spirituale, significherà nuova società e nuova chiesa. Ora non è difficile raggiungere “le vetta sublime dell odio”: l omicidio è a portata di mano. L Avversario, disattento che in Dio risiede ogni Potere, comincia la sua “evangelizzazione”; durerà tre anni e mezzo. Ovviamente per Interposta Persona.

  160. Primae tres leges: vulnera Ecclesiae: Matrimonio fra omosessuali: relativa adozione dei bambini all interno della coppia. Nessuna restrizione alla ricerca e impiego delle staminali. Eutanasia: ovvero una legge che ne contenga il seme, pur “cercando di parlare d altro”. Da parte di un gran numero di Gerarchie: ribadire, con maggiore insistenza, il concetto: non negare la Fede, relegarla, al rango di soggettivo di optional; che nulla avrebbe a che vedere col dinamico impulso a “operare”, anche fuori da quella “cornice”. Aprire repentinamente le frontiere marittime ai clandestini, come anche il Papa, ha ordinato. Il Governo laicista si rafforzerà, in um primo tempo, degli Islamici; ma questi riterranno la “scelta”, non nel senso di alleanza, ma in quello di debolezza. Essi, con rinnovato vigore, chiederanno, nel vigore della fede, ancora Moschee e saranno accontentati. Essendo virgulti di una fede che non ammette dualismi fra Corano e politica, chiederanno di organizzare tribunali di Sharia: in quanto muslimuna (fedeli) saranno da questi giudicati. Useranno la derisione: un pressante sense of humor verso quel che rimarrà della Chiesa. Ogni timida risposta del Vaticano, giudicata reazionaria dall Alleanza, e anomalia o addirittura sacrilegio, da parte degli Islamici in quel Consesso.. “Cadrà” il crocifisso come immagine: idolatria agli effetti dell Islam; per l Alleanza laicista, vige il principio che tutte le religioni si equivalgono, e dovranno imparare a rispettarsi. Molti vescovi riterranno giusto questo intendimento, rivelando ai fedeli, la loro Apostasia. Non riesco a vedere più in là, di ciò me ne dolgo. Preghiamo la Santa Vergine che ci doni il sale che abbiamo perduto, tanto da meritarci d esser gettati nella fogna.

  161. Avete letto, amici miei, “Il diavolo stanco” di Mons. Gianfranco Ravasi? Eccone un commento. Non abbiate timore a pubblicarlo – è uomo potente – ma che volete, carissimi: polvere alla polvere, oppure se più vi conviene: vanitas vanitatum. Da qui in poi il mio scritto. … C est une magnifique image de ateisme, le plus noble! Monseigneur! mi fa un po” senso chiamarla così! Ma come è possibile una carriera simile, se non nella Chiesa? Ci possiamo salvare senza la Grazia, senza l aiuto dello Spirito Santo! – proprio come insegnava Don Milani a Barbiana: sufficiente Socrare! – ” Voce severa e decisa della coscienza e impegno serio della volontà” Salta comicamente Satana, per converso, tragicamente Dio! Mi fa piacere che lei sia un retore dell a plomb! Lei usa, quando lo usa, il nome di Gesù – en passant – con un certo fastidio, per passare ad altro. Le dono questo commento, in ricordo di Don Divo Barsotti! Lei è costretto a dare un “po di burro” a quei che hanno fede in Dio e non disdegnano credere perfino nel Cherubino maledetto: “L ombra oscura di Satana “certamente” ancora si allunga sul mondo – è quell avverbio di maniera, che mi turba! Come dire: ma guarda un po” questi scemi, che ancora ritengono Satana, parzialmente responsabile delle loro malefatte! Che mi costa infine, con un éscamotage, lasciarglielo credere! L éscamotage sta in quel “certamente”. Basta dar voce alla propria coscienza e all impegno della volontà, per peccare di meno o non peccare affatto! L uomo è unico protagonista della propria salvezza! Non ricordi: “io sarò con voi fino alla fine dei tempi”? Per fare cosa? Parlare, come in uno dei tuoi salotti – alla pari, con quelli che, per Chiarore di Coscienza e Incrollabile Volontà, Gli assomigliano? e di che colloquiare con Lui? Se il Golgota ci ha salvato, non si pensi più alle fesserie di Satana, le sue tentazioni! Mediti, forse, che coscienza e impegno della volonta – dono che adamo si è conquistato aprendo il frutto delle origini – si possa fare a meno di “tutte le ” protesi divine”, offerte ovunque, nel Vangelo? Réclame da chiesetta provinciale alla Pio X?!: Grazia Attuale, Grazia Santificante, figuratevi! Le dico una cosa Cardinale di Milan.. ops! futuro…!Lei mi toglie il fiato circa una catalogazione di Sua appartenenza: Eretico? Non lo è. Apostata? Nemmeno – lei non ha mai posseduto la fede, come avrebbe potuto perderla? gioca gioiosamente coi paradossi della Fede, è forse un allettante Mozart della più sfrenata epistemologia? Macché! Un Neoilluminista, nato dal Concilio Vaticano II? Mica così! Donde viene Monsignor Ravasi? da quale polito reame “teologico” sbuca? Non se ne offenda! io sono uno scrittore, un giullare della scuola di Giorgio Manganelli il Grande – suo amico ero – ma non lo dica a nessuno, tantomeno a quelli di vaticanit – avevo promesso loro di non vantarmi più delle mie nobili origini – loro, forse, ci ha hanno creduto! ma, dinanzi a Lei, Monsignore, è venuta meno decisa coscienza e impegno della volontà, sono, ormai “razionalmente” – Lei direbbe così? – un reprobo, un reprobocredente, che Gli chiede: come ha fatto a circuire un uomo tanto caro e colto, da farsi promettere la diocesi di Milano? Io ne conosco solo due: uno è il Diavolo, rex regum terrae, figurarsi delle Diocesi!

  162. Se qualcuno mi dicesse: “voce decisa della coscienza e impegno della volontà”: tu dai ad intendere di non volere, a nessun costo, esercitare queste umane prerogative; pensi forse che tutto si esaurisca nel laisser faire alla Grazia: dono esclusivo della Santissima Trinità? Non ti sembra, questo, un comportamento opportunista ed autoassolutorio? Eresia? Quando vorrei uccidere per una grave ingiustizia, Lui, seduto dinanzi a me, sorride, mi cadono le braccia: Signore, Grazie! quanto è infantile la mia anima! Quando io vedo con rabbia, la trascuratezza degli uomini, dinanzi all “opera delle mie mani” e li maledico per avermi dimenticato; Lui alza gli occhi verso il Cielo, gentile, un po” stanco per averlo ripetuto troppe volte: la tignola rosicchia non solo la stoffa, ma fior di capolavori che nessuno ha mai letto, in epoche che tu non puoi neppure immaginare. … Devo oppormi alla fornicazione, mio Gesù: primo, con gl idoli: Denaro, Potere, vana gloria, secondo: la fanciulla bellissima che, pur vecchio, non mi disdegna. Cerco di aiutare la coscienza a maturare la sua natura, la volontà ad essere risoluta, macché, tenta e ritenta, torno sfrontato, dalle nuvole nel mondo: prendo quel che serve al piacere che appare più evidente. Dopo, è ancor peggio, il senso della colpa mi avvilisce: coscienza e volontà mi hanno abbandonato. O io, loro. Tanto è che mi sento perduto! Dall inizio alla fine, ho violato quasi tutti i comandi che il Signore ci ha dato, a nostra edificazione. Anche “non uccidere”, ché nel sogno ad occhi aperti, come ogni buon frustrato nell intensità dell intenzione – molto più forte ed efficace della coscienza e della volontà – ho gustato più volte. Poi, dimentico della colpa cui mi ero assoggettato, Lui viene: mi ama e mi trovo ad amare quei che prima avevo avevo “ucciso”, “derubato”, sottratto piacere con astuzia. Il Suo Amore non è “recriminazione”, “santa disperazione” per espiare il peccato, tantomeno, e ciò sarebbe orribile: compiacimento; è forza di volontà, sveglia coscienza, felicità per aver ritrovato quelle prerogative, che possono essere usate solamente attraverso il Suo dono d Infinito Amore. Anche per chi non lo richiede, ma è stato prescelto. Mistero della Salvezza. Chi si trova coscienza e volontà addestrate a puntino, (Ravasi che le magnifica?) dovrà imprescindibilmente, ringraziare Gesù, che non si è mai mosso dal fianco del peccatore.

  163. La morale presa a sè stante, dissociata dalla Fede, NON SERVE A NIENTE, può produrre frutti di odio, desiderio di farsi giustizia. Il laicismo possiede questa “perla”. Se non la possedesse potrebbe avere la ventura d incontrare Colui che ce la dona avvolta nel Suo Amore. Una breve disgressione – so che non mi fa onore, in quota di serietà intellettuale, ma io la faccio ugualmente. – Stavo vedendo alla TV, Ballarò, trasmissione di soporosi rancori, ebbene il Ministro Sacconi sbaglia: prende per uno, uno che non lo è: filosofo, omonimo nel cognome a un professore lì presente, e lo fa oggetto di critica. Il professore – vederne il volto schiattante disprezzo e malcelata indulgenza per l “ignorante” – squittì di piacere e rintuzzò il Ministro, non già per la critica che aveva rivolto alla persona sbagliata, ma, gioiosamente godendo della propria cultura, e simulando stupore “sincero” per Sacconi e la sua gaffe, lasciava intendere che anche la critica del gaffeur, non poteva che essere infondata. Ma che c entra l etica in questo caso, mi direte. Avete ragione, ho seguito il racconto e ho perso il filo. Accade ai vecchi che vogliono ficcarsi in querelles troppo ardue. Chiedo scusa alla cultura, che coltiva in sè, se stessa, invece della verità. Chi, secondo voi è più morale, colui che dice la verità a Pinco Pallino, pensando di riferirsi a Cristo, o colui che si rivolge al fratello, Cristo, studiandosi di umiliarlo in tutti i modi, lasciandolo senza risposta – grazie o Signore, per non avermi fatto simile a questo qui?

  164. papa Ratzinger ha espresso il suo pensiero anche sui “nemici” interni alla Chiesa.

    A quelli che, scontenti, pretendono una palingenesi radicale della Chiesa, un nuovo cristianesimo spirituale fatto di nudo Vangelo senza più gerarchie né precetti né dogmi, Benedetto XVI ha detto che dallo spiritualismo all’anarchia il passo è breve. La Chiesa “è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di grazia”. Progredisce ed evolve, ma sempre in continuità con la tradizione.(finis) . … Senz alcun dubbio. Ma il Santo Padre non descrive lo scenario che sorgerebbe da una chiesa “senza più gerarchie né precetti né dogmi”, non esprime il carattere apparentemente “lusinghiero” di questa Nuova Adunanza. Eppure lo si può leggere nel CCC,676; anche negli scritti abilmente criptati di alcuni cardinali e vescovi, non è mistero per nessuno lo scenario che si prepara prima del Suo Secondo Avvento. Fare la “politica dei cento fiori” (per la Chiesa) è stata fin dall inizio, l origine della Sua immensa ricchezza spirituale. Lasciate che cento scuole di dottrina nascano e contendano, (da cui, Mao 2000 anni dopo) poi sarà separata la pula e il loglio dal grano. Fin da ora il Santo Padre può leggere nella teoria politica di coloro che sono alla testa delle nazioni, i propositi di una società che espelle non tanto dio, quanto la sua essenza salvifica e soprannaturale: Gesù Cristo, la Croce. Dicono: con una politica adeguata, non ci sarà più bisogno di salvezza, perchè saremo noi stessi protagonisti di salvezza, nè di Sacrificio, perchè ognuno camminerà secondo le leggi che avremo promulgato, per il riscatto dalla miseria e l ingiustizia. Temo fortemente che sia stata la Chiesa stessa, da più di un secolo, a rafforzare in sè, “questi propositi”, che agli uomini di allora e soprattutto adesso, appaiono lusinghieri e appaganti. E” il mio pallino fisso: – la Chiesa, che da oltre un secolo, gradualmente, ha scelto di ridurre il Primato della Fede, (unico per cui saremo giustificati) per elevare Quello delle Opere. Di cui già abbiamo ricevuto il premio – vanto fra di noi sulla terra. In piena Apostasia, come si potrebbe far discendere dalla fede, le opere? Abbiamo visto come è ridotto il pianeta, dono dell Altissimo? Non per via delle opere della Fede! Piuttosto da “quelle ispirate dall Avversario”! Più che dalle Opere della fede, il Santo Padre si ritrova ad essere sommerso, da quelle della “teologia delle Onlus”. E dice: La Chiesa dei peccatori è anche luogo di grazia. Se non fossero i tempi ultimi, la Sua posizione sarebbe ineccepibile. Se non si fosse parlato “di Piccolo Resto” e suoi compiti, la Sua posizione sarebbe ineccepibile. Ma noi viviamo già da tempo, il mistero dell iniquità, gli Angeli si preparano all imminente incarico di salvare il grano dall oglio, e il Santo Padre che dice? La Chiesa dei peccatori è anche luogo di grazia. Vogliamo noi uomini prendere il posto degli Angeli e precedere il Cristo stesso? No. In assoluto. Io non voglio dividere la Chiesa, che è ancora grano e loglio insieme, esigo dal Papa i nomi delle Gerarchie Ribelli, i loro errori dottrinali, la visione loro di nuova chiesa; ché non vi sia nell Adunanza, una visione di “pace armata”! ma di chiarimento; siano le Scritture il luogo dell incontro, il luogo dello scontro. Il Piccolo Resto dovrà essere preparato ad affontare la persecuzione, adeguatamente! Senza i nomi dei Ribelli alla Nostra Santa Chiesa Cattolica Apostolica, si rischia di rimanere nella palude ipocrita – si dice il peccato, non il peccatore – quando, ab initio historiae Ecclesiae, si diceva contemporaneamente il nome dell eretico e la sua eresia. Perche? A maggior ragione oggi che si parla di Apostasia! Il Santo Padre emetta un giudizio chiaro e netto del PECCATO (di pedofilia se ne è parlato ad abundantiam!) DOTTRINALE E TEOLOGICO, dietro la cui fumosità, (fumus diaboli) si nascondono i Maghi dell inganno, fin dentro la Navicella affidata a Pietro, da Gesù Cristo stesso. Tu es Petrus. Non devi temere! Io dico.

  165. Christus et alter Christus. Quanto al Discorso della Montagna, (1989)scrive Ratzinger: … “al fondo delle Beatitudini, ovunque appare il soggetto segreto Gesù. Egli è colui in cui si vede ciò che significa essere poveri nello Spirito Santo. …” Io ho ricevuto un altra lezione, quella di Padre Giovanni Maria Vannucci che recitava così; “Beato colui che è mendicante dello Spirito Santo, lo cerca ovunque. …” A me, Santo Padre, pare che il soggetto evidente di questa Beatitudine, sia l “alter Christus: Lei, Biffi, il compianto Maggiolini, io stesso. Come potrebbe, Gesù Cristo, mendicare ciò che ha già in sé? Lo Spirito Santo discende dal Padre e dal Figlio. L alter Christus, semmai, di porsi – anche con l effusione del sangue – alla testa delle Beatitudini. Compito arduo, ma contemperando la Grazia che Gesù Cristo non manca di elargire, dovremo farcela. Anche se Lei, Santo Padre, mi appare un po” troppo frettoloso e perplesso, PER DOTTRINA, verso coloro, che son certi di giungere a salvezza, per l Amore dolcissimo di Gesù, la Sua Grazia. Acché sarebbe valsa la morte di Croca? non è Paolo, nei Romani, a dire: non io ma Cristo in me … opera la salvezza? Credo proprio, Santo Padre che i soggetti delle Beatitudini siano gli alteri Christi, che TRAMITE LA GRAZIA, fanno la volontà del Padre Suo, Padre Nostro. Non se la prenda, Padre Santo, ma la Sua perplessità sponsorizza; (termine orrendo)assai meglio: potrebbe mutuare la lettura delle Beatitudini di Carlo Maria Martini, che, con “grande perizia teologica e commossa umanità”, sposta sempre più l Altissimo, fuori dei confini della Grazia, quindi della Fede. Se esagero, è per rimarcare meglio le due letture del Discorso della Montagna. Sono tempi durissimi Santo Padre, mi ricordano la Lettera di Pietro e del cane che torna a leccare il proprio vomito.

  166. Post scriptum. Se la Grazia non fosse incondizionata, come farebbe il peccatore più incanaglito, a salvarsi? Il Mistero della Grazia sta proprio qui: Il Vento della Spirito soffia dove vuole, e sempre nei modi divini, a noi imperscrutabili. Che ne sappiamo noi, se allo Spirito fosse piaciuto perfino rimuovere il peccato, liberamente assunto? Ma dov eri, Giobbe, quando io creavo i Cieli e la Terra? E il giovane ricco, pur allontanandosi tristemente (egli ha coscienza della propria pochezza) è forse condannato, come insinuano gli apostoli, oppure affidato allo Spirito che soffia dove vuole? . … Nessuno è immune dal riflettere, le parole di Gesù, nei Vangeli.

  167. Il perno della”nuova” evangelizzazione è l annuncio, Mons. Fisichella, del Secondo Avvento: IMMINENTE e legato ad una Promessa di Gesù Cristo. Come un po”, dappertutto, nelle Scritture. La Venuta Intermedia, ai nostri giorni, è strettamente legata alla storia della Chiesa. Inquietitudine fu ingenerata nei primi anni del primo secolo, ove San Paolo fece intendere che ascoltando troppe voci – anche in buona fede (ndr) – nunzianti la Sua Venuta, si poteva coltivare apprensione e paralisi delle opere della fede. Oggi la Divina Promessa discende nella Storia dell umanità, onde trovar riscontro nella Storia della Chiesa. Vedrete! L intera esegesi evangelica deve progredire fino a illuminare il Suo Ritorno; il missionario dia voce alla Parola, sì ché incarni la Beata Speranza. Se la predicazione avrà come oggetto, la Sua Venuta in mezzo a noi, farà nuova l ermeneutica dei Vangeli, per i tempi che stanno avanzando. Introdurre coloro che hanno perso la fede, e quei che non l hanno mai ricevuta, ad aspettarsi prove dolorose , è compito primario del Nuovo Apostolato della Parola. LA FEDE NELL ARDUITA” DELLA PROVA SI RAFFORZA! Travolto l Ostacolo che impedisce il dilagare del mistero dell iniquità – noi abbiamo il dovere di spiegare di che si tratta:- conoscenza e figurazione! Rifarsi all antica esegesi, che trasferiva in un tempo remoto, la discesa del Cristo sulla terra, significherebbe, oggi, diffondere ciò che fu già diffuso. Ai nostri giorni, non ponendo all apice della predicazione evangelica,ciò che svela il Ritorno Glorioso, non sarebbe efficace; perché avara di Speranza, per chi oggi si prepara ad affrontare la grande tribolazione. Ma i Principi della Chiesa hanno fatto chiarezza? Hanno, almeno, superato l impasse agostiniana che negava la Venuta Intermedia? Guai trovarsi impreparati! “lasciare a ognuno libera interpretazione”! Ci troveremmo a dire ciò che fu detto in tempi remoti; or che la Parola che viene,desidera attrarre a Sè, i “nessi dimenticati” della Vecchia Predicazione, e proiettarli nella escatologia. La Chiesa deve trovare l umiltà necessaria all ascolto dei fratelli carismatici, secondo me indispensabili a illustrare lo stato dei tempi e loro “ibridazione” Messianica. Veni Sancte Spiritus.

  168. Un esito dell europa pagana. Non si cura minimamente che i cristiani, ovunque sia islam, siano torturati e uccisi, salvo le solite patetiche comunicazioni istituzionali di biasimo. Indifferenza, quindi, per tutto ciò che non collude col profitto, la comparsata erotica, la farneticazione politica. La Chiesa non ha messo tanto vigore nel piangere il martirio di Mons. Padovese, quanto nel biasimo di un non ancora accaduto rogo del Corano. Un Pastore protestante vorrebbe rammentare i 2500 morti delle Due Torri, bruciando una copia del Corano. Egli sostiene che il libro fu ispirato da Satana, sotto l aspetto dell arcangelo Gabriele, apparso a Maometto il sesto secolo dopo Cristo. Fin qui la “cronaca raccontata su internet. Apriti cielo! Una paura incontrollabile ha colto tutte le istituzioni americane: da H. Clinton al Gen. Petraeus: una paura folle, indisciplinata, anarchica, delle conseguenze che si potrebbero inverare a breve, in recrudescenze terroristiche da parte dell Islam, su tutti i teatri di guerra. Realistico temere. Realistico convincere il Reverendo a desistere, per la buona pace di america e dintorni. Certo è che il Pastore, oggetto, del discredito di tutto l Occidente, è garantito dal primo emendamento della Costituzione Americana. Libertà di culto, dissenso, anche di bruciare una bandiera americana! L Islam, anche a mani nude,non ha paura dell Occidente (che Osama Bin Laden chiama “generosamente” cristiano e crociato; soprattutto per illudersi di avere di fronte un avversario di rango: in fondo Osama è un romantico!) che, pluriatomico e tecnologico, trema dinanzi a coloro che hanno fede e un corpo da immolarle. Mistero della Fede. Perchè se tu dici: il kamikaze è un fanatico, devi temere l Islam, che lo ritiene un testimonio della fede; se al contrario, sostieni che egli s immola per fede, tu non possiedi quel dono, l hai perduto percorrendo la strada ampia : apostata, ipocrita, non disponibile altro che alla crapula: non onori i tuoi martiri, se non nelle note scambiate per via doplomatica. Inutile il sacrificio nella società che pianifichi. Sei cittadino europeo.

  169. Cristiano è colui che in sé accende il Libro: gran falò non lo turba; si vede ovunque la sua luce, e di quel fuoco se ne muore in silenzio, assistito dagli Angeli, nella fornace ardente, custodisce la fede. Quel che io amo maggiormente è ciò che si canta nella messa da Requiem. Rex tremendae maiestatis; non sono io creato a “quella immagine” del Dio Vivente? non mi è stata, forse, riservata la spada, negata a Pietro? Sono io in nostalgia di un tempo che fu? Non credo, forte delle parole dette da Gesù all apostolo Pietro: “Verrà tempo in cui, chi non ha una spada, venda il mantello e ne compri una.” Il tempo fugge innanzi a grandi balzi: precederlo, dopo le abluzioni di rito, è difendersi: cristiani in terra:mai nota vaticana di condanna può sostituire la scritta donata dal Cielo a Costantino e alle sue Milizie: In hoc signo vinces. San Luigi IX, imprigionato dalle infamie laicistiche della Storia, si protende, povero e ammalato, verso il Santo Sepolcro, per aggiungere una spina della Coraona di Spine, alla sua Corona.

  170. In un irrefrenabile sentimento di odio, irrazionale, con la sola giustificazione di tre citazioni del loro libro, uccidono, bruciano villaggi, saccheggiano a piacimento, insolentiscono la fede altrui; anzi a loro vanto desiderare di uccidere donne e bambini (siccome fossero bestie) solo per via della croce, che ampiamente disprezzano. Quel cadaverino pendente! Ricordi? Non vedi quanta paura ho io nel non citare coloro che potrebbero colpirmi in ogni momento? Non vedi quanto è invigliacchito colui di cui dici essere il pastore? Eppure hai visto che ogni offerta di dialogo, di pace, invito a ragionare, viene intesa così: essi ci temono a tal punto da chiedere la nostra misericordia: il nostro dio è potente! Tu disarmi di quella spada, che il Dio Vivente ci ha promesso, a nostra difesa! Dici che bisogna aver rispetto per ciò che ci uccide! Tu sai donde traggono questa certezza|! Complice opportunista dei loro misfatti, brighi per sopravvivere alla loro collera: Vergogna a te! Non l effusione del tuo sangue prometti, ma di coloro che hanno dignità e si oppongono, dici loro: bacia il bastone che ti percuote, perché io possa sopravvivere. Tu mi hai inculcato la paura, ognuna delle tue pecore trema, quando qualcuno dà di chiave all ovile. Tu, con la tua viltà, ti giri da un altra parte, quando entrano con fragore. Dovunque. “LA PAURA CI RENDE CODARDI; L INCARNATO DELLA RISOLUTEZZA IMPALLIDISCE ROSO DALLA RIFLESSIONE”. Ne dovrai rendere conto al Dio Vivente; e quando a causa della tua stessa viltà, sarai condotta al patibolo, da coloro che hai blandito per tutti i versi, IO NON TI PIANGERO”! Hai reso sterile il coraggio, mi hai umiliato dinanzi a coloro che m impongono di tacere, pena la vita! Io che altro potrei fare, se non testimoniare dinanzi al Dio Vivente la tua colpa: non già di essere nel mondo, ma di aver messo la Sfera sopra la Croce. Quelli che parlano, devono tacere, pena la spada! TU CONOSCI I LORO NOMI! Coloro che non hanno più voce! Forse che il Dio Vivente ti ha detto che per i nostri crimini saremo deportati a Ninive e Babilonia! Allora unisciti a noi, come il martire Padovese. Non cercare d ingraziosirti il carnefice! affinchè ti risparmi! Fatti Bella per il Signore, non per i nostri aguzzini.

  171. Ho forse io pregato che il Signore ci risparmi insieme ai nostri aguzzini? No! IO DICO CON FORZA: MIO SIGNORE SIA FATTA LA TUA VOLONTA”! Ne vada pure della mia vita! Che interesse ho io di sopravvivere alle infamie, al Tradimento della Tua Diletta? A chi è già, di suo, prevaricatore e assassino, elargisce il suo consenso, sicchè tutti lo riconoscano vittima d ingiuria, debole e bisognoso di aiuto. Ella protegge, per unirsi al coro, coloro che si vantano d esser ammazzacristiani – eccola in compagnia dei potenti e ciò Le basta! Ma io prego, con tutta la forza del CREDITO CHE IL SIGNORE MI HAI CONCESSO – la Santa Vergine di desistere dall ascoltare preghiere di uomini – truccate da Amore, col solo scopo di sopravvivere nel peccato, tradimento, ignominia. Ritira il Tuo braccio misericordioso, Vergine Santissima, fatTi da parte, Regina pacis, è Gesù che te lo Chiede! Non abbia ad attedere in attimo di più! Ti supplico! E conosceremo, allora, il REX TREMENDAE MAJESTATIS. Beatus qui venit inomine Domini.

  172. La unica che non trema dinanzi a COLORO che Tettamanzi ha eletto “suo nuovo gregge” – è la bella Israele. Tutti intorno a Lei, come cani rabbiosi: solo ululati di rabbia e impotenza. Il Signore elesse il Suo Popolo; credete voi che una promessa di Adonai, possa non essere onorata? Se io un giorno vedo Gesù, al termine della vita, vorrei un soldato della Tzaal mi precedesse: Signore, Gli direi, se il Tuo Popolo è di dura cervice, noi delle Nazioni tremiamo dinanzi a quelli che ti crocifiggono, ogni giorno, in mille modi possibili, nella teologia, nella storia, nella carne dei tuoi, specie se indifesi. E pretendono, dovunque si recano, che si obbedisca loro. Come fu di Antioco il Seleucide, installano i loro templi dappertutto, mi aspetto che la Cattedrale Ambrosiana, sia la prima, a udire la preghiera. Il card. Dionigi è vecchio, a volte pare un bimbo che chiede aiuto alla mamma, come quando si rivolse al Card. Bertone per essere difeso. Rimasto orfano dell affetto di gran parte dei milanesi, cerca negli Islamici, i nuovi amici di cui andar fiero. Non perdete d occhio, fedeli, la Cattedrale che fu di Ambrogio!

  173. “un dio uno e indivisibile” ha detto obama “ci unisce”.(Arlington – 11 – 10 – 2010)riflessione: un dio per mani d uomo che li comprenda tutti. un dio che può fare a meno della religione, qualsiasi religione. la cui teologia sono parametri di una società matura: economia ecologia cura prevenzione cultura svago. un dio che cesserà di esistere quando l umanità non avrà più bisogno di odiarsi. Barack Hussein, è quel dio. i suoi sono buoni propositi; bisognerà adorarlo al più presto. si è fatto uomo quasi subito; non sarà più lecito esser di cristo: portare divisione sulla terra; madri denunceranno figli, i fratelli il proprio padre. il fuoco sulla terra. né si dovrà mettere mano all aratro – il solco è già tracciato. provate un po” a immaginare da chi. a chi giova? le nazioni apostate son lì già pronte per essere conquistate. MA QUI E ORA, CHI SE NE AVVANTAGGERA”? CHI SARA” PRESIDIO DI QUESTO DIO? IL MARTELLO CHE INDURRA” IL PICCOLO POPOLO AD ADORARLO? centoventi settimane di giorni il suo tempo, che ha già cominciato a scorrere.

  174. la durata della grande tribolazione è di circa tre anni e mezzo: ho scritto 120 settimane di giorni: “mi è venuto fluidamente”; non era mia intenzione alterare la profezia di Daniele! La democrazia è terra da poco! subito ha accolto i semi profusi dall anticristo, che ormai son germogli sani e robusti – mettono paura. Disprezzano la vita, a cominciare dalla loro. Caricatura evidente del versetto evangelico: chi vorrà salva la propria vita, la perderà … Loro possono uccidere e restare impuniti, se qualcuno protesta, tutti si muovono a redarguirlo come “intollerante”. I Prìncipi della chiesa cui speravo di appartenere, per primi.

  175. Una mossa astuta dell anticristo. Ammonisce che non tollererà guerre di religione. Misteriosamente appaiono focolai dappertutto – medio oriente, asia, america del nord – africa – i “cristiani”, di america si muovono già nella rovente polemica verso l islam, non già pervasi da vera fede, ma preoccupati di perdere leadership politica, militare sull intero mondo. Il Tea Party, avanguardia repubblicana della rabbia che monta, non fa parte della destra oltranzista cristiana, come i media maldestramente gli riconoscono, bensì della destra americana, che teme di perdere egemonia. La Croce, se lo sarà, verrà assunta a simbolo, come prosieguo della “tradizione”, e non vissuta, immersa nel cuore degli eventi, per introdurvi il Signore. Anche in europa, già da tempo, si prepara qualcosa di simile: diceva Marcello Pera, ex presidente del nostro Senato: se accadrà, fronteggeremo l islam, per via delle nostre radici giudaico-cristiane. Che non è proprio nello spirito del crociato San Luigi IX, che ha contribuito con la fede, a fissare quelle radici. L anticristo ne è al corrente, ma medita di far credere, che la destra americana ed europea, è destra oltranzista cristiana. ed ecco i due contendenti: islamismo estremo, cristianesimo oltranzista! Ecco già le due “religioni” future responsabili del terrore, in America e altrove. EGLI SI PORRA” AL DI SOPRA DI TUTTE LE RELIGIONI, ovvero, obbligherà i due simboli a stare uniti sull altare, abolendo l Eucarestia, in cui legge incupito, la sicura rinascita dello Spirito Cristiano. Vi saranno turbolenze e lui “sanerà”, vi saranno gravi tribolazioni fra le genti, e lui “lenirà”, fino a mettervi un freno. La gente saluterà un lungo periodo di pace, grata all anticristo per aver fatto cessare lo scempio consumato dalle “religioni”. Il suo obbiettivo è di “sistemare” una volta per tutte, il Cristo Risorto nell Eucarestia. Far cessare lo Scandalo della Croce. Il Piccolo Popolo che non accetterà il suo diktat, subirà ogni specie di angherie. L islam che non contempla un Dio vivente, avrà buon gioco di apparire REALMENTE insieme alla Croce. A destra del Tabernacolo (vuoto) la croce, non più legata alla resurrezione, a sinistra, la Mezzaluna, che avrà buon gioco a divenire il MARTELLO dell anticristo, non avendo quest ultima un MEDIATORE DIVINO.

  176. Catecumeni e confidenti dell “we can”, si uniranno agli islamici; saranno feroci ancor più della Mezzaluna; essi, che fin dall inizio, han guardato all anticristo! Sconfitti e amareggiati più volte da un Ostacolo imprevedibile. Non tutti gli atei lo serviranno; coloro che furono coraggiosi nelle scelte, comprenderanno: ad alcuni sarà data la Fede. I più saranno felici delle opere dell anticristo e lo serviranno. Molti dicono che i tempi dell anticristo saranno lunghi – non vi è nulla da temere! – essi non sanno che anche la Storia è decisa nel più Alto dei Cieli. Non lasciatevi prendere dallo scoramento, amici miei, i tempi delle Sua Venuta sono vicinissimi; DUE PROFEZIE, ben più avvalorate dall Altissimo di queste mie balbettanti parole, lo attestano. Si sono incrociate “o g g i” e si avvalorano. Una pone un limite, l altra ci conduce fino al Nostro Salvatore Gesù Cristo. La prima di origine remota, (500 a.C) l altra, all alba del secondo millennio.

  177. “Ecco, voi tutti che accendete il fuoco,
    che vi circondate di frecce incendiarie,
    andate alle fiamme del vostro fuoco,
    tra le frecce che avete acceso.
    Dalla mia mano vi è giunto questo;
    voi giacerete nel luogo dei dolori.” Isaia 50,11 – io che Ti ho voluto consultare, son dirette a me le Tue parole? Ho forse la coda di paglia, ché ho sentito la sferza nella tua mano carezzarmi il dorso? Ho acceso, forse, la miccia dell inimicizia, fra i tuoi giusti? Se è così, Ti prego di perdonarmi – se l ho mai posseduta – vorrei vedermi restituita “la lingua da discepolo”, per confortare quelli che sono confusi. Come io lo sono, dinanzi a Te, Signore

  178. Ma se non lo fossero? Allora converrebbe che io dessi testimonianza per intero! Se Tu avessi voluto riferirti ai nostri prevaricatori, a coloro che accendono il fuoco, che han frecce incendiarie, che ogni giorno seminano in terra di Asia ed Africa, nuovi martiri? Un Tuo bardo ha scritto: “La paura ci rende codardi, l incarnato della risolutezza impallidisce, roso dalla riflessione”. Io sono solo, qui nel mio studio, ho paura, Signore, ho paura, solo Tu a mia difesa! Ma io temo! Ogni Legge ha i suoi corollari; sarò io solo a dire che è l ora della spada? Se Tu avessi accecato i loro occhi, affinché non vedano, spetterebbe a me spalancarli? Oppure,ovunque, si renda testimonianza in silenzio, porgendo il collo al carnefice? Voi tacete preti! e non ditemi che ho le traveggole; non apparecchiate la vostra mensa nella Diocesi di Milano! non versate lacrime per “casi sporadici e isolati”; spiegate piuttosto con onestà e schiettezza quello “strano” versetto del Vangelo che narra della “spada”, si trova in fondo alla vita terrena di Gesù, non è questo un caso; “porgi l altra guancia” viene molto prima nel tempo; è questa una chiave di lettura? Son veritieri entrambi i versetti, ma in tempi diversi e allo stesso tempo, nello stesso tempo. Io credo! E allora lasciam proseguire il bardo: Oppure di un sol colpo recidere (io traduco così, se vi pare!)”ogni nostro tremore e i malanni?” Da maggioranza nel pianeta, a Piccolo Resto, come avverrà il “procedimento”, alla luce del Vangelo, combattendo per la propria vita, o indicando al carnefice – agnelli inani e belanti – dove colpire? Signore, Tu sai che ho posto l interrogativo; comunque sia fatta la tua volontà. Voi mi direte: si legge anche troppo chiaramente il suo disprezzo per “gli agnelli inani e belanti”; ma gli agnelli del Signore non sono come lui vuol farvi credere. Hanno un coraggio che lui neppure se lo sogna! Si, è vero, ma dopo aver combattuto per il valore della vita, che nostro Signore ci ha donato. Mons. Padovese, è lecito lasciarcela strappare? io ho ancora nelle orecchie le tue grida strazianti. Requiem aeternam dona Ei Domine, lux perpetua luceat Ei, requiescat in pace.

  179. Se il Papa – complice lo Spirito Santo – non apparisse più, lasciasse al Vaticano tutte le sue bardature gerarchiche, in modo che chiunque, in filigrana, vedesse che cosa “veramente” sia: – apparato che risponde solo alla sollecitazioni dei Potenti – potessero, finalmente, i vescovi di “quel dio misterioso, di cui non si sa nulla”, (Sue parole di pochi giorni fa) adorarlo alla luce del sole, delinearne i contorni, non opererebbe,forse, nel chiarimento? Non svelerebbe, per sottrazione della Sua Persona, il “fine della congiura”, iniziata poco dopo la morte e la resurrezione di Gesù e racchiusa in una misteriosa eresia, di cui, forse, solo Paolo, ce ne dà notizia? Non sarebbe più forte la preghiera dell ultimo Pietro, se vivesse liberamente nella clausura di un convento di clarisse? Rivolta – preghiera – allo Spirito Santo? Disponendosi, arreso, alla volontà di Cristo, la Sua e la salvezza di molti, percepita nelle braccia del dolce Paraclito? Invece che viaggiucchiare di qua e di là, per il mondo, agognando gli sforzi “di gentilezza” ecumenica che Gli vengono prominati, dalle Gerarchie fotocopia, e dai Potenti della terra? “In pace con se stesso” il Papa, se il vescovo di Canterbury gli promette futura riunione delle Adunanze, in Una sola? E Bertone: abbiamo portato a casa già un discreto successo! Perchè farsi attore, nei modi di una grande potenza mondana, di ciò che sarebbe più ambito fare nella riunione in preghiera con lo Spirito Santo? Il Papa non c è più – Oh, no, non si è dimesso! “Amico, fa” quel che devi fare”. Certo se non avesse misurato l estensione dei tempi, e la vanità nell apparire “mansueto in mezzo ai lupi”; si giustificherebbe l abbondanza delle “square dance” durante i Suoi viaggi. Ma Egli sa che lo Spirito può non essere disposto ad illuminarLo, solo perché è Papa? Lui soffia dove vuole, ma volete che gliene importi dei pranzi con le regine, l ora destinata a visitare l Ospizio dei Poveri Vecchi, gl incontri sulle grandi, “fatidiche esplanades”, di uno o più continenti!

  180. FateGlielo pervenire questo mio commento! anche subito! Che la faccia finita, una volta per tutte, di gironzolare per Europa, misso di chi? Dominici? Macché, lo applaudono come un campione sportivo, i giovani, coi loro percorsi di salvezza! ispirati da parroci onlus! Lui vede Gioia dove io deriva d imbecillità; lo cercherebbero , rischierebbero l ira dei parroci parroci grigi: – um di loro indonesiano: la fede si manifesta
    solo com le opere. E ha ricevuto, commosso, un premio dagli islamici! Fino alla lacrime ho sorriso!

  181. Non hai capito ancora, che si sono rotte le acque, si è generato da tempo, l uomo che Paolo attendeva ai nostri giorni? Le porte del cielo e della terra, dell inferno, non hanno più la loro fermezza. Son fuori dai cardini: ciascuno segue il proprio itinerario alla cieca, penetrando, forse, dove non vorrebbe. Saresti felice, Benedetto, se Ti dicessi che non è dire cose giuste, perfino inappuntabili, che si riesce a muovere alcunché di diverso da una sagra paesana? Macché apostolato il Tuo, caro Padre! Dai frutti si riconosce donde vieni! Non dal Demonio! Ci mancherebbe! Semmai da quell interregno, fra Ignoranza e Teologia, che rende possibile a chiunque – fatti scrupolosi studi delle scritture – dire quel che Tu dici. Quando ritornano nelle case, nelle parrocchie, a far parte dei loro gruppetti, i giovani, sai cosa rimane della tua inappuntabile omelia? Un bel nulla! Ovvero, la crescita del loro affetto adolescenziale , giovanile, verso il vecchio Papa, sempre più impregnato di sentimentalismo: gli occhi del Papa, i suoi gesti, la voce: priva di vibrazioni di odio. Questo volevi? No di certo! Io So che il Tuo vigoroso silenzio, la preghiera al Paraclito e alla Vergine, condurrebbero al Padre più anime, che non l esegesi semplificata dei “codici Celesti della Teologia; vattene dal Vaticano, raggiungi un convento di poche suore, consacrate alla preghiera, offri loro il Corpo Eucaristico, rallegrale con la Tua ferma mansuetudine. Questo è ciò che il Padre vuole da Te. Non indugiare! Stanne certo, lui ti raggiungerà dove io ti dico di andare, ma ci sarà anche Lui, lo Sposo, Egli ti raccoglierà pietoso, dalla pietra intrisa del sangue dei martiri. E sparirà dalla Tua bocca, l insulsaggine della “corretta oratoria” che “avrebbe voluto indicare la Via. Con un greco “strampalato”, come ebbe a usare Giovanni, io Ti dico: Kiriou pan eisì doron. Semplicemente! Le Confessuioni, Summa Teologica, altro non sono che DORA di Agostino e Tommaso: ecco Signore, restituito, ciò che da sempre è Tuo. Allora Summa e Confessioni, infiammano il cuore per il dono ricevuto: esclusivo appannaggio di Coloro Cui sono destinate: “quei che non nascono dalla carne, nè da volere di uomo”.

  182. Ecco, il Signore si rivolge a coloro che hanno fede; siano eterosessuali che omosessuali. LA SODOMIA E’ UN PIACERE EGOISTA,CHE PRECLUDE AL SIGNORE DI PARTECIPARVI. Tutti i piaceri che uomo e donna possono offrirsi, a corona di quello procreativo; il Signore li benedice, sia la loro natura frutto d’ immensa fantasia – reciproca e consenziente – che naturale prologo ad unirsi. Non è così per quei piaceri che all’ apice, dedicano “l’uno all’altro consimile”, la tensione splendida e rapinosa, nostra dote, dal Signore Iddio per glorificarLo. Mettere a frutto o dissiparla, è dell’uomo: sua intangibile libertà. Il Signore non ha creato nessuno che abbia ineluttabilmente a soggiacere al peccato di sodomia, poiché avrebbe negato la stessa libertà che il sodomita invoca, “a ragione del suo stato”. Né in alcun modo nega – il Signore Iddio – che in natura vi possa essere uno “stato confuso”, non riconducibile all’opera delle Sue Mani. Le anime, già prima dell’incarnazione, hanno goduto del privilegio della libertà, ancorchè nell’infamia del Peccato di Origine; ne han fatto l’uso (della libertà) che pareva loro più opportuno, “iniziando a concepirsi un corpo” che avrebbe permesso loro di esprimersi. Sia pure nel mistero, che almeno in parte permane, si può dire che il peccato di sodomia COMINCIA a palesarsi laddove le anime sostano e attendono d’incarnarsi. A quale “esigenza” corrisponda il peccato di sodomia, lo si trova in Genesi – la solitudine di Aadam – a cui l’Eterno Padre, volle mettere fine, costituendo Eva. Nella “solitudine di Aadam”, vi è la spiegazione del peccato di sodomia. Tutto sta nel porre nella giusta prospettiva, la “libertà” di cui godeva Aadam. Se egli non poteva che amare Iddio, non godeva di libertà alcuna. Ma in quello “stato di solitudine”, “piegarsi ad adorare se stesso e magnificarsi”, a quale più “antico peccato” ci rimanda? Non godevano, gli Angeli di una smisurata libertà, tale, “da amare Dio in se stessi”? Non si proclamarono dei, tentando di eclissare il loro Creatore? Questa, la Prima Contraddizione? La furiosa battaglia che Michele giunse a vincere, non prosegue, ora sulla terra? Il peccato di sodomia non consiste forse, nell’adorazione di sé,in sé, e nel proprio simile; escludendo di fatto, la testimonianza dell’amore di Dio, a causa di una “tragica tautologia”? Sembra “amore” ma non lo è: quale “sentimento” ricorda, se non quello che il Cherubino sconfitto da Michele, prova nei confronti dei “propri fratelli precipitati” sulla terra? E’ rivolta contro Dio, il nucleo vero del peccato di sodomia? Della stessa natura per cui l’antico Essere di luce, (Satana) ama i propri simili? La solitudine di Aadam – cui Yahvè pone rimedio – non può aver dato luogo a sodomia, amando, riflettendo se stesso? E se l Altissimo, Misericordioso, pone rimedio: nel mentre, cos’era accaduto? E’ ipotizzabile Aadam, perfettamente incolpevole? Quale immagine egli avrà riflesso, a causa della “solitudine” che il Signore, in un tempo successivo, prima che il tempo fosse, volle emendare? Se non la sua? . … . Dio-nostra Unica Perfezione, nel rispetto di questa sua creatura, può aver considerato la “perfezione incolpevole di Aadam”, del tutto simile alla Sua? E perché, non mi vien di dire: uguale alla Sua? ( bestemmia) . … . Premesso questo: qualche certezza e molti interrogativi; il Santo Padre fa bene a consigliare castità a coloro in mezzo a noi, “che non hanno potuto attendere”.

  183. Luca 16,1-13

    Diceva anche ai discepoli: «C’era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.
    Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.
    L’amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno.
    So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.
    Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo:
    Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d’olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta.
    Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.
    Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
    Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.

  184. Da dove viene l’attacco allo IOR? Da molto lontano? Oppure no? E’ attacco alla Chiesa cattolica? Strategico, o tattico? E’ alla persona di Gotti Tedeschi, o al Papa? Se chi attacca la Chiesa è lontano nello spazio (al di là dell’oceano), il suo agente, fuori le mura leonine, quale intento “denuncia”? Quello risibile, di 23 mln di euro, (sporchi e da riciclare) – il passagio ad altro Istituto è avvenuto: beneficiario lo stesso IOR! – , quindi che riciclaggio sarebbe mai questo? E perché il Dr. Draghi – uomo colto di regole bancarie; attenzione! si è fatto le ossa negli USA, non a caso! (ndr) – ha indicato alla Guardia di Finanza, “proprio all indomani dell’indubbio successo politico” del Papa”, l’obiettivo da colpire, ora e subito? Le mie domande si fanno, ahimè retoriche ma necessarie; non si è reso conto che lo IOR non è una banca qualsiasi, i cui fini lucrativi sono fine a se stessi,e raramente coinvolgono una politica, a così ampio raggio? Il Governatore. si è reso conto, che così facendo, attacca duramente la Chiesa, provata un bel po’ dagli “indennizzi”? – questa la parte economica dell’affaire – e della credibilità di una Chiesa sospettata “affarista e fuorilegge”, ne ha tenuto conto? Per i suoi nemici, la Chiesa deve apparire come un dentino di latte nella bocca di un bimbo: un biscotto ..e via! L’interesse volge a quei 23mln, oppure ad aprire un nuovo fronte di accuse? Il laicismo democratico americano, colto, disinibito e disinvolto – proprio ieri, però, è stato battuto in Senato sui matrimoni gay! – gradirà questo dono inaspettato da parte del Governatore Draghi, per rilanciare, adesso, una nuova campagna (NYT) contro la Chiesa Universale? Uno dei tanti, “prima della fine”? A chi è di ostacolo l’universalità della Chiesa? Ovvero, quel che rimane della Sua Verticalità?
    Leggo San Paolo: ho la risposta: al Palesarsi dell’Iniquità? Come si fa con un pugile già suonato “di suo”? lo si colpisce ai fianchi, lo si indebolisce, si guarda già al KO finale. Capisco fin troppo bene che il Ministro Tremonti veda la cosa poco chiara, privatamente si sarà anche chiesto, cui prodest; del resto lui stima molto il Presidente dello IOR, Gotti Tedeschi; ma sostenere che Barack Hussein Obama, si possa compiacere, “per grazia ricevuta” potrebbe essere una “enormità” e, per giunta, di pessimo gusto! Con quel magnifico sorriso da gatto! Draghi, Draghi, donde vieni?

  185. Papa: “Solo amore e servizio per il prossimo donano la vera felicità” Angelus, 26 – 9 – 10 . Bella pericope del secondo Comando. Non c’è che dire! Io lo contesto? Ma neppure per sogno! Mi sa che, da Gino Strada, all’ultimo (meno noto) volontario di ONG E ONLUS – cattolici, meno cattolici e atei – provino il medesimo sentimento. Voi mi direte: è odioso inscenare una polemica, quando fra uomini di diversa cultura e religione, si apre unisono di accondiscendenza alle parole del Papa. L’ho detto cento volte, al Papa e a voi, miei cari preti: “ai fini della salvezza”, si distingue amore che il cristiano ricerca in Dio – per trasferirlo al prossimo – da quello che in natura si chiama sentimento di affetto, verso chi ce lo chiede con insistenza. SOLO AMORE E SERVIZIO DIVINO DONANO LA VERA FELICITA’. Io dico. La fede verso Dio ci giustifica (secondo giustizia)e rende efficaci e copiose le opere, pur non contribuendo esse stesse a nostra giustificazioni presso Dio. Se il Papa , in maniera ossessiva, continua a vedere i pregi del Secondo Comando, sottintendendone il PRIMO, dandolo per scontato; quando non lo è per via dell’apostasia! – di fatto genera non l’appello accorato ché il Signore ci dia la Fede! Macché! semmai un affettivo embrassons-nous, equivoco, in quanto VEDE le opere per la loro utilità e per il primato che godono presso Dio. Se un cristiano si “diletta” nell amore verso il prossimo, profondendosi in opere, vedrete che prima o poi rimetterà fattura ai fratelli beneficati, o addirittura a Dio
    stesso. Dissociato dall Amore verso Dio -ASSENTE LA ROBUSTA FEDE, ogni operare per il prossimo, non frutterà che un umano primato sociale da ostentare (“verso coloro che hanno solo pregato e avuto la Fede.”) Voglio raccontarvi una breve considerazione fatta da Gigi Proietti (interprete di San Filippo Neri) a proposito del grande Santo. Eccola: In Lui la fede, ah va bene, la preghiera, ah va bene; ma le opere, quelle sì. sono una meraviglia! Esce fuori che fede e preghiera sono optionals, le opere, sono ben altra cosa! Questo Papa, lo CAPISCE IL TRAGICO SCOLLAMENTO che avviene perfino in coloro che “sono semplici”; fra amore verso il prossimo, (e loro operare); e amore e fede verso Dio, che ci dona Vero Amore e Opere Profique per i fratelli? Non immagino nemmeno per un attimo che il Santo Padre non comprenda “la mia lezioncina”; piuttosto, SOTTINTENDE si sappia, dopo 2000 anni, che Fede e Preghiera, sono propedeutiche, all’amore per il prossimo e alle opere che il cristiano farà profiquamente in suo favore. E il Papa sbaglia! non è assolutamente automatico far discendere il Secondo Comando dal Primo! Sembra parlare a se stesso e a pochi intimi! il Santo Padre! dimentico dell’apostasia! – vi è un vescovo, che io stimo, a capo di una commissione ad hoc – ma Lui non se la sente di dire che occorre partire dall’Amore di Dio, dalla Fede donataci da Lui, dalla preghiera, per poter affermare (“Solo amore e servizio per il prossimo donano la vera felicità.”) Esortazione che tutti possono capire?! Anche Satana è capace di fare dell’ovvio, un ragionamento edificante! Discrimina, che parte da lui. Odio ricevere il contraccambio – nello spirito paolino – e perciò prego che il Signore rafforzi la mia fede, e ché non sia avara di opere. Autorizzo chiunque mi voglia leggere, a sentirmi fin troppo alieno dall’amare il mio prossimo. Non lo nego! Me ne dolgo. MA NON SARA’ CHE ATTRAVERSO IL SIGNORE GESU’ CRISTO, che io imparerò ad amarlo. Lungi da me ogni sentimentalismo.

  186. Solo Gesù è la risposta. Datevi da fare! ma non troverete soluzione che questa:in politica, nell’esistenza. Egli non è legge meccanica di pesi e contrappesi, affinché si possa governare, esistere; è amore che non guarda allo scandalo che produce: è già da un’altra parte! Voi guardate alle differenze, Egli è la differenza. Non esige di esser santificato con parole che ha detto di Sé: cantate Domino canticum novum! Vuole perfino una nuova filologia! Che sbandi, debordi in altro vuoto, lo colmi! Per inverare, occorre dissentire,in luogo di acconsentire! Se ti obbligano all’astinenza dagli spiriti, prendi una pinta di rhum e del buon formaggio e vai in giro per il paese:(G.K. Chesterton, L’Osteria Volante) questa l’evangelizzazione! Vi preoccupate che l’islam non conosce il principio di reciprocità? E fa bene! Mangiamo e beviamo lungo tutta la Britannia, durante il Ramadan – è un fariseo ipocrita chi non lo fa: c’e lo Sposo e dunque? Fai agli altri quel che vorresti fosse fatto a te! e dov’è la reciprocità? In Voltaire vi è la reciprocità! mica in Gesù Cristo: io son venuto per dividere, mettere i figli contro il padre, vi pare vi sia la reciprocità? Avete paura d’essere inermi dinanzi all’avversario? Sentite in Cristo, la negazione d’ esser guerrieri? Frustrati, dunque? Allora non avete capito proprio nulla! Chi v’impedisce d'”impugnare la spada” è Voltaire, il secolo dei lumi! Poveri scemi, pensavate che i lumi della ragione oscurassero la luce del mio Signore? Mi basissero a tal punto da sentirmi impotente: voce bianca e tutto il resto? Giammai! L’avete trovato!! E chi se ne frega se tutta o quasi l’istruzione per l’uso,(Ecclesia docet!) vi vorrebbe sottomessi all’islam, con in cuor vostro il ricordo macilento del Paradiso Perduto? Vi dovreste agitare per le doglie della partoriente? Chi ha fede, sotto gli occhi increduli del secolo dei lumi,(ce siécle gauchiste et puritain!) commetta ogni nefandezza, ma non rinneghi il Cristo, se non vorrà che Egli lo rinneghi dinanzi al Padre. Male , malissimo ha fatto Orìgene ad evirarsi: il cristiano non ha paura del peccato, lo travolge, va oltre, per la Fede, vive ogni momento senza rimpianto: sarà del protestantesimo, sarà di Lutero, ma quanto è liberatorio poter affermare: PECCA FORTITER SED CREDE! Tutto fa pensare che il Signore Iddio ci metta nelle mani di un popolo raffinato e crudele? Ebbene siam guariti, così, d’un tratto! Han fin’adesso rinnegato il Cristo, per PAURA manchi loro il petrolio?, hanno ABIURATO. per far progredire la paura in noi? Per tenerci schiacciati in Ninive – chissà quanti anni? Perchè il mondo COMUNQUE EVOLVESSE, fossero sempre più appropriati i mezzi di produzione, in cambio, porgendo la Fede agli infedeli? Noi non abbiamo mai riconosciuto il Contratto Sociale; se parte della Chiesa ve lo ha fatto credere, avete ricevuto in pagamento carta straccia: we trust in gold! “Non abbiate paura a fare del Cristo vostro centro”! Bravo Papa! Vi è chi pone la testa sul ceppo e attende, glorificando il Signore, E chi in battaglia solleva la scure per non ABIURARLO.

  187. Questa povera RAI, piena di livore – subdola – verso la Nostra Chiesa! E persecutoria, subdolamente persecutoria, gauchiste e piena di rancore, a suo dire, ben mascherato! Dunque, ora vi racconto l’accaduto: Ognuno sa de l’affaire IOR/Gotti Tedeschi: oggi il Professore sarà ascoltato dal Giudice. Bene, che ti fa la Rai nelle ore notturne, (RAI Storia)per insinuare il sospetto di “un identico” caso di malcostume finanziario di tanti anni fa, riconducibile a quello “presunto” di questi giorni? Proietta un film che, in mezzo a tanti preti brutti e corrotti – fan da corona a Marcinkus – v’è, immaginate un po’ chi? Calvi. Il suicida, o, se volete, l’asassinato. Il giornalista Rai, uno di quegli noti, nelle ore della notte fonda – non ricordo il nome – mi risponderebbe: è storia, amico mio, è storia, la Rai non fa altro che documentare la storia! Viene liquido liquido pensare: ci risiamo! Forse questa volta ci metteranno una pezza, ma la Chiesa ha ritentato il “colpaccio”! Un tempo con Marcinkus, ora con Gotti Tedeschi. Questo vuol dire seminare un’erba che si chiama zizzania. Come farglielo sapere “a parole”, senza la suggestione di un “filmato”, bruttissimo ma efficace, che Gotti Tedeschi è innocente e la Chiesa, ancora una volta, è al centro di un ennesimo complotto? Ditemelo voi, pretucci cari! Anche se il Pm, archivia; forse, a causa di quell’audace filmetto, la Santa Chiesa riceverà un nuovo vulnus. E noi, santi presbiteri, come rispondiamo? inviando in Rai, qualcuno di noi, che a Firenze ha sposato due uomini?

  188. Do atto al Vescovo Betori (Firenze)di aver sospeso immediatamente il “caritatevole” don Santoro. “A divinis”. Credo, poi, lo abbia reintegrato “in divinis”; forse porterà il “suo caso umano” in Rai. Quanti sacerdoti in TV coi loro casi umani! Come sembra divertirsi Don Mazzi, nel presentare ai fedeli, una chiesa disinvolta, sportiva, anche audace! E’ questo ciò di cui ha bisogno la Nostra Chiesa? Accidenti, ci son cascato! quest’ultimo è un luogo comune che si può ascoltare solamente in un Sinodo Diocesano!

  189. Povera sorella Rosy Bindi, preghiamo per lei! Speriamo che il suo odio intestinale per gli avversari politici, in specie, verso Sb, si diluisca a tal punto, da farle aprire gli occhi del cuore. Che vale dormire in convento, condividere con le “consorelle” il pane e il vino, ma odiare a tal punto! – il volto a pericolo d’infarto? Ella condanna SB per avere bestemmiato. Avvenire, (CEI, naturalmente) idem. Anche l Osservatore Romano, di regola, un giornale abbastanza leggibile! Ma nessuno si sia interrogato sulla vera “consistenza” della bestemmia. Tutti pazzi per Rosy, e lo stercorario percorso dell odio politico, da non accorgersi della trave, chi vede il pelo? Meno male che il Vescovo preposto all’evangelizzazione, invita a tener conto del contesto in cui “si bestemmia”! E io, da cristiano, con l’autorità che mi deriva da Cristo in rapporto all’emendamento dei fratelli, mi domando: Rosy, consideri, tu, l’intentio finis (ben definita da Gesù; non dal tuo sciagurato partito!) per cui saremo giudicati! “Contesto” e “intentio finis”. Cara sorella hai imparato la supponenza da D’Alema, o da un cuore immiserito per il rancore? Il Premier se ne deve andare, per una una barzelletta blasfema? Ha offeso i cattolici, la Chiesa? Giammai! Nel tuo stagno militano le poissons rouges, essi vorrebbero gli uomini sposati con gli uomini e le pretese bioetiche di Marino! La tua, “è” una barzelletta, Rosy! SB deve restare, ha bene amministrato, con legittimo distacco da codesti vostri scrupoli; restare, deve! Poter dire ancora, i suoi mots d’ésprit, quando Gli piace, perchè ha un sorriso che non offende nessuno! Simpatia per i soldati che Gli stanno intorno! Non ha l’aspetto torvo, rinunciatario, come il tuo e dei giornalisti, bocciati in teologia – Avvenire e Osservatore Romano! Lo so, mica sono scemo! – video meliora sed peiora sequor – : è la vostra condotta! Voi giocate col fuoco amici miei politici e giornalisti! SB sarà l’ultimo Presidente che onorerà e proteggerà la Chiesa costi quel che costi! Poi verranno le leggi che voi non avreste voluto! – lo sapete bene quali! – e ancora peggiori … fin quando un Piccola Parte della Chiesa e il Pontefice piangeranno! Siete, forse, giornalisti “o” politici, fra quelli che se la rideranno?

  190. Il Vescovo Fisichella assolve il Premier. Ecco un titolo TV veramente comico e nel contempo impertinente e sciatto. Appare in RAINEWS 24, direttore Freccero. Mons. Fisichella, uomo di Dio, per questo, saggio e misurato, dice esattamente il contrario: nessuno è assolto se non si è provato la colpa. Un non colpevole ha da essere assolto? Il Vescovo parla con l’autorità piena della Chiesa: si può ben dire che il contesto in cui SB avrebbe “bestemmiato” è tale – incontro fra soldati italiani e il loro Premier – da non consentire esserci l’intenzionalità riprovevole di offendere il Signore Iddio. L’Avvenire, l’Osservatore Romano, hanno la medesima autorità del Vescovo Fisichella? No. Hanno l’intento, con la critica al Premier, di tenere uniti i cattolici: sono i cosiddetti “poliziotti cattivi”. Chi si sente offeso da un mot d’ésprit, è consolato da “quei giornalisti”; chi, invece, ha sorriso e non intende giudicare; ricorda che Fisichella ha ricevuto dal Papa l’incarico di promuovere una nuova evangelizzazione. Ma ormai la battaglia è ingaggiata, chi vuole astenersi, non si astenga; chi chiede di abbassare i toni dello scontro, non lo fa per la pace, ma per l’opportunità di mantenere lo status quo. Vorrebbe ibridare la Chiesa con valori che non Le appartengono.

  191. Una donna coraggiosa! Rosy bindi. Cristiana coraggiosa! attenta a non discriminare nessuno, tantomeno un povero vecchio, che si nutre della volontà di seguire Gesù. Come può. Secondo le proprie forze. Mi ha discriminato, con una violenza inaudita. Sul suo blog – Rosy Bindi blog – ha deciso di ospitare tutti i commenti a lei favorevoli e “chiaramente” negativi nei confronti del Vescovo Fisichella. Secondo un canone ben sperimentato in seno al suo partito. Che non accetta contaddittorio da un povero cristo, per nulla blasonato dagli onori della cronaca politica, istituzionale o religiosa. Gli apologeti delle sue performances, siano pure peones – così si chiamavano i minoritari, i poveracci, nel suo vecchio partito – sono i ben accetti – purchè d’accordo con le sue discutibili tesi. Non vi può essere confronto con lei, sul suo blog, coi provocatori o peggio ancora, diffamatori “sconosciuti”. Proprio come nel vecchio partito comunista: chi non era d’accordo, o era un provocatore, o un nemico della classe operaia. Vi ricordate, giovani o meno giovani? Ebbene, andate a visitare il rosy bindi blog, alle ore 11 di stamani ho postato un commento, a difesa di Mons. Fisichella, ne è uscito un altro alle 14,30 con l’apologia della Rosy. Uno scritto recitava: Messaggio ricevuto correttamente: era il mio, ormai scavalcato dai successivi. Io non ho voce se non su questo sito, ma voglio esprimere tutta la mia amarezza a Mons. Fisichella ed a voi redattori, che pure tanto fate per ospitarmi; a Mosignore, in primo luogo, definito con disprezzo, amico di Oriana Fallaci, donna razzista e sessista – come dire: che c’era da aspettarsi da un simile vescovo? segue la firma di un simpatizzante di sorella Rosy. Ecco, di seguito, ciò che avrei voluto scrivere sul suo blog. … “Il Vescovo Fisichella assolve il Premier. Ecco un titolo TV veramente comico e nel contempo impertinente e sciatto. Appare in RAINEWS, direttore Freccero. Mons. Fisichella, uomo di Dio, per questo, saggio e misurato, dice esattamente il contrario: nessuno è assolto se non si è provato la colpa. Un non colpevole ha da essere assolto? Il Vescovo parla con l’autorità piena della Chiesa: si può ben dire che il contesto in cui SB avrebbe “bestemmiato” è tale – incontro fra soldati italiani e il loro Premier – da non consentire esserci l’intenzionalità riprovevole di offendere il Signore Iddio. L’Avvenire, l’Osservatore Romano, hanno la medesima autorità del Vescovo Fisichella? No. Hanno l’intento, con la critica al Premier, di tenere uniti i cattolici: sono i cosiddetti “poliziotti cattivi”. Chi si sente offeso da un mot d’ésprit, è consolato da “quei giornalisti”; chi, invece, ha sorriso e non intende giudicare; ricorda che Fisichella ha ricevuto dal Papa l’incarico di promuovere una nuova evangelizzazione. Ma ormai la battaglia è ingaggiata, chi vuole astenersi, non si astenga; chi chiede di abbassare i toni dello scontro, non lo fa per la pace, ma per l’opportunità di mantenere lo status quo. Vorrebbe ibridare la Chiesa con valori che non Le appartengono.

    Scritto da : non ho più un nome | 03/10/2010
    avrei voluto postare sul blog; ditemi voi, se è scritto di un provocatore o di un mestatore di professione.

  192. in questo tempo, l’ultimo dei tempi, prima della Sua Venuta, non è possibile abbassare i toni, urlare bisogna, o saranno le pietre a farlo! Dire che viviamo giorni di congiura, contro il Governo, contro la Vera, unica Chiesa universale, la Cattolica. Non aver paura delle ingiurie che riceveremmo, solo se testimoniassimo; guardate Mons. Fisichella – impari Tettamanzi e Martini, Schettino, Crociata e Ravasi – egli, al pari del Papa, forse più del Papa, riceve ogni giorno o quasi, offese di ogni genere, on line e sulla carta stampata; ma Egli agisce comeun cristiano deve agire, quando una verità, un verbo cristiano ha da essere gridato dai tetti. La Chiesa si prepara all’imminente sacrificio – alla persecuzione – e allora si deve essere “violenti”, bruciare il mondo dell’amore di Cristo! Mons. Rino Fisichella è un fuoco, anche il Papa lo è, entrambi sono i rami del Nuovo Roveto Ardente. E chi sono i pompieri? Coloro che a tutti i costi vogliono spengere il Sacro Fuoco, portare sulla terra una pace colta, insapore, “umana”, da bisbigliare nei salotti e nelle cattedrali, stuprate “in futuro” dal gozzovigliare neo-pagano delle promiscuità teologiche, delle preghiere altrui, finalizzate a un dio misterioso, che non è dato conoscere e che s’invoca, oggi come ieri, nel Glamour paleomediatico di Alessandria; si, voglio dire: Ipazia: la provocazione neoplatonica e gnostica, nella più scorretta celebrazione della Nous: corsa a ritroso verso il paganesimo. Ravasi, Martini, Tettamanzi, Schettini, Crociata. Ammoniteli, fratelli, dite loro di smetterla!

  193. Nessuno scrive al colonnello.(è un titolo di G.G.Marquez) Nessuno legge i miei commenti. Ma urge la confessione dei miei errori di metodo e non. Quasi tutti i commenti possono apparire farneticazioni. Perché estremizzo troppo la portata delle mie convinzioni. Ci resto aggiogato. Punto l’indice verso le persone, non verso i “probabili errori”. Mi do le arie di grande teologo e sono pressocché analfabeta nell’arte di conoscere (per quella via) le Realtà Celesti. Costituisco una domanda, per dare “immediatamente” una risposta. Sembra abbia letto su internet,le rivelazioni di seconda o terza mano di questo o quel mio “bersaglio”. Non conosco la caratura spirituale, etica e politica di “coloro che non ammiro per niente”, eppure evoco “sentenze” di condanna spitituale, etica e politica a loro carico. Gigioneggio un po’ troppo con la confidenza che dico di avere con Gesù, un po’ meno, con la Vergine Santissima. Il mio linguaggio, qualche volta, ricorda quello evangelico, ma il compiacimento che ne provo, ne avvilisce la “pretesa sacralità”. Spero di nascondere l’odio viscerale che provo per i “nemici della Chiesa”, con una disinvoltura che non credevo di possedere.Il girare troppo attorno ad un argomento, che potrebbe essere esaurito in un terzo delle parole usate, denota una propensione alla fobia ossessiva d’incorrere in errore. Ecco perché molti dei miei commenti appaiono come farneticazioni vere e proprie. Tutta questa “autocritica” potrebbe essere considerata, esigenza di porre il proprio “me” al centro dell’attenzione vostra. Ciononostante ritengo i miei scritti “ispirati”: tutta colpa di Gesù, (che io amo tantissimo)d’avere scelto un amico incompetente, per svolgere l'”incarico delicato”. Se affidi a uno zoppo il traghetto di una palude, eccome se si vede! Se affidi a un mezzo cieco, il compito di raggiungere un traguardo, non ti stupire se dirotta. I sensori della mia intelligenza, Lui li conosce: io li ritengo un tantino spregevoli, Lui continua ad affidarmi “lavoro”. Egli sa che i miei limiti potrebbero ostruire la Parola, anche distorcerne il senso. Ma Egli mi nutre di felicità, contento Lui! io truppa scalcinata – Jesus vult – vado avanti! Per il troppo lavoro e i tempi ristretti, non ho tempo neppure di emendarmi! Posso solo accettare un fardello pesante e leggero per la Sua allegria – non faccio quasi più caso ad un minimo di decenza catechetica.

  194. Su 200 commenti “spero” d’essermi contraddetto “almeno” 200 volte. Fuori dell’agone salvifico, la coerenza crepa nella ripetitività: paura di sbagliare: mettere le parole una di seguito all’altra, così da riscrivere il Vangelo, tutte le volte, per paura di tradirlo! Lo sapete che fa il “titolare” della “mia parrocchia”, al momento dell’omelia postvangelica? Si limita a trasporre 2 o 3 proposizioni – quella che vien prima, semmai, la colloca in fondo, alternando la seconda, con la terza. Io gliel’ho detto: le sue omelie fanni schifo, caro padre, fanno schifo, Lei manca di coraggio, il Vangelo ha bisogno di esegeti coraggiosi. Ci sono un 300 parrocchie per la città, scegline una di tuo gradimento e non rompere! Ecco, questa è una buona partenza, padre!

  195. Molto si è perduto di quello che hanno detto i profeti. Il Padre, il Figlio,si son guardati bene da entrare nel merito dell'”estro lessicale” dei propri beniamini, cui è stato offerto in dono la profezia o l’ermeneutica dei Testi Sacri. Un profondo, sacro rispetto per la Storia e la Cultura umana di tutti i tempi. Alcuni profeti, diversamente da altri, ci confidano un turbamento esistenziale nel tramandare la parola di Dio, che si sostanzia in un lessico “meno” adatto a capirne il senso per intero. Non sempre è così: spesso la parola divina sorprende la nostra sordità e ci mette in confusione. E avviene più o meno questo: qualcuno comprende al 30%, altri al 50, altri ancora fino al 90%. Proprio come avviene coi talenti. Il Dio Vivente non manipola linguaggio, non prevarica il soggettivo lessico, onde far corrispondere meglio il Suo Messaggio. Che si arricchisce, via via si hanno visioni, profezie, che ne fanno esplodere tutte le “SUE POTENZIALITA'”. Né “conversione lessicale”, né “incanto dello scriba”; il profeta, l’ermeneuta, giunge all’apice “linguistico”, (non sempre!) per uno “stupore” che ordina la potenzialità sepolta in sé, del mezzo lessicale, in diverse proliferazioni di grande suggestione e congrua chiarezza. Gesù ha rispetto amoroso per ogni nostra défaillance – si limita a portare, per amore nostro, a maturazione ogni “GEMMA SEPOLTA”. Delicato e provvido.

  196. Se osservando la Parola – a ciascuno il suo “ingegno” – ci avvediamo che i groppi di odio si sciolgono, la insistente difesa di sé, ai nostri occhi, si affievolisce, a petto di quella divina: unica ed efficace; il corpo cessa l’aspro richiamo dei “veleni”, a sostegno delle “umane debolezze” – in capo a un tempo inconoscibile, lo distruggerebbero. Nei momenti della Grazia, che finalmente si svela all’anima, conosciamo l’impianto divino della conoscenza del mondo. Insieme a Gesù,io “vedo”, quel che Lui “vede”! caduto il diaframma ab origine, che affligge l’umana natura. Se tu preghi, all’impazzata, e neppure ti sogni la Sua amicizia! Egli è commozione inspirata nella tua preghiera. Anzi, fratello, non chiederGli proprio nulla! Che ti serve chiedere la guarigione, se la preghiera te Lo conduce! non è il Suo nome “Guarigione di ogni infermità?” PregaLo “sans soucis”, dimentica il circostante, segui la musichetta delle parole,ordinate in preghiera. Meglio ignorare le vicissitudini – anche le più nobili – Egli, così, impregna l’anima tua, della Propria Natura, alloggia in te, e l’anima tua sarà “fisiologicamente” salva. Essa è mezzo di guarigione e causa di malattia; non è Satana, desideroso della tua anima? Muore un’anima se non prega? Può darsi; ma se piace al Signore, Ella ha già pregato in Lui!

  197. Siamo sempre lì. Il compelle intrare. La lettera di Ahmadinejad al Pontefice, se fosse stata scritta da Dio – a lui solo compete il compelle intrare – sarebbe visione fedele e reale del mondo, senza nulla eccepire. La Chiesa teme da gran tempo, ciò che da gran tempo teme l’imam Kamenej. Il laicismo è divenuta matura concezione del mondo. Come la “scienza laicista” vede la vita, la morte (eutanasia); l’amministrazione del potere che ha come approdo l’arricchimento di pochi e la “felicità” di tutti. Fine ultimo, s’intende. Un materialismo che può innervosire gli ayatollah – anche loro preoccupati per le politiche orizzontali e “socialiste” di Obama, dreemer of welfer only – anche la chiesa in alcune sue gerarchie e nel papa, possono avere le stesse preoccupazioni: comunque il sospetto. L’estensione dell’intera società percorre “sicura”, “la via larga”: ricchezza fine a se stessa, piacere idem, dimenticanza dei valori trascendenti. Gli è che Kamenej, per raddrizzare “la stortura”, esercita il compelle intrare, in vista del Malakut (paradiso islamico); il Papa – io penso, ma potrei anche sbagliarmi – non se la sente di fare lo stesso: perchè non possiede il potere temporale (ragione empirica!) ovvero, quando la Chiesa ha esercitato il compelle intrare, ha inferto alla società civile, ferite dolorose e difficilmente rimarginabili. Il Papa lascia al Divino Maestro della Festa (Jesus Christus) questo arduo compito. Prega intensamente che la Grazia discenda super nos et maneat semper. Il Papa illumina i valori che ci potrebbero unire all’islam: matrimonio, famiglia, vita, preghiera, giustizia – “ponendoli tutti i giorni all’ordine del giorno – ma esclusivamente col Suo Carisma! la preghiera e la raccomandazione ai cristiani, di portare liberamente alle genti, la “piena utilità spirituale, morale, materiale, a loro connessi. Altro non può fare che innamorare per mezzo del Paraclito, chi è stato già scelto. Nessuna brutalità di stato per consentire alla volontà di Dio, l’esercizio di un potere non consono alla Sua Infinita Misericordia. Col grande sufi persiano Sohravardi, il Papa avrebbe potuto discutere: “entrambi nel nome di Dio”. Morì nel 1165, giustiziato da Saladdin, il Gran Re. Dunque, ricapitolando, il compelle intrare (il suo uso) ci divide, per via della Misericordia e la Grazia che Gesù contempla per i kafiruna. (peccatori, in arabo) Che si pentano in piena coscienza, seppure non appaia ai nostri occhi! La Sharia pretende l’obbedienza all’insegnamento del Corano, dopo che l’umano giudice, in nome del Misericordioso, esaurendo la “propria” misura di misericordia, condanna. Qui e altrove: nel Cristianesimo cattolico, evangelico, ortodosso, il Supremo Giudice: Jesus Christus – Rex Tremendae maiestatis qui salvando salvas gratis, emetterà un Giudizio Senza Appello. E lo sapete il perché? Egli ha contato fino all’ultimo, il numero dei nostri capelli!

  198. Tempo fa Stephen Hawking voleva poter conoscere la Mente di Dio. Per questo io gli dedicai il mio libro: “Il Tachione il dito di Dio”. Ora ha cambiato idea e dice che Dio non esiste. Il CERN a sua volta ripropone l’eterna esistenza della materia. Io rispondo così:
    COMMENTO ALL’ULTIMO ESPERIMENTO DEL CERN DI GINEVRA.
    Ciò che è stato osservato al CERN di Ginevra ,consiste di un plasma di teorema geometrici e matematici, espressi in numeri cardinali .
    Questi a loro volta sono costituiti da un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor ” diviene “ frattali).
    A proposito DUNQUE ,della presunta autosufficienza della materia ,affermata dopo gli ultimi esperimenti del CERN di GINEVRA.
    Siamo semplicemente alle solite tesi ideologiche .
    Non si tiene conto che l’energia applicata nell’esperimento del CERN è già esistente nell’universo . Quindi la materia non è affatto autosufficiente. Rimane vero semplicemente che nulla si crea e nulla si distrugge .
    Rimane insoluto infatti ,quali sono le ragioni dell’esistenza dell’energia ? Perché c’è l’energia invece che il nulla ?
    Per approfondire segnalo il sito: il Tachione il dito di Dio.
    Nel sito http://www.webalice.it/iltachione si può leggere gratuitamente in rete la teoria unificata dell’universo fisico e mentale, secondo il pensiero sineterico.
    La tesi fondamentale della teoria afferma che la gravità non è una qualità della materia ma una reazione astratta all’estensione angolare .
    Pertanto le successive dimensioni spaziali “estendendosi” a partire dal punto mentale,alla retta ,al piano e ai volumi, determinano REAZIONE ANGOLARE GRAVITALE ,all’ipotesi immaginaria di estensione LAMBDA, nello spazio tempo.
    Dunque le ragioni invisibili delle apparenze fisiche ,sono astrazioni di teorema matematici.
    Le apparenze fisiche visibili ai sensi sono simulazioni delle idee della teoria.
    In pratica non ci sono fenomeni fisici ma solo rappresentazioni mentali dell’osservatore

  199. Tempo fa Stephen Hawking voleva poter conoscere la Mente di Dio. Per questo io gli dedicai il mio libro: “Il Tachione il dito di Dio”. Ora ha cambiato idea e dice che Dio non esiste. Il CERN a sua volta ripropone l’eterna esistenza della materia. Io rispondo così:
    COMMENTO ALL’ULTIMO ESPERIMENTO DEL CERN DI GINEVRA.
    Ciò che è stato osservato al CERN di Ginevra ,consiste di un plasma di teorema geometrici e matematici, espressi in numeri cardinali .
    Questi a loro volta sono costituiti da un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor ” diviene “ frattali).
    A proposito DUNQUE ,della presunta autosufficienza della materia ,affermata dopo gli ultimi esperimenti del CERN di GINEVRA.
    Siamo semplicemente alle solite tesi ideologiche .
    Non si tiene conto che l’energia applicata nell’esperimento del CERN è già esistente nell’universo . Quindi la materia non è affatto autosufficiente. Rimane vero semplicemente che nulla si crea e nulla si distrugge .
    Rimane insoluto infatti ,quali sono le ragioni dell’esistenza dell’energia ? Perché c’è l’energia invece che il nulla ?
    Per approfondire segnalo il sito: il Tachione il dito di Dio.
    Nel sito http://www.webalice.it/iltachione si può leggere gratuitamente in rete la teoria unificata dell’universo fisico e mentale, secondo il pensiero sineterico.
    La tesi fondamentale della teoria afferma che la gravità non è una qualità della materia ma una reazione astratta all’estensione angolare .
    Pertanto le successive dimensioni spaziali “estendendosi” a partire dal punto mentale,alla retta ,al piano e ai volumi, determinano REAZIONE ANGOLARE GRAVITALE ,all’ipotesi immaginaria di estensione LAMBDA, nello spazio tempo.
    Dunque le ragioni invisibili delle apparenze fisiche ,sono astrazioni di teorema matematici.
    Le apparenze fisiche visibili ai sensi sono simulazioni delle idee della teoria.
    In pratica non ci sono fenomeni fisici ma solo rappresentazioni mentali dell’osservatore

  200. Vi sono due novita nella meditazione a braccio del Santo Padre. Quella che balza subito agli occhi è la “perfetta” coordinazione fra movimenti tellurici e lo sconquasso spirituale di cui gli uomini d’oggi sono afflitti; sì che i primi (geografici), siano conseguenze ineludibili dei secondi, (metafisici) il Sommo Pontefice, pare abbia mutuato questa tesi, dal gran libro: Apocalisse, di Don Divo Barsotti. Che sostiene: ognuno di noi che muore, ha potuto, per la munificenza di Dio, godere i fasti dell’Apocalisse. Sarebbe stata un’atroce ingiustizia, se così non fosse accaduto. E dalla nascita di Gesù fino ai nostri giorni, il Santo Padre, ne percorre i nessi salienti. Le false divinità:una per una, sciagure ai nostri giorni: terrore in nome di Dio, la droga che risucchia la terra; io potrei aggiungere la barbarie dell’edonismo, l’apostasia; siano le costanti generiche di tutte le epoche che ci hanno preceduto. Come dire: io non profetizzo un bel niente! dico solo che l’indurimento del cuore, ha sempre causato ferite alla terra. Non dico che ci siamo! ne siam venuti fuori in altre epoche,per via dellaDonna vestita di Luce che il Dragone vuole annegare, ma che la buona terra prosciuga, e la buona terra che prosciuga i flutti letali,sono le preghiere dei semplici. Qui il messaggio di Benedetto allude ai tempi che furono, reiterando i fattori di rischio per l’umanità – anche i rimedi, come si è visto! – e per via di questa trattazione – non a caso – potrebbe alludere alla fine dei tempi:ai nostri giorni.Il Papa non conosce i giorni della fine, ma come Don Barsotti mette le mani prudentemente avanti: ogni tempo avrebbe potuto avere in sè la propria definizione, colpisce per il suo alto valore escatologico!ma è sempre stato così per ognuno degli esegeti del passato; nulla fa pensare al Papa che la Sua meditazione annuncia la Seconda Venuta? La Sua prudenza,non credo derivi dallo stato delle cose: del resto: bevevano, mangiavano e ciò accadde. E allora perchè fare una meditazione ad esito così ambivalente? Certo, fin dall’inizio , ogni attimo della nostra vita, era già insidiato dalla fine,e la successiva Rinascita in Cristo. Commento alla meditazione a braccio del Santo Padre, al Sinodo su Medio Oriente.

  201. La tavola di Mendelejev- Il nostro corpo è tratto dagli elementi di quella tavola. Polvere: Noi barattiamo la salvezza di un corpo di polvere, con la nostra anima immortale. Perché, nella maggior parte dei casi,a quella”salvezza” corrisponde la rovina dell’anima. E tu continui ad abbellire un cumulo di polvere, con ogni congerie di colori, filatteri, nomine, di fregi, di cui solo satana poteva illuderti! Povero scemo! non hai letto in Atti degli Apostoli, che nulla vale se non quella Pietra che i costruttori hanno rifiutato ed è divenuta testata d’angolo? Il Signore Gesù, UNICAMENTE nel Suo nome saremo salvi, nonostante l’oscuro tergiversare ecumenico di coloro che avocano a sé il compito di mediare. Salvano un mucchietto di polvere, non quello che comunque sarebbe stato, ma quello che desiderano che sia. Gli stolti! La geometria dei cumuli,la geometria degli accordi, il disegno di una illusione,che al minimo zeffiro scompare. Un cumulo di polvere: ne discutono i confini! Anche se fossi il peggiore di tutti voi, il Signore mi ha detto: di’ loro che non andranno lontano coi loro disegni di sabbia, non se ne vantino, il soffio di un bimbo li confonderà. Se Io ho detto “Unicamente” , non a caso l’ho detto! Voglio, forse, che altri dei intralcino la mia misericordia? Di’ ai miei ministri di adorare UN SOLO DIO. Nessun altro all’infuori di Me. Vogliono fregiarsi dell’onore di aver costituito una tavola con molti dei? Io li distruggerò. Darò la mia Chiesa a chi mi avrà obbedito. Questo è quanto devi dire.

  202. Lettera apostolica, motu proprio, del 21/9/10 apparsa oggi, 13 ottobre, su Osservatore Romano, a firma Benedetto XVI. Se non fosse che si sono del tutto ignorati sciagurati errori di dottrina, e una “fede insolita” in seno alla Chiesa – che ha reso “possibile” l’aggancio entusiasta dei popoli, a nuove “divinità false e bugiarde”, dal Concilio Ecumenico Vaticano II°, in poi – il motu proprio di Benerdetto, conterrebbe verità ineludibili, quanto risapute. Ma è come se, chi presiede a una scuola amaramente farcita di bestiemme, lasciasse ad emendarle, gli stessi “insegnanti che le hanno profferite”. Negligere gli atteggiamenti e gli scritti di cardinali e vescovi, oggettivamente propedeutici a errori e bestemmie, vuol dire designare il lupo alla custodia del gregge. E io non credo sia la cosa giusta! Non a caso Benedetto, ha nominato un grande Arcivescovo a dirigere quel “dicastero”. Mica troppo amato! Anzi, avversato. Già vi è chi dice: meno male che vi sono altri Pastori, che non la pensano come lui! Cristiani se lo dicono! Voi, che non siete iposcriti, sapete a chi mi riferisco! Cosucce? ciance? delle inezie? No. Se il Papa – Fede, coraggio e dottrina! semplicità nei linguaggi – non collabora con quel Mastino coraggioso di Rino Fisichella, a stanare i “Pastori-lupo” – badate: alcuni son colti e raffinati! altri fan lunghe preghiere agli angoli dei vicoli in Gerusalemme, emaciati nel volto: dileguata la gioia! – E’ PERFETTAMENTE INUTILE INIZIARE LA EVANGELIZZAZIONE NUOVA. Occorre emendare mentre si evangelizza. O si rischia di mettere una pezza “nuova” su di un vestito marcio. Ed anche se questo compito fosse eseguito con grande amore e dottrina; non credete, dopo tutto, che l’unica cosa da gridare “finalmente” dai tetti sia: IL SIGNORE GESU’ CRISTO è il MIO SIGNORE, UNICA SALVEZZA. UNICA! Quanto si è insinuato subdolamente, ve ne siano altre! se vuoi, ognuna per ogni popolo, ogni nostra esigenza! Vi è una parte oscura nella Chiesa, intenebrata: un Ateismo Colto, “razionalmente” idoneo a fornire risposte, cui mettere cappello, il Santo Nome. Si è provato col socialismo, e la teologia della liberazione, e un ritualismo cristiano, tragico e comico allo stesso tempo, che pensa al bene di tutti, dimenticando la SALVEZZA. Che il Signore Gesù Cristo, che tanto tiene a te, ti benedica, Arcivescovo Fisichella. Ma i tempi sono stretti, nessuno lo dimentichi! La Gioia che gli umili riceveranno nell’abbraccio imminente del Signore.

  203. Ancora su Verità e linguaggio. Una Verità Celeste esprimibile “solamente” con un linguaggio ineffabile. Una Verità Celeste, necessita d’ineffabile linguaggio? Si può prescinderne? Che accade a una Verità Celeste, fuori dell’Ineffabile? Se il luogo comune La mortifica, può, comunque, esserne prigioniera? Il linguaggio evangelico è ineffabile; ma alcuni non lo comprendono. Chi è duro di orecchie non lo comprende. Ineffabile è il linguaggio di colui che ascolta e comprende. Un linguaggio ispirato da Dio è “relativamente” ineffabile. Chi lo apprende deve fare i conti coi propri limiti e la dottrina. Chi al 30, al 50, chi al 70%. Gesù lascia che l’umano linguaggio si renda ineffabile, MENTRE APPRENDE LA REALTA’ DIVINA. Nessun “intento magico” di Gesù nell'”attentare – a priori – all’umano linguaggio!” Lui mi rispetta e mi ama: si attende uno sconfinato amore. Un ineffabile linguaggio.

  204. Se a monte della preghiera, della meditazione, la lettura stessa di un salmo, vi è l’ossessiva voglia di godere della presenza di Gesù, udirne la Parola, rubarne il Sorriso, amico mio, non hai capito proprio … un cappero! Credi si possa costringerLo con la preghiera a mostrarsi? Con la meditazione, a risponderti? Sia pure, col Salmo 91 – il salvifico: Massimo della Bellezza Ispirata – obbligarne la presenza? Addirittura col digiuno o la preghiera esicasta? Macché! Non funziona così! Sei per la via, trascini il carrello della spesa, un pensiero qualsiasi ti pensa: Lui è la tavola, il Cibo, la Gioia, da spartire: d’improvviso cade ogni dualità temporale, anche l’ubi, il quo: entri come una falena in quel Sorriso: fuoco nel fuoco: ecco, Egli, il Perfetto, ti ha regalato il Momento Perfetto. E tu che lo cercavi con “mille sacri espedienti”! E’ un DONO, amico Papa, dono che nessuno può ottenere coi propri “sortilegi”. Lui rifugge la preghiera che lo induca a manifestarsi: l’orante volesse un desco, per trarne piacere. Nessuno lo può stanare, che sia sano di mente. Chi, un’esca per acchiapparLo. Lui è eternamente felice, non ha bisogno di aggiungere nulla alla Sua felicità. Chiedi, dimentica di avere chiesto, e ti sarà dato, al di là dei giorni e delle ore. Lui è così: non può che donare, che gliene frega del contraccambio! Se t’innamora, lo devi custodire, custodire, dici? Non puoi! Prega, medita, recita i Salmi, digiuna, di’ pure: sono un servo inutile! non Ti aspettare nulla; forse che la Tua ricerca Lo stuzzica? Ma no! Egli ti cerca “in un un tempo” inconoscibile, ti raggiunge su di una strada che non è una strada; è così concreto che ti vien da dire: E’ sera, resta con noi; ma Egli è scomparso … dai tuoi pensieri. La prova regina? quando sei gioioso, ti guardi attorno, tutto è come dev’essere, sei gioioso gioioso … non domandarti scioccamente: che avrò fatto di tanto grande … non trattenerlo … Egli è il Momento in cui vorrei morire, ma non ascoltare la mia preghiera, Mio Dolce Signore, vai a sapere cosa ci sta dietro! … Sia fatta la Tua volontà. Prega Tu per me, il Padre Tuo ,Padre nostro.

  205. La Chiesa fin dai primordi, ha due verità da riunire in un’unica Verità. Paolo e Giacomo. Compito arduo, irrisolto ma affrontato, giorno dopo giorno, per duemila anni, con risolutezza. Si dice da sempre: Paolo in Giacomo, Giacomo in Paolo. Ma non è vero. La teologia, nella sacralità della Ragione, lo afferma, tutto torna,in sé e per sé, nella storia, l’esperienza divarica. Non si riesce a tenerli uniti, Giacomo e Paolo! Di certo hanno un medesimo idioma: parlano in cristianesimo puro,i due santi! Quella di Gesù è la loro lingua. I santi rifuggono la Storia: non si levano dal mondo! ma vivono altrove, dove la “contraddizione” si alleggerisce, per annullarsi in Cristo. Essi contribuiscono a chi ha già ricevuto: sovrano su dieci città. Sintesi assicurata nell’anima, approccio prioritario alla fede, oppure alle opere? Uniti nella luce di Cristo. Ma la “contraddizione” resta ai nostri giorni. Certo, gli ultimi due Papi hanno fatto di tutto per tenere la barra al centro, ma in “questi ultimi tempi, prima del Suo Ritorno”, “fioriscono ovunque le opere”, vaticinate da clero e laicato.Non è un gran bene! Se le opere, in assenza della fede, prendono il sopravvento, uniscono tutti gli uomini in una stategia di morte. Gesù non dice: “al mio ritorno troverò “opere” sulla terra? Semplicemente: “Troverò la fede?” Siamo in piena apostasia! Ciò significa che nelle opere regna l’anarchia, il soggettivismo. L’uno compie le opere, a dispetto dell’altro, che ne vorrebbe altre, a sua misura. Ecco quel che osserviamo ai nostri giorni. Per duemila anni, la barca di Pietro, ha virato a destra, poi a sinistra e ancora a destra, così di seguito. Tutte le virate sono state ineccepibili, ma la fede è morente. Credete che l’Avversario non compia le “proprie opere”? Può essere un’assurdità, ma egli è, oggi, “più operoso” della Chiesa stessa. Liberi dal viluppo della Fede, dal Sacro Giogo delle Cose Sperate, gli uomini, insieme al Satana-delle opere, contraggono propositi canaglia: disprezzano le due Legislature: Divina e umana. Dimentichi della prima, trascendente; divorano le “leggi”, che la seconda si è data, per stabilire “ragionevole priorità nelle opere”. L’assurdo, dove marcia spedito il Demonio, è la pluralità eccessiva delle contraddizioni. Si sono moltiplicate a dismisura. In assenza delle Fede: substantia rerum sperandarum – ci si sbrana nell’area delle sensibilium. Diceva uno strano profeta del secolo scorso: assisteremo alla guerra di tutti contro tutti. Se nei tempi antichi, quando un Concilio virava e un altro, subito dopo; e i Padri vedevano un tempo generoso distendersi, in favore delle Sante Manovre Avvenire ad ogni virata si riprometteva la Fede a salvezza individuale, solitaria e aristocratica e le opere sempre più dissociate dall’uomo di Fede. Tanto che delle opere, volle fare esperienza, l’Illuminismo Inglese, quello Francese, anche, buon ultimo, il materialismo dialettico. Con la strimizzita Dottrina Sociale della Chiesa, ibridata di socialismo dal volto umano: – utoptionalfides – sul cappello dei sindacalisti, impegnati a procedere sul”terreno”; estromesso di forza il Cielo, dai contratti collettivi di lavoro, tutti o quasi, hanno finito per credere in se stessi! Così pensano: se la Chiesa vuol partecipare,non porti in campo le “solite superstizioni” – i Sacramenti – badi piuttosto all’etica, ferma nell’applicarne le leggi a ogni trasgressore. Piccolo braccio armato di quest’ultimo, tragico illuminismo. Cristo porrà in essere la Sua Seconda Venuta, benedirà la follia della Fede, disincarnata da qualsiasi umano compimento, a tal punto, da somigliare all’unico talento donato dal Signore perchè fruttasse quel tanto che ci si aspettasse: questi, noi poveri santi degli ultimi giorni. Che dio abbia piètà perfino per gl’inadempienti.

  206. Tutte le prove che evidenziano, secondo ragione, l’esistenza o la non-esistenza di Dio, mutuate dalla scienza (fisica, chimica, modelli matematici)sono inique, a fronte di come si pone il cristiano di fronte alla SS. Trinità. Se io amo Dio, la Fede me lo ha “rivelato”. Nessuna res sensibilis, ha in sè qualcosa che ne ammicchi l’esistenza o la non-esistenza. Nessuna opera della ragione può ardire a scommettere sull’esistenza o la non esistenza di Dio. Perchè? Al di fuori dell’Amore non vi può essere Fede. Impegnarsi, ad es. su di un modello matematico per dimostrarne l’esistenza, può voler dire due cose. 1° Già si è ricevuto il dono della Fede e la materia – simulando, noi, un osservatorio esterno a noi-stessi – possiamo “per mero divertissement, fornire un “dato per nulla attendibile”, ricavato dalla ricapitolazione dei modelli di materia in fieri, fino all’ultima meta: l’energia. Dio- energia non mi appassiona. 2° L’energia in luogo del Nulla, non prova l’esistenza di Nessuno, perché un linguaggio scientifico codificato,si dilegua “furbamente”, per divenire abusivo, quanto chiassoso linguaggio filosofico: lungo il percorso di ricerca: inesistente. Dio non si raccoglie come una mela caduta dall’albero. Neppure l’Amore conduce alla Conoscenza: quando siamo nella Chiara Luce, la dualità si estingue. Nulla da sapere. L’Amato è il Fuoco che consuma l’Amato. Verrà lo Spirito di Dio e vi condurrà alla Verità per intero – nell’INCONOSCIBILE. Nessuno siede sul Trono del Padre.

  207. Claudio Risé – Il Padre rimosso – Ottimo studio di questo autore che ha al suo attivo ottime chances per spiegare come l’inconscio (in Groddeck: Es; usato, poi da Freud) ottiene un
    insperato aiuto dal Super Io,(coscienza prudente, ndr) nel coinvolgere l’Io, in insane pulsioni di violenza. La rimozione del Padre, semplificando, corrisponde ad una crescita dell’impulso violento, maturato nell’Es, e “lasciato correre” dal Super-Io, fino alla manifestazione violenta da parte dell’Io. L’Osservatore, una buona volta, ottiene una perspicace e colta collaborazione. ndr. nella lingua toscana, “lasciar correre” significa permettere l’attuazione di un programma di dubbia valenza morale, con una sorniona complicità. Nel caso letto in Risè, si tratta di una vera e propria perversione dello “scrupolo”, centro nevralgico di “coscienza prudente”ndr.

  208. Milano: vado errato? Martini – Tettamanzi – Ravasi? La “nomina” a Cardinale di questi tre monsignori, implicherà “necessariamente, Ravasi alla cattedra di Sant’Ambrogio? Milano città peculiare per la Chiesa? Laboratorio ove si misurano le “tendenze” o le “tentazioni”? Il Papa vuol garantire l’universalità della chiesa. Col futuro Concistoro. Oppure, in cuor suo, ispirato dal Paraclito, desidera tenere “ancora” uniti, grano, zizzania e loglio? Non è ancora tempo, per gli Angeli che li dividono? Occorre ancora che diverse scuole di dottrina, si confrontino? contendano? Anche agli albori fu così. Vi è una continuità – Ravasi Cardinale – che condurrebbe a rendere più plasticamente letteraria l'(eresia); più poetica, direi, non infarcita di “dotta, quanto inconcludente teologia”, ma di ragionevole, lineare,umana, “sacra” dialettica. Fino a ritenere poco contegnoso, il sentimentalismo in amore per gli “svantaggiati” e gli “extracomunitari”. Cristiano, ma un pochino repellente! Forse, a un “livello più alto, si potrebbe “gustare” una rediviva Alessandria Ambrosiana. Egli, futuro Cardinale di Milano, potrebbe divenire l’ossatura schiettamente “umanistica” di una Chiesa, finalmente libera dalla superstizioni: razionale, molto più di una socialdemocrazia, apostata, tutta Welfer, SSN e famiglie di fatto. Per Lui, altro non sarebbe che “Astuto accorgimento” (dei fedeli), il demonio; per non assumersi responsabilità, anche intellettuali, delle scelte rigorosamente egalitarie da compiere in società, ancora non del tutto deste dall’Utopia della Salvezza, che ci ha tenuto al riparo – per secoli e secoli – dai propri sociali compiti. Martini convertirà Scalfari, al Cristianesimo di Ravasi. Che è come dire averlo dalla loro: in un cristianesimo, già conosciuto dall’eminente giornalista ai tempi del furore laicistico. Nulla cambierebbe per Lui se non la conferma nelle proprie convinzioni. Ma torniamo a bomba. Così, si è sempre fatto, da parte dei Pontefici; anche perchè la Santa Chiesa ha un’ala luminosa che guarda al Signore; l’altra,rivolta verso terra, è intenebrata. Questa immagine è ricavata da: L’Arcangelo Purpureo: Spirito Santo, Padre dell’umanità, che ha nome Gabriele: Egli: un’ala che si lascia illuminare dai Cieli Superiori, l’altra, intenebrata, guarda il mondo. Sohravardi è un sufi, martire, primo Millennio, di grande spiritualità: dotto cultore del pensiero neoplatonico, islamico, che non si priva di quella fonte, per spiegare nessi coranici, che altrove, riuscirebbero incomprensibili. Questa mia “divagazione” è dedicata al Cardinale in pectore Gianfranco Ravasi, a delizia del suo squisito lessico. Questo Concistoro è ai nostri giorni? O addietro nel tempo? il Papa è a conoscenza del secondo Avvento – non vede già gli Angeli al lavoro? Io Li vedo. Non sono schizzofrenico, caro Benedetto, non sono allucinazioni visive, le mie. Se Tu mi fai un Concistoro,come ogni altro Papa, 500 anni prima di Te, onde costituire gli stessi “equilibri” dei “poteri caritatevoli” nella Chiesa; “disconoscendo l’imminenza del Secondo Avvento”, cosa accade? Sei Tu il Papa.

  209. Non ho che questi miei commenti! Mi assale un dubbio. Siano essi nocivi alla Chiesa? Ho chiesto a voi, uomini di Chiesa, qui, su internet; non mi avete risposto. Neppure Mons. Fisichella, a cui ho scritto una lettera, mi ha risposto. Meno che mai, Mons. Georg Gaenswein, neppure Biffi. Nessuno. A volte mi prende una paura boia! Vuoi vedere che è tutto un inganno! Mi sono sognato tutto: l’amicizia con Gesù e tutto il resto! A ispirarmi è “sempre” stato il diavolo? Vuoi vedere che è stato il diavolo! Io ho inteso mettere nero su bianco i traditori della Santa Chiesa; se non lo fossero? Ho inteso mettere on line i Grandi Traditori della Chiesa: i Cardinali, i Vescovi, mica i preti pedofili, poveretti – sì, peccatori, ma per la carne; è diverso: hanno ceduto per la carne, lo capite, uno di buon senso, non arrapato di giustizia, lo capisce, preghiamo affinché non siano lasciati soli, a questo mondo! Ma il Papa, che aveva promesso di far pulito nella Santa Sede, cosa ha combinato? Se l’è presa coi preti pedofili; a ragione; ma era questa la contraddizione principale? Per non perdere la faccia della Chiesa, se l’è presa!? Dove volete che conduca il loro peccato? Lui dice alla distruzione del Sacerdozio! Io penso conduca ad una preghiera sempre più intensa, per un sacerdozio sempre più propiziato dallo Spirito Santo, sempre meno dai Seminari! Anche dai Seminari, certamente! Hanno fatto vedere al Papa quante persone hanno perduto la fede per questo scandalo! Sono inevitabili gli scandali: era la loro una fede dappoco! Oppure dobbiamo aver considerazione solo per i peccati nobili, (lapsus: peccatori nobili) i Cardinali, i Vescovi, i Parroci, i giornali e la tv che si fingono cattolici e cattolici non lo sono, e insidiano la Chiesa, con le premesse dell’Anticristo? I Porporati tutti-opere e onlus – la fede divenuta per loro una ruota di scorta, Gesù, una scusa per parlare d’altro – Lorsignori peccano contro lo Spirito, inseguono un vago sogno laicistico: l’égalité; stanno zufolando per reinserire nel mondo il serpe ributtante della lotta di classe; loro se ne stanno nelle Curie, godendo dei Benefici della Chiesa e la simpatia di coloro che, per frustrazione e desiderio di vendetta, non sanno che odiare e odiare e ancora odiare. Abbaiano ringhiosi perfino alla bella Israele! Benedetto, “ancor prima di conoscere lo scandalo degli sciagurati, commiserandi preti pedofili”, aveva promesso di smascherare chi stava più in alto nella Chiesa: Le Gerarchie, ribelli subdoli alla fede e alla Chiesa; ma che ha fatto per mantenere la parola? Perché non si straccia le vesti “anche” per i Cardinali e i Vescovi ribelli? Volete che non li conosca?! Essi hanno scritto fior di libri e si dànno un gran daffare per porre la Chiesa orizzontale, al tappeto! “Al mio ritorno troverò (ancora) la fede sulla terra?” Sono io nel giusto, o è tutta una pantomima, volgare quanto incredibile, la mia? Come ho detto in esordio, ho chiesto un lume a voi, che avete a cuore la Santa Chiesa, ma è stato un silenzio, per me poco rassicurante! E allora ho chiesto a Gesù, la Parola, che ne pensasse dei miei scritti… che almeno Lui mi aiutasse… Ecco apro “a caso” la Bibbia …
    Parabola dei contadini omicidi.

    Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?”. Gli risposero: “Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo”.

  210. Gloria al Padre al Figlio allo Spirito Santo com’era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. E così sia. Santa Vergine, cessa d’intercedere per noi peccatori, lascia che Tuo Figlio mostri il Volto della Giustizia. Egli lo desidera, e Tu l’hai detto. Gesù, mostra il Volto della Giustizia. Troppo a lungo i Tuoi giusti hanno atteso. Gloria al Padre al Figlio allo Spirito Santo com’era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. E così sia.

  211. A chi viene portato l’evangelo? In fondo a chi apre le orecchie, e ancora non sa che è stato gratificato del dono. Non ha conosciuto Gesù, e possiede la pietas. A chi non si sogna neppure di conoscere la Verità, con l’apporto esclusivo della ragione. Forse, a chi non è colto, ma può anche esserlo; conosce, fin troppo bene, la propria impotenza a fare il Bonum Verum, però, ci prova. A chi non concepisce valori al di fuori della umana natura. A tutti “coloro che sono stati evangelizzati dal dono della Grazia”, ma non ne sono al corrente. La cifra che ricevono da chi li evangelizza, permette loro di mettere conoscenze, impulsi, tendenze, nella direzione di Gesù. Vedranno con gioia, all’improvviso, il loro Puzzle, alfine risolto, nella Parola. L’evangelizzatore li ama: è alter Christus, loro lo riconoscono alla voce; prima, dopo o all’istante, ma vanno verso di lui: tu sei il mio pastore. Chiunque abbia ricevuto i doni è il pastore. Chiunque abbia ricevuto un dono “ulteriore”: ” bravo a trasmettere” ciò che “intimamente” lo pervade, è il pastore. Chiunque porti il vangelo è anche il pastore di chi ha ricevuto a sazietà. Qualunque sordità può essere guarita? Sappiamo che ogni sordità non può essere guarita. Ma chi ha il potere di rendere esecutiva questa “verità”? Ma dobbiamo sapere che ogni sordità non può essere guarita. Gesù avrebbe il potere di aprire le orecchie di “tutti”, ma non lo fa; si può non permetterGli di farlo? Perché la Grazia discenda su di “noi” e “non” su tutti, lo troviamo scritto nel prologo al Vangelo di Giovanni: figli della carne, figli della Luce. Ma questo è mistero profondissimo. Colui che porta il vangelo, non se ne dispiaccia! “Scuotete la polvere dai vostri calzari e uscite da quella città”. Nessuno fra di voi resti deluso: Egli ha anche detto: quel che non è possibile a voi, non lo è allo Spirito Santo. Procurate di fare quel che fa l’esorcista: non date secondo il mondo, ma liberate colui che volete condurre al Signore, da ciò che il mondo, lo ha almeno in parte, conquistato. Siate folli in questa vostra missione: sapete che anche l’apostolo Paolo non è stato ascoltato?! Predicate il Paradosso! sarà follia! ma almeno saprete, di non intingere il boccone nel piatto di Satana. Non condite il vangelo, in salsa di altra natura, sia politica, che sociale. Non date ad intendere: “se così farete, vi sarà pace oppure guerra”: pregate invece il Cristo mandi la Sua pace. Non quella che pensate possa provenire, da un’autorità “prestigiosa” – quale l’ONU – essa ha già condannato! “Israele restituisca ai palestinesi le terre conquistate”, senza chiedersi il perchè quelle terre furono “conquistate”. Ogni umana organizzazione, seppure a maggioranza, determina la condanna di altra organizzazione. La condanna genera odio e volontà di rivalsa. Ai nostri giorni, i Vescovi del Medio Oriente, si rivolgono ad un “Signore” che si vorrebbe inter partes – l’Onu – per implorare giustizia verso i palestinesi. Hanno Iddio e loro si rivolgono all’Onu! Insipienza. Nessuno sulla terra è inter partes: la condanna di Israele a restituire le terre “conquistate”, deriva da una maggioranza araba in quella Organizzazione. Chi evangelizza, non preferisca Apollo, Barnaba o Paolo; nel momento che lo fa, questi ottimi fratelli in Cristo, possono ingenerare contraddizione. In quanto divisi, seppure nel Suo Nome. Nessuno si lasci intimidire dall’importanza di un Sinodo, se conduce all’errore, secondo la propria coscienza, non se ne segua “gli insegnamenti”. Ma se voi mi chiedereste perché mi accanisco tanto verso i Padri sinodali, ecco la mia giustificazione. Liberi di accoglierla o non accoglierla. Vogliono ammansire le maggioranze islamiche nel M.O. affinché cessino, finalmente, di perseguitare le minoranze cristiane in quelle nazioni. Tanto sangue è stato versato! In cambio assoggettano “il loro giudizio” a quello delle nazioni arabe, circostanti Israele, mettendola di fatto – nonostante tutte le “assicurazioni” richieste per la “sua salvaguardia” – nelle mani di quest’ultime; guarda caso, maggioranza all’Onu. I Palestinesi soffrono, e non poco! gli Israeliani, immaginano terrore, distruzione e nuova diapora: tutto il mondo soffre perchè si divide. Un po’ disgustoso il paragone! Io sono con Apollo; io, no, sono con Paolo, e riparte la disputa. Sia lodato l’unico Dio, Gesù Cristo. Sia lodato Gesù Cristo.

  212. nel precedente commento lo scrivente: …ma se voi mi chiedereste… in luogo di: ma se voi mi chiedeste… l’impeto nella scrittura, l’ansia di arrivare alla radice dello scritto, permette lo smarrirsi in una disastrosa “interrogativa indiretta”. Fosse tutto! Anche quando mangio “un piatto”, ben cucinato da mia moglie, mi strafogo per la gioia e rischio d’inviare piselli in trachea… Scusatemi.

  213. Quanta ragione ha Israele nella nota in risposta ai vescovi sinodali del M.O! Nel commento precedente ho spiegato il perché. Hanno mostrato di avere più a cuore l’ONU, che Iddio che tutto ispira! “Sono sotto scacco degli arabi”, anche i bambini sanno cosa è successo in quel Sinodo! E’ una furberia tattica, la loro! Ma ognuno ricordi:Il Signore non ha mai cessato di amare il Suo Popolo, dinanzi a tutte le Nazioni! Non si ferma la furia di una persecuzione, dando appoggio ai persecutori; invocando la promessa che perseguitino un po’ meno! Poveri fratelli cristiani del M.O! sono questi, i vostri vescovi, loro il coraggio? E nessuno ha mai detto alla Santa Sede che i “territori” furono occupati, perché una guerra di tutti contro uno, tendeva a cancellare Israele? Sono cambiate le condizioni per cui chiedere la “restituzione di quelle terre”? Certo! peggiorate sono! ora anche l’incubo atomico, su Israele! E non ditemi che parlo “come loro!” Da Cristiano, soprattutto da Cattolico, io parlo; mi fregio, però, di smascherare tutte le ipocrisie, le manovre sottobanco per salvare gli uni a scapito di altri! Che il Signore Iddio, Padre di Abramo e di tutti noi, vigili su Israele. La Vergine Santissima e Suo Figlio, nostro Salvatore, non dimentichino le sofferenze dei palestinesi: le mamme e i figli di Gaza: preghiamo sia Loro il Consiglio, ché tutti abbiano a godere della pace! la Vera Pace! “La PACE “DEL” SIGNORE” DISCENDA SULLA PALESTINA! DISCENDA SU ISRAELE e rimanga per sempre.

  214. 11. I cittadini dei paesi del Medio Oriente interpellano la comunità internazionale, in particolare l’Onu, perché essa lavori sinceramente ad una soluzione di pace giusta e definitiva nella regione, e questo attraverso l’applicazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, e attraverso l’adozione delle misure giuridiche necessarie per mettere fine all’Occupazione dei differenti territori arabi.
    Il popolo palestinese potrà così avere una patria indipendente e sovrana e vivervi nella dignità e nella stabilità. Lo Stato d’Israele potrà godere della pace e della sicurezza all’interno delle frontiere internazionalmente riconosciute. Questo è parte del testo sinodale, su cui Israele, a ragione, ha espresso il suo disappunto. Lo sapete che cosa potrebbero essere le misure giuridiche? Quando s’invoca le “misure giuridiche” si estromette il Signore Iddio. Si lasci ai politici questo linguaggio! E invece sono Vescovi che si esprimono così! Eppoi, vada avanti un piano di pace, con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Ancora una volta dei Vescovi, si rifanno ad un organismo, de facto, a maggioranza filoaraba: l’ONU, da cui, le risoluzioni al Consiglio di Sicurezza, che dovrebbero “garantire entrambi i popoli. Se non fosse per il degrado in cui è caduta la spiritualità, l’intelligenza di alcuni, potremmo sorridere. Ancora una volta, da parte dei “Padri Sinodali”, nonostante la farcitura delle invocazioni di rito, si ESTROMETTE IL SIGNORE, DA UN POROCESSO CHE LO VORREBBE ISPIRATORE; al suo posto, l’ONU diviene ispiratore, il Consiglio di Sicurezza, sua emanazione, diviene ispiratore, il signor Mitchel,(USA) inviato di Obama Barack Hussein, diviene ispiratore; commovente” come la “combine” dei Vescovi, appaia “disarmante”, per il disegno che la sottende, la cui trama è sotto gli occhi di tutti. Che il Signore revochi, con la Sua Grazia, la cattiva fede e l’ottusità di chi ha occhi e non sa vedere.

  215. Vescovo Romeo, il solo possedere una Bibbia – avere cognizione di possederla – aprirla e leggerne anche una sola riga, qualunque sia l’aberrazione in cui si è caduti, può essere determinante per la conversione. La Bibbia ha un potere salvifico ineludibile, non magico,che bisogna tenere bene a mente. Se Lei disprezza l’intenzione di un mafioso di averla con sé, mortifica la Grazia, che potrebbe discendere su di lui e convertirlo. Ma oggi Lei, ECCELLENZA, parla come un Sostituto Procuratore della Repubblica, attento, sopra ad ogni cosa, a sfatare “superstizioni” ed agire per il rispetto della Legge. Ma non è Suo Compito, Vescovo! Lei deve portare a salvezza anche l’impossibile, sapendo che lo Spirito Santo può farlo. Non sia d’intralcio! Alla CEI si relaziona, ormai, col lessico usato in seno ai partiti, per disprezzare l’avversario: se peccatore, meglio ancora.

  216. Avevo scritto un’appassionata metafora di quel che ritengo sia la Chiesa oggi. Ero saturo di felicità! Quando la “banale”, automatica “configurazione degli aggiornamenti” ha cancellato tutto. Mi sono messo le mani nei capelli! In fiamme per la perdita! Poi una dolcezza infinita: povero stolto, credi ti sia utile farti vanto?! Se è così. ha gia ricevuto la paga! Erano proprio i “tuoi scritti”!

  217. Come iniziare la difesa di uno che non ha bisogno di difesa? Quei che lo fanno, pensano ad un reo bisognoso di difesa. Non sono buoni amici – hanno il dono di non capire: li rende felici! – SB li preghi di tacere, dànno per scontato qualcosa, che non lo è affatto. VI ricordate i ministri democristiani omosessuali, vivevano le proprie storie in silenzio, nessuno aveva da ridire, venivano ricevuti da altri Potenti, dal Papa; come si vorrebbe ancora oggi, giudicati per i meriti o gli errori compiuti. Nomi importanti, venuti fuori in una trasmissione, ove partecipava l’intelligente Dott. Paone. Oggi i GAY – omosessuali più o meno importanti – spadroneggiano in TV e in Radio, veicolando con abilità e stuzzicante gaiezza, i fasti , anche i “dolori” di una vita vissuta in maniera DIVERSA. Come l’on. Fini, da SB; essi, sdoganati da abili conduttori TV e altrettanto colti filosofi, managers e scrittori, hanno ricevuto da “una magistratura che non esiste” – come l’isola di U. Eco – il compito di educare gli etero ad essere più contenuti nell’esprimere le residue velleità abituali, nei confronti delle donne. Quelle colte: Signore Finocchiaro e Bindi, le esternazioni del Premier, sono ritenute di pessimo gusto, riprovevoli, soprattutto, se lanciate sui media da un Presidente del Consiglio, in un paese, dove tanta gente, se non muore di fame, poco ci manca. E tutti si preoccupano di come, all’estero, ci “guardano e considerano”. Se ne fanno un cruccio e invitano le classi sociali a farsene un cruccio pure loro. Tornando all’epopea dell’omosesualità dei potenti – leggendaria perchè ascosa – ne derivava allora, come oggi, un luogo comune invalso nei laici e pure nei clerici: che diceva pressappoco così: “quelle cose si fanno e non si dicono”; quando poi si fosse parlato di un Premier, l’imperativo doveva essere categorico. Oggi vediamo in TV, fior di GAY, travestiti, lesbiche che diranno: a noi non ci frega quel che SB combina sotto le lenzuola; non vogliamo ascoltarlo nella sua veste di politico. Siamo amareggiati, direbbe la signora Concia,(l’unità) dell’offesa che reca a “tutte le donne”. Ma vediamo chi sia il Premier, contro cui si scagliano un po’ tutti. Egli ritiene politica, anche rivoluzionare il costume morale dei cittadini – poiché è un asso mediatico – trasforma “quel che bisbigliate fra voi sarà urlato dai tetti” in: vedrete, se è proprio questo che gradite, CHI IO SIA, e in TV! (gli attuali tetti di allora) senza dolermene affatto. Io vado alla festa di Noemi, perchè l’ammiro per la sua bellezza e l’amicizia che nutro con la sua famiglia. Se lo ritengo opportuno le faccio anche dei regali, piccoli o grandi che siano. Se pensate me ne approfitti, per la mia condizione di “potere”, la offendete, e impedite a me di esprimermi dinanzi a Noemi e al mio popolo. Ho io, per questo, trascurato il mio popolo? Voi sapete che per l’immensità della crisi, ho salvaguardato tutti i “fondamentali”: manubri, che usati altrimenti, avrebbero condotto il mio popolo in mezzo alle alghe, nelle profondità marine. Mentre esco da casa Noemi, entro in quella dell’operaio caduto nel compiere forse più del proprio dovere, piango con coloro che lo hanno amato e prometto di non abbandonarli finchè avrò vita. Sulla strada per Milano, una simpatica e sfortunata ladruncola marocchina viene arrestata, nei limiti dei miei esigui poteri, timidamente cerco di aiutarla, i poliziotti che l’hanno arrestata, la tengono in caserma, addirittura 2 ore in più. Voi mi direte: perchè lei e non un’ altra, Ruby è bellissima!? Avete ragione: una mia collaboratrice mi segnala una magnifica fanciulla marocchina, in disgrazia per un micro delitto commesso; e io, fossi stato un Premier come si comanda, avrei dovuto rispondere: se, bellissima, no, non posso occuparmene, pena il mio sputtanamento in politica. Avevo fatto in modo che la mia azione fosse stata buona, per non aver raccontato nulla alla mia (mano) sinistra, quando il mio temperamento, tempestoso per via della bellezza, mi ha indotto a conoscerla. Pur sapendo di ogni suo peccatuccio “veniale”, on line – volete che non lo sapessi, mica sono scemo, so valutare i rischi! mi son detto: perchè non invitarla a cena? Mi si accende il cuore per chiunque riesce ad avvicinarmi: sia anche colui che mi fa ferito, ricordate? Vedete, sarebbe stato sciocco se per ideologia, avessi voluto in questi 15 anni, cambiare il costume ipocrita e fariseo, dei politici – il loro stile di lavoro, le abitudini: gnum gnum: acqua in bocca – ma mi sono trovato a farlo per una pulsione interiore, (forse, non spirituale): essere franco, liberato da ogni ipocrita furore di rispettabilità, anzi, proprio perchè Premier, esserlo comunque e dovunque! Presso i cosiddetti Grandi e i cosiddetti Piccoli! Testimoniare me stesso, per quello che sono, dinanzi a coloro che mi hanno eletto: essi desiderano un uomo, non il suo fantasma politico ipocrita e serioso, e anche di fronte agli avatar di sinistra, ma di CHE COSA, mi domando? – certamente “Archetipo Diverso” da me, nell’essere e nel lessico. Il mio tragitto, siatene certi, se Dio vorrà, sarà ancora lungo, incontrerò problemi nazionali e internazionali cui sarò chiamato a risolvere, secondo le mie possibilità; ma altrettanto siatene certi, non imparerò mai la lezione che voi fantasmi d’uomini, volete insegnarmi; se troverò qualcuno: fanciulla bellissima o anche non, operaio, giovane povero, giovane ricco, chiunque abbia ad avvicinarmi, sappia che lo conserverò a lungo nel cuore, e se per gioia mi andasse di urlare, chi mi ama dirà: è un Premier che urla dalla gioia. Ma, on line, dei collaboratori inetti – macchè! poco intelligenti! –
    trascureranno questo mio scritto, sbagliandolo per un loro ben nutrito sbadiglio. Invece, io vorrei fosse RESO NOTO, col nome che uso su VATICANIT – commenti recenti: non ho più un nome. Anche i Giornali vicino a SB m’ignorano; su Vaticanit, poi, silenzio assoluto tutto intorno.

  218. I centomila giovani in piazza per Benedetto. A CHI si rifaceva il Papa, sull’amore prezzolato? Gli adulti devono essere ipocriti e celare l’ampiezza del loro desiderio a-morale, anche in una confessione pubblica? Vi è compiacimento di peccato in chi manifesta, coram omnibus, la gioia che si alza dal piacere, come “riposo del guerriero”? Oppure pensiamo sia prezzolato, perché “esibito” da un uomo ricco? Quante cose pensiamo a monte delle azioni degli altri! Vogliamo, forse, ricostituire un Super-Io, a guardia della propria sensualità, facendo trascorrere in essa solo i riti canonici e casuistici (ovvero nelle accezioni previste)? Proviamo a controllare l’inconscio,(Es-Groddeck)con la paura del peccato, in modo che la Coscienza Sveglia (Io), manifesti una compita rappresentazione ipocrita e “credibile” di ritorno? O l’allocuzione di Benedetto, vale solo per i ricchi, che comprano piacere, impiegando denaro? Spieghi il Papa, che vi sono “modi molto più raffinati”, per esigere il piacere: gratuitamente, per via della suggestione satanica e subliminale, onde garantirsi l’oggetto del proprio desiderio. Ma io, come sempre estremizzo: dovrei stare di più coi piedi sulla terra. Il Papa ha porto il destro alla Cei, affinché Bagnasco colpisca il Premier, delle-cui intenzioni-non-se-ne-sa-nulla – vero, Benedetto? Va bene, comunque! se SB, dinanzi alla propria coscienza, si rivela innocente, non ha nulla da temere, in caso contrario è avvisato. Ma quel che conta, suvvia! è dare un osso alla CEI, moralista, soprattutto, nel suo Presidente. E tenerla buona! Buona buona. Ma anche – e allora sarebbe veramente grave! – lasciare all’amore una sola via d’uscita: il piacere su cauzione ai “canoni previsti”. Se entrambe le mie percezioni sono vere, vince l’anticristo, ovvero: un piacere regolato, “al di là delle intenzioni”, un fisco regolato da uno stato presente e guardingo, soprattutto una “(fede)in privato, che non danneggi la ricerca, per il bene dell’umanità. Strano: SB-lupus est in fabula, (sotto schiaffo) e Benedetto non tiene conto delle sue intenzioni. Bagnasco, la CEI e Dino boffo ringraziano.

  219. Da troppo tempo nel Medio Oriente perdurano i conflitti, le guerre, la violenza, il terrorismo. La pace, che è dono di Dio, è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali ed internazionali, in particolare degli Stati più coinvolti nella ricerca della soluzione dei conflitti. – Sinodo M.O Le parole del Papa – La spazzatura non c’è solo in diverse strade del mondo, ma in diverse anime. Solo la luce del Signore ci pulisce, ci purifica e ci dà la retta via. Lasciamoci illuminare e pulire per imparare la vera vita” – Catechesi del Papa in occasione del racconto di Margarita, mistica, inizio 14° secolo. A volte in Benedetto appare una benevola schizzofrenia, volontaria – non patologica! – come a dire: vedi, hai ragione, che l’uomo in sé non conclude nulla di buono, ma che vuoi, caro fratello, siamo andati tanto in là con la dialettica e con le opere-chiunque-le compia-. che, per tenere unita la Chiesa, “divertire” i cardinali nelle assisi dei Regni – e all’ ONU e la NATO! si, si, intendo quelli che satana, nel deserto, indica a Gesù: sono miei, REGNI miei! oh, come sono miei! Ma se mi adorerai, Tu sarai al Vertice di ognuno di questi REGNI. La risposta che diede Gesù – non appare, per decenza, in nessun testo, è facilmente immaginabile! Dunque, per tenere unita la Chiesa ho dovuto dire qualcosa à la page: ovvero: la Vera Pace è sì dono del Signore, ma anche opera delle nostre mani. (Ma sarebbe stato ancora giusto dire: sì, perchè in mano ho il Rosario della Santa Vergine!) Macché, il nostro caro Benedetto, (che io amo tanto) dice: andate verso i Re delle Nazioni, trattate, predicate! “Essi sono sputtanati all’eccesso – nessuno penserà che i re delle Nazioni desiderino la Pace! senza volere nulla in cambio dai contendenti! non tutelino, orsù, i loro interessi!” ma fatevi sotto nelle loro istituzioni, vedrete, qualcosa ne verrà! Dice poi: Gli Stati più coinvolti nella ricerca della Pace, o meglio, nella soluzione dei conflitti….”coinvolti, sì, ma nella ricerca di una opportunità stategica, economica, politica”…Ti capisco, Benedetto, Ti capisco! Chi già sa, ha già capito: Tenere unita l’ala “imprenditoriale” della Chiesa a quella illuminata, finché Cristo non venga! Ma vedi come sono poco sagaci i tuoi vescovi M.O! Cessate di tormentare, Giudei, la cara Gaza! e che accade: L’Islam fa fuori, a Bagdad 55 cristiani e due preti. L’Islam buono, per legarti le mani, affinché Ti comporti come col martire Padovese, e si dimentichi al più presto la cosa, critica l’Islam cattivo e si augura che i cristiani esauriscano la collera, siano pronti e disarmati dinanzi al macello prossimo venturo. Attendi, Benedetto, eghelianamente, che la quantità si trasformi in qualità? Che si affacci naturale, la legittima difesa? Noi tutti moriamo insieme a loro, indifesi – la spada di Gesù, ora è questo, ora è quello – lasciando dietro di noi, l’imprecazioone e l’impotenza delle vedove , degli orfani. … . E c’è un Papa che – “in buona fede” – crede di più negli interventi all’ONU, che nella spiegazione, finalmente plausibile delle parole di Gesù: Verrà tempo che, se non hai una spada, vendi il mantello e comprala, Cefa! Qualche parroco dice che la spada sia lo Spirito Santo! Che caro! Io vendo il mio splendido cappotto di cachemere e mi compro con 3000euro, lo Spirito Santo! Simon Mago chiese a Cefa, di acquistare – visto QUEL CHE FACEVA – un po’ di Spirito Santo, al giusto prezzo! Al che il Primo Papa dispose la rottura di quasi tutte le sue ossa. Atti degli Apostoli. – Ma non rimpiango Cefa, quando Benedetto dice: SOLO LA LUCE DEL SIGNORE CI PULISCE, CI PURIFICA E CI DA’ LA RETTA VIA. L A S C I A M O C I I L L U M I N A R E E P U L I R E P E R I M P A R A R E L A V E R A V I T A. Che il Santo Padre guarisca al più presto dal suo “leggero strabismo”, dunque! Ma come faccio, cari fratelli, a sottolineare con maggior vigore, quel : S O L O? NON L’AVETE ANCORA CAP I T O, CHE FA RIMA con F E D E? Quando il Papa, dinanzi a noi, diceva quelle sacre parole, era lo Spirito di Dio, disceso in Lui che gliele suggeriva. NE SONO CERTO. Quando il Papa si apre, non Gli viene lesinato lo Spirito! – Vorrei cambiare argomento: chiedere al Papa, quanto segue. Celestino, lo si sa, era in buoni rapporti coi Cavalieri del Tempio. Che lo amavano. I Tem plari combattevano per difendere le vie che conducevano a Gerusalemme. In armi. Anche per una identità cristiana di Gerusalemme. In armi. I peregrini dovevano essere protetti per quelle vie. In armi. Celestino era un mistico – ha vissuto, gran tempo ritirato – grandissimo spessore spirituale – che cos’è che lo fa amico dei Monaci? Forse il disprezzo, ante litteram, per la Real Politik che allignava già nella chiesa?
    ma non fra quei Monaci? Bonifacio vedeva una “risposta politica” diversa, per lo status di Gerusalemme? Diversa da quella di Celestino?

  220. L’Eucarestia sia il centro della vita spirituale di ogni cristiano. La luce di Cristo, venga, prima di tutto, a propiziare le opere di carità. Il Papa, riferendosi a San Carlo, dice che il Suo fu un DISTACCO DECISO, da ogni umano potere e ricchezza. Perchè il Papa parla “finalmente?” di distacco e non di rinuncia? Va da sé che non sono sinonimi. Distacco è voluto dal Signore Gesù Cristo – un dono – tanto che ognuno dovrebbe dire: Sono libero, sono libero! Che cosa ho mai ho fatto per meritarmi un simile privilegio? E’ Gesù che imposta in me il distacco!(epochè) ché ben difficilmente la mia umanità “penserebbe possibile”! La RINUNCIA è frutto della mia umanità, suggestionata dal suo potere discretorio, è pretesa narcisistica e titanica, allo stesso tempo. E’ volersi bene, tanto da sovrammettersi alla Grazia, stimola il giudizio e sospetta l’inimicizia. Vuole l’immediato contraccambio. Il suo colore è livido e rancoroso. Da chi ha creduto di aver perduto qualcosa, e non vede l’ora d’essere rimeritato. Se io dico, invece, Signore, vorrei rinunciare a satana (ciò che mi lega malignamente al mondo!) ma non ci riesco: fa’ che riceva da Te, il dono che mi uguaglierebbe a Te, (alter Christus) perché sono legato e soffro, né riesco a liberarmi dai lacci e laccioli della superbia, dell’avarizia, di tutti i piaceri che il mio corpo, aspramente rivendica; ecco che la rinuncia rimessa nelle Sante Mani del Cristo , si avvia a diventare distacco, PER Sua Intercessione. Non cimentiamoci in defatiganti esercizi di ragione! Gesù Cristo ci è indispensabile ogni attimo della vita! Non so neppure perchè questo breve commento ad una frase di Benedetto, mi ha tanto infervorato! Di sicuro, perché il Papa ha messo al centro, non la giustizia, che la diocesi, che fu di San Carlo, oggi,
    avoca a sé, per le condanne! o l’OTTUSA attenzione ad una sola parte; ma il Cristo Eucarestia! Il Risanatore degli orecchi e degli occhi che non odono e non vedono! SUO il disegno! Ognuno lo ricordi! Buon segno sarebbe provare commozione per il Suo Santo Nome, prima ancora di presumere di amare gli ultimi.

  221. La famiglia, le famiglie. Perché prendersela tanto! Ognuno può esibire la libertà di essere o non essere omosessuale. Perché tanto clamore, in Spagna, al passaggio del Papa? Perché, dinanzi al forum familiae, gay si dànno un gran daffare? Non manca loro la libertà di viversi in maniera diversa dall’insegnamento della Chiesa. Anch’essi cercano, come gran parte dei laici, pace senza trascendenza, o trascendenza, altrove che nei Testamenti. Vogliono contare nella società e nei Governi, esigono una legittimazione politica. Cultura, informazione e politica dànno ampio spazio alle loro richieste. I gay. Dicono già, di non avercela con l’uomo e la donna che si amano, non rimproverano a questi soggetti di unirsi in una famiglia tradizionale. No davvero! Determinano una condizione psicologica di frustrazione nei confronti dei cosiddetti “normali”. La signora Bonino dice che il nostro paese è ancora avvolto nelle nebbie vaticane. Tutto questo va di pari passo con le molte equivalenze, ritenute ragionevoli da molti: le religioni, in primo luogo. Le tendenze affettive, o preferenze sessuali; politiche e gli standard democratici. Tutti ispirati ad un medesimo principio: il benessere materiale e “morale” di ognuno. Ma tutto ciò finisce per divenire sinistramente “teologia”. Le opzioni della fede: superstizione – liturgia povera di senso comune, semmai, da vivere in privato. I gay voglio condurre in prima linea questa battaglia, da protagonisti. Sono quelli che dirimono nella cultura e nelle arti, nella politica, nella scienza economica e infine, nella filosofia. Spietati i loro diktat: essi sembrano possedere la chiave delle menti! La Chiesa che sembra non accoglierne le richieste, si fonderebbe, secondo loro, su palingenesi consunta negli anni, o essa stessa – fuori da ogni logica umana – su assunti scorretti, per psicologia e raziocinio. Il Papa non dice una parola sull’omosessualità: intendo: – donde nasce – ce l’ha sotto il naso, la spiegazione, meditata e creativa a un tempo – il Libro della Genesi, non attende altro che dare un lume a chi ne è sprovvisto. Se i gay non consumano la “ragione” del loro amore, sono amati dalla Chiesa, alla stregua di figli carissimi. Sennò consegnati alla Divina Misericordia. Fra l’enunciato e la sentenza – buio pesto. Tutto questo mi ricorda un fatto curioso. Discutevo con un giovane abate polacco, di una questione abbastanza impervia – la Chiesa, quand’egli mi disse: sono cose queste, difficili a digerire, non devi parlarne con nessuno. A mio modesto parere l’omosessualità non è un mistero, almeno fino ad un certo punto. Papa Benedetto! – ferma restando la condanna per una unione diversa da quella voluta da Dio – quante volte l hai ripetuta e a ragione! – prova ad esporti! di’ quel che è accaduto! – Genesi alla mano! – sarebbe sfoggio culturale e nient’altro? Quel che diresti, lontano da ogni intendimento, potrebbe complicare non poco la questione e apparire, per lo più, appetitoso alla satira laicista? Forse, ma Gesù, non dice che la verità vi sarà consegnata per intero? Quanto ancora bisogna attendere? Io sono l’ultimo dei Suoi servi, indegno, e sconosciuto ai molti, eppure in uno dei miei precedenti commenti, ho cercato di dare una spiegazione – poca cosa! – del resto, non sono responsabile che della mia anima e di quei pochi che potrei dirottare verso il nulla a causa
    di una spiegazione fantasiosa. Ma Tu sei Pietro, è diverso.

  222. I due protagonismi. Dio sollecita l’uomo a prendersi ciò che gli appartiene. La Divina Provvidenza discende nel cuore dell’uomo, quando questi diviene preghiera. Anche quando – per necessità, urla: Padre mio, perchè mi hai abbandonato? Anche quando il Provvido raggiunge il bisognoso, sempre. La soluzione, spesso, non è quella che l’uomo si attende; il Signore salva quel che conta: l’anima. Trascura quel che appare illusorio – transito di gioia effimera, un “bene”, un “sentimento” viziato dal fine oscuro – noi assurdamente coinvolti. Ecco: uno fa una casistica così volenterosa, e si dice pronto a scommettere di aver esaurito i modi d’essere della Bontà Divina! Povero stolto! Sorge, ora, il mistero dei molti e dei tutti. Sì, perché non basta dire che l’uomo è libero, e liberarsi del problema con questa soluzione! Apocalisse: i 144000 Giusti: (dodicimila per ogni tribù d’Israele) sono i Pochi che siedono di fronte alla Parola-Agnello-Gesù; i Molti sono Coloro che hanno lavato i loro peccati nel Sangue di Cristo – via da Me, i maledetti, che hanno disdegnato il Salutare Lavacro. Su di loro, il diavolo,non ha avuto ragione della Volontà di Salvezza del Redentore! Per ragioni ostili alla umana Ragione, Ne ha glorificato l’aspetto Rex tremendae majestatis. Il profondo mistero del Tempo, del Male, dell’Eternità! O meglio: di una eternità! Quanto è vero che nel Libro, è scritto: Dio dell’eternità e oltre. (La Sacra Bibbia, annotata da Giuseppe Ricciotti, Antico Testamento, fondo pagina: non ricordo altro!)

  223. Qui salvando salvas gratis. Tutti saremmo e saremmo stati maledetti, senza il Sangue dell’Agnello. Egli ha redento il Tempo per Intero. Ma il Tempo conteneva anche Satana, il diavolo. E’ scritto: “Padre, te li ho ricondotti tutti, tranne il Figlio della Perdizione”. A mio parere,il diavolo è Colui! – non l’uomo Giuda, che acconsentì a offrirgli le sembianze. Giuda di Kiriot, lascia che assuma le tue sembianze e parteciperai alla gloria della Redenzione: se non te, chi vorrà tradire il Figlio dell’Uomo? Egli tacque e acconsentì. Nessun uomo ha dovuto pagare, per il Sacrificio del Golgota! “Padre, te li ho ricondotti TUTTI, tranne il Figlio della Perdizione. Quindi:- “Amico, fa’ quel che devi fare”. Amico. E sappiamo che ogni Parola di Gesù è veritiera. Nulla è fraseologico, tutto è misurato. Qualcosa di simile deve esser accaduto nel Libro di Giobbe, quando l’Altissimo permette al diavolo di tentare l’amico del Signore. O anche quando gli spiriti maligni Lo pregano di entrare nei porci della mandria che passava lì vicino. La Santissima Trinità non teme il Maligno; forse la profondissima pena prevale sullo sdegno. Gesù ci dice che nessun uomo si è perduto nel partecipare al Suo Sacrificio; TUTTI, per Lui, son ritornati al Padre. Egli ha conosciuto l’antica bellezza del Cherubino caduto: “ho visto Satana cadere come folgore” – quale mistero veli la cordialità del Signore verso di lui, non è cosa, del resto, ci riguardi – “dov’eri tu, uomo, quando gettavo le fondamenta del mondo?” Preghiamo, quindi la Vergine, che ci protegga dalle insidie del Maligno.

  224. I Tempi irrompono nel fragore della Profezia. Le Acque si protendono su di un piano, che s’inclina all’improvviso, ad incontrare il Tempo che si spenge laddove, nuovo, s’incendia alla Divina Folgore. Gesù-la-Folgore, sale dall’oriente per non sottrarSi mai più ai nostri occhi. Chi avrà visto – ed era cieco, vedrà ancora – e occhi che non videro – potendo – saranno ancor più intenebrati. E dormiranno sino alla fine di ogni cosa: ben più amaro il risveglio. Altri saranno ridestati per non morire mai più, altri ancora cammineranno sulle vie del Signore, EGLI al loro fianco. Il Signore mi precede e mi guida per le sue vie – BENEDETTO SIA IL NOME DEL SIGNORE – dove la paura si estinguerà nei pascoli della SAPIENZA. Egli è Sapiente, fra i Dottori, non ancora adolescente! Nessuno tema il Signore che molto ha dato, ed esige ancor più, con gli interessi. Il Palazzo del Mondo scricchiola, Chi è in alto non dica, sonnacchioso, che ha scricchiolato altre volte, nel Tempo, per poi ricomporsi – la sicumera degli sciocchi! Il Pane e il Vino Nostra Pace: al Tabor! al Tabor! Mi mostrerò a coloro che mi avranno riconosciuto, nella Veste Splendente! Ogni lacrima dei giusti detersa.

  225. Roma accolse Pietro. Qui iniziò il Cristianesimo guidato dalla Chiesa. Le fondamenta di questo paese, politicamente scricchiolano. Pericolosamente, di sicuro, rovinosamente. I Capi delle Nazioni hanno a cuore l’economia, la politica; temono di essere trascinati in quello che definiscono, effetto domino. Tacciono, il Castello di Carte, potrebbe rovinare in un soffio. Quasi non ambiscono più giocare con il loro Bersaglio di sempre. Attendono. Attendono un “nostro” provvedimento finanziario, sine qua non! Davvero, sono ciechi! non abbiam detto nulla di nuovo! i Capi delle Nazioni! Il Papa si rivolge loro con preghiere, come se potessero “deragliare”, anche di un poco, dal dominio di Satana. “Tutti questi Regni sono miei, te li darò se mi adorerai…” Forse, il Papa , la Chiesa, si “dimentica” spesso questa circostanza. Nulla ottiene, e ogni volta ci riprova. Con la serietà “tutta laica”, di chi è Stato e si rivolge ad altro Stato, oppure alla congerie degli Stati. Promovendo, non lo nego, la supplica, in nome di Dio! Proprio come fece Gesù dinanzi alle Autorità Romane! Avrebbe potuto salvare se stesso: “io ho il potere di metterti a morte, oppure mandarti libero”. “Non da te, ma da Dio, il potere che eserciti su di me, Pilato!” – rispose Gesù. La SS. Trinità aveva deciso, una volta per tutte, di lasciare i Regni della Terra agli uomini, affinché li governassero rettamente, e questi, DA SEMPRE, per via della perversità e ottusità delle leggi che emanavano, di fatto, delegavano a Satana, l’intero sistema di governo. Martire, dopo martire, siam giunti fino a Padovese, ricordi Santo Padre? Le Tue Parole, concertate, forse, con Bertone, limate e rilimate, per non offendere la suscettibilità di nessuno, (ad es. fra gli islamici)accentuano la condizione d’impotenza dei cari fratelli, che continuano a morire sotto i colpi della Fazione. E anche di una astuta diplomazia che la “condanna”; così che Tu non smetta di chiedere, piagnucolando. Ma torniamo alla “nostra cara Patria”, come Bagnasco vorrebbe io la chiamassi! Proprio dall’Italia avrà inizio il Grande Crack che coinvolgerà l’Europa, finora impettita e insincera! Nella sua folle economia a più velocità, e la politica, volta per volta opportunistica e nazionalista, au meme temps. Gradite ora un breve intermezzo – Vi “era” un uomo che, divertendosi, faceva politica, non prendendola, però, troppo sul serio! Aveva un cuore da ragazzino impunito, generoso e fiero della propria libertà; non ha mai cercato di esibersi per quello che non era, e cioè: “impettito e decente” come vuole tradizione, dinanzi alle sciagure dei propri cittadini. Il suo Governo fece cose egregie, anche se, NEI FATTI gli fu “imputato di avere lui provocato la Grande Crisi. Ha vissuto nel paese di “chi si mette ogni minuto la mano sul cuore, per ogni rovinoso crollo, un’alluvione, una morte sul lavoro: lui era per l’avversario, tutte queste sciagure insieme! Dappertutto, bistrattato, insultato, umiliato, cacciato, infine, dal governo del paese. Io parlo come se lo avessero già fatto! tanto lo hanno fatto! Sfuggito a Satana, forse, solo per un soffio! Ostacolo ad ogni perbenismo di maniera, di cui l’Astuto, predica la norma – egli era nemico di tutte le norme che costringevano i miseri, a immiserire ancor più il loro tempo in regole insensate, onde stancarli a tal punto da rifiutare perfino di pensare oltre, figurarsi costruire! Ma anche nella vita privata era uno “sregolato”! Ce lo fa capire Bagnasco: troppa disinvoltura nuoce a chi governa! La Chiesa vuol versare un po’ della “SUA ipocrisia” nella coppa, insieme agli altri veleni? Un tempo io dissi che “egli è baluardo civile e militare della Chiesa”; ora che non c’è più, vi sarà, fra i Presuli, chi salirà sulla Costosa Barca del Vincitore, per traghettare la Chiesa nel Nuovo Corso, dove sarà utile per tutti, rimboccarsi le maniche! o saranno guai! Di una cosa sono certo: non si parlerà più di Lui: una strana, grigia caligine ci avvolge; soffoca chi aveva cominciato da qualche tempo a respirare! – Ma non è stato un santo, neppure un virtuoso; orrore, direbbe Biffi:(scusa, grande Cardinale, scherzo!) non era neppure povero! amava quella manciata di secondi che aveva da vivere sulla terra, col sorriso sulle labbra, senza maledire, senza iniettare veleno nell’avversario, follemente! Lo hanno perfino accusato di essere MANALIVE! Se dicessi che faceva molta beneficenza, nel più perfetto segreto, farei del “franceschismo” di ritorno, ottocentesco, romantico e piagnone. Di queste ultime tre “piaghe” andava indenne. Non perdo il filo, siatene certi! ora che un primo “ostacolo” è caduto, altri ne cadranno e questa Europa “finta” perchè apostata, non potrà che esserne coinvolta. Ormai, senz’alcun riparo, cadrà a breve, anche l’OSTACOLO DI CUI PARLA L’APOSTOLO PAOLO,(Tessalonicesi) e allora cominceranno “i giorni che se non fossero accorciati per le preghiere degli eletti, nessuno sopravviverebbe”.

  226. I problemi sembrano talora aumentare quando la Chiesa si rivolge agli uomini e alle donne lontani o indifferenti ad una esperienza di fede, ai quali il messaggio evangelico giunge in maniera poco efficace e coinvolgente. In un mondo che fa della comunicazione la strategia vincente, la Chiesa, depositaria della missione di comunicare a tutte le genti il Vangelo di salvezza, non rimane indifferente ed estranea; cerca, al contrario, di avvalersi con rinnovato impegno creativo, ma anche con senso critico e attento discernimento, dei nuovi linguaggi e delle nuove modalità comunicative. …. ….. …. L’invenzione dei nuovi linguaggi virtuali con adeguate modalità comunicative!? Ma Chi – mi auguro, in buona fede – insegue Papa Benedetto? Certo è un’arma a doppio taglio: Chi ha inventato i nuovi linguaggi virtuali, sono uomini! I linguaggi virtuali e le relative modalità comunicative sono stati costruiti per ostacolare, relativizzare, schernire, BANALIZZARE, l’insegnamento evangelico; finora è stato così! Non è nato nessun valore, al di fuori del mercimonio sessuale, delle improvvisazioni intellettuali, degli approfondimenti statistici, della ricchezza vissuta fine a se stessa, l’apologia della tortura, come stimolo sessuale: dovunque, nei gossip pruriginosi, nei films, dovunque si voglia un sesso attento al dominio e alla sopraffazione: ora della donna, ora dell’uomo, delle bambine e dei bambini, impegnandosi sempre più in linguaggi pregnanti, semanticamente nuovi – slangs dell’orrore – onde fare del dominio e della schiavitù, argomenti che calamitino sempre un maggior numero di fruitori. Certo, come ho già detto a proposito del Concilio Vaticano 2°, esso può essere – il linguaggio virtuale – raggelante negazione del “NUOVO”, o, al pari, grandiosa opportunità d’invenzione di nuovi linguaggi per l’evangelizzaaione. Se ho ben capito, Ravasi e Fisichella dovrebbero lavorare in tandem. Ma c’è da dire che, oltre le spettrali, stressanti, inerti e moderne macchine per “modalità creative”, immaginate da fermo, non sono che il ciarpame furbo di un antico satana, che ai miei occhi, non ha assolutamente rinnovato un linguaggio. E’ sempre lo stesso, scurrile, ironico, assurdo, come si può ben constatare nell’uso. Vogliamo mandare in rete il cinguettare colto di Ravasi, infarcito di stranezze teologiche, come da “bibliotecario in Sartre”, pervenuto fino alla esse? Ricordate l’opera di cui parlo? Oppure fare cosa? Avete visto di quale pasta, è il linguaggio dei Vescovi Cei, in TV2000? Ridicolo, no? E la cultura cattolica, che procede ancora per categorie linguistiche e di senso marxiane, (civiltà cattolica), e il giornalismo cattolico (Avvenire e Famiglia Cristiana) ci dà forse un brivido di “redenzione”? Guardate che alle Botteghe Oscure hanno spento le “luci” da anni, vuole il Dicastero di Ravasi acquistare le vecchie lampadine, sottocosto? Ma che voglio dire, perbacco, che non c’è più un linguaggio nuovo, a cui fareiferimento? Certo! ma sarebbe meglio dire che di nuovo non vi è altro che il vecchio satana, con tutte le “sue” categorie Hegheliane e Marxiane, tirate a lucido, da sbandierare sotto gli occhi del Papa, pur di avere un DICASTERO! Non vi è più un linguaggio! perché l’uomo-apostata, “religioso e non”, ha distrutto il Sacro Refrain, la Musichetta Folle che anima il mistico e l’asceta, il Politico e il Filosofo; non si confeziona opere col sale del Paradosso, ma ovvietà che conclamano guscio perfino la Teologia. Acrobazie semantiche di chi vuol lavorare con la rete, nel Circo.Tenere per Dio ma anche per mammona. Lo Spirito Santo ha preso altre vie, caro Papa, che neppure te le sogni! Forse i vecchi vignaioli Lo hanno tradito ed Egli ha deciso di dare la Vigna ad altri Comunicatori. Che l’Ostacolo non sia di ostacolo!Io consiglio al Papa di pregare e riflettere. Si ricordi che il regno dei cieli nasce piccolo arbusto, per poi divenire albero in ognuno che abbia fede.

  227. “A quanti però lo hanno accolto
    ha dato potere di diventare figli di Dio”; Egli non si è curato se il Mondo li abbia agghindati o no, coi filatteri allungati della cultura, perfino pervasi dalla lingua degli Angeli! – Quei che con lessico dolorante e impreciso, balbettino le glorie del Nome, son destinatari, come i primi, del Suo Regno. I linguaggi si educano con la frequentazione di Gesù. Liberamente, grande o piccolo sia il sensorio dell’ anime, lì abita il Signore, lo Spirito Santo “vuole che si voglia” accoglierLo, santificarLo, accudirLo. Vorrei imitare Giuseppe di Arimatea – sedere in questo umile sinedrio fino alla morte di Gesù! Ovvero nel “luogo virtuale” che la Chiesa ha comprato a caro prezzo, affinché si glorificasse il Signore. Lì resterò
    – faccio voto a Maria Santissima che non costituerò altro blog! “QUI” la Provvidenza mi ha accolto con tanta generosità. Silenzio, luogo di meditazione e disputa; questo il luogo ove debba restare, per onorare Cristo e la Sua Chiesa. Dopo che Giuseppe di Arimatea ebbe richiesto il Corpo di GESU’ ai Romani, per dargLi sepoltura, uscì dal Sinedrio e si mise in cammino alla volta dell’odierna Inghilterra. Essendo io vecchio e affaticato, attendo che la Morte mi traghetti ove la Sua Volontà, voglia che io approdi.

  228. Sant’Efrem: ecco io rimango come stordito della bellezza di questa tua meditazione de aeterna virginitate Mariae et Jesus nativitate. Nessun altro Santo ti eguaglia! La poesia diviene Corpo Credibile di una Verità che sarebbe rimasta inesprimibile. E’ nata dalla tua cetra: a suonare con te, lo Spirito Santo. “È una fonte di grande stupore scrutare come Dio è sceso e si è reso abitante di un ventre, come questo essere si sia rivestito del corpo di un uomo”. Con un richiamo alla teofania nel roveto ardente: “Come un ventre di carne ha potuto portare un fuoco che brucia? Come una fiamma ha abitato un ventre umido senza bruciarlo?”.
    Il roveto che non si consuma è paragonato da sant’Efrem alla verginità intatta di Maria: “Come il roveto sull’Oreb che portava Dio nella sua fiamma, così Maria porta Cristo nella sua verginità”. Dello stesso autore: “Una vergine è incinta di Dio, e una sterile è incinta di un vergine, il figlio della sterilità sussulta di fronte alla gravidanza della verginità”. Ringrazio furioso di gioia il Santo Padre che mi fa fatto dono di una così grande Realtà Spirituale.

  229. L’anima avrebbe potuto non incarnarsi in un corpo perituro se avesse accolto il primigenio corpo di luce che le era stato assegnato. Simile a quello trasfigurato di Gesù sul Tabor. Che riavremmo al momento della nostra resurrezione della carne. Ma non è stato così. Ella ha barattato l’innocenza con la coscienza. E’ atterrata in un corpo perituro. Ha abbandonato il proprio corpo di luce per andare ad abitare in uno tratto dalla polvere, creato apposta per lei. Un corpo soggetto a corruzione, perituro. Dopo che ebbe distrutto la propria innocenza – ebbra di coscienza – non le rimase, per esprimersi, che il corpo creato per lei, onde soddisfare il suo bisogno di conoscenza. Gli albori della Mente. L’anima trova che il corpo tratto dalla polvere è atto a riceverla. A trasmettere, per lei, il pensiero. Non è in sé, né buono né cattivo, è ciò che le è dato per esprimersi. Ella è Psiche, allorchè ha deposto il corpo di luce. E subito trova che il corpo perituro è atto ad accoglierla. Ora ha dinanzi a sé qualcosa che le era sconosciuto: il cervello tratto dalla polvere e formato da Dio, acché possa esprimersi. Dal momento che decide di usarlo, dà luogo al primo strumento conoscitivo: la Mente (nous). Che in parte rispecchia l’immortalità dell’anima, in parte la sua corruzione. Non avrebbe mai più ottenuto quel che era andato perso. Senonché, Chi aveva fatto dono di quel corpo secondogenito, vedendo l’impossibilità della Sua creatura a districarsi dalla Contraddizione – che la Mente volta volta generava – si separò, in uno Strappo Sublime, dalla Somma Sapienza che Lo componeva al Centro del Proprio Essere, e la diede in riscatto di quell’afflitto binomio. Nacque un bambino che ebbe nome Gesù. Dio rientrò nella Creazione per divenirne il cuore. Perché l’anima non discerneva che attraverso la Mente! E quel che ne scaturiva, ne tradiva l’origine, si legava sempre più al mondo, per mezzo del corpo perituro! Ella non riusciva ad aggiogare la Mente al carro delle Realtà Spirituali. Così come in Dio era al Centro, il Figlio volle abitare il centro di quella infelice creatura. Dando luogo al Cuore. Ove se accolto, Gesù avrebbe dimorato in lei, come quando in Dio Era. E’, Sarà.

  230. Quando Gesù è in me, io sono veramente libero. Rivelo la mia natura ebbra e scherzosa, nonché folle. Perciò mi diviene ostile ogni limite! E’ in mio potere compiere miracoli anche più grandi di quelli che Lui ha compiuto, solo che io lo volessi! Del resto, in Giovanni, lo aveva comunicato! Senza nessun altro Archè se non Lui stesso, io pure divengo alfa e omega: “Dinanzi a Dio son belle e giuste tutte le cose” Egli dona lo smisurato REGNO a a chi Lo ama, hic et nunc. Ma se voglio protrarre il godimento per mio godimento, restare legato al Regno, per non tornare mai più sulla terra; ecco che un tormento ancora peggiore mi attira a sé: m’induce a ripetermi in ossessivi cerimoniali, di cui diffido ma non so separarmene. Ecco: tramonta la Follia, la Libertà Perduta è un ricordo che mi strazia, eppure non so separarmi dal Cherubino che mi lega per magia ai suoi cerimoniali, illudendomi di perpetuare così il godimento del regno. Temo di aver perduto perfino la libertà di peccare! Devo gettare al più presto la mia vita oltre l’insussistente garanzia di perpetuare “un sogno”; se rimango conforme all’illusione, non mi apparirà che la Sua Caricatura, in eterna coazione a ripetersi! Allora voglio morire! Fa’ di me, o Signore, ciò che vuoi – tutto è meglio che la morsa del Serpente Antico. Ma, morire in Te, o Gesù: nulla è come prima! la mano del mio Signore è su di me; che mi libera. Quando Si allontana – fa’ come fecero i due di Emmaus, non seguirlo, verrà Lui daTe, se lo ami così tanto.

  231. … per avere la conferma che un’ispirazione viene da Dio, occorre sempre immergersi nella preghiera, saper attendere con pazienza, cercare l’amicizia e il confronto con altre anime buone, e sottomettere tutto al giudizio dei Pastori della Chiesa. Dice il Papa, a proposito delle ispirazioni, che ricevette Giuliana Corbillon. Egli, il Papa, ha risposto in maniera adeguata e “quasi” esauriente ad un problema che mi pongo spesso. La verifica di una “ispirazione”. Bene la preghiera – bene l’attesa paziente – qualche difficoltà nella ricerca dell’amicizia e il confronto con altre anime buone. Fin qui, un pacco dono, da parte del Papa, sbertucciato, però, in un angolo. Lo sentite, il tono, cari preti: mi sto innervosendo?! Quali sono i Pastori a cui devo rivolgermi per sottomettere loro “le mie ispirazioni”? In breve: la mia prima Parrocchia fu quella di un certo Don F.P (Periodo: Card: Elia dalla Costa – anni 50). Alcuni parrocchiani pensavano se la facesse con tre donne adulte e amiche fra di loro. Un “povero diavolo”! Ma così scaltro da ottenere presso il Vescovo, un trasferimento alla Cattedrale, dove ebbe ventura di dirigere il coro di voci bianche. Previa nomina a Monsignore. Sapeva così tanto fare il prete, da strapparmi un sorriso, ogni tanto! Impeccabile nella benedizione dell’Ostia Santa e in ogni altro servizio liturgico. Un po’ avaro, ma non troppo! Vox pupuli. Chiamato “frustaluci”, per la sua allucinante magrezza. – Incomunicabile: quando si trattava di chiedergli un consiglio dell’ordine morale, teologico, semplicemente umano, rispondeva: “Vieni e confessati”. Lo sostituì Don Cantini – uomo robusto nella fede e vigoroso nei modi; eccezionalmente generoso, parco di parole, ma essenziale. Quel Don Cantini di cui tutto, ormai, “si crede di sapere!” E lo si è punito. Per quei tempi dava consigli, a mio parere, troppo radicali – lo stimavo per la sua schiettezza e precisione, ma ne avevo timore. Povera la mia Parrocchia! Vennero preti grigi, insopportabili, presi soprattutto dall’impegno di sdoppiare Chiesa e Oratorio. Ma io non c’ero già più. Anche volendo, i grigi, davano risposte generiche, opinabili. frettolose: non sapevano neppure d’acqua calda. Cara Giuliana, che avresti fatto, se ti avessero risposto: va’ a fare un giretto: son cose più grosse di te. Con Don Milani, poi, ho rischiato di perdermi nella sua giustizia fatta di odio; quasi quasi mi mettevo anch’io a odiare “il figlio del dottore, bravo a scuola e stimato da tutti”. Segnato dalla sua appartenenza ad un ceto privilegiato. Un giorno obbligò mons. Bianchi, ausiliare di Florit, a insegnare il condizionale a Barbiana, oppure che se ne fosse andato. Il poverino abbandonò la catechesi e si cimentò perfino col congiuntivo! Rimase. Sfioravo i quaranta e conobbi un Monaco e un Monsignore. Da loro due ricevetti molto e diedi quasi nulla. Padre Giovanni Vannucci OSM, e Mons. Bonanni, ex rettore del Seminario Maggiore di Firenze. Quest’ ultimo, poveretto era così sensibile, da aver perduto il senso del gusto, causa un seminarista morto annegato – affidato alle sue cure – durante una gita al mare dell’intero Seminario. Caro Joseph, a loro sottomettevo ogni mio pensiero, soprattutto le ispirazioni”. A lo mi confessavo e ricevevo l’Eucarestia. Non avevo problemi per confessarmi e ricevere la Comunione! Erano formidabili. Padre Giovanni, geniale pensatore cristiano e misericordioso, Mons. Bonanni, suo caro amico, misericordioso e geniale pensatore cristiano. Poi venne la tempesta. Uno strano, giovane ex seminarista omosessuale, mi disse chi fossi, veramente. Fu sconvolgente! Da non crederci! E io non gli credetti! Era come mi avesse sbarcato sulla Luna e si fosse subito dileguato. Padre Giovanni lo volle conoscere: lo misi in guardia: “quello è pazzo, anche se non lo sembra affatto, lasci perdere!Lui insistette e allora gli raccontai la profezia che mi vedeva al centro. Che gliene pare, padre Giovanni di questa follia? è una follia, mi creda! Lui, il monaco, disse, invece, che un giorno si sarebbe avverata. Io rimasi stupito – pensai: o questi due mi prendono in giro, oppure.. il mondo è sottosopra … Gesù, certo, è imprevedibile! ma sorridevo: non può essere, non può essere, mi dicevo; penso di avere avuto sulla bocca uno strano sorriso. In un secondo tempo, dimenticata la “strana profezia”, chiesi all’impassibile Monaco, un consiglio, glielo chiesi con insistenza, poiché egli era schivo nel dare i consigli; mi disse tre o quattro parole: “fin da ora insegna ai preti ad esserlo veramente”. Questo, ha pochissimo a che vedere con la strana profezia! La cartuccia, il fucile con la cartuccia. Non posso dirti altro, caro Joseph, vorrei, ma non posso -1° potresti ridere sotto i baffi, 2°intristirti per la mia sconveniente patologia, 3° pregare per tutti i protagonisti di questa strana storia. OPPURE. Vedi, caro Joseph, cara Giuliana Corbillon, per voi è facile sottomettere la vostra ispirazione a qualcuno! Battete le mani ed ecco a voi una dozzina di confessori! Presuli, santi sacerdoti, teologi illustri. Io telefono in Curia, 13 mesi fa, chiedo del Vescovo Ausiliario, il telefonista-diacono mi dice che, per il momento, Mons. Magnago è assente, mi dia il suo cellulare, glielo dò, mi dice che in breve sarò richiamato. Ché lui mi ascoltasse e mi rimetta sul binario dell’Eucarestia! Neanche a lui avrei raccontato “la profezia”! Semmai, un parere sui “commenti”. Dieci anni fa, ho conosciuto un prete andino, umile e misericordioso, giovane e innamorato del Santissimo Sacramento, povero in canna. Colto e appena sorridente; da lui mi confessavo, imbandiva la tavola e io mangiavo il Pane e bevevo il Vino. Dopo aver fatto il curato nella mia parrocchia, se ne tornò sulle ande, dove molte anime lo attendevano con trepidazione. Ciao Giuliana, Ciao, Joseph.

  232. La lettura della Bibbia offre un posto di prim’ordine alla Profezia. La letteratura può indagare la “profezia” e determinarne assetti diversi. Profezia ispirata o racconto a denotazione soggettiva? Scatti lessicali ci consigliano di cogliere le differenze fra la Parola del Signore – senza tempo, non “compromessa da fattori esistenziali” – e categorie letterarie in uso anche oggi presso gli autori. I Profeti non vanno immuni da questa ibridazione. Il Profeta si desta dal rapimento della Parola e torna a scrivere per “umana ispirazione”. Nella Bibbia, io noto che i Grandi Profeti: Elia, Eliseo, anche Mosè, lasciano ben poco alla loro immaginazione: vince la Parola del Signore sulla pur lodevole testimonianza dell’ imaginatio. Avvicinandosi i tempi di Gesù, si ha una lodevole schiera di Profeti “minori”che alternano la congiunzione lessicale all’Onfalo Divino, a parti liriche stuporose e gioiose, affatto disdicevoli. Il testo è ibridato, ma affidabile. In Daniele, il tono narrativo mi affascina, il refrain del suo lessico commuove, “soprattutto” quando sembra prendersi “qualche vacanza” dalla Parola Divina. A mio parere, questo Santo Profeta è spartiacque mirabile fra Dettato Divino, nella Sua impressionante estensione orizzontale/verticale, e lessico a macchia di leopardo,ove Parola e linguaggio sembrano “incapriccirsi reciprocamente”, dando luogo ad un’opera di Maieutica Divina e “letteraria”insieme. Daniele, il Profeta nasconde la Parola in un linguaggio libero dalla suggestione del Divino e Lo incarna, “simulando” una innocenza amorosissima, tutt’altro che profana, aderente perfettamente alla Parola, che sembra innamorarsene. Tanto da non distinguere più il “nucleo nudo della Profezia” dal Suo Veicolo di luce Poetico. Un solo musicista eguaglia Daniele, ed è Mozart, che incarna Sacro et sacrum delirium musicale in unica matrice. La dolcezza, il tatto, le occhiate intorno incantate, il rigore del Dettato Profetico – la stasi mistica – il ritorno alla Fonte ove abbeverarsi ancora, è unico linguaggio, visionario itinerare che conduce Daniele a Dio. Fonte unica d’ispirazione, accolta ed elaborata (da sveglio!) attraverso l’impareggiabile emozione del lessico. Credo che Gesù guardi a Daniele, quando “pensa”, e affidi questo Suo Verbo a chi ha l’arte di elaborare la parola nel “narrato arbitrario e soggettivo del proprio genio/carisma. Al caro Benedetto.

  233. Del peccato. Il Serpente Antico ha tracciato nell’anima solchi: ferite “spirituali” aperte, pronte a ricevere i germi della tentazione; ove anche nel corpo, si aprono ferite biologiche, che si riesce a malaspena a curare. Somatizzare i desideri della psiche, diceva ad es., Basaglia, significava portare nel soma (corpo)le “antiche infezioni, che da tempo giacevano allo stato psichico, ora risvegliate dalla tentazione.”(il virgolettato è mio”)L’anima, quando diviene cosciente, è Psiche.Inseparabile , ormai, dal soma; che l’anima si è scelto per incarnarsi, in tempi anteriori. Se non avessimo ricevuto, col peccato delle Origini, le ancestrali ferite dell’anima, Adham – creatura spirituale – non avrebbe cercato di “nascondersi” nel soma. Col Battesimo, si mette l’anima al riparo del Peccato Antico: non sono cancellate le ferite, ricevute nell’Eden, dopo il Peccato. Esse sono sì,aperte, ma lavate da ogni impurità. Per il Sacrificio del Golgota, ogni peccato potrà essere rimesso, ogni ferita del corpo e dell’anima, prosciugata. Sì, anche del corpo, se lo volessi veramente! Con la fede, si prosciuga perfino la tristezza del peccato, che dà origine, immancabilmente, al “cupio dissolvi”; ovvero la traccia più pericolosa, (per psiche e soma, quindi per la stessa anima)che il peccato semina “nei due stati”, se l’anima non ne prende coscienza e rivolge a Dio richiesta di perdono. Per quanto essa ha compreso della sua trasgressione”. Ma l’anima è recidiva,
    se non è assistita dalla Grazia, dal Sacramento della Penitenza e dell’Eucafrestia. Questo io enuncio, pur non avendo esperienza, da oltre 15 anni, di quei Sacramenti. Ma la prudenza vuole che io dica l’anima essere recidiva, comunque, se viene a mancare l’aiuto del Signore, a causa dei molti peccati. Chiedete – finora niente avete richiesto – e sarete salvi, risusciterete i morti, ma soprattutto i vostri nomi saranno, saranno stati scritti nei registri della Salvezza. Non ho esperienza di quei due Sacramenti – basilari per la salvezza – ma l’amore che Gesù intrattiene col peccatore, è tale – se non è un inganno del Diavolo – da farmi dimenticare perfino la Sua Incarnazione nel Pane e nel Vino! Peccare, secondo me, è coazione a ripetere, solo coazione a ripetere: Gesù non si dispera! io mi dispero! Non mi condanna, né mi giudica, brucia con l’Amore della Spirito Santo, la trama impudica e maleodorante del peccato; è sempre un passo avanti a me: dai! seguimi, non disperare! più amico e gentile di quanto lo fosse stato mia madre! Se ti volti ogni volta, all’indietro, non credi a Me, più al tuo peccato, credi! Ricordi, le abluzioni, nell’Antico?, ebbene io chiedo preghiere e ancor più,poesia innamorata, canticum novum, da cantare insieme, al Padre mio, Padre nostro! Esci in strada, allegro: ti sarò vicino fino alla fine dei giorni. Che la Chiesa, correttamente spiega: per mezzo dell’Eucarestia, sarà in noi fino alla fine; ma io oso aggiungere che Egli conosce le ragioni del mio default, a maggior ragione mi è vicino, sapendomi grandemente svantaggiato. E a Lui rendo grazie. E alla Vergine, che ahimè trascuro! privandomi del preziosissimo aiuto che concede a chi La venera, ma anche a chi cerca dispratamente la mano di Suo Figlio adorato. E a Te, Benedetto, io dico: diffondi preghiera e speranza, stai lontano dalle “soluzioni” degli uomini, non correre dietro ai “loro successi o insuccessi”, medica con l’orazione, più che col progetto! Con gli umani progetti, a questo! siamo giunti! Ricorda d’essere taumaturgo, povero come Pietro: non ho altro da offrirti: che tu veda.

  234. Ogni Virtù, si veste degli Abiti che il Virtuoso ritiene Le siano affini. La sposa si fa bella – abbia quel che abbia – il giorno in cui, si getterà, finalmente, fra le braccia dello sposo.Il Cantico dei cantici ce lo dice nel suo Divino Poema.Tutto mi lascia pensare che l’estetica (qui, semplice veste) ricopra, anzi scopra con delirante commozione i seni, le spalle e tutto ciò che appetisce, della sposa. L’emozione è grandiosamente BENEDICENTE – ispirata: si proietta dagli occhi del Padre, come prima che il peccato fosse, nei giardini dell’Eden.
    La Chiesa avrebbe potuto dire: nulla è cambiato, l’uomo, la donna sono belli, anzi, lo sono ancor più; per quel Grande Amore, Gesù ha lasciato il Padre, per andare a morire sulla Croce. In primo luogo. Il Cantico, svolge il tema dell’amore e delle vicissitudini fra l’uomo e la donna. Nella sua interezza, manifesta piacere in amore e dolore di separazione; tanto che – essendo Divino Canto – mette in ombra e invoglia (au meme temps) cantici nuovi di quell’Amore. Che la Santa Chiesa, abbia elevato (il Cantico) a metafora, per esprimere l’Amore di Cristo per Se stessa, è cosa buona, è cosa giusta. Anche se, a mio parere, avrebbe potuto scegliere altre metafore. Un tantino scippata al Sacramento del matrimonio; se teniamo conto della misura “sinceramente” elegiaca, nella poetica dei desideri, che travolgono molto di più, che in qualsiasi altra mistica orientale/occidentale, di ottima e umana fattura. Ma la Santa Chiesa ha voluto che così fosse, e sia. Le opere della Chiesa dovrebbero rifulgere per la Fede, la Carità, la Speranza, (oggi: ultimo AVAMPOSTO DIVINO) la Sapienza – quella vietata ai grandi, ma palesata ai piccoli – le opere di misericordia, la pietà. Per la scelta operata dalla Chiesa – far metafora del Cantico – attendiamo si palesino, etica ed estetica che inverino la metafora. Vediamo. Ogni Ordine ecclesiastico, ogni Gerarchia, fin dai primordi, si è scelto, premurosamente, un abito. Pietro, che “si cingeva di un camiciotto”, in vista del Maestro; gli Apostoli, l’Apostolo Paolo, più di tutti! – lui, con modestia, rifiutava perfino il sostentamento che gli veniva dai fratelli, che lavorava il cuoio! Erano vestiti con abiti decenti, decorosi e puliti, tanto lo erano le opere che si accingevano a compiere. Che permettevano la Conversione. Non è poco, nevvero? Erano, ante litteram, in corda con Severino Kierkegaard: sia l’estetica propeduetica all’etica! Una morale apostolica si deve misurare, con un modo ad hoc, di apparire. Oggi ho ascoltato il Papa che parlava al Suo Terzo Concistoro: Voi cardinali dovete stare sempre al cospetto della Croce, ché il colore Rosso, è di quel Rosso che sgorga dal costato di Cristo, insieme ad acqua. Affinchè misuriate la mia superficialità e pochezza spirituale: estetica a buon mercato! sapete che cosa ho visto? Tutti voi neo-cardinali, Ravasi in testa, vestiti come siete vestiti, i filatteri allungati fino allo spasimo, sotto la Croce, dum pendebat Filius, inter matrem et discipulos suos. Forse, solo Giovanni! E mi son messo a ridere di cuore: lo scemo! Io, che il Signore Gesù mi regge sennò cado, mi tranquilliza: muoio di paura; ironizza: se non puoi “reggere lo spettacolo” della Croce, torna pure a casa; acché io rispondo: morto, a seppellire i morti, vero? Lui, di lassù, sorride; “sempre fuori tema, amico mio, sei arrivato fin quassù …” Mi giro intorno e vedo Ravasi e tutti i neo cardinali, arrossisco, come siete potuti arrivare fin qui? Siamo sicuri che, a Sua imitazione, effonderete i vostro sangue!? Quo cum corde, così vestiti, Gli direste: resta appeso per la nostra salvezza? “Non sono abiti, i vostri, compatibili con la gloria presso gli uomini?” Disse loro un ometto che faceva fatica a mostrarsi. “Taci, noi siamo la Sua Sposa” gli fu risposto. Voi mi direte: uno vestito alla cardinale, che appare in TV, lancia proclami ai governi, non può, damblé, essere sul Golgota, prima che il gioco resti? Ma certo che può: “che mestiere fai, amico?” disse l’ometto. “il Cardinale, per guadagnarmi la Vita”. Lui come me vestito, da sempre sdrucito! Maritain, era anche lui, conciato così, quando andava a mangiare – cardinale – la minestra, in mezzo ai poveri? – Ognuno ha diritto di proiettare il proprio senso estetico, rispose Ravasi, Giacomo ne aveva uno tutto particolare! Che importanza ha la veste, tu che predichi l’epoché! Al martirio, uno va vestito come vuole!”

  235. Senza Cristo, l’anima medita sulla fine del corpo che la ospita, ne vede i segni decidui e s’intimorisce. Non ha altro cui pensare. Scambia la Vita, con ciò che perituro, si corrompe. Non un alito di “Vita”, al di là del proprio corpo. Faust, il romantico Faust, scambiava la propria anima con l’illusorietà dell’amore mondano; oggi, senz’alcun senso della misura, ci si appende alle staminali, per durare fino al prossimo sconfinamento della scienza. Brutto trauma, la morte, gran terrore! Morire in Cristo e in Lui risorgere; con la fede è “piacevole” aprire quella porta! – la Novità affascina! – se non fosse per il quesito del Vescovo Maggiolini: Cristo mi vedrà per quel che sono, oppure per quel che credo di essere? Bravo Vescovo – requiem aeternam dona tibi, Domine – questo interrogativo smonta la spocchia di chi pensa di non impaurursi dinanzi alla morte! E’ altalena fra ciò che si è o non si è – a nostra insaputa – dinanzi a Cristo Signore che ci giudica. Un leggero iato separa Cristo-in- me(Paolo), dall’ Archetipo che Cui tendo: io non procedo dal Padre, come Gesù procede, sono creato dal Padre, in una materia, per me, indefinibile. Il Vescovo Maggiolini teme! fin quando Cristo non lo abbraccia: vieni, creatura mia, tu hai ben meritato! Sono certo che anche nel Santo che più Egli ha amato, vi è un’altalena tragica di stati d’animo: resultato d’esser creati, non di procedere dal Padre. Più grande è il Santo, più breve l’oscillazione verso la paura – più lunga la sosta di Gesù nel cuore del Consacrato. Di questo procedere altalenante, ho fatto esperienza. Guarda caso, la paura subentra quando l’anima tramonta: ultimo cui si pensa: Gesù! Tramonta nel corpo, quando il desiderio declina, d’improvviso o lentamente, nel “non essere”, ché l’anima avendo fatto esperienza per quel sensore, le appare il Nulla, senza alcuna coordinata che la orienti. Per vedere, allora, bisogna accecarsi, guardare in sé, vedere che Gesù non si è mosso di un sol grado dalla santa geometria del cuore. Che è di vastità incommensurabile; ogni attimo perduto, la ricerca del Nome Santissimo, appare più che problematica. Ed é questo il momento di “mettersi a morte”: tacitare i desideri appagati e inappagati, deporre l’agire dell’anima, nelle “Sue Mani”. Riaffiorirà quel che non si è mai perduto: il Fedele: Colui che dice: “sarò con voi fino alla fine dei giorni”. Ma fate attenzione, fratelli, la “vista interiore” – sensorio glorioso dell’anima – è soggetta a lenta, anche se reversibile ossidazione; non tentate “troppo a lungo” il Signore Dio Vostro! Piccolissima meditazione dedicata al Vescovo Maggiolini, che l’ha ispirata.

  236. a nulla vale mentire a Colui che ha posto le fondamenta del mondo. Non posso fare a Gesù la sceneggiata della “combustione” della mia vanità: io soffro come una bestia per la mia “itinereide” dimenticata, in gran parte non ancora pubblicata! Almeno a Te, mio Eterno Giovane Signore, Gesù Cristo, urlo la mia rabbia – Tu hai ispirato Itinereide – e hai lasciato che giacesse inerte! Un Grande che ha creduto in Te – scrittore illustre: Giorgio Manganelli – l’ha consegnata, col suo placet, alla storia, ma questa l’ha rifiutata. La storia è fatta, non delle Tue Realtà, ma dalle opportunità di guadagno, le convenienze, le amicizie. Io, fingendo di essere purificato dal desiderio di vanità, mi son dato le arie d’esser come quei tuoi pescatori, che appena li hai chiamati, hanno lasciato tutto e ti hanno seguito! Accidenti, ho mentito al mio Dio! Se non altro sono uno stolto! Egli ha sempre saputo che bruciavo per Itinereide, che mi sentivo umiliato in mezzo agli scrittori più fortunati, che straparlavano a destra e sinistra, gongolando – li odiavo, eccome! – Tu, mio Eterno Giovane Signore, mi attendevi al redde rationem della mia condizione spirituale, – vera! Anche “fin troppo umana”! Che mi è valsa la menzogna di pensarmi uno dei Tuoi amici, seppoi “segretamente adoravo altro dio?” Ma Tu, Signore, leggi nei cuori e nelle menti; hai lasciato questo poveretto si trascinasse col “suo peso”, sulle Tue tracce; ogni qualvolta guardandosi indietro; – e Tu sorridendo, ricordi?! Non voglio neppure, per un solo attimo alludere, che questa sia la mia Pétite Croix: temo mi sia tolta! ed io smarrirmi nel tempio insipido delle Vanità. Ma io so che a Te piacciono gli scherzetti, i capovolgimenti di fronte: sono qui, attendo di farti sorridere!

  237. Voi dite, egli è vecchio, non prestiamogli ascolto; vede la fine imminente e pensa che il mondo segua la sua vicenda. Poveri stolti! io, che il diavolo non ha mai cessato un attimo di perseguitare! ecco vi dico: incendierà i vostri cuori più di quanto finora non abbia fatto, perché Gesù non possa trovare in voi alloggio! L’odio vi ha già accecati, ma ancor più piangerete quando i vostri figli cadranno per mano vostra. Non è scritto: i padri denunceranno i figli e questi, voi, che li avete istigati? Con ogni mezzo ha tentato di portarmi dalla sua parte! Egli (il demonio) ha il potere di trasformare in serpe, colei che state carezzando con tanto amore! Con ciò, non vi dico di smetterla di amare: siate prudenti, oggi, satana è dappertutto e in molti di voi ha fatto dimora! Dovete sapere quel che vi attende! Egli ha il potere di condurvi nel tempo in cui avete vissuto una “grande passione”, vorrebbe che la riviveste, nel mentre Gesù vi chiama a nuovo amore. Siete imbambolati in una storia -falsa ieri e oggi – che non vi appartiene più, che vi è di assillo: dove sono le nevi di un tempo? Poveri illusi, egli è dentro a ogni tempo che pensate vi sia appartenuto! I vostri canti sanno di malinconia e di morte! La neve del passato ha stampato in sé la Sua orma. Satana divide con voi l’odio con cui ha sempre posseduto; soprattutto quando vi ha fatto immaginare che “cercavate giustizia”. Quella giustizia che non è mai esistita, perché era l’odio che la giusificava, la rendeva “infallibile”! Così avete intrecciato le vostre leggi alla caviglie dei figli di Dio, che a malapena guaiscono al Signore, affinché li liberi! E sareste sorpresi del loro cuore, ancor mondo – han compreso ancora le ragioni del diavolo? Lo stupore insito nella sicumera di Satana e suoi accoliti, sarà corona ai loro delitti; nessuno di voi avrà conta dei figli di Dio che manderete a morte. Ma molti non sopporteranno i tormenti cui li sottoporrete e vi daranno ragione! Ideologia è la Bestia che v’incapriccisce: una cosa sola v’insegna: nulla è più dolce del sangue di chi è torturato! Già da tempo il Sottile Teologo, cerca di confondermi in un’abile tautologia: difenditi dai persecutori crudeli e Mi rinforzerai: sfoga la tua rabbia e uccidi! Non appena l’avrai fatto, sarai dei nostri! Che morte infame, Gesù ha subìto per non avermi, a suo tempo, obbedito. Strillerai maledicendo i tuoi assassini insieme al Tuo Dio che non ti ascolta! Rendiamo ancor più indegna la morte di Croce: che nessuno abbia a profittare di quella salvezza! Suvvia, uccidiamo a sazietà, per campi e foreste, senza trascurare le città! Non è questa la semina che mi avete richiesto? … Oh, Gesù, Tua la Sapienza, rispondi “loro” che Tu sei morto perché noi vivessimo, non per avere disobbedito a Satana! Lo vedesti cadere come folgore, Egli è per censo, infinitamente inferiore a Te, che hai il potere di allontanarlo! Lui ebbe nascita dalla Santissima Trinità: da Te fuoriuscì! creato in splendore e potenza, tanto da pensare di nasconderTi nella sua luminaria! Ecco, Signore, sta per iniziare il macello che i Profeti e Tu stesso annunziasti. Che Fare? – la Tua Chiesa, sembra ignorare i fatti e l’ora. L’anima mia non vede al di là del proprio corpo! Non vi è via di fuga per salvare la propria vita, “se non perderla”; ma Ti scongiuro, fa’ presto, che il corpo stringe, anche il tempo stringe, ahimè, nessuno vuol morire, per restare vivo! “Di’ una sola parola e l’anima mia sarà salva”. QUESTA L’UNICA CONDIZIONE DI SALVEZZA.

  238. I nemici di Dio. Ma Dio non ha nemici. Se vedessimo la creazione “da fuori” come Lui la vede, anche noi vedremmo il mondo senza nemici. D’altronde, Gesù lo dice con chiarezza: “siate perfetti come il Padre mio”. Gesù non scherza, anche se a Lui, qualche volta piace scherzare! tantomeno è un’iperbole, la Sua! Se tramite Gesù, la Sua esperienza, l’insegnamento, “andiamo” al Padre, non avremmo nemici. Di fra gli uomini, la contraddizione, se non risolta, genera nemici. La risoluzione in Cristo della contraddizione, non avviene neppure nella Chiesa. Si accantona l’oggetto del contendere, in attesa di tempi migliori…. Quando la quantità diviene qualità. L’acqua diviene ghiaccio. Nella Chiesa gli oggetti della contraddizione sono tali e tanti che i più neppure li ricordano. Tutti i capitoli sono aperti. Le erbacce e il grano vivono indisturbati nel cuore dei clerici. Verranno gli angeli e separeranno il grano dal loglio. Come avviene la coabitazione. Ad es. il card. Trifoglio propende per le nuove opere che attendono i cattolici in politica, ma sottintende la fede. Ovvero, la fede, per il card. Trifoglio, è utile glicerina per far passare le opere. Approccio al mistero, senza il lampo innamorato della fede, si traduce in questo: giovani cattolici, fatevi furbi, ci stanno “segando” il terreno sotto i piedi, siate propositivi, sceglietevi le alleanze. … non è questo il compito della vera fede? Le opere, aggiunge il ghiotto Trifoglio, conducono al mistero, tramite la fede. Rivedere il Welfer, il piano casa, l’accoglienza dei migranti, una conduzione etica della politica, sarà il terreno d’incontro dei giovani cattolici impegnati in politica. Un errore madornale del Presule Trifoglio. Immaginare si possa, nei limiti del possibile, guardando alla scienza economica, realizzare quelle mete-oggi, fa ridere, non sorridere, Mr Trichet, Strauss Khan, Bernanke! Loro hanno ragione, Trifoglio ha torto. Solo una profonda avversione al governo B., induce il cardinale a porre mete improponibili, e per la scienza economica e per la metafisica. Per la Scienza, la speculazione è la vera protagonista del capitale finanziario esteso alla globalità. Gli stati vanno a ramengo, non perchè mal gestiscono la cosa pubblica, ma perché la speculazione decide quale sia il terreno dove operare: quasi sempre quando il debito pubblico, oppure quello delle banche, le dà libero accesso. Esiste un punto di non ritorno, che il “furbo Trifoglio”, non dovrebbe ignorare. Produrre non è poi così tanto remunerante – vedi i rischi che s’incontra – quanto speculare nella finanza. Alla speculazione non è affatto importante il caso Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia, con i milioni di disoccupati, e chi sta per morire di fame. Agisce su leve del “capitalismo maturo” che le permette di guadagnare molto di più, che impegnandosi nella produzione. Dunque, se uno Stato (l’Italia)decidesse di migliorare il Welfer e di investire nel rilancio di una economia produttiva, dovrebbe spendere, migliorare le condizioni dei pensionati, dovrebbe spendere, migliorare lo stato della famiglie, dovrebbe spendere; cioè, accumulare debito pubblico. Oh, che bello direbbe il satana della speculazione, lì sì, che si mangia! Bisogna allora ricevere aiuti in denaro dagli stati amici, aumentare ancora il debito e così sia. Quando io parlo degli ultimi tempi, prima del Suo Secondo Avvento, l’astuto Trifoglio, forse mi ritiene un povero vecchio scemo, che si diletta di escatologia. Ma invece, da Tremonti a Rompuy, da Bernanke a Strauss-khan, si dice che è in atto una tautologia “diabolica”, nel senso che non si può tornare agli albori del “capitalismo produttivo” e non sappiamo dove questa “ultima” crisi ci condurrà. Certo, si potrà ritardare il “decesso”, (l’abilissima cura Berluscon-Tremonti lo insegna)ma TORNARE INDIETRO NON SI PUO’! Ovvero, per il futuro, dissuadere il satanaspeculativo, a recedere da se stesso, onde convertire “i capitalisti a tornare a produrre e risanare l’economia. Vedono il maggior guadagno speculando, perché inguattaesi nei sindacati, nelle more dei contratti, dei prestiti ti dalle banche? Se Satana nega se stesso va in rovina! Se il suo regno è diviso, va in rovina! Ecco io voglio dire: caro cardinal Trifoglio, se quel che io ho detto è vero – e lo è – se siam giunti all’irreversibile strutturale, alla Tautologia infernale, tu richiami i giovani cattolici ad andare avanti, che è un indietro? Se Gesù ti ha fatto sordo a comprendere i tempi – i segni ci sono, eccome! – impegni i giovani in una strategia spaventosa? Regressiva e spaventosa. Se il Signore ha deciso – e ha deciso! – che la terra non può più essere amministrata nell’interesse degli uomini, ma nella volontà di Dio, Tu, Trifoglio, che fai? Preponi l’umana etica a quella divina? Ovvero, sostieni che l’etica potrebbe essere propeduetica anche all’economia? Ti sei accorto, buon Trifoglio, che non è uscito un solo nome di “speculatore”? Eh, grazie! la speculazione non ha un nome! E invece ce l’ha: il suo nome è SATANA. Lo vuoi capire una buona volta! Se tu avessi fede e vivessi la tua fede, lontano dagli abbagli del mondo, facessi più spesso ricorso alla preghiera e alla meditazione, diresti, Trifoglio mio meno sciocchezze! Forse sapresti dare ai giovani cattolici una via, una speranza, non già rinunciatarie, ma attive in questo tempo straordinario, che chi ha orecchie per intendere, vive intensamente. Ricorda la Lettera di Pietro: “il cane che torna al proprio vomito…” Se il Signore sta inaugurando Tempi Nuovi, percepiti soltanto con la preghiera, la meditazione, l’ispirazione, guai, guai a chi “sputa” contro vento! Guai a chi vuol ripristinare il Vecchio Ordine!

  239. …guai a chi vuol ripristinare il Vecchio Ordine, quando “tutto si compie”! Quanta carne al fuoco mette la Santa Chiesa! la Nuova Evangelizzazione, che risponde all’esigenza di eradicare i valori dell’Anticristo, portando nuovamente Gesù alle genti. Non ha finito di fondare un Dicastero, con questo compito – i giovani sono più provati dagli abominevoli valori del mondo sconsacrato – che il Cardinal Trifoglio, chiama i giovani all’impegno politico. Non li chiama alla preghiera, “non collabora” di fatto, con il Vescovo della Nuova Evangelizzazione; con quale carisma affrontare i pericoli della politica, al giorno d’oggi? L’apostasia non è rimessa – ce ne siamo accorti di recente! – i Tempi non sono stati sondati dalla Chiesa, dal Papa, con l’opportuna serietà, nell’aiuto dello Spirito Santo, che tanto paleserebbe, se adorato e ascoltato! I giovani sono la speranza del domani. Uno dei luoghi comuni più abusati da tutte le culture spurie. Lo slancio. La Traiettoria dello slancio. Lo Spirito Santo rivela a chi vuole, come il vento che spira, la Verità. Per il Paraclito non esite una categoria generazionale cui far riferimento. Trifoglio e il Papa me ne diano atto. Dove io posso leggere una simile scemenza? Nel Vangelo? Negli Atti? Nelle lettere apostoliche? Neanche da parlarne! Nei breviari di psicologia a buon mercato, trovo qualche citazione a proposito! Te lo immagini, Trifoglio, lo Spirito di Dio che seleziona “in questa categoria-giovani, l’attitudine alla politica!? Caro amico, tu rovesci per terra quanto di meglio c’è nell’insegnamento di Gesù: a chi ha sarà dato, a chi ha poco e quel poco non lo fa fruttare, sarà tolto anche quel poco. Ecco, finalmente, un primo criterio dirimente. La Chiesa sembra preferire la categoria della giovane età, per lo slancio e l’entusiasmo. Sono carismi, questi? Certo! Se iscritti nella Traiettoria di Gesù Cristo, benedetti dal Suo Spirito d’Amore; affrancati dalla faciloneria di certe parrocchie e dai risaputi “percorsi di santità”, vaticinati da clero inconcludente, insipido, inesperto, votato ai luoghi comuni in “materia di religione”, ma “accessibili a tutte le menti”. Tornando a bomba, cardinal Trifoglio, dico io forse, che i giovani non devono occuparsi di politica? Non lo dico. L’errore è tuo, caro Trifoglio, che mandi gli agnelli in mezzo ai lupi, senza aver chiesto al Signore che dia loro una visione, non già dei rischi cui andrebbero incontro, ma degli strumenti che “OGNUNO DI LORO” potrà ricevere a discrezione dello Spirito e della propria capacità di ascolto. Che altro non è, che uno dei tanti doni dello Spirito. Fu Padre Giovanni Maria Vannucci a dirmi che Dio parla col singolo, che ha ricevuto in dono, l’ascolto della Parola. Neppure voleva sentir parlare, ad es., d’inconscio collettivo e di altre amenità “psicologiche”. Dovrò pur dire, “in positivo”, qualcosa sul ruolo dei giovani in politica, dopo le “scioccheze” del Cardinale Trifoglio. Non ditemi: tutto qui? a quel che dirò di seguito. Ragazzi, che lo Spirito di Gesù sia su di voi e guidi quei che son degni di ascoltare la Parola. Ricorda il prologo del Vangelo di Giovanni: chi, non da carne…etc.
    Pregate, per chi ha l’attitudine alla preghiera, meditate la Parola del Signore, che è davanti ad ogni umana strategia, a chi ha ricevuto il dono della meditazione, fate festa fin che lo Sposo è in mezzo a voi, dopo digiunerete, e verrà tempo! siatene certi! Sia il vostro: un sì sì e un no no! tutto il resto viene dal Menzognero; eppoi una grande, sublime, semplice esortazione del Santo degli oratori: state buoni se potete. Meditiamo insieme questa piccola grande esortazione. All’attenzione di Sua Santità Benedetto XVI. Laudetur Jesus Christus.

  240. Giovanni Evangelista non scriveva di un greco irreprensibile! Gesù non vuole che mi giustifichi, giustifichi qui, ogni piccolo errore. So il perchè, ma ugualmente disubbidisco. Come a dire: preferisco parare il colpo, essere irreprensibile nel concetto e nel termine, dinanzi a voi, “sapienti”, affinché vi convinciate che sono dei vostri! Vanità delle vanità! Quanto minimo sono, dinanzi a Lui, così generoso da perdonarmi un attimo dopo! Non bisogna però, tirare troppo la corda! Devo smetterla d’invidiarvi, farisei, razza di vipere! Egli si recò nel Tempio, che non aveva ancora dodici anni.

  241. Troppo facile. Lasciare che il Signore Gesù compia “interamente” la salvezza. Lasciarsi servire di tutto punto, senza il minimo impegno a collaborare. E’ questo, Signore, che io intendo, riguardo a salvezza? L’assoluto, opportunistico disimpegno ad eguagliarti, con la pretesa, comunque, d’essere salvo? Sono forse io, astuto peccatore, viziato e impenitente che s’ingegna a barare, per carpirTi perdono e la Grazia? Non sia mai! Oppure sì? . … “Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,
    si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.
    Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.
    Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?”.
    Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo”.
    Gli disse Simon Pietro: “Non mi laverai mai i piedi!”. Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”.
    Gli disse Simon Pietro: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!”.
    Soggiunse Gesù: “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi. Gv.13,1,20 Che cosa è “decisivo” per la salvezza? “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. Chi è il soggetto del successivo versetto? “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo” Forse Pietro? Egli annuisce al Signore, seppure in maniera imperfetta, ma sufficiente: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo”. Gesù è ancora protagonista! Non mi chiede altro che annuire, chiudo gli occhi e sono già fra le Sue braccia. Vi è forse un dio più misericordioso di Lui?

  242. Gianfranco R, pensa, non conosco le tue inclinazioni, ma se Tu avessi conosciuto Ipazia – essere in Alessandria – uscire da Via Veneto, per andare in agora: madame, lei è bellissima, oggi! Possiamo ibridare, insieme, il tardo ebraismo; con quel suo greco eccellente… e Porfirio, signora…ah… si figuri, ne ho parlato perfino con Pasolini… Moravia ci ha interrotto: al tempo, signori, al tempo: non siamo ancora arrivati alla lettera N, come Neoplatonismo: perchè non pensiamo, au contraire – a ibridare quel che rimane di arcaico della corrotta lingua dell’Ecclesiaste, col neo realismo. la drammaticità della Magnani -scheggia lessicale vetero testamentaria, no?! – e Rossellini, quella sua letteratura, così essenziale, biblica direi! Ma volete che vi parli d’Ipazia? Io gianfranco felix! Come può pensare – Kalina – di congiungere tutto con tutti? Il cristianesimo è ai primordi, lo scusi, se osa ibridarsi a destra con la Kabala, a sinitra con Plotino… Verrà giorno in cui Ravasi – il sottoscritto – dirà che il Signore è nelle lingue! Lo si trova, anche, in quel che s’incalora la bella Ipazia! Dappertutto – divina Koinè! – e stia un po’ ferma, non si agiti! Cirillo! Cirillo… del segmento di Pietro; … cara fanciulla, non ci faccia caso!… Ce lo tireremo dietro fino a Pio X°, al di poi, vedrà, o illustre Ipazia, che nessuno sarà dimenticato; anche Lei, misterica e bellissima, vedova del nobile … – non profferiamo il suo nome, non ancora! …per adesso, venga nel Salotto dei Gentili, ci sono tutti, ma proprio tutti, chissà come Joseph sarà felice della conversione di Eugenio, …sono anni che non mi dedico ad altro!… Credo di essermi, per questo, meritata la berretta! Pietro?: un caso particolare: di notte è dei nostri, sospira su gli Arcadi, la Scala di Giacobbe…ne sa qualcosa? ah, lei, Ipazia, non rovista nelle carte del Giudaismo esoterico, eclettico, o come diavolo si fa chiamare! Neanche per sguincio, né vuol sapere dell’antico Adonai! eppure è a conoscenza della dialettica degli opposti, non è cosa d’oggi?! figurarsi se l’ammiro, ibridatrice somma; ma flagelli , liberamente flagelli Adonai, ma non lo ignori! Nel salotto dei Gentili, l’umano si transustanzia nella Cultura, e lì ci resta! Dove volete che vada!?… Pietro…Pietro…che dire di Pietro…? di giorno pensa a un’altra Cultura! diversa dalla mia, dalla sua! Ingenua Cultura: – e a dispetto del ruolo che gioca: poco katholon! “semmai cristiana” – Lì, con le sue figurine del Presepe – con giovani gesù che spuntano qui e là dagli apocrifi; stia tranquilla, cara e desiderabile fanciulla, non è d’intralcio”, mi creda. Dica, piuttosto, dove vedrebbe bene il nuovo Pantheon: via Teulada? – Ma che dice?, c’è già! San Pietro, dall’ingresso all’altare, su tutti e due i lati? Eh,
    ne deve fare di strada, cara Ipazia, ma non disperi, per ora li mettiamo tutti nella ex casa di Moravia, …e stia attenta!, sono di coccio, ma preziosi!..lasci stare le statuine di artemide, ci penserà la CEI a quelle!… Commento dedicato a Sua Eminenza, il Cardinale di Santa Romana Chiesa, Signor Gianfanco Ravasi.

  243. ..m’immagino che siate in tre o quattro preti a sghignazzare! e fate bene! fatelo più spesso: guai lasciarsi subissare dall’abbondanza del Porporato! E’ ora di stringere i cordoni della borsa: fate un fioretto! infilzate Gianfranco! Non abbandonate, proprio ora le Sagrestie, restate nelle Case di Preghiera – fatevi ciechi per vedere meglio – so di essere pazzo: ordinare a Voi, presbiteri, qualcosa! Mica sono Papa! Ma lo faccio ugualmente: Leggete SOLO la Bibbia, sottovoce, gli occhi bassi, avete il demonio di fronte! non ve ne siete accorti?! Ma sorridete fra voi, tra un versetto e l’altro!! Scenario: il Giardino dei Gentili: non può che essere luogo di leccornìe, amenità. Paese dei Balocchi.Terzo e ultimo, prima che io dorma: “Gesù in mezzo ai Dottori,nel “giardino dei ciliegi”, che se la ride di gusto! Deja vu, Gianfranco mio …che vuoi…; oggi di “attualità” è il carisma della Gioia e quel che ne consegue. O si oppone! Il glamour della Berretta Rossa.
    Gesù gioca volentieri con chi ha giocattoli nuovi, non è scritto: cantate Domino canticum novum?

  244. “Prego perche’ non si sovrapponga genericamente a tutti gli immigrati la categoria della delinquenza. Ogni persona, di origine italiana o straniera, deve essere sempre giudicata singolarmente, per quella che e’, non dimenticando mai che il giudizio piu’ vero e definitivo e’ quello di Dio”. Tettamanzi. ADNKRONOS … .Impeccabile, cardinale! La tua locuzione può significare: la tua vita vale per il Signore, ma ricorda, per te non deve valere niente! Se organizzi la tua difesa, lo Stato ed Io ti condanniamo; la tua persona, il corpo, che ospita la tua anima, è a disposizione di una concezione del mondo, la islamica, che considera le donne cristiane, più o meno come vitelle da monta. Asia Bibi è stata condannata a morte, violentata più volte dagli aguzzini. Se per l’islam, non avviene la conversione, siamo Kafiruna, peccatori, poco più che bestie. Il tuo discorso non è pregnante, Presule, privo di ogni ragionevolezza, suona, addirittura come un luogo comune. Lo sa anche il gatto del Papa che il giudizio spetta a Dio! Tu, così, lasci senza difesa, come sei solito fare, i “tuoi amministrati”; fai finta di non conoscere quello che l’islam pretende dalle donne cristiane: ovvero la sottomissione e il piacere sessuale. Non tutti sono delinquenti! Non vai a fondo in nessuna delle tue locuzioni! C’è qualcosa di maligno in te! Se una religione autorizza a pensare quel che ti ho detto, prete, e l’Islam l’autorizza! – vi è o no la possibilità reale, che prima o poi esca fuori, nel gesto di violentare, di uccidere, il disprezzo individuale e collettivo, verso la “nazione cristiana” che ti ospita? Tu godi, prete, di una immunità che deriva dalla magistratura: essa ci fa paura, se si è indiziati di un reato e non si hanno i soldi per difendersi, sei finito! Non hai neppure la consolazione (miserrima) di possedere un’arma! Sei difeso, Dionigi, da una classe politica che vuole maggiore immigrazione, per avere nelle mani il governo del paese. Costi quel che costi. La signora Finocchiaro (PD) non rischia nulla, può permettersi di non essere “razzista o xenofoba”! Credi che la sinistra laicistica abbia a cuore i “migranti”? Neppure per sogno!. … Esodo 21,24 non ti dice niente? Prova a interpolarlo con Matteo: “porgi l’altra guancia” e domandati perché la Parola del Signore non cambi di una Jota, il Vecchio! E studia, Presule, smettila con la tiritera dei luoghi comuni! Io mi sento umiliato da quel che accade in Italia, da un surplus “teologico” islamico, la cui violenza e le sue motivazioni, mi riempiono di sdegno! Certo, che puoi fare, poveretto? Sei in un paese ove si muore per il capriccio di un singolo, si muore e l’ira aumenta! Anche l’odio della gente, aumenta! Lo sai che cosa contribuisce all’ira, all’odio? l’impotenza! L’impotenza dei cittadini, che a causa della loro impotenza, dell’impotenza che deriva loro dalle istituzioni, dal loro “perbenistico e corretto ethos costituzionale,” sale, sale vicino al punto di rottura. Perchè, si domandano, è forse il Cristianesimo, un religione di frustrati, d’impotenti? Che hanno fatto santo a fare Luigi IX? A meno che la tua tanto da me vituperata raccomandazione alla non violenza, nasconda quel che nell’Antico Testamento sta scritto: “Io, Signore degli eserciti, susciterò nazioni ben agguerrite che ti prevaricheranno” (questo, il senso),e ancora: chi si opporrà, sarà passato per spada. Le nazioni islamiche, secondo te, hanno questo compito per l’occidente apostata e scristianizzato? Non vedo altra ragione. Potrebbe essere un disegno complessivo che trascende le nostre menti: la tua, marginalizzata dall’opportunità, la mia dall’ira e lo sdegno. Questo esecrabile commento (né poco né nulla ispirato)sia a carico della mia anima, che ha sentenziato oscurando il Signore, che pure avrebbe avuto a che dire. Parce mihi, Domine!

  245. E’ inutile: anche la Chiesa sostiene che una risposta proveniente dalla fede, sia quella giusta ad arare i campi della Storia. Ma poi che accade? Subito dopo spuntano fuori le ragioni della Ragione, negano l’assunto, emergono dal secolo umane convenienze, che una a cavallo dell’altra, hanno già formato una visione del mondo, apostata, laica, “intelligente”. Si parte dal primato della fede – essa dovrebbe essere maestra del secolo – ci si smarrisce nei modi di amministrare quei Regni che Gesù, nel deserto, rifiuta. Lo sforzo sembra sia quello di razionalizzare l’opera di satana, ovvero: ciò che all’uomo conviene, dinanzi ai “problemi” che gli si pongono dinanzi, è una soluzione solidamente umana: il mercato, le sue leggi, un codice di solidarietà, la speranza ragionevole, una fede che dimentichi per strada, l’oggetto del suo credere. Satana dà così lavoro a migliaia di teologi, politici, antropologi, intenti a dare soluzioni, ciascuno per la propria scienza. O Come vivere nel secolo, alla luce della “realtà” del secolo. Si era cominciato con la fede, da cui emergessero le idee, si finisce con le idee che annegano la fede, si sostituiscono. Qui ha senso la locuzione di don Barsotti: “citano Gesù Cristo, per parlare d’altro”. La Chiesa che si mischia ai clamori della politica, sembra fare da sponda a satana, nell’amministrare i regni che gli sono concessi. Sembra abbia a cuore la fluidità dei rapporti di forze, l’ingerenza di questo o quel fattore economico ed etico, a partire – rigorosamente – dall’uomo e del suo secolo. Se ben diversamente, fossero state accolte le”soluzioni della fede” ai “problemi”, non vi sarebbe più stato secolo, né problemi. Ma ciò non è accaduto. Perchè le risposte della fede sono volte al singolo. La Chiesa, dopo la premessa della fede, si è mossa ad operare nella Storia, nè più né meno di un economista collettivo, di un moralista collettivo. La risposta colletiva al bisogno di fede, al bisogno di giustizia di ognuno, alle esigenze del singolo, precipitato nella Storia, non sono state adeguate. E a soffrirne è stata la fede. Dio parla al cuore del singolo uomo, nel rispetto del suo linguaggio, non lo travolge, e neppure si sostituisce a lui. Dio è accolto o non lo è; mai l’uomo ne esce prevaricato. La Chiesa ha sempre esercitato un “compelle intrare” disastroso e doloroso, non tanto perché lontano da verità, ma perché cieco dinanzi a moltitudine di uomini, diversi l’uno dall’altro. Nella Chiesa non si è mai sentita l’esigenza di parlare al cuore del singolo uomo, proprio come fa Gesù Cristo. L’uomo annega nel secolo, perché nessuno gl’insegna a nuotare. Ovvero, gli viene consegnato un libriccino con le istruzioni d’uso, nel mentre annaspa nelle acque. Il potere della Chiesa finisce per essere un doppione di quello dello Stato. Entrambi parlano un solo linguaggio per farsi intendere alle moltitudini: la legge. La Chiesa sembra riscoprire la Legge, dopo che Paolo ha detto: “in realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.” Custodire con la preghiera, la meditazione, lo studio della Parola, il Suo insegnamento; non è apparso alla Chiesa, sufficientemente congruo all’Amore che si deve all’Amato? A furia di vuoti rescritti secolari, di altrettanto encicliche “intelligenti”, la Chiesa, dopo duemila anni, è maggioritaria in un popolo di apostati e per altro verso, indifferenti. Non è neppure immaginabile che i Regni della Terra, senza il compelle intrare della Chiesa, sarebbero stati un inferno peggiore di questo in cui siamo immersi. Gli Stati sono omicidi, torturano, usano il loro potere a fini personali, fanno, a mio parere, rimpiangere l’hobbesiano homo homini lupus. Dopo duemila anni. La Sposa giace coi Re della Terra? Quale Sposa, io mi domando. Vi è una Sposa segreta che ha sempre amato lo Sposo, qualunque fossero le vicissitudini. Ancora oggi Essa prevale dinanzi all’altissimo, sulla prostituta dai tanti nomi, che ha fornicato coi Re di tutta la Terra. Quali delle due Spose, oggi, ho dinanzi? Entrambe in un’unica Chiesa, come dall’inizio.

  246. Da questo ristretto reclusorio che la Santa Chiesa ha voluto donarmi a causa di Gesù; che nessun altro, del mondo, ha osato fare; ecco, io dico grazie per questo rettangolo pietoso che raccoglie le mie preghiere, gli insulti, le profezie, le promesse, ciò che è ispirato dal Signore, e ciò che non lo è e vuol passare per esserlo, gli scatti d’ira, le tergiversazioni insipienti, le allucinazioni di cui non conosco le origini; Tu, che materna Chiesa, accogli teneramente quel che altrove troverebbe ostilità e biasimo, come madre sorridi per i progressi dell’umile figlio tuo, e divieni triste, quando anch’egli lo diviene, e sembra aver perduto la Via. E allora, io riconoscente prego, prigioniero di Cristo e della Sua Chiesa, da me tanto amata e calunniata, vilipesa e irrisa; da questo misericordioso rettangolo, oso pregare il Signore Dio nostro:De profúndis clamávi ad te, Dómine; *

    Dómine, exáudi vocem meam.

    Fiant aures tuæ intendéntes *

    in vocem deprecatiónis meæ.

  247. Signore, io sono del tutto inadeguato al mio compito. Se Tu non mi vieni in soccorso, perirò. Sono minimo per il compito affidatomi, senza di Te, perirò.. … . Ezechiele,38,14, 20. … .14Perciò profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia a Gog: Così dice il Signore Dio: In quel giorno, quando il mio popolo Israele dimorerà del tutto sicuro, tu ti leverai, 15verrai dalla tua dimora, dagli estremi confini del settentrione, tu e i popoli numerosi che sono con te, tutti su cavalli, una turba grande, un esercito potente. 16Verrai contro il mio popolo Israele, come un nembo per coprire la terra. Alla fine dei giorni io ti manderò sulla mia terra perché le nazioni mi conoscano quando per mezzo tuo, o Gog, manifesterò la mia santità davanti ai loro occhi. 17Così dice il Signore Dio: Non sei tu quegli di cui parlai nei tempi antichi per mezzo dei miei servi, i profeti d’Israele, i quali, in quei tempi e per molti anni, profetizzarono che io ti avrei mandato contro di loro? 18Ma quando Gog giungerà nella terra d’Israele – oracolo del Signore Dio – divamperà la mia collera. 19Nella mia gelosia e nel mio furore ardente io vi dichiaro: In quel giorno ci sarà un grande terremoto nella terra d’Israele: 20davanti a me tremeranno i pesci del mare, gli uccelli del cielo, gli animali selvatici, tutti i rettili che strisciano sul terreno e ogni uomo che è sulla terra: i monti franeranno, le rocce cadranno e ogni muro rovinerà al suolo.

  248. Il Governo della Repubblica Italiana, dopo aver fatto tutto il possibile – in questa crisi globale – dovrebbe, a mio avviso, stimolare un Fondo Volontario fra i cittadini, per dare a quelli che – nonostante le lodevoli iniziative già prese dall’esecutivo – hanno bisogno di tutto: siano disoccupati, che pensionati a basso reddito, precari, giovani che attendono la loro prima occupazione, i poveri, che dovremmo aiutare a tutti i costi, anche con qualcosa d’inusitato, di problematica attuazione, sia esso un Fondo gestito dal Ministero dell’Economia, ove nei fatti l’organizzi, il nostro affidatissimo Ministro Tremonti. L’ INPS, grazie alla sua trasparenza amministrativa, ne potrebbe essere il braccio erogatore. A mio parere, un intervento simile, non è più procastinabile. Ridicoli, io penso, sarebbero l’orgoglio di Stato, o qualsiasi altra remora istituzionale: ci sono ai fratelli che soffrono! Il Papa, con la Sua autorità spirituale, potrebbe proporre questa, o altra iniziativa volontaria dei cittadini, propensi ad aiutare chi non ha di che vivere. Senza nulla togliere alla carità individuale, segreta e generosa. Che comunque, penso sia sempre la prima, dinanzi agli occhi misericordiosi del Signore Gesù.

  249. Ho chiesto a Gesù se era lecito che io uscissi da questo rettangolo, donatomi da Gesù e la Chiesa, e sui giornali,on line, parlassi del Suo Santo nome, del Papa, della Santa Chiesa. Per ritornare in questo spazio, che “riteniamo” fondamentale, per ogni ulteriore inserimento che riguarda il mio compito. Mi sono fatto il segno di Croce, recitato il Gloria, e infine il segno di Croce. Ho aperto la mia Vecchia Bibbia, ponendo il dito su Marco,16,15 – ascoltate la parola del Signore: “15E disse loro: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

    17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.

  250. Il narcisismo intellettuale è una grave deviazione dalla Via. E’ avvalersi di moneta corrente, in assoluto, qui, nella Storia. Scimmiottare satana: questo il narcisismo! Se rileggo quel che ho scritto e mi gonfio di orgoglio, derubo Gesù, stilla di verità, raggio della parola. Se accade anche a voi, per vostro compiacimento, d’esser “fuor di misura” – così grandi v’immaginate! – ridete e arrossite, arrossite, ridete! Mortificate satana, in piedi dietro di voi, per glorificare il Signore che vi sta dinanzi. Perversione è goder-si “in solitaria”; dimenticando Gesù si è donato a voi: il mio lessico è il Tuo lessico – Gioia della scrittura, Permanenza e Spessore di ogni linguaggio – a malapena, senza Te constaterei che l’acqua bagna, il fuoco divampa. Signore fa’ che il talento donato all’artista, torni a Te decuplicato.

  251. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità Seconda lettera a Timoteo,1,9 – oppure, come io preferisco, (la sacra Bibbia,annotata da Giuseppe Ricciotti) “…non già per le nostre opere, ma secondo il proprio disegno e per la grazia concessa a noi in Cristo Gesù avanti che cominciasse il tempo dei secoli” Questa versione è più diretta e pregnante, senza l’inopportuna semplificazione: fin dall’eternità…(Bibbia CEI), anche se il significato permane lo stesso. Comunque, il problema della priorità della fede resta; questa volta ancor meglio chiarito in Paolo. Le opere le può compiere chiunque ma sempre con una o più riserve. Guarda Emergency: non dubito che sia meritevole, ma le simpatie di Gino Strada, suo fondatore, vanno ai talebani – per ragione ideologica – e c’è acredine nei confronti dei soldati Nato; spero Emergency curi gli uni e gli altri con la medesima dedizione. Ma su questa “opera” non ispirata dalla fede in Cristo, pesa la spada di Damocle dell’ideologia. Ovvero: in ogni opera che non sia ispirata dalla fede in Cristo, vi è un disegno che appartiene sempre alle ideologie. A priori di ognuna di esse (le opere) vi è l’ideologia. Non tema, la Santa Chiesa! enunci con forza quanto io sostengo – Paolo, sostiene! – la Chiesa non deve temere d’essere impopolare, quanto di non essere veritiera. L’opportunismo che ne deriverebbe “è” micidiale: La coinvolge. Seguo con ogni cura tutto ciò che accade nella Chiesa; e sapete che cosa ne ricavo? Si sono distribuiti i compiti: Il Papa esulta nella fede, con la semplicità di un bambino; il Cardinal Trifoglio propende per un continuo rilancio delle opere: assistite o no, dalla fede, di cui non vede – o non vuol vedere – il risvolto ideologico, di per sé inquinante. Non è facendo, uno una cosa, l’altro un’altra, che si tiene unita la Chiesa; si dicano, a un tempo, entrambe le cose, dando le “legittime precedenze” sempre e dovunque. Gesù esige che la fede e il suo mistero, siano esaltati da una gola forte e potente; l’elemosina sia fatta nel segreto: Non sappia la mano destra (o sinistra)quel che dona l’altra mano. E senza alcuna riserva mentale!

  252. Quel “do”accentato, come vi fosse ambiguità con la nota musicale! Che vergogna! – grida la mia vanità – Beh, diranno che sei un po’ analfabeta, pazienza! Dicono anche il “greco” di Giovanni sia alquanto sgrammaticato – lo era – ma riposava, Giovanni, il suo capo, sul seno di Gesù. (3minuti dopo lo sfondone)

  253. Ecco: la farina, il lievito, il sale, son tutti lì, sulla tavola. Coloro che dovrebbero impastare, son come inebetiti a lodare il Pane, che non hanno contribuito ad impastare. Ne cantano le lodi salvifiche. Ora, sapete, che cosa accadrà? Senza Quella Sostanza Squisita, l’uomo perirà. Quelli che dovevano impastare, non mancheranno di fare solenni onoranze. Non hanno intenzione, loro, né permettono che altri, siano a farlo. E il Signore Iddio ha dato loro le mani e ordinato d’impastare: è amareggiato tantissimo che essi diano vita a sempre nuovi Sinedri , con la missione d’impastare. Il Signore Iddio dice chiaramente: “Son stanco delle vostre inique liturgie dell’impasto-che-avverrà: nulla fate affinché si veda il Pane Fresco, per i miei figli che ne abbisognano”. Il Vicario mediti queste Mie Parole e la smetta di costruire cucine nuove per conclamare la liturgia dell’impasto”. Questo dice il Signore Dio nostro, nel vincolo della mia verità.

  254. Non vi è alcuna garanzia civile e curiale che ciò che ho scritto, sia vero. In ognuno di voi, fratelli, ove agisce lo Spirito di Dio, è la testimonianza che le mie parole sono veritiere. Nell’antico, nessuno si chiedeva come le Parola del Signore, incontrasse il cuore e la ratio del profeta. Oggi, nei giorni della psicologia, è possibile tentare di capire. Pensa, il profeta, una cosa qualsiasi – anche, soprattutto, estranea all’oggetto della profezia – un dolce calore d’intimità con Dio, lo rasserena e lo induce al lavoro. Se pensa del suo, non vale. Il Signore accede alla mente del profeta, con delicatezza. ha tutto lo spazio necessario, affinchè quel che è scritto, si compia. Solo rapimento, non estasi. Il profeta è lungi dall’essere santo.

  255. «Il mondo – ha detto Benedetto XVI – con tutte le sue nuove speranze e possibilità è, al tempo stesso angustiato dall’impressione che il consenso morale si stia dissolvendo, un consenso senza il quale le strutture giuridiche e politiche non funzionano; di conseguenza – ha aggiunto – le forze mobilitate per la difesa di tali strutture sembrano destinate all’insuccesso». Vi è mai stato consenso morale, ove la fede feconda non abbia allignato in mezzo agli uomini? Se il consenso morale decidesse – da solo – delle leggi e della politica, quale giustizia ci dovremmo aspettare? In M.O, ove il consenso morale alla legge islamica, (sharìa) è in certa parte, garantito, perché non vi è giustizia per i cristiani? Può una interpretazione, a latere del consenso, avere come deriva, l’assassinio? Nonostante “i buoni propositi” degli enciclopedisti, l’Illuminismo non incorse in quella deriva? Tutto quello che fu soggetto alla legge, si dimostrò non omicida? Non è forse la Fede che salva, e il consenso morale, suo implicito corollario? O questi, esiste a prescindere? In una civiltà scristianizzata, invocare la legge morale, per ottenere il consenso, (alle strutture giuridiche e politiche) onde averne giustizia, è saggio? Quel che si chiede all’apostata, in ragione del consenso,volge alpositivo? Se lo fosse, la Morte di Croce di Nostro Signore Gesù Cristo, e la Fede nella Sua Resurrezione, acché gioverebbero? Ebbene, le forze mobilitate per la difesa delle strutture giuridiche e politiche “sono” (e non sembrano) destinate all’insuccesso. Perché manca il consenso morale? No, tale consenso, imprescindibilmente, deriva dalla Fede. E’ la Fede che manca. Deve forse il Papa, itinerare dalla Fede, ogni qualvolta affronti un tema diverso dalla Fede? Naturalmente. Egli è prigioniero di Cristo: è Lui che glielo impone. Vero è che lasciare l’uomo in balia del Maligno – perché apostata e immorale e assassino – non si concilia col Suo Grande Amore; preghiamo sia Lui a preparare tutti, nella Fede,in un prossimo esodo temporale. Qui che attendiamo Avvenga.

  256. Non un alito di Vita nell’intervista del Cardinal Trifoglio. Fredda ricapitolazione di parametri
    ecclesiali, noti, arcinoti a tutti. Ovvietà come quella che la Chiesa ricerca il bene comune. Non poteva dire, certamente: solo di Confindustria o di operai FIOM; niente che non fosse già stato udito dalla stampa laica, a proposito della “strategia” della Chiesa. Ha pronunciato locuzioni che avrebbero danneggiato la Santa Chiesa? No! Coraggiose eresie, nell’andar controcorrente? Macché! Sfiorato, almeno, lo spinoso argomento della persecuzione dei cristiani nel mondo – ho letto l’osservatore romano: suo riepilogo dell’intervista – neppure per sogno! Ha detto, invece, delle vere ovvietà, ovvietà “vere”, che attraverso il normale flusso dell’informazione, nessun Prelato intelligente, avrebbe osato tramandare a “quel Giornale tanto-amico-della Chiesa! A Lui piace apparire dappertutto, e il Suo lessicar “medio”, lo rende gradito ai più. Come effondere il proprio sangue, senza farsi neppure una pulcisecca! (toscano: pizzicotto stretto)E’ un provetto nocchiero, desideroso di stanziare in acque sicure, non ribolle di sdegno, né s’innamora di amore per la Chiesa, preferisce far-da prodotto-da-banco; forse, per non turbare ancor più, un Organismo debilitato dalla prudenza verso il freddo invernale o il caldo estivo. Siamo certi che il Cardinal Trifoglio non metterà (mai!) la Sua Chiesa in gran dispitto dei signori della politica, dei Re della Terra. Beh, è in buona compagnia! Ma giudizio (toscano: gnegnero)vorrebbe che a tempi minacciosi per la Santa Chiesa, corrispondessero linguaggi immaginifici e risoluti, onde render certo che Pietro sta “solo” col Signore Dio Suo, e disdegna il tiepidi. Che sono il più tragico pericolo che incontrerà la Chiesa. A cominciare da subito. La Persecuzione La renderà ancor più salda nella Fede, la derisione, ne esalterà la modestia; nulla e nessuno La difenderanno dalla tiepidezza. Dinanzi al vuoto d’aria, occorre esser muniti di un forte motore: lo Spirito è pronto a salir nella Chiesa, sin nelle braccia dello Sposo. Forse, l’autoironia, salvò Monsieur De la Palisse, così ovvio: appassionatamente ovvio! da destare il sorriso di qualcuno: Le pare poco, Cardinal Trifoglio? . … . … . … . Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Giovanni, Apocalisse, 3, 15,16

  257. 35Poi disse loro: “Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?”. Risposero: “Nulla”. 36Ed egli soggiunse: “Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. 37

    Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra gli empi. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento”. 38Ed essi dissero: “Signore, ecco qui due spade”. Ma egli disse: “Basta!” Lc,35.38 Gesù non mortifica i cristiani; non dice loro: poggiate supinamente la testa sul ceppo, affinché ve la stacchino dal busto! Ma, organizzatevi! quando l’ostacolo sarà tolto di mezzo, (San Paolo), ecco si avvicina l’ora in cui dovrete difendervi in armi,(la spada) se non le avete, procuratevele e portate con voi quel che sarà utile in campo.LO Zaino, la borsa, delle ottime scarpe.(ndr) Ora vi spiegherò perché le parole di Gesù annunciano un combattimento reale. Proviamo a capire, al di là delle ciance ireniste, masticate ad Assisi da alcuni personaggi del clero. . … . “E fu annoverato tra gli empi. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento”. 38Ed essi dissero: “Signore, ecco qui due spade” Basta, troncò netto Gesù. Ben fatto, Signore! i tuoi discepoli – affettivamente – non volevano (leggi: non conoscevano ancora) si realizzasse il grande Disegno Divino di Morte e Resurrezione; quindi, per cecità, pongono le due spade a beneficio dell'”amico”, poiché non hanno compreso il Disegno del Padre. Tutto qui! Dello stesso tono, poco prima, la risposta a Pietro. E Gesù che risponde: “Lungi da me satana, tu pensi, secondo dottrina di uomini”. Allora le due spade non servivano! anzi avrebbero intralciato il Disegno di Salvezza! (qualora Gesù fosse sopravvissuto per opera dei suoi: le due spade!). . . .Come Gesù – secondo verità storica, non era povero, ma assai benestante – (caro Card. Biffi – eccellente uomo di preghiera, come me, scrittore) – tu, che a noi piccoli, ce l’hai rivelato; io anche, ti dico,
    che Nostro Signore non vuole “per tutti”, un profilo di Santi Agnelli sacrificali, ma anche monaci guerrieri, pronti a emulare gli Angeli in combattimento – duro e armato. San Paolo, 2° lettera ai Tessalonicesi,2,7 “Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene” Quando saranno i tempi, vedremo come l’amore dei Cristiani per il loro Signore, si diversificherà secondo i talenti ricevuti da ognuno.

  258. C’era una volta un uomo che voleva liberarsi da una situazione molesta. Andarsene? Sarebbe stata una soluzione soddisfacente. Ma ciò facendo, inevitabilmente, si sarebbe legato ancor più, all’origine della molestia che voleva lasciarsi dietro le spalle. Restare – au contraire – voleva dire vivere nel mondo, senza, altresì, le promettenti primizie, che non avrebbe potuto godere – causa la molestia. In angosciosa attesa della morte. Non v’era un “dove” che lo appetisse: nè monastero, né “paese dei balocchi”. Che fare? Si accorse che erano in Due, fin dalla sua infanzia, che lo seguivano passo passo, qualunque cosa facesse. Entrambi prodighi ciascuno di un dono. Si accorse che era arrivato “sin lì”, per aver seguito uno dei due. Tutto-ciò che-aveva,”lo” rivoleva indietro, come calamita. E dovunque andasse, qualsiasi cosa facesse, cresceva la molestia; insieme alle sicurezze che ambivano ptoteggerlo. Ogni orizzonte, era come sfogliare un libro: nessuna delle pagine, una volta al termine, pareva appagarlo. Certo è che gli orizzonti s’infilavano uno dopo l’altro, promettenti, e senza mai volgere a fine. Senonchè a fine volgeva la sua vita. L’Altro, che non aveva seguito; avvolto fino allora in un singolare mutismo, stavolta Sorrise: il cuore è un’isola le cui radici non sono di quaggiù – bello il fogliame e ogni altra cosa – vissuta però, fino alle radici. Arrampincandosi, ché l’isola è capovolta – non è impresa facile – ma Io ti dico che il Mio Cuore e il tuo, hanno medesima radice; non ti resta che partire, “s t a n d o” quaggiù come lassù. Del resto, nulla perdi, se in Me l’hai già persa? Il sorriso si distese dall’uno all’altro Orizzonte, lambendo “dovunque”; che bisogno c’era di orientarsi? Questa fiaba la dedico a tutto il Clero.

  259. Santa Messa di Natale.2010. A officiarla il Santo Padre. … Vangelo di Luca …agli uomini che ama, oppure …agli uomini di buona volontà? Papa, sei pastore schietto: perché insegni che l’uomo, per via della libertà che gode, partecipa alla propria salvezza,sia pure insieme al Suo Creatore? Così facendo rafforzi la sua ibris moralizzante, che non guarderà più alla Grazia, ma alla propria volontà soggettiva? Non v’ è un solo tratto di quella via che l’uomo compia “da solo” – senza di Lui – che è la Via da percorrere. Subito dopo la Messa di Natale, da Te officiata, ho udito le parole di Madre Teresa di Calcutta, dire: le opere le hanno fatte le preghiere: benedetto il nome del Signore e dell’ Apostolo Paolo! Cerca di capire, Vicario! Anche il più piccolo trattino di strada che l’uomo deve fare per essere in Lui, è assistito! o non potrebbe! l’impegno a mettere, piede dopo piede, sulla Via del Signore, non può chiamarsi “impegno”, perchè, “anche” allora, l’uomo non è solo, se così fosse, non potrebbe! Da solo, non potrebbe che perdersi! E questo, lo hai detto, Santo Padre. In cosa consiste, dunque, la buona volontà? Uomo di buona volontà. E’ colui che dice sì alla chiamata? E’ attraente la Musica, chi può non seguire il Musicista! Egli è distratto: vuol dire che le sue orecchie non han sentito il Richiamo! Son le umane orecchie che non funzionano, non la Musica Divina. Andiamo insieme , Benedetto, a leggere il prologo di Giovanni: “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. (ascolta, ora, il cambio di marcia)A quanti lo hanno accolto (andiamo avanti, non interrompere)ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, (ab initio!)i quali, non da sangue, né volere di carne né da volere di uomo, (meraviglia!) ma da Dio sono stati generati.” Molti non credono alle grandi capacità di San Girolamo come traduttore! Egli stesso, con profonda umiltà, lo scrive al suo Vescovo! Ma vediamo come può essere “vissuta” “questa buona volontà”. L’uomo La possiede ancor prima che Gesù gliela porga: son coloro “i quali, non da sangue, né volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. In Thomas Beckett, si accende, nel corso della vita, un piacere nuovo, che offusca i piaceri – mica piccoli! – precedenti; il sensorio che gli permette di privilegiare Gesù – Piacere Massimo- da quelli che ha goduto, insieme al suo re; non sboccia dalla “sua moralità a stento tenuta a freno” e dinanzi alla proposta del re esplode in tutta la sua forza – ma dal dono di Sé che Gesù compie, dinanzi al sensorio di Beckett, consacrato fin dall’inizio, (ancora Prologo) ad accoglierLo. Perché mai? Profondo mistero! Quali meriti? Profondo mistero! Perché il Padre ha investito due fratelli, discepoli di Gesù – figli del tuono – coi poteri, che solo un dio “dovrebbe possedere”? Profondo mistero! Santo Padre, Tu hai detto che “buona volonta” può significare auto-redimersi – estraniando la Grazia! – grave rischio – se assume significato moralizzante! L’uomo decida di porre ai piedi di Gesù, la “sua” buona volontà, affinchè il Signore la inveri di Grazia. E’ inutile far finta di niente! Santo Padre! La Chiesa ha imboccato la via umanistica, delle opere. Che si compiono a priori della fede. Poi i “furbi” Prelati – le nebulose teorie del dio sconosciuto – i sacerdoti pieni del proprio io, (quanti in Italia! Don Ciotti e i compagni), i missionari, nell’avventura della propria vita, che la rischiano ad ogni passo: sanno di Gesù, la Grazia, la Preghiera? O altro non sono che un utile sigillo, su quanto hanno compiuto in fatto di opere? Solo a Gesù Cristo è dato giudicare chi, con Lui, va in terra di missione, a vivere o morire; comunque, insieme, risorgere.

  260. In sintesi, voglio dire: ogni “umana disposizione alla salvezza” è possibile quando Egli si rivela; non esiste nell’uomo, un barlume che lo conduca “spontaneamente” alla salvezza. Cecità, sordità, sono stati spirituali avvolti nel più profondo mistero. Possono essere permanenti o interrompersi; come in Saulo: immaginate l’odio che lo stava trainando a Damasco! Del quale GESU’ EBBE RAGIONE! Gesù ebbe ragione della cecità di Saulo! Saulo non fu più Saulo, ma Cristo-in-sé: Paolo. Saulo è morto – in Cristo risorto; – ha mai parlato di un suo merito nella Conversione? La “buona volontà” gioca un ruolo attivo nel miracolo cui fu oggetto?

  261. 9Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. 10Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Mt.24,9 . … . La persecuzione dei cristiani si è già inoltrata nel tempo – voi sapete di che parlo – e Gesù, provvido come non mai, dà a coloro che la subiscono, un consiglio e un ordine che non si possono disattendere. “allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere le cose di casa sua, e chi si trova nel campo non torni indietro a prendere il mantello.” Mt,24,16,18 . … . Ci sono tutti i segni! – che cosa attende il Papa per rendere esecutivo il consiglio e l’ordine di Gesù? Non vi sono ancora, nel mondo, sufficienti martiri nel nome Suo? Cosa attende la Chiesa? Che il numero cresca a dismisura? Perchè dice di restare, resistere, quando Gesù ordina di abbandonare i luoghi della persecuzione? Che cosa ha a cuore la Chiesa, nei giorni della sua persecuzione? Certo, la cecità del mondo, la sua indifferenza, è una preziosa maschera che permette all'”abominio della desolazione” di mostrarsi in tutta la sua infamia. Ma la Chiesa ne è al corrente? Chiede ai governi islamici di far cessare il massacro dei cristiani. Che non hanno nessuna difficoltà ad accollarsi l’impegno. Salvo disattenderlo – semmai, chiudendo un occhio, o entrambi! Governi come quello della Nigeria a conduzione mista, islamico- cristiana, “non sono in grado” di garantire un bel nulla – un gran numero di uccisi, una chiesa data alle fiamme, l’altra scoperchiata – è questo l'”lmpegno” che si aspetta la Chiesa? Quando era “forte nel mondo”, il Suo potere spirituale era minimo, ora che non lo è – nessuno dei potenti l’ascolta, anzi La dileggiano – grande è la Sua “forza” spirituale! Non si affidi ai Grandi della Terra, affinchè cessino i massacri; sia Lei, il Suo Alto Carisma a farlo, cominciando a rendere esecutivo il consiglio e l’ordine di Gesù. Nessuno Ti ascolta più, Madre mia, ti fischiano dietro, dimenticano la Tua storia perfino sui calendari! Che altro vuoi, per sentirti forte? Liberati dai lacci della laicità-in-Te, che consiglia prudenza! Ti deridono Pietro, ora che non ti puoi sganciare neppure la veste! Ma Tu sei Pietro! Dài a tutti, in special modo ai cristiani, la contezza dei tempi, la realtà di questi, il fine ultimo! Ma Tu, insonnolita dall’Antica Potenza, continui a dialogare col Grande Lupo Grigio, ché non divori i tuoi agnelli, anzi, col suo potere li protegga! Forse non ne sei cosciente, ma così facendo, è come se volessi convincere Satana e i suoi angeli a negarsi. Come è possibile?! Anche il Demonio sa che un regno diviso va in rovina! Lui, nella testa dei Re della Terra, tira avanti deciso! Usa tutta la Tua fede, Madre mia e i carismi propter magnam fidem Tuam, Gesù ha dato alla Sposa! Le assemblee ecumeniche servono solo ai nostri persecutori, a prendere tutto il tempo necessario per soverchiarTi. Fanno apparire, Te, magnanima – Katholon – per darti l’illusione d’interagire nel mondo! Vogliono risvegliare la nostalgia dell’antico splendore; e Tu non ascoltare il pifferaio di Assisi, ascolta, invece le urla dei martiri!

  262. Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto. . . . 1° Corinti, 9-11 Non finirò mai di ammonirvi che il Signore è il Salvatore nostro Gesù Cristo. Paolo, nell’amore in cui Gesù lo avvolge, esulta..”Anzi, ho faticato più di tutti loro, (si riferisce ai dodici) NON IO PERO’, ma la GRAZIA di Dio che è con me. Ebbene: Saulo fu colpito da una possente Luce che altri non era che Gesù stesso, mica stava pregando! prendeva parte attiva nella persecuzione dei seguaci di Cristo! E questo fu il primo dono che Saulo ricevette! Lui, il persecutore!Il Secondo dono, a riprova della sua soggettiva (compresa e dolorosa) impossibilità alla salvezza, egli dice, pieno di Spirito Santo: “..ho faticato più di tutti loro,(si riferisce agli apostoli) NON IO PERO’, ma la grazia di Dio che è con me. (ha faticato la Grazia di Dio per conquistarmi, non io!) Non lasci, la Chiesa, passare l’errore che Egli si possa riconoscere per nostra umana natura! Giammai! Quando ognuno di noi prega nel cuore: vieni Gesù – Egli ha già operato per la salvezza! e noi: desiderio di Lui. Nessuno abbia a dire L’ho cercato e non L’ho trovato! ma Lui mi ha trovato, ed ora sono Suo. Se quel che vado dicendo non è vero, allora il sacrificio di Croce, sarebbe inutile. Lo ricordino coloro che promuovono le opere; esse originano dalla Grazia del Signore e dalle nostre preghiere.

  263. “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”(Lc,22,37). Vinta la battaglia con Satana e i suoi angeli, avvenuto il Giudizio, sistemate tutte le cose, contempliamo Gesù sottomesso al Padre: il disegno trinitario non più ostico alla mente, ma in solenne leggiadria. La sofferenza del figlio dell’uomo, è vissuta fino in fondo – atroce al cuore e alla mente – la Sua divinità pretende il sacrificio perfetto. Per Grazia di Dio Altissimo, l’uomo è solo, Gesù percepisce la morte come uno di noi. Mentre suda sangue, (è il clou) non ha aiuti; risuona il plotone di esecuzione. Dopo che ha bevuto il calice, come anche noi lo possiamo! Gli Angeli mitigheranno la Sua e la nostra pena. Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Danto, com’era in principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli e così sia.

  264. L”ombra oscura di Satana certamente ancora s”allunga sul mondo; ma è pur vero che gli uomini sanno fare in proprio, con la loro libertà, capolavori di perversione, orrori di aberrazione, abissi di perfidia e ferocia. Nel poemetto Mistero dei Santi Innocenti (1912), il poeta francese Péguy metteva in scena un Dio spaventato nei confronti delle mostruosità atroci che l”umanità riesce a compiere nella storia. Sono efferatezze di cui siamo testimoni abbacinati; eppure chi le compie ha una mente, un cuore, mani, occhi come i nostri.C”è, allora, una riflessione che deve toccare un po” tutti. Certo, ci può essere l”offuscamento di un istante, la pazzia che travolge, il turbine dell”ira che acceca. Ma il più delle volte si procede verso il baratro del male passo dopo passo, in modo insensibile. Dal difetto marginale si giunge al vizio radicale, dall”impulso istintivo si va alla scelta sistematica, dalla scusante comprensibile ci si orienta alla giustificazione assoluta. Si è spesso detto di tanti aguzzini nazisti che compivano atti bestiali su ebrei o altre vittime dei lager e che contemporaneamente erano padri teneri, delicati cultori di musica, sensibili compagni di vita per mogli e amici. È questo il satanico terrificante che è in noi e che trionfa, se non si lascia spazio alla voce severa e decisa della coscienza e all”impegno serio della volontà. G. Ravasi

  265. Ora sono stanco,non tanto per le fesserie di Scibilia, quanto per la congerie di piccoli orrori che satana compie contro di me! Usa una vittima, non in sé “protagonista” di odio; a me vicina, che non rieco a preservare. Nè più riconosce “assurdo” quel che va facendo. Non riesco ad esserle di aiuto, nemmeno con le preghiere! Le vessazioni cui è soggetta, la fanno soffrire molto! Lasciamo che la Grazia del Signore raduni tutte mie forze, e vedremo! Ma veniamo a te, mio dotto Scibilia, che a furia di “contestare” (nelle maglie di un pensiero astuto e confuso) il pontefice, sul Nostro Unico Dio, Gesù Cristo Signore; qualora tu allarghi, la fede in Dio, al dio che ci copre tutti – senza nome e cognome, missing e sconosciuto; certo che ognun si appiccia al “divino capezzolo”! Diviene pagina bianca,onde scrivere quel che si vuole. Non è un gran daffare convertire qualcuno a un dio similie. E anche per il diavolo è così: sembra si diverta un mondo, nel mentre tu citi i nazisti: amanti del loro cane, ma contabili indifettibili nello sterminio di uomini! Sempre la stessa citazione! Scibilia, diamoci daffare con la kultur! E come cita Péguy, il dotto Scibilia! e il Signore Iddio che si mette le mani nei capelli per i peccati degli uomini! Essi esercitano – perccatori che non son altro! – la libertà individuale concessa loro! Ma, “in proprio”, l’uomo che Dio tanto ama, non sa fare un bel niente! La platea delle potenzialità esistenziali sono molte:in qualcuna vi si trova l’uovo del serpente: Potere, Denaro, Gloria, che ammiccano con quei due occhietti… le pupille: crune di spillo… adescano i sensi corporali – addio libertà a noi concessa! Devoto Scibilia; non dice Paolo, (Galati) che l’unica libertà che l’uomo gode è quella dello Spirito? Se è attratto dal mondo – quei fasti che tu ben conosci! – non ha scelta, è il mondo a scegliere lui.(Ricordi, Scibilia, Kierkegaard? Ci vuol altro che la severa e decisa coscienza e l’impegno serio della volontà! Si renderebbe vano il Sacrificio deòlla Croce! Deciso nella coscienza, serio nella volontà: che me ne faccio di Cristo, ai fini della salvezza? Senza di lui, la Legge ci avrebbe ucciso tutti, senza il Suo Amore, adoreremmo una “quercia”, ci recheremmo, ancora, sui luoghi alti, e non a prendere un po’ di fresco, ma incontrarlo: la Bestia. Siamo salvi perchè il Signore vuole che lo si sia; e nel mistero, chi può, ascolta la voce del Signore. Scibilia, perdona, se a Te così colto, cito una frase – forse neppure pronunciata; Filippo Neri, l’autore? O mi sono bevuto il cervello? STATE BUONI SE POTETE. Se avete ricevuto dal Signore Gesù Cristo la grazia di essere buoni! Senti Scibilia, non ti senti un pochino gracile su Paolo – sembra che non lo ami troppo! – Aspetta e onora il mio Santo! “ho faticato più di tutti loro (si riferisce agli apostoli)non io però, ma la GRAZIA DI DIO CHE é con me” 1° Corinti,9,11. Satana trionfa nell'”impegno serio della volontà”, se non diviene SERIO per Grazia, unica garanzia di salvezza. Quando mi metto al servizio di Gesù, defluisce la stanchezza, Lo guardo e sorrido. Anche Lui.

  266. Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale non vi è mai stata dall’inizio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessuno si salverebbe; ma, grazie agli eletti, quei giorni saranno abbreviati. Mt.24,21,22 Non è quella che i cristiani soffrono in terra di Oriente e a Settentrione, una tribolazione grande? Si è raffreddato, forse, lo zelo con cui Ti si onora, Signor Nostro? A Oriente l’odio impugna la spada e colpisce e colpisce ancora; a Settentrione i Tuoi figli sono derisi, osteggiati dall’indifferenza e da coloro che in vetta agli Stati, arrivano perfino a togliere i simboli della fede, e che il Sacrificio si disponga nelle case che lo accolgano. E siamo appena entrati in una persecuzione che non si era mai vista prima, e mai più vi sarà. Non saranno le armi: difesa di coloro cha cadono sotto i colpi! Le preghiere degli eletti abbrevieranno quei giorni! Chi può, in fuga dalle città, impugni una spada e si difenda. Intorno a voi sarà ipocrita costernazione, le Nazioni esprimeranno derisione e costernazione: tutto finirà quando il tino dell’ira sarà stracolmo; ma le preghiere degli eletti accorcieranno quei giorni. Se così non fosse, nessuno si salverebbe. Meditate ogni parola detta dal Signor Nostro Gesù Cristo: la fuga sui monti della Giudea, il mantello e la spada, la preghiera degli eletti. Che metterà fine al flagello. Non vi lasciate illudere dai tentativi di mediazione fra le diverse fedi, che la Chiesa farà ad Assisi. Là si raduneranno coloro che hanno intenzione di legare le braccia a Pietro, affinché desista da ogni difesa; si ricordi Pietro che l’Islam diviso non avrebbe futuro, e coloro che a ottobre, prometteranno di parlare ai propri fedeli,(muslimuna) ché cessino le persecuzioni, e per la pace, non saranno ascoltati, perchè marginali alla Grande Violenza, e la mattanza continuerà, finchè non saliranno al Dio, le preghiere degli eletti. Essi – Ulema e Imam, siano pure “uomini di preghiera” – consapevoli o meno, faranno da sponda ai violenti. A che giova, Pietro, rinverdire a ottobre, lo spirito di Assisi? Dove sta scritto che devi trattare? Non hai compreso che la tribolazione ha un senso? Se così è dal futuro dei tempi, cosa Ti aspetti di buono da Assisi? Desisti e unisciti alle preghiere degli eletti.

  267. La fede islamica si salda con l’organizzazione degli Stati e con la Legge, (sharìa) cui i cittadini si sottopongono. Di questi tempi, è il tramonto dei regimi (Egitto, Giordania?) “ancora democratici”, dove tutti i cittadini islamici, sono uguali dinanzi alla legge, e lo Stato, o quel che ne rimane, deve assolvere al dovere di proteggere la minoranza cristiana. Il concetto di protezione dei cristiani da parte dei Paesi a maggioranza islamica (concetto che si ritrova nel loro Libro)non estende ai cristiani, gli stessi diritti di cui godono gli islamici. Il crepuscolo degli Stati democratici (Egitto, Giordania?) e al contempo, islamici, si sta consumando rapidamente. Ecco perché io parlo di grande persecuzione: Chi richiede agli Stati Europei e USA, di fronteggiare tale calamità, riceve risposte generiche: Obama come Ban Ki moon: offrono costernazione e promesse di giustizia. Gli Stati, specie quelli del Nord Europa, e non solo, addestrati dall’apostasia, a trarre utile da ogni disputa; avendo “abiurato” da gran tempo, all’etica che nasce nella Fede, non desiderano affrontare il “pasticciaccio”, con la determinazione necessaria, semplicemente, per via dell’interscambio, coi ricchi (di petrolio)paesi arabi e islamici. Anche se piccole minoranze di quei paesi, (vedi l’Olanda) si dispiegheranno (si fa per dire! contro l’Islam), non perché campioni della Fede, ma intimoriti che l’Islam progredisca in un paese che ritenevano loro…e ne sono gelosi. Se si guarda bene, le minoranze cristiane, esposte alla persecuzione, non hanno più la protezione dei governi islamici, né tantomeno quella dei Governi scristianizzati di Europa, USA,(forse ad esclusione di alcuni Stati del Sud) perfino del Canada, dove i copti egiziani riparati in quel Paese, sono in grande ansia, per le recenti minacce provenienti dall’Islam. Al Qaeda sa che le possenti ganasce della globalizzazione capitalista, sono in fermento; impermeabili a concrete misure di aiuto ai cristiani, allorché fosse in dubbio un sempre crescente “Utile Perticulare”: pragma affermato in tutte le Società “progredite”. Ai nostri cari fratelli cristiani, abbandonati dagli Stati Apostati – da Settentrione a Mezzogiorno – al sangue e al disprezzo; “CONCRETAMENTE” non resta che la Parola di Gesù: fuggite, mettete in salvo la vita, se avete una spada, difendete la vostra vita, ma soprattutto unite le preghiere a quelle degli eletti, fintantoché la vostra triste diaspora abbia fine. Qualcuno di voi, cari fratelli, riderà amaramente del fatto che gli islammici, in Italia – producendo reddito – pretendono nuove moschee e che sia lo Stato, quando è possibile, a costruirle. Da noi, islamici, cristiani (quel che ne rimane) e laici godono dei medesimi diritti. La nostra Magistratura è inflessibile. La democrazia sembra essere una nemesi storica sempre più misteriosa. Siate preparati.

  268. Il Pontefice ha ragione: il laicismo è esiziale per la fede. Le persecuzioni rafforzano la fede; la decuplicano nel sangue dei martiri. Il laicismo figlia indifferenza, negazione apodittica della fede in Gesù Cristo Signore. Esso teme la Vita che arde. Lo spirito è uno dei tanti optional del laicismo. Si nutre di se stesso. Le contraddizioni risolte nel sangue, in seno all’illuminismo e al marxismo, ne sono gli antenati nobili. Pone fuori di sé, e struttura per immagini,(film, pubblicità, svago)ciò che dal Cielo coglie: fredde crisalidi di Vita, scomparse da sempre, seppure mai esistite. L’Islam che brucia le Chiese e uccide i fratelli, ringhia la propria fede, vive e muore di essa. Il laicismo ha a suo carico una moltitudine di anime morte, incendiate dal denaro e in corsa intorno a sé: suo narciso “inestimabile”.

  269. Vi è sempre stato un satana che ha compiuto molte opere. Uomini che hanno compiuto per lui le opere. Erano tante e parevano belle. Alcuni, per quelle opere, godevano di agi, prima, neppure immaginati. Altri soffrivano a più non posso. Si voleva procedere ancora oltre, e nella storia apparve Progresso. Una parola che confortava coloro che nulla avevano ricevuto di quelle opere. Ma le opere si mangiavano l’anima, sia di chi molto aveva guadagnato, e di chi si disponeva a gustarne l’uso. Cosa buona era la ruota, il vapore, l’energia atomica. Vieni con noi a sviluppare il mondo, dissero gli uomini antichi che satana teneva al suo seguito, e gli uomini di Dio presero gusto a seguirlo nell’impresa. E introdussero la nozione di uso. Se l’uso era retto, l’opera poteva considerarsi buona. E come tanti piazzisti, desiderosi di ben figurare, gli uomini mostrarono al Signore le opere loro. Erano proprio quelle, che il Signore si aspettava compiessero? Per cui valeva la pena mangiarsi l’anima? Si disse: L’uomo fu, per quel che si diede a costruire. – Io SONO – per l’opera mia – Grande opera, grande uomo. Nacque anche la Cultura, dopo il Progresso. La prima si occupò principalmente di Estetica, il secondo ebbe a che vedere con la funzionalità di tutti i marchingegni. Il Signore, timidamente, rimproverò Caino – l’opera sua non Gli era gradita – satana consigliò di tenere i prodotti agricoli migliori per sé, e dare gli scarti al Signore. (che avrebbe capito) Poi la Gran Torre. Babele. Già da qui si sarebbe dovuto arguire il Dissenso. Dio confuse le lingue, si arrestò l’obbrobrio. Ma essi non compresero; e satana poté proseguire fino a giorni nostri. Ebbene, Faraone! costruisci a misura eccelsa! piega il divino mentale al calcolo ineffabile – opere dedicate agli dei del cielo! Sarà opera di pietà, volta ai miei angeli;(tuoi dei) ma soprattutto, ve n’è di che essere orgoglioso per il geniale costrutto! Venne un Popolo dall’Oriente che il Signore amò. Fate opere a me gradite! E diede Leggi che bisognava osservare per compiere le opere! In attesa che il roveto s’incendiasse d’amore, senza nulla distruggere, dentro e fuori gli stecchi spinosi: vi fu chi fece il vitello d’oro: precedente culto a divinità straniera. La Legge di lì in poi li condannò – ché sempre più nefaste furono le opere – non rimase loro che l’attesa di un Messia che li guidasse. E venne: nella Potenza del Padre e nell’Amore dello Spirito Santo. Ebbe nome Gesù, e da nessuna parte si legge che egli avesse in grande simpatia i manufatti: distruggete il Tempio e io lo ricostruirò in tre giorni. Non era pazzo: pensava alla resurrezione del proprio corpo, in vista della morte. E’ chiaro che fu Dio stesso ad ordinare a Salomone di costruire il Tempio – le misure furono le Sue – affinchè fosse quaggiù, il pallido sembiante del Archetipo Divino. Poi alle opere furono dati molti nomi: opere per la conversione, opere di misericordia, opere di carità, opere che ospitassero i senza tetto, opere belliche, opere d’interesse nazionale e via di seguito. La Chiesa si mise in testa di attingere al progresso: evolvere i mezzi di produzione al fine di rendere meno dura la condizione umana. La Fede in Dio avrebbe dovuto essere il propulsore delle opere. La Fede in Dio si rese sempre più un optional che si poteva anche sottintedere. La Fede in Dio – già senz’alcuna fede – si mise come cappello sulle opere. Le Onlus che ne nacquero, non ebbero più bisogno della Fede. L’ultimo scivolone, quello fatale, potrebbe essere: ogni opera è giusta, purchè originata per fede, da un dio omologato. . … Vergognarsi di dire ad Assisi, che Gesù Cristo è il Signore. L’UNICO DIO. … Sotto l’ombrello di molti dei, vivere in santa pace. … INSIEME, nel rispetto e nell’amore, ciascuno, del proprio dio. … Ma vi potrebbe essere qualcuno che ama il proprio dio sopra a tutti gli altri!. Che ha ricevuto l’ordine – ancorché graduale – di convertire tutti. O, a richiesta, perire! Una fede incorreggibile, barbara! che esclude le altre fedi. Già, e perche non essere noi cristiani, i primi a dire che vi è un’unica fede in Gesù Cristo Signore?

  270. egli viene quando vuole, penetra furtivo nella mente e nel cuore, attraverso la logica, la ragionevolezza. Immagino Marta, che per farsi sentire, strapazza le stoviglie, toglie la polvere, acciottolando le terracotte. Deve, per forza, disturbare. E’ persona operosa, lei, tutti lo debbono sapere! E il rumore che fa, si diffonde ancor più per la casa. Se non mi dessi daffare mangereste per terra, anzi, non mangereste affatto! Vuol giungere fino a farsi udire dalla sorella, in meditazione delle parole del Maestro. Desidera di essere aiutata – e ma ha già fatto ogni cosa! – ogni cosa al posto giusto!- Frastuono è disturbo! intuisce che la sorella non è attratta dalla “stessa forza del fare”: “quel ch’io faccio non merita uno sguardo? Chi mi agita, per irrompere in mezzo a voi, e scompigliare l'”idillio”? Indica i commensali: – a voi mi rivolgo, – la lena che io pongo nel fare, credete in cuor vostro, non sia da Lui? In questo istante odierei il Maestro, lo bestemmierei, ché distrae mia sorella dall’opera sua?! Opero così tanto fragorosamente, da rinfacciare a “quei due”, il disinteresse per l’opera mia?! Nella testa mi gira che un gran fracasso, possa disturbarli! Ne godo. Non vorrei, dunque, che il Maestro parlasse e mia sorella ascoltasse?! “Se non parlassi e tua sorella non udisse ciò che vado dicendo, che cosa accadrebbe? Avete finora mangiato e rifocillati a volontà, eppure siete morti tutti. Le mie parole sono di Vita, io vi porto la Vita, che altrimenti morireste”. I commensali continuarono a gironzolare intorno alle pentole di Marta, contenti che il banchetto stesse per iniziare; quella “forza” che la agitava, non le impedì di essere gentile con loro, dando assaggi ora all’uno, ora all’altro. Maria ai piedi del Maestro ascoltava; nessuna “forza estranea” a LUI, prevalse”. Egli guardò con tenerezza la sorella – uno sguardo appena li unì – Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola cosa c’ è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Lc,10,41,42. Questo è ciò che accadde in quel meriggio di giugno. Paolo, provvido amico di Luca, lascia intendere all’Evangelista, quali siano le priorità. Giacché Paolo ‘, in Romani, rivela quale sia la parte migliore che non ci sarà tolta: “il giusto per fede vivrà”. Romani,1,16

  271. Ho tolto dal precedente commento alcune grossolanità formali, corretto una sintassi che appesantiva; qualche strafalcione nella grammatica e una punteggiatura che promoveva pause inesistenti. Del resto, vado di fretta: filtro imperfetto, e me ne dolgo. La “parabola” mi ha già commosso, ma non la racconto come si deve, nella gioia che mi procurò.

  272. Egli viene quando vuole, penetra furtivo nella mente e nel cuore, attraversa logica e ragionevolezza. Immagino Marta, che per farsi sentire, strapazza le stoviglie, toglie la polvere acciottolando le terracotte. Deve, per forza, disturbare. E’ persona operosa, tutti lo debbono sapere! Il rumore che fa, si diffonde ancor più per la casa. “Se non mi dessi daffare, mangereste per terra, anzi, non mangereste affatto!” Vuol giungere a farsi udire dalla sorella, in meditazione delle parole del Maestro. Desidera di essere aiutata – e ha già fatto ogni cosa! – ogni cosa al posto giusto!- Frastuono è disturbo! Intuisce che la sorella non è attratta dalla “stessa forza del fare”: “quel ch’io faccio non merita uno sguardo? Chi mi agita, per irrompere in mezzo a voi, a scompigliare l'”idillio”? Indica i commensali: – “A voi mi rivolgo, – la lena che io pongo nel fare, credete in cuor vostro, non sia da Lui? … In questo istante, odierei il Maestro? Lo bestemmierei? Ché distrae mia sorella da ciò che mi deve?! Faccio e disfaccio così fragorosamente, da rimproverare a “quei due”, il disinteresse per l’opera mia?! Nella testa mi gira che un gran fracasso possa disturbarli! Ne godo. Non vorrei, dunque, che il Maestro parlasse e mia sorella ascoltasse?!”. … “Se non parlassi e tua sorella non udisse ciò che vado dicendo, che cosa accadrebbe? Avete finora mangiato a volontà, eppure siete morti tutti. Le mie parole sono di Vita, io vi porto la Vita, ché altrimenti morireste”. I commensali continuarono a gironzolare intorno alle pentole di Marta, contenti che il banchetto stesse per iniziare; quella “forza” che la agitava, non le impedì di essere gentile con loro, dando assaggi ora all’uno, ora all’altro. Maria ai piedi del Maestro ascoltava; nessuna “forza estranea” a LUI, prevalse”. Egli guardò con tenerezza la sorella – uno sguardo appena li unì – Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola cosa c’ è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Lc,10,41,42. Questo è ciò che accadde in quel meriggio di giugno. Paolo, provvido amico di Luca, lascia intendere all’Evangelista, quali siano le priorità. Giacché Paolo ‘, in Romani, rivela quale sia la parte migliore che non ci sarà tolta: “il giusto per fede vivrà”. Romani,1,16

  273. Il giusto per fede vivrà. Non dice: colui che compie molte opere in favore dei poveri, vivrà. Ma dice: colui che per amore del Cristo, compie molte opere in favore dei poveri, vivrà. Chi compie molte opere in favore dei poveri, onde giustificarsi; senza la fede, perirà, e avrà dissipato inutilmente le ricchezze. Il giusto per fede vivrà. Per fede, l’Agape è verso tutti: -amici e nemici – chi compie le opere per coloro che non hanno, pretende forse il contraccambio? Si attende la gratitudine? Pretende meriti per la salvezza: Dio mio, ho fatto questo, Dio mio ho fatto quello; sia in conto della mia giustificazione! Giammai. Senza fede – disuniti dallo Spirito Santo – potremmo avere la “sapienza di Salomone”, “parlare la lingua degli angeli”, possedere scienza per manipolare materia e vita a piacimento; vai pure a vedere, uomo! avrai costruito a tuo tornaconto: in faccia a Dio che è Sapienza – Infinita Bellezza – Nobile Scienza. Avrai dato, forse, un riparo al tuo popolo, e catturato la sua anima. Egli, allora, giudicherà secondo il Diavolo: chiederà la tua anima, come tu hai richiesto la sua. Lo metterai a morte, ti metterà a morte, come è accaduto nei secoli e accadrà ancora. Vedrai ciò che è in odio al Signore, ove non dovrebbe stare! Un’aureola di grandezza adornerà le tue opere, ma esse periranno, ché il mondo perirà. A che giova, uomo, illuminare un meriggio nel tempo? Verrai confuso come il tuo signore, il diavolo, nella crepa profonda del tempo che scadrà – le tue opere sono illusorie come il Suo Potere – la magia avrà fine, quando la stagione scadrà inesorabile, anche per la Morte. Sii fermo nella fede: ella ti condurrà all’Amore di Dio, alla sua Giustizia: Speranza di Salvezza.

  274. Jesus benedicte, oggi mi hai detto cosa che mi ha lasciato senza fiato! Forse per chi è aduso al tuo servizio, è solo routine! Ma io voglio raccontare ciò che mi hai rivelato. “Chi si dice mio fratello, viva secondo se stesso e i propri intendimenti, non abbia paura, io sono in lui, chiunque voglia essere. Non amo chi, per essere mio fratello, si stranisce il volto, offende la propria natura – se di peccatore – digiuna con sacrificio, guarda ciò che desidera, di traverso – maledice. Egli pretende di restare in me, “prima” che io sia in lui. Cerchi nel mondo: soffra quando deve, e goda quando può. Non si atterrisca per il peccato; la paura di peccare, di gran lunga, è il pericolo maggiore. Non si atteggi a giusto; è preferibile una vita nei piaceri, piuttosto che addossare a Me, le ragioni del proprio scontento. Finirà per odiare chi dice di amare; investirà “nella fede” quel che non è lecito investire. Io lo salverò per una via a lui sconosciuta, inimmaginabile a chi giaccia tutto nel peccato! Non gli sarà reso noto il suo proposito di non incontrarMi. Non temere per il passato; non rinnegare i tuoi desideri, e dire: non mi appartengono, Signore! Io ardo in te come fiamma viva”. Nessuna sponda è irraggiungibile alla Grazia che veglia su di te”.

  275. chi si dice mio fratello, “viva coraggiosamente le proprie tendenze, non rinneghi il proprio stile” … (secondo se stesso e i propri intendimenti)..ciascuno ha le sue inclinazioni: brusco, dolce, severo, delicato – non si omologhi a nessuno. Ognuno dei dodici era diverso per temperamento dall’altro – Gesù non ha mai annunciato un modello unico di santità. “la paura di peccare” riguarda, a mio parere, il mettersi in gioco, “rischiare”, investire i talenti che ci sono stati dati. “investirà nella fede quel che non è lecito investire”. Attendersi dalla fede resultati
    sensibili, quando è scritto: “est autem fides substantia rerum sperandarum, non argomentum sensibilium”. “Non gli sarà reso noto il suo proposito di non incontrarMi”. Il peccatore sarà salvato dal Cristo, per una via che lui neppure immagina, (sconosciuta) – d’altronde, sarà negato (non reso noto) ad “altro peccatore”, la conoscenza del motivo per cui non incontrerà il Cristo. Credo sia questo il senso. anche se rimane insoluto il perché.

  276. Poeti, siate divulgatori della Parola! Chi è capace, ne riverberi la numinosità, secondo il proprio talento! Perché è scritto: cantate Domino canticum novum! Anche l’ermeneutica ha bisogno di una nuova, santa, spregiudicata estetica! Guardate all’ ermeneutica otto- novecentesca: confini estetici definitivi la intrappolano ove è nata! E’ la Parola che ci ha condotto in Altrove! – di “là”, il talento, non esaurisce nell’esegesi; ruba agli Angeli la glorificazione della Parola. E’ furto d’amore! Ci dobbiamo impadronire del canto, che glorifica sempiterno e diverso, Gesù Nostro! E questo è possibile, chè il poeta, per gratuita e “decisa” epochè, coglie Immagini di Verità, che la Parola in sé, attendeva Le svelasse. La Parola del Signore non esaurisce la Sua gioiosa teofania: circonfusa di Angeli – ladri di godimento – e uomimi desiderosi di cantarne, sia pure, le immediatezze! … . Fatelo liberamente, al di fuori di ogni Dicastero ecclesiale! Fuor di dubbio che ingessi la ragione poetica. Tantomeno l’organizzi!

  277. Il diavolo. La causa. Gli effetti. Nell’Eden l’uomo fu immortale. Il suo corpo spirituale s’incarnò a causa del Peccato – e si vide l’uomo di carne, perituro. Non vi furono cambiamenti nell’archetipo; semplicemente, l’ “antica physis” (il suo corpo fu di luce) si solidificò nella carne. E tutti gli organi che rispondevano a un Ordine spirituale indefettibile, rimasero gli stessi, ma ora corrispondevano ad una physis materiale, che aveva a che fare con la morte. Anche il mondo parve essersi solidificato, intorno a lui.
    Come agghiacciato dal Peccato Originale. Ma questo è alquanto improbabile; ché un Angelo fu designato a custodire l’Eden. Comunque, Adamo-di-carne, esposto com’era, alla morte, sperimentò – la prima volta – l’esito della sua nuova condizione: ovvero la malattia. I suoi organi di carne – come del resto furono quelli di luce – erano “ferite aperte”, ove gettare i semi della malattia. Il diavolo li spargeva in quelle ferite (o che avrebbero dato luogo alla morte. Lento fu il decorso di Adamo verso la morte, per la salutare memoria che conservava del Signore Iddio. La minima infrazione alla legge appena conosciuta – del Bene e del Male – avrebbe fatto sì che il diavolo deponesse negli organi di Adamo, protetti dalla sola eco dell’Antica Benedizione, i semi della malattia, in previsione della morte. Del resto, Egli si provvide, per gli esiti della Tentazione, dei rudimenti di Scienza che avrebbe permesso di distinguere il Bene dal Male. Era soggetto all’Antico Serpente, cui Dio permise custodisse la Scienza. Nella nuova Phisis non mancavano certo strumenti di morte, che aprivano in Adamo, ferite, che il Serpente infettava. La Natura che si rivelò, gli fu del tutto sconosciuta. Il Diavolo, un protagonista di quel mondo solidificato – essendo Creatura Spirituale – conobbe assai prima di Adamo, le Leggi empiriche. trama e reticolo di quel ricettacolo di Vita: la Terra. ( QUI SAREBBE UTILE UNA LUNGA PAUSA) Oggi tendiamo a scambiare gli Effetti del male con la Causa. Mettiamo al centro l’uomo. (Ad usum eorum qui ignorant: antropocentrismo!) Non è una parola di per sé, sconcia, in contesti diversi, addirittura utilissima, se non indispenabile. Qui, invece, tende a dimostrare l’uomo “protagonista del male” – per l’immensa libertà di cui gode presso Dio. Scibilia Vescovo, ci fa sorridere, quando, con estremo compiacimento, cita Péguy; ove il diavolo si mette le mani nei capelli alla vista di ciò che l’uomo compie in fatto di nefandezze. Macché diavolo! ammica, Scibilia! Il male compiuto dall’uomo, in piena libertà, quello è il diavolo! Poi, opportunisticamente, pasticciando, dice esserci anche Satana,(PERSONA: ammetterlo, che pena per Scibilia!) una spintina la dà, alla promozione del peccato! ma il “fervore” con cui l’uomo tortura, uccide, froda, deruba; gli consiglia, tuttalpiù un ruolo di Osservatore! e non di rado inorridito! Dunque, uomo e Dio stanno di fronte. S’interrogano. A noi due, sembra dire, il Vescovo Scibilia! Sono io “il figlio della perdizione”, non lui, il diavolo! e ti sto di fronte! Ho superato di gran lunga le ragioni dell’esistenza del Diavolo! Se il male è “solamente” sotto il dominio dell’uomo, anche il bene che può compiere lo è. Di lì a dire che l’uomo è protagonista – in solitaria – della propria salvezza, il passo è breve. Sparisce, ora, come d’incanto, Cristo-Pietra-Angolare, Gratuità-della-Grazia, Pace, esclusivo-dono-di-Dio-agli uomini, Utilità della Preghiera. Scibilia, effervescente vescovo umanista, mica è fesso: mantiene, protettivo, tutte le prerogative divine sotto un manto di naftalina, comunicando la certezza che non si deteriorino. In altre parole, è d’ordine: impedire a Gesù la Sua Natura Divina e Salvifica; Novello-Scibilia-Socrate invita a costruire la città dell’uomo. Finora, Adamo, era stato accudito come un bimbo, dalla nascita alla tomba; e “quei doni”, ahimé!
    gli hanno impedito di “crescere”. Uno Strano Dio Motore (assolutamente inagibile) trae a sé la Terra nuova, di cui Scibilia potrebbe divenire il demiurgo! E il Diavolo, mi domanderete? Anche Lui pressocchè inagibile,(si direbbe un optional nella creazione!) osserva accidioso, la fatica dell’Onnipotente nel trarre a sé la Terra, per poi girarla dall’altro lato, verso l’eternità successiva.

  278. Debbo dire, in verità, essendo io, cultore del lessico, non teologo, nutro profonda inquietitudine per quanto va dicendo, ripetutamente uno strano, fraterno monsignore, in TV2000. E cioè: la Chiesa dalla metà dell’ottocento – con maggiore intensità, in questi anni – discute e argomenta questa ipotesi: Gesù è il primo, fra noi, ad avere fede nel Padre. Lo si potrebbe dedurre dalla Lettera agli Ebrei. Ed altri “documenti”, dice quel monsignore. Si tratta di un genitivo che “potrebbe” significare fede di Gesù nel Padre,oppure, fede in Gesù Cristo Signore. Come la prima volta che ho ascoltato quella tesi; due giorni fa, terrorizzato, dal medesimo argomento, non ho trovato di meglio che spegnere la TV. Del resto, è ben fermo che la Chiesa, per per oltre 1800 anni, non ha avuto alcuna difficoltà di sostenere la versione: fede in Gesù Cristo Signore. Non altrimenti. Forse nessuno legge quel che scrivo, ma se qualcuno vi fosse, saprebbe che io ho un talento speciale per giungere – premessa una traccia – alle conclusioni. Ma preferisco tacere. La verbosità discorsiva, atta a un linguaggio parlato, confidenziale – l’autore, ebreo, parla ad altri ebrei – diluisce il concetto di fede in Gesù Cristo, facendolo dipendere – qui, davvero, si parla di pesi e contrappesi! – dal Padre che ha costituito Gesù, pontefice ed apostolo … Come cultore della parola scritta – testimonia per me il grande Giorgio Manganelli – ritengo che lo scrittore della lettera agli ebrei, non sia Paolo. Paolo è essenziale, decisivo, non ama schermirsi per quel che dice, in abili e faticose circonlocuzioni; è diretto, sicuro, “non si vergogna” di apparire “troppo” adoratore del Suo Cristo. E’ ostile ad ogni disegno psicologico, mediativo di ciò che annuncia. E’ sobrio, preciso, non usa mai il veicolo sentimentale-affettivo, per comunicare la Parola, ma non è apodittico. La lettera agli Ebrei non è uscita dalla sua penna! Chi gliel’ha attribuita non ha la cultura necessaria per un’analisi semantica del testo. Ora come allora. Ha preferito privilegiare la via di certe assonanze politico-strumentali, di scarsa importanza, con Paolo. Resta comunque un testo d’interesse teologico di rilievo, non posso negarlo, di arricchimento, non c’è dubbio. Con un’ambiguità “sacra” sulla “fede di Gesù”, che ridiscussa oggi, nei termini che conosciamo, diviene per me motivo di grande agitazione. Il motivo? Deprimere sempre più, e progressivamente, la Natura divina di Gesù, farlo arrivare ad essere, lentamente, un Profeta, sia pure Re del Mondo, di Jahevista memoria; ma quel che conta oggi, in fatto di dialogo interreligioso, non più una discriminante, men che meno una pietra angolare, una pietra d’inciampo. Dio fatto uomo, che si dimentica, immerso com’ è nella natura umana, della propria divinità, consustanziale al Padre: Mt,11,25 “nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio”. Mi domando: da quale esigenza nasce l’attribuire al Signore Gesù, il bisogno di Fede nel Padre? Lo chiedo a coloro che sostengono questa tesi. Perché non far venire, ad es. il Card. Biffi, a dialogare sull’argomento, col Monsignore, a TV2000? Io penso sarebbe un atto di lealtà, verso coloro che imputano a Gesù una “memoria prodigiosa”.

  279. 21La Legge è dunque contro le promesse di Dio? Impossibile! Se infatti fosse stata data una Legge capace di dare la vita, la giustizia verrebbe davvero dalla Legge;
    22la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo.
    23Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata.
    24Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. 25Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. 26Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù,
    27poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo…….appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa. Galati,3,21-27 . … . Ho peccato, Signore, ho peccato di nuovo – lo stesso peccato! – l’odio per i miei simili è tale – per quanto diluito nella preghiera – da indurmi a prendere loro, quel che non è consentito prendere. La sete di vendetta, per le frustrazioni che alcuni di loro mi hanno propinato, mi concede una ubriacatura di potenza! Ho violato, dunque, la Legge del Signore e tardo a dolermene! Potessi uccidere coloro che mi hanno calato nell’abisso della dimenticanza! Non arrivo a tanto, solo perchè temo la legge degli uomini! Minimo, dunque, dinanzi a Dio, e a quelli che mi hanno dimenticato nell’oblio! Non riesco a estrarre dal mio seno questo vulnus, che ri-esce, germogliante, anche quando “credo” d’ essere in Tua compagnia, Signore! Sono io impotente a seguire la Legge per avere la Vita! La Legge è durata, nei suoi effetti, “fino a Cristo
    perché fossimo giustificati per la fede”. Nessuno degli ammonimenti di un pedagogo, mi è di qualche giovamento, l’esigenza di peccare non si esaurisce con la Legge! “la Scrittura ….. ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo”. Attendo la Tua grazia discenda su di me, Signore, chè io non provo alcun dolore per il mio peccato: solo accidia e disperazione! Sono CERTO che il Tuo Amore per me, non lo permetterà oltre. Sia lodato Gesù Cristo.

  280. Un’altra cadde fra i sassi, dove non c’era molta terra, e subito spuntò perché non c’era un terreno profondo; ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. Marco 1,5,6. … . Perché ancor’oggi questo è lo stato della mia fede. Dolcissima fede – ella spuntò bellissima nei pochi attimi che crebbe: ebbi felicità immensa! – ma non avendo radici nel profondo, altrettanto speditamente si seccò. Tutte le volte che scompare, risucchiata dal diavolo; le cose del mondo, divengono agli occhi dell’anima, oggetti di nuovo desiderio! Me le apparecchia dinanzi l’Ingannatore. Adescato, mi rifugio nel piacevole effimero; ma affacciandosi il ricordo della fede – seppure, per pochi attimi, fiorita – cado in accidia e accidia si accompagna a disperazione: entrambe mi conducono, sedato di ogni voglia, all’inoperoso delirio della mente. Questa, la tomba, non meno inanimata del suo ospite! Se non vedessi tornare il Seminatore, e la propria sementa! A me non spetta che tacere: non ne so nulla se l’humus si è ispessito o meno! neanche Lui sembra curarsene; getta i suoi semi e sorride, china la testa, non mi guarda negli occhi, ma sorride! E allora so che Lui tornerà fino all’ultimo giorno – fedele tornerà nell’ultimo giorno: LO HA PROMESSO! Non vi è bassura, tanto profonda, ché Egli non mi riconduca! Il diavolo mi nasconde in mezzo alle cose del mondo – farei il fuoco nelle pozze per averle! Ma Egli viene a me dal giorno in cui nacqui.Pastore, riconosci le pecore! Che ne so, io, che il terriccio cresce e ricresca! la Sua Gioia mi rende immune da ogni malattia e il dubbio; ché Lui si dona io sento: che accada, ineluttabile? Sia follia sperarlo!

  281. “Noi eravamo rinchiusi e custoditi sotto la Legge” – ora non più! Ma perché la Grazia discenda su di noi, occore essere nudi dinanzi al Signore, senza alcuna riserva o giustificazione per quel che compiamo. Sottomessi, come Lui col Padre Suo… Non ci nasconde nulla di sé! perché non fare altrettanto? Avete un dubbio, parlateGliene! Io, ad es. credo di essere nel giusto, se dico: confesserò i miei peccati ad un confessore che amo per la sua prudenza…non a uno qualsiasi; accoglierò in me il Tuo Corpo e il Tuo Sangue, da quello stesso confessore prudente! Questo lo dico dinanzi a Lui: mandami un confessore prudente, o io dirò a Te solo, i miei peccati! Sono vecchio, provo disprezzo e rabbia per i confessori frettolosi! Quelli che credono di aver già capito, quel che si voglia dire loro. … Da che cosa li giudichi?… Un’amarezza avvolge il Sacramento che ho appena ricevuto.. Che cosa ho fatto, mi domando. … Due dei miei confessori sono morti: Mons: Bonanni e Padre Giovanni Maria Vannucci. Un Prete Andino, giovanissimo, era il migliore di tutti! – la sua umiltà ancora oggi mi illumina! Sentivo nel mio sangue ch’era mio fratello, volgeva il Tuo Amore su di me. Che sia benedetto, dovunque Tu voglia che sia! Dieci anni fa se n’è tornato al suo popolo. Da allora non prendo i Sacramenti – e ne conosci il motivo, mio Gesù? non tutti i sacerdoti sono attivi nel Sacramento che hanno ricevuto; essi non sanno comunicare il Tuo Amore, fosse anche per mezzo di grande severità! Così, Padre Pio. Cari fratelli, la nostra nudità dinanzi a Lui deve essere vicina alla perfezione: quel che ho detto dei Tuoi Consacrati, può essere frutto di inestinguibile superbia?! Come se la cultura esigesse sacerdoti sempre più colti! Nostro Signore sappia, noi sappiamo essere con Lui sinceri! E può non bastare, credetemi! Perciò io prego Gesù e il Santo Padre, affinchè mi facciano la grazia di un buon confessore; anche il mio Santo – Paolo di Tarso, prego – … un sacerdote indegno e di gran fede, può bastare! Il peggiore dei preti pedofili! che avesse conservato la fede, può bastare! Anche sospeso “a divinis”, mi benedica nell’attimo che io muoia! Siate accorti, fratelli, Gesù chiede che nulla di ciò che avete compiuto, rimanga sotto il vostro giudizio! Egli è il Misericordioso.

  282. “se non ami il fratello che vedi, come potrai amare Dio che non vedi?” (Agostino:commento alla Prima Lettera di Giovanni) Certo non di qui si arguisce tutta la grandezza di Sant’Agostino! Caro Agostino, il fratello che vedo, lo amo in quanto s’intenerisce il cuore per Gesù, “per” Lui lo amo. Nessun’altra cosa al mondo m’indurrebbe a farlo. Eppure, Agostino, Tu sai “come” pensa il Signore Iddio: “Belle son dinanzi a Me tutte le cose;(tutto trova in Me giustificazione) l’uomo le vede, alcune giuste, altre ingiuste”. E io dico: è più facile a uno che ha fede grande, vedere Dio, piuttosto che il suo prossimo. Grande Santo, istruiscimi nella Parola del Signore.

  283. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.
    5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra.
    7Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. 11Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”. Giovanni, 8,3-11 Era la Legge di Mosè che la condannava! Era stata colta sul fatto! Nella Legge era la morte, in Gesù, la vita. Che cosa è la nostra legge – legge di uomini – che autorizza mettere alla gogna dei “si dice”, degli “indizi rubati alle intercettazioni”, degli umori mutevoli che si confessano, ignari di essere ascoltati; ora gai , ora perplessi, figurandosi una storia tutta loro, di volta in volta, giocando nel riserbo, cui credono di aver diritto, volgendola ora in un senso, ora in un altro, anche mentire nella storia in sé -stravolgerla – avete mai sentito parlare di “La Letteratura come Menzogna? (Giorgio Manganelli) ove è lecito situare il Ticino, affluente del Tevere, e le Alpi a ridosso del mare? Comunque e sempre la latteratura mente, non può essere che così. Se vuol essere grande letteratura! Per telefono, nel riserbo immaginato: “une pétite literature, très modeste”; si può perfino accusare Robespierre d’essere un farfallone amoroso! Ma i giudici di Milano conoscono La Letteratura come Menzogna? o inviano “avviso di garanzia” a Don Rodrigo? Un bel tipo di mariuolo!

  284. Lettera a Tito,3,4-7
    Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
    e il suo amore per gli uomini
    egli ci ha salvati,
    NON PER LE OPERE GIUSTE DA NOI COMPIUTE,
    MA PER LA SUA MISERICORDIA,
    con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
    che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
    per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
    affinché, GIUSTIFICATI PER LA SUA GRAZIA,
    diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna. Oggi, io vi dico, che ogni vostro insegnamento sia basato sulla fede, da essa – fede in Gesù Cristo – sgorga la pietà per cui si compiono opere giuste, a totale gloria del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo. Non lodatevi, fratelli, l’un l’altro, per ciò che di buono fate, ma rendete gloria al Signore, che ha voluto voi, agenti della Sua Volontà. Eppure noto tra di voi che vi rendete omaggio per ciò che di buono fate. Raramente alcuno ricorda che il Signore Gesù è autore di tutto il bene che fate. Questo facendo, si aprirà un grande vuoto quando ve ne andrete; coloro che avranno tratto benefici delle opere, ameranno voi e vi piangeranno, allorchè non avrete detto loro che il Signore Gesù che ha animato voi, li consolerà e resterà in mezzo a loro. Eppure vi date un gran daffare per far conoscere Questo e Quello, per quel che ha compiuto, siccome faceste un resoconto dei suoi meriti, per quel che è riuscito a fare. Dovreste dire pittosto: “è il Signore che trova nel terreno, l’acqua di cui abbiamo bisogno! Quanti di voi, alle missioni, prima d’impugnare la zappa, rendono gloria al Signore, per l’opera che stanno per compiere? Siete là, perché dal Suo Cuore sgorghino Fiumi d’Acqua Viva a vantaggio di coloro, per cui v’ingegnate a rendere meno duro il lavoro della terra.

  285. Nel web. Le riflessioni di Benedetto su internet giungono puntuali da parte di un grande teologo: la didattica rivolta al rispetto di un linguaggio ottimale, invocato dalla ragione, e che dovrebbe informare il cuore ad essere diligente e vero con se stesso e con gli altri. Si rivolge ai cattolici, ai giovani, a tutti. Web nasce anche con l’intento di un linguaggio impazzito,che è stanco di essere omologato in una maniera, invece che in un’altra. Come la letteratura, vuol vivere in franchigia dalle regole, soprattutto se teologiche, di espressione, o di buon senso. Certo, su internet trascorre un linguaggio spaventoso, insipiente, sgangherato ed anche asservito al male. Eppure obsoleto e tautologico, come afferma Don Pompili – illustre uomo di cultura e letterato – ben sapendo che il criterio di obsolescenza e di tautologia sono permanentemente in uso presso la letteratura, odierna e del passato. Ma un pastore di anime non è tenuto a conoscere il linguaggio del Don Chisciotte o quello di Giorgio Manganelli! Ma la cosa che più mi stupisce nel discorso del Papa, è il ricorso a categorie originate dalla psicoanalisi. Ben calzanti, che inquadrano un problema, cui la psicoanalisi dà le “sue risposte” … . Cito le parole del Papa”la tendenza a comunicare solo alcune parti del proprio mondo interiore, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé, che può indulgere all’autocompiacimento. Ecco un quadro clinico! Anonimo, asettico, punitivo. Non rivolto a nessuno in particolare, che rivela “solamente” una inquietante anamnesi psichica. La costruzione di una immagine di sé, volta ad autocompiacersi. Chi incorre – senza residui di religione – in questa patologia – sono coloro che si ridisegnano supereroi, per compensare la propria frustrazione – ad es., nel reggere un confronto con le ragazze! Questi non badano al messaggio del Papa, potete starne certi! E allora chi resta da correggere? “Ricordate, il Papa è teologo!” I mistici e gli pseudo mistici! Ovvero gli imbroglioni! I sedicenti amici di Gesù! Nient’altro che gli sciocchi che si raccontano favole! Il Papa teologo usa la ragione, il buon senso, il linguaggio psicoanalitico per risolvere la questione! Benedetto nutre un grande amore per i mistici, i grandi mistici, specie se affermati santi, e soprattutto, morti da tempo. Questo è risaputo! Egli è un “corregidor” cortese e discreto: esprime tanta pietà per coloro che si costruiscono un altro sé, per autocompiacimento, forse per evitare di spararsi in bocca?! Occorrono, caro Benedetto, quando non si trova un lessico cristiano per esprimersi e consolare, e si ricorre a strumenti alieni, quale l’analisi della psiche: – diagnosi e terapia, contemplate congiuntamente dal medico. Padre Giovanni Maria Vannucci OSM diceva che il teologo entra in contatto con voi, con la delicatezza di un rinoceronte in un negozio di porcellane. Ciao Papa.

  286. … ancora sul discorso nel web. Ed è pensabile, caro Benedetto, di trasmettere la fede, prodigandosi in stiracchiate anamnesi, (rischio-vita-parallela-nel-web) quando altro non resta, a chi non riesce a farsi ascoltare, che nascondersi, “grandioso e seducente”, nella folle abusata libertà virtuale? E’ giusto follia di entrambi: chi desidera ammonire del rischio, e chi non trova di meglio che liberarsi del “proprio io “reale”, negletto e umiliato”, in una dimensione illusoria, ove tutto appare possibile. Potresti, caro Benedetto, impiegare tutto il potente armamentario teologico che Ti è riconosciuto, evocare un versetto oppure un altro, ma il poveretto non uscirà dalla “solida” e ingannevole dimensione virtuale! Detto da Te, così inaccessibile ai meschini, impermeabile a chi pecca in fuga da Gesù, impaurito dal Suo folle Amore; come lo ripeschi, Pietro, col terrore di una diagnosi tanto reale quanto infausta? Tu vivi in un universo parallelo-waste land-amico-mio! io-te-lo-dico-e-passo-ad-altro: ho fretta di costruire un tempio in cui tutti possono radunarsi. Gesù lascia quei giovani, che dovunque, coi loro urletti di gioia, Ti applaudiscono; e in solitaria, cerca chi si è perduto nell’illusione della rete, travestito da-altro-da-sé. Che gli dice, Benedetto, che gli dice Gesù, che al pari tuo, conosce la sua defaillance? Non temere, ci sono qua io? No. Gli concede quello che il mondo reale gli ha negato? No. Si precipita Egli stesso, nella fitta foresta dei simboli: la Rete che lo avvince; e sai, caro Papa cosa fanno quei due in rete? Conversano come vecchi amici di questo e di quello: Gesù, con l’io ri-disegnato dell’altro! Ormai il reale è morto da un pezzo, forse ucciso dalla sprezzante realtà che Tu invochi a salvezza. Credi forse che Colui che ha fatto visita agli inferi; dato pace a creature scomparse e invisibili; tema l’intrigante “Rete illusoria”, sia restio a penetrarvi? Macché! Prende piuttosto fra le braccia la larva sedicente-altra-da sé – e se ne va con lei a conoscere gli amici-ombra di quei che uscirono dal mondo reale. Concede loro un nuovo corpo, ridesta il ricordo dell’anima e insieme, felici e contenti, colonizzano la Rete. Ormai lo dovreste sapere: sono un provocatore sano in questa virale vostra realtà. Pensi, Benedetto, che Gesù rifugga dalla realtà virtuale ove si è persa la Sua pecorella? Ella, a mio avviso, non tornerà più nell’ovile, insieme alle altre, che non hanno smesso di applaudirti, ma seguirà “incuriosita” la Sua Ascensione: fedele falena nella realtà della Luce. L’Itinerario di Gesù dovrebbe insegnarti a non distribuire anamnesi derivate da dottrine di uomini, ma correre, pregando, nelle Parole del Signore. Attraversandole di un fiato.

  287. ….
    “Non vi fidate quando tutti vi applaudiranno, siete sulla strada sbagliata”. … Ennio Appignanesi.

    ” Il Regno dei Cieli ha una logica diversa da quella del mondo e spesso é antitetica. (idem c.s)

    Guai a voi, quando vi applaudiranno, perché questo è quello che facevano i padri loro a riguardo dei falsi profeti. ..

    Se alcuni di coloro che applaudiscono, conoscessero il vero senso delle parole, cui va il loro plauso, non applaudirebbero; “si dovrebbe consigliare, specie ai giovani – è fuorviante la soggettiva pulsione di avere in simpatia chi “RIESCE ad APPARIRE” – di meditare quel che vien detto, affinché divenga proprio; non “solamente” occasione di applauso.

    Chi RICONOSCE in sè le parole di Verità, le medita in
    cuor suo; altrimenti le applaudisce. …Gesù dissuade chi lo applaude e vuol farlo re dei Giudei.

    Alcuni, al serguito di Gesù, non avevano compreso lo scopo della Sua missione; perfino nelle gare sportive, vi è chi, a gran voce, ammira il proprio beniamino, trascurando del tutto o quasi “la trama del gioco”

    nessuno, se non Dio, è degno di plauso. IN LUI SOLAMENTE, ESSERE E APPARIRE SI IDENTIFICANO.

  288. “Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio. 15Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 16Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Ap,3,14 Il male si nasconde nell’innocenza di un Eden Satanico. Un paradiso assurdo, dove il “peccatore” non comprende più gli esiti, non in tutto nefasti, del Peccato delle Origini: ossia la Coscienza. Come è potuto accadere? “Quel che viviamo”, è divenuto tema centrale dell’anima: ogni nostra cura, ci divora nel rendere permanente il nostro esserci (dasein). Costi quel che costi. La “perfezione” sta nell’essere stanziali: ci prodighiamo in quell’assetto, ciononostante incomba la Morte e il Giudizio. Chi ignora il Giudizio tende a procastinare la morte. Unico “indizio metafisico”, tener lontana la Morte, ad aeternum; più che ideologia, la scienza determina magia. E’ “perfetto” colui che, pur “creando necrosi” in molte vite, ne salva una, allontanando l’esito fatale, di lì a poco, incombente. Ecco il Sacerdote Scienziato, eternamente perfettibile: colui che immola, molte vite, pur di salvarne “anche” una sola. Egli immola a se stesso, onde riprodursi. Perfetto è colui che “finge” di tener lontana la morte. Una catena ellittica di Sacerdoti Scienziati che si spenge e si accende ad ogni “progresso ottenuto”. Dinastia apparentemente inarrestabile, di buona nascita (eughenè), che consuma vite e vite: vaghe, indistinte, inermi biologie. … Lontano lontano, quasi a latere di una dolce utopia, quel che Gesù va dicendo: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”. Mt 5,48. Un’altro dei Suoi paradossi! Ma non è così, provateci! è anche divertente! – in Dio non vi è scandalo alcuno! – in noi, sì! ché ci è dato “conoscere”. Ma ditelo a Parmenide! ove “conoscere per progredire” è bestemmia! Un sogno, alimentato dalla nostra vita nella carne. Gesù intendeva dire: “pensate così come pensa il Padre nostro; Io in voi, voi in Me: ce la potremo fare”!

  289. . Se qualcuno, nei miei commenti, avesse ravvisato che io ho sostenuto che Gesù promette salvezza – attraverso la Grazia – a chi trasgredisce i suoi precetti, tanto da convenire che sia possibile essere mondi, pur praticando l’idolatria: concupiscenza del Potere e del Denaro, dissennato piacere che procede dal sesso; senza che l’uomo desideri fortemente,
    contrizione e ravvedimento; ho indotto al peccato! Così Balaam nei confronti di re Balak: (il consiglio di congiungersi con le donne moabite) un piacere estraneo alla legge di Dio; e di ciò mi pento, dinanzi a Gesù e a tutti voi; “se” ho ritenuto la gratuità della Grazia, un mezzo per concedersi tutti i piaceri, quelli erotici in particolare. Certamente non ho vissuto secondo i Suoi intendimenti! Ho ignorato quel che il Signore gradisce. Me ne dolgo. Ma non posso che pensare che contrizione e sincero ravvedimento, altro non siano, che uno dei Suoi doni!. … . Operare alla maniera dei “nicolaiti” – in ragione del piacere sessuale fine a se stesso – è almeno in parte, un godimento estraneo all’Amore, sia pure risponda ad una pulsione naturale, deviata nel fine. Non posso che confessare di aver compiuto, per gran parte del mio tempo, quel che i pagani compiono per il proprio piacere: non disprezzando l’opera dei nicolaiti; ma senza partecipare ad altre collaterali “convenienze” ed “opportunità secolari”. … Gesù porge ad Adamo il dono del ravvedimento, che è insieme, coscienza del peccato, e dolore per averlo commesso, perché si compiano i tempi del sincero ravvedimento. Se Adamo accetta il dono, accoglie anche la coscienza dell’intrinsecità del peccato sessuale. Gesù bussa alla porta, Adamo apre a Gesù. Adamo si rende conto che prima era cieco; senza la Grazia non avrebbe mai potuto vedere.(le scaglie che cadono dagli occhi di Saulo). Adamo possiede la spaventosa libertà di non accogliere i doni del Signore: coscienza, dolore, ravvedimento. Qualora trovi compiacimento delle proprie opere e vi si installi! Chiude “soggettivamente” a Dio che bussa alla sua porta. Il “no” corrisponde non già a una scelta – ma ad una condizione: egli non può fare a meno di peccare: è Satana che lo sceglie! Adamo si esclude dalla salvezza! “Forse”, nel pensiero Divino, questo è deciso! Ma solamente conosce la “soggettività” di Adamo! – La sua “capacità” di respingere Cristo, è inscritta nel piano salvifico di Dio, ed è avvolta nel mistero! Del resto, Gesù parla di colui che ha orecchie per non udire. Noi sappiamo che l'”inferno”, umanamente conosciuto, si sostanzia nella Santissima Trinità, maturato nella Misercordia. Laddove vi è stridore di denti..Matteo,22,13 eMarco,9,48 – sono le parole di Gesù – veritiere per designarlo. Non luogo di pena, ma condizione di pena, io penso.

  290. Benedetto il giorno del Signore. Resusciteranno quelli che non andranno a morire una seconda volta. E coloro che hanno subito ogni angheria nel Suo Nome, non dovranno temere più l’inganno di Satana per un tempo lungo: seguiranno Gesù insieme ai Risorti, non mancheranno di nulla. Non vi saranno in quei giorni, né leoni né draghi da calpestare (Salmo 91): La Parola del Signore dissiperà ogni inimicizia. Cesserà la Fede per via dell’Emmanuele, e anche la Speranza svanirà nell’Amore, Egli ripianerà ogni cosa. La preghiera del credente si commuove nell’imminenza della Sua venuta. Cingetevi i fianchi, non fate mancare l’olio alla vostre lucerne; Egli sta per venire. Ed io prego la Vergine Santissima – la seconda volta! – lascia, oh Signora Misericordiosa il Braccio del Tuo Figlio adorato, ché Egli compia, presto, come promesso, quel che deve essere compiuto. Il dolore di quelli che non hanno più voce è grande, merita la Sua Giustizia e il perdono dei peccati. Amen.

  291. Anche il Papa estende le Sue preghiere ad un “tempo lughissinmo” dinanzi a Sé, fantasma! Egli è il Sigillo delle nostra speranza! S’illude chi spreca il suo tempo in giochetti di bottega! Lo spieghi a chi vuol perpetuare la menzogna: il Sacrilego e il Simoniaco: nessun ordine, affine a questi tempi morenti, garantirà oltre, potere alla Menzogna, al Sacrilegio, alla Simonia. Egli è il Nobile Sigillo, prescelto dallo Spirito di Dio, dica a gran voce: benedetto colui che viene nel nome del Signore! Il Signore lo consolerà. Cingetevi i fianchi e non disperdete l’olio delle vostre lampade -. … Egli sta venendo! Oh Signore, la mia parola è nella Tua Parola!

  292. …Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande”.Lc,9,46 . – è grave peccato, però – fra i preti, sovente, ci s’incorre – simulare ipocritamente d’essere piccolo, perché gli altri ti dicano: vieni, mettiti a capo… Non ho compreso bene né il Papa, né Mons.Celli: in rete, si richiede, non tanto la citazione evangelica, quanto la testimonianza personale (della citazione, oppure di una delle tante storielle che ci vengono raccontate, quali: il mio percorso…) Si fanno le persone – lo sa, Mons? – piccine piccine, per essere ammirate! Non sempre. Non sempre! Preferisco il contrasto, durissimo, se necessario, con le Gerarchie! A me non piace la buona educazione! Quando ci si oppone ad un concetto, meglio essere taglienti, che dissimulare una certa bonomia, che, se mi fosse riservata, mi offenderebbe! E’ questa, testimonianza, o esperienza? Gesù ammaestra non compatisce, nè, tantomeno, pretende d’imporci un modo di esprimersi! Ma, guarda, guarda, Mons. Celli, ci proverebbe… Certo, se fosse il bambino che Gesù si pone al fianco, e mi dicesse: sei superbo, arrogante e litigioso, arrossirei…eccome se arrossirei…

  293. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre”. Lc,22,53 … Santo Padre, Santo Padre, si avvicina a grandi passi l’ora loro e il potere delle tenebre! Prima di tutto, nella tua cara nazione italiana! Ci sono tutti i segni! Rafforza lo spirito elemosinando lo Spirito! Tutti i demòni si scateneranno, faranno ciò che da gran tempo avrebbero voluto fare: era in agenda ma nessuno di coloro che sapevano, si è stracciato le vesti! Tempra la Tua anima invocando il Padre! Le strategie si sono dichiarate! La Tua cara nazione per un verso, si dirige a oriente-della-disputa, per un altro, metterà a soqquadro, le radici stesse della Santa Chiesa. Della vita, della morte, dell’uomo, della donna. Ma agognano altro! e lo sai! La Tua volontà purificala nel fuoco: oro fino! Sento un dolore inestinguibile per la Tua fragile vita, ma io non ho “come” Te, Gesù al fianco, Egli deterge il sudore del Tuo Getsemani…

  294. …se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
    E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
    La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 1 Cor. dal cap. 13. … .Io penso che una carità che mancasse anche di solo due peculiarità indicate da Paolo: “non si vanta” – “non manca di rispetto”, darebbe origine ad una fede imperfetta, sia pure “soggettivamente” risoluta. Forse è il grande nodo che Lutero non è riuscito del tutto a sciogliere. Egli ha in mente, Abacuc,2,4 “della sua fede il giusto vivrà”; ma avrà ricordato che la carità “non si adira” e “tutto sopporta”? O l’amore per la verità, la giustizia, lo ha consumato a tal punto, da “purificarsi – “questo amore – in una astrazione”: riunirsi col Signore Gesù -“perfettamente adorato” – non più gravato dell’impegno di sopportare gli uomini? Io nutro grande simpatia per questo ” santo”, che la Chiesa avrebbe potuto annoverare……A grande distanza da Martino, faccio capolino io,”modesto” peccatore, che arranca malamente dietro Gesù, che cammina spedito – debbo portare sulle spalle due macigni che frenano la mia andature: la carità “non si vanta” e “non manca di rispetto”. Se dicessi a me stesso che tutto ho compreso nel cuore e nei reni, sarei un bugiardo; dopo che Gesù mi ha conquistato la fede, che io rendo imperfetta per lo scarso rispetto che nutro per i fratelli; sia lo Spirito Santo a bruciare i residui della protervia, affinché la Fede sia perfetta.

  295. Poichè il mio “commento” – dopo nove ore – non è stato accolto; penso per normali procedure di routine, ho colto l’occasione di renderlo più congruo nel linguaggio. E depositarlo in rete. . … .I contenuti del cap. 23 – 1 Cor. intorno alla Carità, altro non sono che le prerogative del Signore Iddio. Infatti, Gesù dice: “siate perfetti come il Padre vostro.” Ma per adempierle occorre tener conto di due opportunità: l’aiuto dello Spirito Santo e la condizione del dover vivere in un corpo materiale. Gesù dice ancora: “il più piccolo nel Regno dei Cieli, è più grande del più grande tra di voi”. Ora, anche Paolo, in Cor. 23, dice che solo in cospetto di Dio avremo pienezza di Verità. Pensate che io giustifichi il peccato? Giammai. Dico che lo Spirito ha sapienza di ogni nostro terminale nervoso, ogni cellula; della “rettitudine” della nostra salute; sa con che cosa ha a che fare, e distribuisce l’aiuto salvifico in rapporto al nostro deficit fisico e psichico. Egli “conosce” l’ampiezza della nostra fede in Gesù Cristo, secondo cui determina il nostro bisogno di carità. Cosicché cresca la fede. Un corpo malato “potrebbe” avere maggiori difficoltà di “apprendere” gli aiuti del Consolatore, a causa della sofferenza: – l’anima, diminuita o addirittura perduta la fede nel Signore Gesù Cristo. Qui il mistero s’infittisce. Fu proprio il Vescovo di Lucca Mons. Enrico Bartoletti, a parlarmi delle difficoltà e delle opprtunità di salvezza per colui che giace malato. Veramente non è così: egli parlò di gravi difficoltà, io ho aggiunto che avrebbe potuto parlare di “grandi opportunità”. Di cui lui tacque. E sapete perché non è lecito andare oltre, nel “prefigurare” l’intervento del Paraclito? Non è nella nostra natura conoscere né l’origine, né il profilo della malattia che ci affligge, sia nel corpo che nella “psiche”. Sappiamo solamente che non vi è abisso tanto profondo, da non poter essere raggiunti dalla misericordia. Qui conta un equilibrio di fattori di cui non sappiamo proprio nulla. Sincerità di fede, abbandono non strumentale, sopportazione: dono estremo della carità. Ma anche nominando questi fattori – “secondo umana ragione” – altro non faremo che pettegolezzi, intorno al “reale” potere della Grazia. Che potrebbe addirittura non tener conto dei meriti che non avremmo conquistati, che dei demeriti acquisiti. Delle undici peculiarità della Carità, di cui il Santo che più amo, parla, in Cor. cap. 23, dobbiamo acquisirle tutte, per amore di Nostro Signore Gesù Cristo, e subito dopo dirsi nel cuore: non sono che un servo del Signore che ha eseguito, ciò che gli era stato comandato. Nulla, per umano ragionamento, può condurre alla certezza del Perdono dei peccati. Poiché, in “definitiva”, l’intenzione per cui l’uomo fa e disfa, è materia di giudizio del Signore Iddio: nel Padre nel Figlio nello Spirito Santo. Con questo destituisco Pietro di assolvere, della Chiesa di giudicare? Giammai: il Sacramento della Penitenza è indispensabile per istruire le nostre intenzioni al Bene Supremo. Ovvero: ASSOLVERE dal peccato come Gesù ha comandato di fare. Solo la Santissima Trinità un Solo Dio, giudica la rettitudine delle intenzioni. Voglio narrarvi la storia di un peccatore e del suo confessore, anzi, dei suoi confessori. C’era un volta un uomo cui piaceva una giovane donna sopra ad ogni cosa. Ma essendo già sposato, non gli era lecito tenerla. Andò dal suo confessore e gli espose i fatti, già sapendo come sarebbe andata, perché lui, quella fanciulla, se la voleva tenere con sé. Il confessore ben noto per la sua pietà e conoscenza del cuore degli uomini, gli disse: vai in Duomo, cerca il penitenziere e confessati da lui – senza ipocrisie, palesa tutte le tue intenzioni, quelle che mi hai proprio ora narrato. L’uomo andò in Duomo, chiese del penitenziere, e trovatolo, disse a lui quel che aveva raccontato al primo confessore. “Non ti è lecito tenerla”, rispose l’uomo di chiesa, anche se prendo atto che sei cosciente del tuo peccato e preghi il Signore di dare esito ad una conclusione proficua alla tua salvezza nonché a quella della giovane. Comunque, IO NON TI ASSOLVO; ritorna quando avrai spezzato codesto rapporto non benedetto. L’uomo tornò – mica disperato! – dal primo confessore e gli raccontò per filo e per segno gli esiti di quella confessione. Vuoi confessarti, chiese il Monsignore – anche avvocato del diavolo, in una causa dei santi? Si, certo lo voglio! allora inginocchiati vicino a me e raccontami tutta la storia, così come l’hai raccontata al primo penitenziere. Così fece. Si disse certo che avrebbe ricevuto da Dio la soluzione dal peccato, ma per il momento, non aveva cuore di fare a meno di quella fanciulla. Il vecchio confessore gli diede l’assoluzione e gli disse: vieni subito all’altare, ché tu abbia a ricevere quanto prima, il Gesù Eucaristico. L’uomo fece quel che gli era stato comandato e ricevette il Gesù Eucaristico. Ma la cosa non finì qui. L’Avvocato del Diavolo, gli disse di recarsi in una chiesa lì vicino, – esponeva il Santissimo per lunghi periodi della giornata – e di adorarlo in silenzio, o con preghiere, o come gli pareva più opportuno. Dopo un certo tempo ho trovato l’uomo di cui vi ho parlato. Dopo quella confessione, cominciarono dolori psichici così forti, da non essere quasi sopportati, tanto da dover tornare dal confessore che lo aveva assolto. Questi gli disse di pregare con una “PREGHIERA “FORTE”: IL PATER NOSTER , senza aggiungere altro. Trascorsero alcuni giorni. Egli mi disse che non riusciva a comprendere le ragioni “oggettive” di un simile travaglio; essendo in tutto e per tutto contraccambiato nell’amore con la giovane. Ancora tre anni e lo vidi nuovamente – i tratti consumati dalla sofferenza: “C. ha trovato un ottimo e prestigioso impiego a Bruxelles, come anch’io le avevo auspicato da tempo, ed è partita da sola. Lipperlì, mi fu di ridere e piangere; tanto che lei disse dovevo essere un po’ scemo! Il giorno seguente s’imbarcò a Pisa.” Io rimasi costernato per i segni massicci di sofferenza che l’uomo porteva nel volto, ma anche da un sorrisino enigmatico che mi faceva prevedere il meglio. “Il mio confessore è morto, aggiunse, te lo avrei consigliato! Egli fu per me, il libriccino in Apocalisse, dolce in bocca e amaro nel ventre, o mi sbaglio?”. … Non l’ho più rivisto. Che Dio abbia in gloria quel Confessore dolce e amaro come il libriccino di Apocalisse

  296. Ho già scritto in questi commenti, del Pensiero Magico e della Nevrosi fobico-ossessiva, oggi, comunemente chiamata Nevrosi Maggiore Grave. Ne ho parlato con ipocrisia, reticenza – la paura era quella di essere “rappresentato” come uno che ha le “turbe”. Ho usato un glossario psichiatrico per lisciare il pelo a coloro che – scienziati – ritengono “la fobico-ossessiva”, solamente una patologia molto pericolosa. E dolorosissima, aggiungo io; a tratti insopportabile. Potevo irrompere nell’argomento in altro modo, ma la prudenza insegna che lo scientismo bigotto, mi avrebbe messo a tacere, per vaghezza dei ragionamenti e “ignoranza di questa patologia”. Ma ora giù la maschera,caro non-ho-più-un-nome! Devi dire tutto quel che è avvenuto. Lavoravo, e per questa “nevrosi”, mi hanno riconosciuto il pensionamento per invalidità (1976)… stavo per suicidarmi: il dolore rimandava al “cerimoniale” per escorcizzarsi, il cerimoniale diveniva sempre più complesso, tanto da generare altro dolore. Altrove ho spiegato con maggiori ragguagli, l’intera sintomatologia. Dal 1987 al 1994, un ulteriore peggioramento. Due ricoveri volontari in clinica, in seguito ad un progressivo distacco dalla “realtà”. Massima apprensione dei miei cari. Scarsi i resultati dai farmaci ricaptatori di serotonina e dopamina. Per un attimo – il Signore di certo mi ha perdonato! – ho chiesto aiuto a satana, ché mi lasciasse prendere sonno. Che io muoia, piuttosto! ho gridato, vattene spirito immondo! Sono sempre stato certo che Gesù Cristo è Dio, ma non ho mai tratto conclusione da quel che mi pareva ovvio, come bere quando si ha sete. Vivevo la “fede” come un luogo comune.(1994). Più tardi – senza che io nulla facessi ad hoc – mi parve che Gesù volesse diventarmi amico – saliva in me il tasso glicemico-animico! La Sua dolcezza non era invadente, nulla aveva da “insegnare” alla mia “coscienza”. Nulla di nulla. Si dava a conoscerSi. Io ci stavo a conoscerLo. Lui di me sapeva tutto. Non mi stavo accorgendo, in quegli anni desolati, che i “cerimoniali fobici e ossessivi”, perdevano d’intensità; ero all’oscuro di ogni nesso possibile. Con la miserrima nozione di fede che mi ritrovavo, quale nesso avrei potuto indagare? Ma Gesù, adesso, fluiva come “un balsamo “trovato per caso”, nei miei comportamenti, vi portò pazienza e la sopportazione dei molesti. Le prime persone che cominciai ad amare furon coloro che mi eran rimaste fino allora indifferenti; poi mia moglie, mio figlio, il mio caro fratello; e non so quanti “assenti” improvvisamente emersero. La mia “concezione di malattia” l’ho già espressa nei “commenti”: da Satana viene il Pensiero Magico, nel cui seno, raggomitolata come serpe, giace la “Nevrosi”…. Bastava alzare gli occhi: Gesù si dava a vedere, seduto, una tunica color crema e un mantello rossobruno, fermato su di una spalla, per andare a coprire l’altra. Mi venne una gran voglia di felicità! – Egli mi doveva proprio conoscere! – la testa volta di profilo e un sorrisetto come a dire, ah, finalmente ci sei! Inutile dirGli che mi aveva guarito, guarito del tutto! tratto fuori dall’infamia del Pensiero Magico! Lo dovevo ringraziare? sarebbe stato come dire grazie all’aria che respiriamo! Qualora avvalorassi il miracolo, scontenterei tutti: Chiesa e Scienza! …. Se sto di fronte a Lui e Gli manifesto una delle mie intenzioni, certe volte cancella il sorriso e scuote la testa; se la penso nel Suo Nome, riappare quel sorriso/sorrisetto, anche un po’ burlone, benevolo e burlone! Una volta ho pensato al Cardinale Biffi: vis polemica e gioioso divertimento!…. Gesù non mi ha chiesto proprio nulla! Mi ha donato la Sua Amicizia! E quel sorriso! … quando scompare… si oscura in volto ….le mani sulle tempie…. lo sguardo rivolto a terra. Riemerge, poi, pudicamente, osservando – io che lo guardo! Non ho ricevuto da Lui nessun insegnamento, sia spirituale che etico, credetemi; nulla che avesse a contristarmi; La Sua figura seduta su di una pietra bassa, il sorriso, l’improvviso incupimento. Tutto qui. Per l’Amore che mi porta, non riesco che a PENSARE NEL SUO Nome; ha conquistato l’intelletto? niente di più falso! Mi trovo in una chiaria ove non so, se è il mio o il Suo Intelletto a pensare Dio. Se me ne allontano – e lo faccio spesso, ahimé! – lo trovo seduto, pronto ad una conversazione – senza che una parola esca dalle Sue labbra.

  297. Dopo che ho scritto quel che ho scritto, mi ha colto la disperazione di colui che “pensa” di aver millantato l’amicizia con Cristo Signore, addirittura, che lo si possa vedere? Chi ha parlato in me? Una povera vanteria funzionale alla mia nevrosi? Lo spirito di Pitone che anima la serva, in Atti degli Apostoli e che Paolo libera dallo spirito immondo? Voglio citare Paolo, nella prima lettera ai Corinzi,12,1,3 che al culmine della mia pena, ho chiesto venga in aiuto della mia buona fede. Ho aperto la Bibbia, le mie dita hanno colto le parole di Paolo:
    “Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell’ignoranza. Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: “Gesù è anàtema!”; e nessuno può dire: “Gesù è Signore!”, se non sotto l’azione dello Spirito Santo”. Satana è nella disperazione e spinge se stesso alla disperazione, pensando di trovare tregua impiccandosi. Tanto povera è la mia fede che tornano a ruggir nell’intelletto, le ragioni del senso comune. Lui vede che mi arrabatto timoroso, in mezzo alla infruttosa foresta del dubbio; sorride appena, quel tanto da spostarmi dai luoghi del temere.

  298. “Occorre stare con Gesù per poter stare con gli altri. È questo il cuore della missione”. Se così non fosse il lavoro dei missionari mi ricorderebbe 1 Cor. cap. 23; “Se anche dessi in cibo tutti i miei beni e non avessi la carità a nulla mi gioverebbe…” Si ricordino i nostri forti, coraggiosi missionari: GESU’ E’ CARITA’; ma io vedo in TV 2000, il loro sorridente orgoglio per aver conseguito questo o quel resultato pratico, a favore di chi soffre; mai una volta ho ascoltato da un di loro: E’ Gesù che agisce in me per l’amore che vi porto. Papa, quante volte Ti ringrazio per aver detto queste dieci parole di Verità: tutti le dovrebbero ascoltare, ad Assisi, in ottobre, dovunque nel mondo. Debbo chiudere gli occhi, ho tanto sonno.

  299. Salmo 149,1 – “Cantate al Signore un canto nuovo” – Rinnovate ogni volta che lodate il Signore il vostro canto. Rinnovate ogni volta che lodate il Signore il vostro linguaggio. Un lessico nuovo per lodare il Signore. Ma perché, poi? Un vezzo estetico per mettere in luce il proprio genio letterario? Macché! Tenete presente questa frase – apodittica, in verità! – ripetersi è mentire. La lode del Signore derivi sempre dalla gioia, che nell’attimo, furiosa irrompe nel linguaggio, dimentica “di tutto”, perfino di averlo già fatto prima di allora. Ripetersi è mentire. Giaculare “a freddo” una lode al Signore, è mentire sull’intenzione di preghiera: “togliamoci il pensiero, se il Signore esiste…” C’era una volta una famiglia cinese che aveva l’abitudine di porre sul davanzale un pugnello di riso: se gli dei esistono ne trarremo vantaggio, al contrario, non avremmo sprecato che un pugnello di riso”. Doniamo al Signore un canto nuovo – follemente – non pensando neppure lontanamente di averne un ritorno in beni della terra. E i “canti” della pietà cristiana, che da duemila e più anni permangono eterni nella loro armonia? E’ mentire, cantare e pregare per mezzo di essi? Se pongo in loro tutta la mia gioia, la fede nel Signore Gesù; prego in loro come se li “avessi solo adesso”, sicuramente avrò cantato un cantico nuovo, nuova l’ebbrezza spirituale con cui canto. Se non scatta nessun anelito di gioia nel vostro canto, siate disperati, piuttosto! meglio che mettere un pugnello di riso sul davanzale. Siate disperati dinanzi a Gesù! fategli vedere l’agonia dell’anima, gelida e indifferente: “non riesco a dirti quanto ti amo, inerte è l’anima mia, o l’accendi del Tuo Amore, oppure muore”. Ed ai Vescovi, io dico: non siate coerenti a quel che i fedeli si aspettano che voi diciate – l’uso degli stessi stilemi, biascicati stancamente, svuotano la Verità, dello Spirito di Carità; eppure le omelie, le preparate per tempo! Pregate, Vescovi, lo Spirito Santo, che vi accompagni nelle vostre omelie! Date fuoco alle polveri, accecate i fedeli con la Sua Luce, ché abbiano finalmente a vedere con occhi nuovi! Non fece così, Gesù con Paolo? Se non sarete come Lui, perirete tutti:acché serve il sale che non sala – voi siete il sale della terra! Siamo insipidi, per questo peccatori. Su di noi, satana, può aggiungere ogni “sciocchezza”, senza che un briciolo di orrore “tradisca” la Sua presenza. Benedetti coloro che hanno acceso un fuoco nel Suo nome: Paolo, perdonami, se accomuno la Tua Passione a quella di Lutero – spero brilliate insieme, a destra e a sinistra di Ges